Lavori abusivi sul Demanio marittimo: rivolgersi al proprietario

Il Tar Campania annulla il blocco dei lavori disposto dal Comune di Massalubrense e notificato alla Capitaneria di Porto l'amministrazione marittima è soltanto il gestore del bene

Con una ordinanza, notificata al Demanio Marittimo - Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia, il Comune di Massalubrense ordinava la sospensione di alcuni lavori su un manufatto demaniale ritenendo che fossero in corso variazioni non assentite dall'atto formale di concessione. I lavori riguardavano parte di una costruzione, da ripristinare, che l'Amministrazione marittima aveva rilasciato in concessione per quindici anni ad una società esercente un vicino albergo con il vincolo di mettere a disposizione della stessa autorità marittima una parte del piano terra per destinarlo a sede dell'Ufficio locale marittimo. Il blocco dei lavori veniva impugnato dal Ministero dei Trasporti e della Navigazione, deducendo tre motivi il difetto di legittimazione passiva dell'Amministrazione intimata l'immobile è una pertinenza dello Stato di proprietà del Ministero dell'Economia e delle Finanze, l'Amministrazione marittima ne è mero gestore , la violazione del giusto procedimento non ritenendosi applicabile la disciplina repressiva prevista dall'articolo 4 della legge n. 47/1985, relativa ad aree non pubbliche, bensì l'articolo 14 della stessa norma , la violazione degli articoli 36 e seguenti del Codice della Navigazione in quanto l'Amministrazione intimata non è responsabile delle opere realizzate dal concessionario e delle quali, peraltro, ancora non dispone. La settima sezione del Tribunale amministrativo per la Campania con la sentenza qui leggibile come documento correlato ha accolto il ricorso annullando l'ordinanza comunale. Il Collegio ha ritenuto fondato il primo motivo con il quale si eccepiva il difetto di legittimazione passiva del Ministero dei Trasporti. I giudici hanno infatti ricordato come i beni che fanno parte del demanio marittimo costituiscono il cosiddetto demanio necessario e sono sottoposti al relativo regime speciale della demanialità e assoggettati alla disciplina pubblicistica dei beni appartenenti allo Stato . Ai sensi del Codice della Navigazione l'Amministrazione marittima regola l'uso del demanio marittimo e vi esercita la polizia ed è competente per concessioni e vigilanza sul corretto uso dei beni pubblici in argomento, con la conseguenza che non può essere considerata proprietaria degli stessi come erroneamente qualificata nell'ordinanza impugnata . I beni del demanio marittimo, costituenti il demanio pubblico, appartengono infatti allo Stato e sono amministrati dal Ministero dell'economia e delle finanze, che ne cura l'inventario e la consistenza . m.c.m. ?? ?? ?? ?? 1

Tar Campania - Sezione settima - sentenza 8 febbraio/26 aprile-23 giugno 2006, n. 7124 Presidente Guerriero - Relatore Caminiti Ricorrente ministero dei Trasporti Fatto Il ministero dei Trasporti e della Navigazione ricorrente espone che, in data 24 settembre 1998, l'Amministrazione marittima ha rilasciato alla società Baia di Puolo Srl con sede in Massalubrense, apposita concessione demaniale marittima della durata di 15 anni, in zona demaniale sita in località Marina di Puolo , particella n. 249 del foglio di mappa 1 del Comune di Massalubrense, della superficie di mq. 250 sulla quale insisteva un manufatto demaniale marittimo dirupo, della superficie di mq. 190, acquisito tra le pertinenze demaniali, allo scopo di ristrutturarlo in conformità alla planimetria tecnica allegata alla concessione, sopportando le spese di esecuzione dei lavori, e di mettere a disposizione della stessa Autorità marittima parte del piano terra per destinarlo a sede dell'Ufficio Locale Marittimo di Massalubrense e la restante parte quale dipendenza dell'adiacente albergo Baia di Puolo di proprietà della stessa società. Riferisce che l'immobile, da destinare ad Uffici dell'Amministrazione marittima, non è stato ancora messo a disposizione della stessa e, nonostante ciò, il Comune di Massalubrense con ordinanza n. 350, notificata il 9 ottobre 2000, ha disposto al Demanio Marittimo /Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia in qualità di proprietaria la sospensione dei lavori sul bene demaniale in oggetto, in quanto a seguito di accertamento edile sarebbero state eseguite variazioni non assentite dall'atto formale di concessione. Avverso detto provvedimento l'Amministrazione ha proposto ricorso a questo Tribunale amministrativo affidando il gravame a tre mezzi di impugnazione, volti a denunciare nell'ordine 1 il difetto di legittimazione passiva dell'Amministrazione Statale intimata la violazione e falsa applicazione dell'articolo 30 cod. nav., atteso che l'immobile sarebbe una pertinenza dello Stato rientrante tra i beni demaniali marittimi ai sensi dell'articolo 29 cod. nav. e, quindi, di proprietà del ministero delle Finanze adesso, min. economia e Finanze , mentre l'Amministrazione marittima intimata sarebbe mero gestore del Demanio Marittimo e non Ente proprietario dello stesso 2 la violazione del giusto procedimento Violazione e falsa applicazione legge 47/1985, posto che al caso de quo non sarebbe applicabile l'iter repressivo descritto dall'articolo 4 della legge 47/1985, riguardante invece le opere abusive costruite su aree non pubbliche, bensì l'articolo 14 della stessa legge che prevede quale destinatario dell'intimazione della sospensione dei lavori in difformità rispetto alla concessione l'Ente proprietario del suolo quindi il min. Economia e finanze 3 violazione dell'articolo 36 e segg. Cod. Nav., in quanto l'Amministrazione destinataria dell'atto impugnato non sarebbe responsabile di opere realizzate dal concessionario de quo e non ancora a disposizione della stessa. L'Amministrazione comunale intimata non si è costituita in giudizio. La società Baia di Puolo Srl si è costituita in giudizio per resistere al ricorso, sostenendo la illegittimità del provvedimento impugnato attesa la incompetenza dell'Autorità comunale e la erroneità della procedura adottata, anche con riferimento all'ulteriore profilo di individuazione del soggetto proprietario dei beni demaniali marittimi destinatario dell'ordinanza, identificato nel ministero dei Trasporti - Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia, invece che il ministero dell'Economia e delle finanze. Ha concluso chiedendo la reiezione del ricorso perché infondato. Alla pubblica udienza dell'8 febbraio 2006, la causa è stata trattenuta in decisione. Diritto 1. Nel merito, il Collegio è dell'avviso che l'azionata domanda di annullamento dell'ordinanza impugnata sia meritevole di accoglimento, alla stregua del primo motivo di doglianza formulato dal ricorrente ministero dei Trasporti nel proposto gravame, con il quale si eccepisce il difetto di legittimazione passiva di detta Amministrazione. Al riguardo, dall'esame del provvedimento impugnato e da quanto rappresentato dall'Amministrazione ricorrente, emerge che il Comune di Massa Lubrense con l'ordinanza di sospensione lavori 350/00 ha ordinato, tra gli altri, al Demanio Marittimo/Capitaneria di Porto di C.mmare di Stabia - in qualità di proprietaria di sospendere immediatamente i lavori di cui all'autorizzazione edilizia n. 20/1995 e successivo rinnovo del 10 settembre 1999, posto che sono emerse variazioni non assentite sull'immobile demaniale marittimo concesso alla società Baia di Puolo srl concessionario e committente dei beni . Come risulta in fatto, l'Amministrazione marittima, competente a ciò, ha concesso alla società Baia di Puolo Srl un'area demaniale marittima in località Marina di Puolo , sita nel Comune di Massa Lubrense, sulla quale insiste un manufatto demaniale marittimo dirupo, acquisito tra le pertinenze demaniali marittime con Testimoniale di stato in data 17 settembre 1960, allo scopo di ristrutturarlo e mettere a disposizione dell'Autorità Marittima parte del piano terra per destinazione ad uffici della stessa. Ai fini della ristrutturazione è stata chiesta e ottenuta autorizzazione edilizia n. 20/1995, rilasciata alla Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia , successivamente rinnovata in data 10 settembre 1999 in nome della soc. Baia di Puolo Srl e, a seguito di realizzazione di lavori in parte difformi da quelli assentiti, è stata chiesta l'autorizzazione anche al Comune in data 3 ottobre 2000. Orbene, l'immobile in oggetto, acquisito tra le pertinenze demaniali marittime con Testimoniale di stato in data 17 settembre 1960 ed iscritto nel registro 23/D di 1 categoria Articolo 131, va considerato come pertinenza del demanio marittimo. Osserva il Collegio che, il regime legale del demanio marittimo, statuito dal codice della navigazione e dal relativo regolamento di esecuzione, va inquadrato nell'ambito della generale disciplina giuridica prevista nel libro secondo del codice civile. Difatti l'articolo 822 Cc sancisce formalmente la demanialità del lido del mare, della spiaggia, delle rade e dei porti, con un elenco di beni che non ha carattere tassativo, ma che è positivamente integrato dall'articolo 28 e 29 del cod. della navigazione. In particolare, nell'articolo 29 citato vengono considerate pertinenze del demanio marittimo le costruzioni e le altre opere appartenenti allo Stato, che esistono entro i limiti del demanio marittimo e del mare territoriale. I beni che fanno parte del demanio marittimo costituiscono il cosiddetto demanio necessario e sono sottoposti al relativo regime speciale della demanialità e assoggettati alla disciplina pubblicistica dei beni appartenenti allo Stato. Orbene, ai sensi dell'articolo 30 del cod. nav., l'Amministrazione dei trasporti e della navigazione regola l'uso del demanio marittimo e vi esercita la polizia e ha, quindi, competenza sul rilascio delle concessioni e il controllo circa l'osservanza delle norme sull'uso dei beni pubblici in argomento, con la conseguenza che non può essere considerata proprietaria degli stessi come erroneamente qualificata nell'ordinanza impugnata . Infatti, sulla base dei principi generali che disciplinano la materia cfr. Rd 2440/23 e 827/24, articoli 822 e ss. Cc, articoli 28 e ss. cod. nav. , i beni del demanio marittimo, costituenti il demanio pubblico, appartengono allo Stato e sono amministrati dal ministero dell'Economia e delle finanze, che ne cura l'inventario e la consistenza in generale, cfr. Cassazione Civ. Sezione tributaria, 4769/04 CdS, Sezione sesta, 3187/03 . Richiamando quanto sopra, con riferimento al dedotto difetto di legittimazione al giudizio dell'Amministrazione, deve rilevarsi che, nella fattispecie, sussiste in capo alla stessa la c.d. legitimatio ad causam, istituto derivante dal processo civile, ossia il potere di esercitare l'azione in giudizio, mentre, la questione in esame riguarda la legittimazione a ricorrere, che presuppone che i ricorrenti siano titolari del rapporto oggetto della controversia cfr. articolo 100 cpc in relazione a tale profilo d'indagine, sulla base delle suesposte considerazioni in fatto e in diritto, risulta dimostrato il difetto della effettiva titolarità del rapporto sostanziale controverso in capo all'Amministrazione medesima con riferimento all'atto impugnato, posto che il ministero dei Trasporti-Demanio marittimo-Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia, destinatario dell'ordinanza non risulta essere proprietario del bene controverso né utilizzatore dello stesso cfr. Tar Marche, 976/04 Tar Sicilia, Palermo, Sezione terza, 1463/05 Tar Campania, Napoli, Sezione quarta, 16668/05 Cassazione civile, Sezione prima, 19647/05 Cassazione civile, Sezione terza, 24457/05 . In conclusione, nei sensi e nei limiti sopra esposti, il ricorso è meritevole di accoglimento, dovendosene condividere la censura di cui al primo motivo relativa al difetto di legittimazione dell'Amministrazione statale destinataria del provvedimento impugnato, con assorbimento di ogni altro vizio dedotto e, per l'effetto, va disposto l'annullamento dell'atto impugnato. Tuttavia la materia trattata consiglia la compensazione tra le parti delle spese, diritti e onorari di causa. PQM Il Tar della Campania, Napoli, Sezione settima, accoglie il ricorso in epigrafe e, per l'effetto, annulla il provvedimento impugnato. Dispone la compensazione tra le parti delle spese, diritti e onorari di giudizio. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità amministrativa. ?? ?? ?? ?? 3