La stagione delle riforme. Dopo la Consulta

Il governo frena dopo l'annuncio di Chiti. I penalisti, pronti alla protesta in caso di revisione della legge sull'inappellebilità, incontrano oggi il Guardasigilli che deciderà sulla ridatazione dei decreti attuativi per l'ordinamento giudiziario

Riformare sì ma con cautela. L'annuncio delle riforme in materia di giustizia, fatto venerdì scorso dal ministro per le Riforme e i rapporti col Parlamento, Vannino Chiti Ds era solo un'indicazione di massima vedi tra gli arretrati del 27 maggio 2006 . L'esecutivo guidato da Romano Prodi ha sì intenzione di rivedere leggi come la ex Cirielli e la Pecorella sull'inappellabilità ma lo farà solo dopo le pronunce della Corte costituzionale. Mercoledì 7 giugno arriverà infatti la prima pronuncia dei giudici costituzionali, quella in merito alla ex Cirielli sulla recidiva e i nuovi tempi di prescrizione, mentre dopo l'estate arriverà quella sull'inappellabilità. Detto questo l'esecutivo non ha intenzione di mettere mano alle due leggi senza aver sentito prima il giudizio della Consulta. Ciononostante le dichiarazioni e il comunicato stampa di venerdì hanno fatto discutere molto soprattutto gli avvocati penalisti che, in caso di revisione del principio introdotto dalla legge 46/2006 inappellabilità delle sentenze di proscioglimento si sono dichiarati pronti anche allo sciopero. Oggi, comunque, il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, dopo l'impegno elettorale, tornerà a Roma e incontrerà proprio i vertici dell'Unione delle Camere penali rappresentati dal presidente Ettore Randazzo e dal segretario Valerio Spigarelli. Dopo l'Anm e il Cnf il Guardasigilli dovrà inviare messaggi distensivi anche ai penalisti che hanno già promesso battaglia in caso di modifiche delle suddette leggi tramite decretazione d'urgenza. Per i penalisti, infatti, non ci sarebbe nessun motivo di urgenza per modificare la normativa proposta dal governo se quindi si decidesse di procedere tramite Dl questo non solo sarebbe incostituzionale ma dimostrerebbe il totale appiattimento - dice Randazzo - del governo alle posizioni della magistratura associata . In questo caso i penalisti sarebbero pronti a proclamare uno sciopero. Per questo stasera l'Ucpi verificherà la disponibilità del ministro a tener conto delle istanze dell'Avvocatura penale - ha detto il presidente - che altri non sono che il rispetto della legalità costituzionale e di attuazione dei principi della nostra carta fondamentale . Oggi sarà una giornata decisiva sotto ogni punto di vista, dal momento che con il ritorno del Guardasigilli a Roma, verranno decisi anche gli interventi urgenti come la ridatazione dei decreti di attuazione della riforma dell'ordinamento giudiziario di prossima scadenza. Entreranno infatti in vigore il 18 e il 19 giugno prossimi i decreti sul nuovo sistema disciplinare e sulla riorganizzazione dell'ufficio del Pm. Questa la situazione dei decreti attuativi il primo ad essere pubblicato sulla Gazzetta è stato il provvedimento sul conferimento degli incarichi direttivi, il D.Lgs 20/2006 uscito il 27 gennaio, seguito dal provvedimento sui Consigli giudiziari e il consiglio direttivo della Corte di cassazione D.Lgs 25/2006 pubblicato il 3 febbraio nello stesso giorno è stato pubblicato anche il provvedimento che ha istituito la Scuola della magistratura D.Lgs 26/2006 la pubblicità degli incarichi extragiudiziari è uscito il 13 febbraio D.Lgs 35/2006 , mentre le modifiche al consiglio di presidenza della Corte dei conti e della Giustizia amministrativa è uscito il 3 marzo D.Lgs 62/2006 la riorganizzazione del Pm il 20 marzo e il nuovo disciplinare il 21 marzo rispettivamente D.Lgs 106/06 e D.Lgs 109/2006 , mentre l'ultimo ad essere pubblicato è stato proprio il provvedimento più importante, quello riguardante l'accesso e la progressione in carriera, il cosiddetto concorsificio , pubblicato sulla Gazzetta n. 99 del 29 aprile D.Lgs 160/2006 . Tutti i provvedimenti entreranno in vigore a novanta giorni dalla loro pubblicazione sulla Gazzetta, per questi alcuni sono già in vigore.