Il casellario giudiziale apre all'Europa

Saranno incluse anche le sentenze della Corte europea dei diritti dell'Uomo. Via libera da Palazzo Spada al regolamento di via Arenula. L'indipendenza degli ordinamenti non significa indifferenza

Nel casellario giudiziale vanno incluse anche le sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo. A dare il via libera al regolamento messo a punto da Via Arenula che modifica il Dpr 313/02 che ha previsto anche l'inserimento delle decisioni della Corte di Strasburgo nel grande database della Giustizia italiana è stato il Consiglio di Stato con il parere 4304/05 qui leggibile nei documenti correlati . Palazzo Spada ha precisato che nessuna norma della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, recepita con la legge 848/50 rende direttamente eseguibili negli ordinamenti nazionali le sentenze della Corte di Strasburgo. Per cui, il giudizio davanti alla Corte europea dei diritti dell'uomo resterebbe circoscritto all'accertamento dell'inadempimento dello Stato rispetto agli obblighi derivanti a suo carico dalla stessa Convenzione. Con la conseguenza che le relative decisioni si svolgono e si esauriscono a livello sovranazionale, anche quando si concretizzino nell'obbligo dello Stato soccombente di adottare interventi riparatori in favore del ricorrente. Tutto ciò significa che nel caso in cui il cittadino intenda porre in esecuzione le statuizioni dei giudici di Strasburgo, dovrà necessariamente richiedere l'intervento del giudice nazionale. Tuttavia, ha continuato Piazza Capo di Ferro, l'indipendenza dei due ordinamenti non significa la loro reciproca indifferenza , altrimenti salterebbe l'intero sistema del diritto internazionale. Del resto, le sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo, pur non avendo efficacia immediatamente vincolante per il giudice italiano, costituiscono la prima e più importante guida ermeneutica. A tal punto da spingere il nostro legislatore a modificare la Costituzione per recepire i principi espressi dalla Corte di Strasburgo in materia di giusto processo e ad emanare la cosiddetta legge Pinto, la 89 del 2001. Normativa che prevede il diritto ad un'equa riparazione qualora sia violato il termine ragionevole del processo. Ne deriva quindi, hanno aggiunto i consiglieri di Stato, che il giudice italiano è obbligato a tenere conto dei criteri di determinazione della riparazione applicati dalla Corte europea, pur conservando egli un margine di valutazione che gli consente di discostarsi, purché in misura ragionevole, dalle liquidazioni effettuate da quella Corte in casi simili . Tale regola di conformazione - ha concluso Palazzo Spada - [ ] ha natura giuridica di fonte legale tant'è che il mancato rispetto di essa da parte del giudice del merito concretizza il vizio di violazione di legge, denunziabile dinanzi alla Corte di cassazione . Per cui ben vengano regolamenti che prevedono l'inserimento delle decisioni dei giudici di Strasburgo nel casellario giudiziale. cri.cap

Consiglio di Stato - Sezione consultiva atti normativi - parere 24 ottobre 2005, n. 4304 Presidente Corsetti - Estensore Pozzi Oggetto ministero della Giustizia - Regolamento concernente l'inserimento nel Casellario nazionale delle sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo Premesso e considerato 1 - L'Amministrazione riferisce che a seguito della decisione della Corte europea dei diritti dell'uomo del 16 novembre 2000 divenuta definitiva il 16 febbraio 2001 con cui è stato deciso il caso R. Morales, l'Italia è stata condannata ad adottare misure appropriate per includere la menzione delle sentenze della Corte medesima nel Casellario giudiziale nazionale. Il regolamento in esame, in ottemperanza alla suddetta sentenza, adegua la normativa italiana di cui al Dpr 313/02, recante il Tu delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di casellario giudiziale. La novella a detta della stessa Amministrazione, trova la propria fonte normativa nell'articolo 3, lettera u del citato Dpr 313/02, il quale prevede, in via generale, che nel Casellario deve essere iscritto qualsiasi altro provvedimento che concerne a norma di legge i provvedimenti già iscritti, come individuato con decreto del Presidente della Repubblica, ai sensi, dell'articolo 17, comma 1, della legge 400/88, su proposta del ministro della Giustizia . L'Amministrazione ritiene che le sentenze della Corte di Strasburgo possano, essere considerate alla stregua dei provvedimenti indicati dalla norma citata, i quali concernono, a norma di legge, altri provvedimenti già iscritti , a loro volta costituiti dalle sentenze passate in giudicato dei giudici italiani e dagli altri provvedimenti indicati nelle lettere da a a t del menzionato articolo 3. Invero, il requisito a norma di legge , richiesto dalla lettera u del medesimo articolo, è soddisfatto dalla legge 848/55, di ratifica per l'Italia della Convenzione europea dei diritti umani, la quale ha istituito la Corte europea dei diritti dell'uomo, conferendole carattere sopranazionale e statuendo l'obbligo degli Stati contraenti di adottare le misure generali ed individuali conseguenti alle pronunce di condanna della stessa articoli 19 e 46 . Pertanto, conclude l'Amministrazione riferente, le decisioni di condanna della Corte di Strasburgo concernenti sentenze divenute definitive pronunciate dall'autorità giudiziaria italiana, potranno essere incluse tra i provvedimenti iscrivibili sul casellario giudiziale. 2 - Tutto ciò premesso sulla base delle considerazioni svolte dal Ministero riferente rispetto alle quali vale precisare che la sentenza Morales non pone nessun obbligo di recepimento da parte dello Stato italiano , osserva la Sezione che lo schema di regolamento portato al suo esame implica problematiche non semplici, i cui punti nevralgici possono individuarsi nella focalizzazione del sistema del casellario giudiziale e nei rapporti tra sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo ed ordinamento giudiziario interno. Quanto al primo profilo, è da ricordare, sviluppando quanto già anticipato e chiarito dal Ministero, che il Dpr 313/02, Tu delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di casellario giudiziale, di anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato e dei relativi carichi pendenti, emanato ai sensi dei numeri 8 e 55 dell'allegato n. 1 della legge 50/1999 , con le disposizioni del Titolo secondo, relative al casellario giudiziale, ha stabilito, all'articolo 3, quali siano i provvedimenti iscrivibili nel medesimo casellario, riprendendo in gran parte le previsioni già contenute nell'articolo 686 Cpp, nell'articolo 194 disp. att. Cpp, negli articoli 4 e 14 del Rd 778/31, nell'articolo 24, sesto comma, del Rdl 1404/34 relativo alla riabilitazione dei minori, convertito, con modificazioni, nella legge 835/35 , nell'articolo articolo 58bis della legge 354/75 concernente i provvedimenti della sezione di sorveglianza relativi alla irrogazione e alla revoca delle misure alternative alla pena detentiva , nell'articolo 73 della legge 689/81 riguardante i decreti e le sentenze di condanna alle pene sostitutive nonché le ordinanze previste dall'articolo 66, ultimo comma, e dall'articolo 108, ultimo comma della stessa legge 689/81 . Riprendendo le citate disposizioni previgenti, il citato articolo 3 del nuovo Tu stabilisce che nel casellario giudiziale si iscrivono, per estratto, una serie di provvedimenti giudiziari in materia penale e civile [lettere da a ad r ], nonché i provvedimenti amministrativi di espulsione e i provvedimenti giudiziari che decidono il ricorso avverso i primi lettera s , i provvedimenti di correzione, a norma di legge, dei provvedimenti già iscritti lettera t infine, con la lettera u , che è quella che qui interessa direttamente, qualsiasi altro provvedimento che concerne, a norma di legge, i provvedimenti già iscritti provvedimento che , in base alla stessa previsione della lettera u , deve essere espressamente individuato con decreto del Presidente della Repubblica, ai sensi dell'articolo 17, comma 1, della legge 400/88, su proposta del ministro della Giustizia. Poiché l'esercizio della potestà regolamentare esercitata con lo schema di regolamento portato all'esame della Sezione si fonda sulla previsione autorizzatoria della predetta lettera u , ritiene la Sezione stessa che occorra chiarirsi cosa debba intendersi per provvedimento che concerne, a norma di legge, i provvedimenti già iscritti , di cui è parola nella citata disposizione. 3 - Vale ricordare, al riguardo, che ai sensi dell'articolo 2 del medesimo Tu 313/02, contenente le previgenti disposizioni regolamentari in materia e recante le definizioni usate nello stesso testo, si stabilisce che ai fini del presente Tu, se non diversamente ed espressamente indicato deve intendersi, lettera f per provvedimento giudiziario , la sentenza, il decreto penale e ogni altro provvedimento emesso dall'autorità giudiziaria inoltre lettera g , per provvedimento giudiziario definitivo il provvedimento divenuto irrevocabile passato in giudicato o, comunque, non più soggetto a impugnazione con strumenti diversi dalla revocazione. Il provvedimento o, meglio, la tipologia di provvedimenti da formalizzare con apposito atto regolamentare, di cui parla la ricordata lettera u dell'articolo 3 del Tu deve dunque riguardare, riferirsi, concernere a sua volta provvedimenti penali o civili del giudice italiano, secondo un rapporto di connessione non necessariamente tipizzato secondo le norme dei codici sostanziali o di rito es., articoli 12 c.p. e 12 e seg. Cpp ma comunque esistente a norma di legge . Il predetto collegamento tra tipi di provvedimenti trova ulteriore specificazione nelle finalità del casellario giudiziario, che sono di pubblicità notizia a fini di interesse generale ed anche dello stesso destinatario dei provvedimenti da trascrivere. Vale ricordare, sul punto, che già in base all'articolo 685, comma 1, Cpp ora abrogato dall'articolo 52 del ricordato Dpr 313/02 e non puntualmente ivi ripreso essendosi preferito adottare un sistema elastico di organizzazione, demandato ad un decreto dirigenziale cfr. articolo 42 , l'ufficio del casellario giudiziale provvedeva a raccogliere e conservare l'estratto dei provvedimenti e le annotazioni di cui è prescritta l'iscrizione, concernenti le persone nate nel circondario , svolgendo così un ruolo di documentazione, a fini penali ed extrapenali, di pronunce giurisdizionali irrevocabili e di altri provvedimenti giudiziari indicati specificamente dalla legge. Vi sono, poi, altre disposizioni che riguardano, prevedono e disciplinano tale iscrizione ai fini più vari, come, ad esempio, quelli di cui all'articolo 38 della legge 47/1985, relativo al condono edilizio, secondo cui, nel caso in cui nei confronti del richiedente la sanatoria degli abusi edilizi sia intervenuta sentenza definitiva di condanna per i reati previsti dal comma precedente, viene fatta annotazione dell'avvenuta oblazione nel casellario giudiziale, annotazione la quale impedisce di tener conto della condanna ai fini dell'applicazione della recidiva e del beneficio della sospensione condizionale della pena. La ragione e le finalità di tale compito notiziale assolto dal casellario sono, dunque, di vario genere, potendo assumere i dati raccolti nel casellario giudiziario diretta importanza all'interno del processo penale si pensi alla disposizione di cui all'articolo 329, comma 2, Cpp , potendo anche assumere carattere sanzionatorio, laddove la divulgazione dell'avvenuta pronuncia di sentenza di condanna assuma valore di pena accessoria rispetto alla pena principale comminata per determinati delitti, ovvero potendo assumere valore o interesse per lo stesso destinatario dei provvedimenti iscritti od annotati, come nel caso della partecipazione a procedure di gara o concorsuali tant'è che il Tu prevede una serie di disposizioni per le quali l'interessato ha il diritto di ottenere il certificato generale, il certificato penale, il certificato civile, senza neppure la necessità di motivare la sua richiesta articolo 23 del Dpr 313/02 . 4. - Questa funzione polivalente del casellario giudiziario, alla quale si accompagnava anche la possibilità, seppur limitata, di iscrizione di sentenze o provvedimenti emessi da autorità giudiziarie straniere, era più evidente nel testo dell'articolo 686 Cpp che riguardava appunto le iscrizioni nel casellario giudiziale, anch'esso oggi ormai abrogato dall'articolo 52 del citato Tu 313/02. La norma disponeva, infatti, da un lato che nel casellario giudiziale si iscrivono per estratto non solo le sentenze e i provvedimenti emessi in materia civile e penale, ma anche tutte le altre annotazioni prescritte da particolari disposizioni di legge, che potevano e possono pertanto essere prescritte anche per fini diversi da quelli della conoscenza della storia personale dell'imputato ai fini delle ulteriori, eventuali applicazioni di pene o sanzioni. Lo stesso articolo stabiliva, poi, che potessero essere iscritte anche le sentenze e i provvedimenti di natura penale pronunciati da autorità giudiziarie straniere, quando esse fossero state riconosciute dall'autorità giudiziaria italiana. Il principio di collegamento stabilito dalla ricordata lettera u dell'articolo 3 del Tu 313/02 era, poi, già scritto nel Rd 778/31, contenente il regolamento per la disciplina attuativa del servizio del casellario giudiziale. L'articolo 14 del predetto regolamento prevedeva, infatti, che formano oggetto dei fogli complementari, di cui all'ultimo capoverso dell'articolo 4 del presente regolamento , oltre una serie di provvedimenti giudiziari desueti, tra cui anche le sentenze della Corte di appello, che danno riconoscimento alle sentenze penali, pronunciate da autorità giudiziarie straniere, anche qualsiasi altro provvedimento, riguardante le iscrizioni già eseguite nel casellario giudiziale e le notizie che sono state omesse al momento della formazione delle schede, in quanto non ancora conosciute o accertate. In buona sostanza, si prevedeva la possibilità di iscrivere nel casellario anche provvedimenti aventi attinenza con quelli già iscritti nel casellario stesso, attraverso il sistema di fogli aggiuntivi, come meglio specificato nel citato articolo 4 del regolamento 778/31, secondo cui mentre l'iscrizione ordinaria nel casellario giudiziale delle sentenze e dei provvedimenti era fatta per estratto su apposita scheda, in conformità delle istruzioni date dal ministro della Giustizia, le altre iscrizioni riguardanti i casi particolari dell'articolo 2 prima parte dello stesso regolamento, si effettuavano mediante l'annotazione delle relative notizie sulle corrispondenti schede già formate e collocate, desumendole da appositi fogli complementari. D'altra parte il medesimo principio di collegamento appare essere una costante generale anche nel nuovo sistema, essendo esso riprodotto in altre disposizioni del nuovo Tu, come ad esempio l'articolo 9, lettera c . 5 - Delineata brevemente la natura e le funzioni del casellario giudiziario nelle loro configurazioni tradizionali - che non appaiono scalfite ma anzi rafforzate dal nuovo Tu, il quale ha inteso raccogliere tutte le disposizioni che erano state introdotte da altri interventi aggiuntivi, come quello di cui al D.Lgs 231/01, recante la nuova disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, a norma dell'articolo 11 della legge 300/00 - occorre ora stabilire se, in virtù del più volte ricordato articolo 3, lettera u , in esso siano iscrivibili o annotabili anche provvedimenti della Corte europea dei diritti dell'uomo. Al riguardo, occorre ricordare che la legge 848/55, ha ratificato e dato esecuzione in Italia alla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali firmata a Roma il 4 novembre 1950 e del Protocollo addizionale alla Convenzione stessa, firmato a Parigi il 20 marzo 1952. Il predetto Organo è stato previsto e disciplinato dalle disposizioni del Titolo secondo, in base al quale articolo 19 , per assicurare l'osservanza degli obblighi derivanti dalla Convenzione Afin d'assurer le respect des engagements résultant pour les Hautes Parties Contractantes de la présente Convention , venne istituita una Commissione ed una Corte il est institué a une Commission européenne des Droits de l'homme, ci-dessous nommée la Commission b une Cour européenne des Droits de l'homme, ci-dessous nommée la Cour . L'articolo 46 della stessa Convenzione, poi, stabiliva espressamente l'obbligatorietà e l'esecutività delle sentenze della Corte, prevedendo che ciascuno Stato contraente riconosceva senza necessità di ulteriori convenzioni l'obbligatorietà della giurisdizione della Corte per ogni questione di interpretazione ed applicazione delle norme della Convenzione stessa Chacune des Hautes Parties Contractantes peut, à n'importe quel moment, déclarer reconna tre comme obligatoire de plein droit et sans convention spéciale, la juridiction de la Cour sur toutes les affaires concernant l'interprétation et l'application de la présente Convention . La citata norma è stata cambiata in senso ancor più vincolante dalla successiva e più recente Convenzione stipulata a Strasburgo l'11 maggio 1994, che ha modificato alcune parti della Convenzione di Roma del 1950 questa seconda Convenzione è stata ratificata e resa esecutiva in Italia con la legge 296/97. Il nuovo testo dell'articolo 46 dell'originaria Convenzione, rubricato espressamente Forza vincolante ed esecuzione delle sentenze , stabilisce, ora, che Le Altre Parti contraenti s'impegnano a conformarsi alle sentenze definitive della Corte nelle controversie nelle quali sono Parti Les Hautes Parties Contractantes s'engagent à se conformer aux décisions de la Cour dans les litiges auxquels elles sont parties . Inoltre comma 2 , La sentenza definitiva della Corte è trasmessa al Comitato dei Ministri che ne sorveglia l'esecuzione . D'altra parte, l'intera Convenzione si sforza di assicurare la effettività delle sue disposizioni all'interno di ciascuno Stato contraente, anche attraverso un sistema di controlli esterni, come enunciati negli articoli del Titolo V della Convenzione stessa, secondo cui ciascun Paese firmatario deve fornire al Segretario del Consiglio d'Europa ogni notizia e chiarimento in merito alle modalità di applicazione effettiva delle norme della Convenzione TITRE V - articolo 57 Toute Haute Partie Contractante fournira sur demande du Secrétaire Général du Conseil de l'Europe les explications requises sur la manière dont son droit interne assure l'application effective de toutes les dispositions de cette Convention . 6 - Naturalmente, in base ai tradizionali principi generali del diritto internazionale, secondo cui ordinamento internazionale ed ordinamenti interni dei singoli Stati sono tra loro indipendenti, seppur reciprocamente interattivi, secondo sistemi e criteri diversi rinvii formali e sostanziali, recepimento di principi e valori, ecc. , anche per le disposizioni dell'Accordo di Roma del 1950, comprese quelle istitutive della Corte, si è ritenuta la loro non immediata operatività nell'ordinamento interno. Con specifico riferimento alle sentenze della stessa Corte si è osservato, infatti, che nessuna norma della Convenzione europea dei diritti dell' uomo, approvata e resa esecutiva, come sopra ricordato, con la legge 848/50, rende direttamente eseguibile negli ordinamenti nazionali le sentenze della Corte di Strasburgo. In particolare, il giudizio davanti alla stessa Corte resterebbe circoscritto all'accertamento dell'inadempimento dello Stato rispetto agli obblighi derivanti a suo carico dalla Convenzione medesima, con la conseguenza che gli effetti delle relative decisioni si svolgono e si esauriscono sul piano sovranazionale, anche quando si concretino nell'obbligo dello Stato soccombente di adottare interventi riparatori in favore del ricorrente CdS, Sezione prima, 1926/03 . Ciò significa che ove l'individuo interessato intenda porre in esecuzione le statuizioni della Corte dei diritti dell'uomo, dovrà pur sempre richiedere l'intervento del giudice nazionale. Al contempo, tuttavia, lo stesso principio di indipendenza dei due ordinamenti non significa la loro reciproca indifferenza, poiché così ritenendo salterebbe l'intero sistema del diritto internazionale, evento evidentemente impossibile soprattutto oggi che quel sistema è sempre più improntato all'elaborazione ed all'affermazione di principi e valori sopranazionali di carattere trasversale, unificanti i vari ordinamenti statali. Ciò significa, in particolare, che, proprio in virtù delle ricordate regole sulla precettività ed effettività della giurisprudenza della Corte europea di Strasburgo, le sentenze di quell'Organo giudicante, come quelle, ad esempio, in tema di interpretazione dell'articolo 6, paragrafo 1, della Convenzione su cui si tornerà più avanti , pur non avendo efficacia immediatamente vincolante per il Giudice italiano, costituiscono, nondimeno, per quest'ultimo, la prima e più importante guida ermeneutica Cassazione, 4207/04 . La rilevanza, seppur indiretta, che le norme della Convenzione in parola assumono nell'ordinamento interno, per effetto della legge nazionale di recepimento, si evidenzia dal valore che ad esse la nostra giurisprudenza costituzionale e di merito ha inteso conferire quali parametri di costituzionalità delle stesse leggi statali cfr. Corte costituzionale, 179/02 ovvero di interpretazione ed applicazione delle stesse norme interne, quale, ad esempio, la legge 89/2001, che prevede il diritto ad un'equa riparazione in caso di violazione del termine ragionevole del processo, proprio ai sensi del già ricordato articolo 6, paragrafo 1, della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo Cassazione, 14885/02 . Sulla base di tale rilevanza negli ordinamenti interni che la stessa Convenzione assicura a sé stessa con gli obblighi di conformazione posti ai singoli Stati contraenti, è quindi configurabile, in capo al Giudice italiano del merito, un obbligo di tener conto dei criteri di determinazione della riparazione applicati dalla Corte europea, pur conservando egli un margine di valutazione che gli consente di discostarsi, purché in misura ragionevole, dalle liquidazioni effettuate da quella Corte in casi simili. Tale regola di conformazione, inerendo ai rapporti tra la citata legge e la Convenzione ed essendo espressione dell'obbligo della giurisdizione nazionale di interpretare ed applicare il diritto interno, per quanto possibile, conformemente alla Convenzione e alla giurisprudenza di Strasburgo, ha natura giuridica di fonte legale tant'è che il mancato rispetto di essa da parte del giudice del merito concretizza il vizio di violazione di legge, denunziabile dinanzi alla Corte di cassazione Cassazione, Su, 1340/04 16616/03 15475/03 11987/02 . 7 - L'efficacia giuridica delle norme della Convenzione di Roma trova, d'altra parte, ulteriore ragione nel loro contenuto sostanziale, il quale anticipa, mutua o ripete, come già accennato in precedenza, valori, principi, precetti dell'ordinamento statale italiano, non solo di diritto pubblico ma anche di diritto privato, sovente di rango costituzionale. Basti pensare all'articolo 1 del Protocollo n. 1 annesso alla Convenzione, che garantisce ad ogni persona fisica e giuridica il pacifico godimento dei suoi beni, con ciò ripetendo le formule di garanzia, seppure condizionata, contenute negli articoli 41 e 42 Costituzione. Le norme più significative, per quel che qui interessa, sono tuttavia quelle inerenti le libertà fondamentali individuali e quelle di diritto pubblico relative alle garanzie processuali. Infatti, sulla base del generale riconoscimento che ciascuno Stato firmatario deve operare per i diritti e le libertà individuali indicati nel Titolo I della Convenzione, articolo 1 Les Hautes Parties Contractantes reconnaissent à toute personne relevant de leur juridiction les droits et libertés définis au Titre I de la présente Convention , un particolare rilievo viene riservato alle norme processuali interne, stabilendosi, conformemente ai principi e precetti del giusto processo dell'articolo 111 Costituzione soprattutto nel testo oggi vigente, che ogni individuo sia giudicato, in sede civile e penale, in modo equo, con rito pubblico, in un arco ragionevole di tempo e da organi giudiziari indipendenti ed imparziali istituiti per legge 6.1. Toute personne a droit à ce que sa cause soit entendue équitablement, publiquement et dans un délai raisonnable, par un tribunal indépendant et impartial, établi par la loi, qui décidera, soit des contestations sur ses droits et obligations de caractère civil, soit du bien-fondé de toute accusation en matière pénale dirigée contre elle . Ove, dunque, la giurisdizione interna sia stata esercitata in violazione dei ricordati precetti della Convenzione, il soggetto che da tale cattivo esercizio abbia subito lesioni ben potrà far valere nell'ordinamento interno gli effetti, se non pure l'efficacia diretta, della pronuncia della Corte che abbia statuito sul punto, valutando la non conformità della sentenza italiana alle norme del diritto internazionali vincolanti per effetto della legge di recepimento di esecuzione n. 848 del 1955. Effetti che, seppur rimessi alla mediazione del giudice nazionale, determinano quella relazione, quella connessione, quella pertinenza di fonte legale tra provvedimento da iscrivere e provvedimento già iscritto in casellario, di cui fa parola il più volte citato articolo 3 del Dpr 313/02. Il potere regolamentare esercitato nella specie trova dunque idoneo supporto nella previsione legislativa e sotto tale profilo appare legittimo. Nel merito dell'articolo unico del regolamento stesso, si osserva che non appare corretta le denominazione di Casellario Giudiziale Centrale , che non sembra trovare corrispondenza nell'articolo 19 del Tu 313/02, il quale parla di Ufficio centrale del Casellario . Valuti, inoltre, il Ministero se non sia opportuno prevedere che l'iscrizione possa essere effettuata anche su istanza dello stesso interessato, trattandosi per lo più di sentenze della Corte dei diritti dell'uomo sovente favorevoli al privato. PQM Nelle esposte considerazioni è reso il prescritto parere. 1 6 mb