La variazione di residenza non deve essere comunicata all'amministrazione finanziaria

di Benito Fuoco

di Benito Fuoco Le modificazioni e le variazioni di indirizzo non risultanti dalla dichiarazione annuale presentata dal contribuente, hanno tuttavia, ai fini delle notificazioni, effetto dal sessantesimo giorno successivo a quello dell'avvenuta variazione anagrafica. Sono le conclusioni della sezione 21 della Commissione tributaria regionale del Lazio nella sentenza 133/06 depositata il 25 gennaio e qui leggibile tra gli allegati. Con la citata sentenza, la Commissione Regionale romana ha precisato quali siano le disposizioni normative in tema di variazioni anagrafiche, e capovolgendo completamente la decisione dei giudici provinciali che avevano rigettato il ricorso del contribuente, ha sottolineato come le variazioni di indirizzo non comunicate, abbiano comunque, ai fini della notificazione degli atti, effetto dal sessantesimo giorno successivo a quello dell'avvenuta variazione anagrafica. IL FATTO Con una cartella di pagamento, l'Agenzia delle entrate di Roma 3 richiedeva il pagamento dell'imposta di registro e dell'Invim derivante da un accertamento eseguito in dipendenza di una compravendita. Ricevuta la cartella, Il contribuente proponeva ricorso rivolgendosi alla Commissione tributaria provinciale di Roma. Nel ricorso presentato, lo stesso palesava di non aver ricevuto l'avviso di liquidazione richiamato nella cartella contestualmente, eccependo il difetto di notifica, rilevava come l'avviso citato fosse stato inviato al suo precedente indirizzo e notificato per compiuta giacenza . La commissione provinciale, avendo rilevato che il contribuente non aveva provato l'adempimento della comunicazione del cambio di residenza all'Ufficio, riteneva l'avviso correttamente notificato e respingeva il ricorso. LA SENTENZA L'appello presentato dal contribuente è stato accolto dalla Commissione tributaria regionale del Lazio. L'articolo 60 del Dpr 600/73, cita il collegio giudicante, non stabilisce come erroneamente sostenuto dai giudici provinciali che la variazione di residenza debba essere comunicata all'Amministrazione Finanziaria, ma tuttavia dispone che le modificazioni e le variazioni dell'indirizzo non risultanti dalla dichiarazione annuale abbiano effetto, ai fini delle notificazioni, dal sessantesimo giorno successivo a quello dell'avvenuta variazione anagrafica . Ne consegue, concludono i giudici regionali romani, che la sentenza impugnata sia basata su presupposti errati, mentre l'appello proposto dal contribuente debba essere definitivamente accolto. IL PRINCIPIO Le variazioni di residenza, ai fini delle notificazioni, in ogni caso hanno effetto dopo sessanta giorni dall'avvenuta variazione anagrafica. Il contribuente non deve comunicare all'Amministrazione Finanziaria l'avvenuta variazione anche se non risultante dalla dichiarazione annuale.

Commissione tributaria regionale di Roma - Sezione ventunesima - sentenza 13 dicembre 2005-25 gennaio 2006, n. 133 Presidente Tomei - Relatore Guidi Ricorrente Varriale In data 21 dicembre 2001 il sig. Paolo Varriale spediva ricorso avverso la cartella di pagamento n. 09720010838703654 con la quale l'Agenzia delle entrate - Ufficio di Roma 2 richiedeva il pagamento dell'imposta di registro per lire 8.664.600 e dell'Invim per lire 8.701.660 sul maggior valore accertato per la compravendita di fabbricato registrata il 27 ottobre 1990 al n. 39340. Nel ricorso veniva chiesto l'annullamento della cartella per mancanza di regolare notifica dell'atto di liquidazione, presupposto dell'iscrizione a ruolo. In data 18 ottobre 2004 la Ct provinciale di Roma, con sentenza 647/03 respingeva il ricorso, ritenendo correttamente notificato l'avviso di liquidazione in esame ed in ogni caso non avendo il contribuente provato l'adempimento della comunicazione del cambio di residenza previsto dall'articolo 60 del Dpr 600/73. Venivano compensate le spese di giudizio. In data 30 aprile 2005 veniva presentato appello da parte del contribuente chiedendo di nuovo l'annullamento della cartella di pagamento impugnata, per mancata notifica dell'avviso di liquidazione costituente il suo presupposto. Detto avviso, infatti, fu notificato per compiuta giacenza a Napoli, mentre il contribuente già da 6 anni, come risulta da certificato anagrafico allegato, era residente a Bari. L'articolo 60 del Dpr 600/73 richiamato dalla Ct provinciale, inoltre, non contiene l'obbligo di comunicazione all'amministrazione finanziaria del cambio di residenza. Motivi della decisione L'appello va accolto e la sentenza impugnata va riformata in quanto basata su presupposti errati. Come osservato correttamente dall'appellante, infatti, l'avviso di liquidazione da cui trae origine la cartella di pagamento impugnata fu mal notificato. Risulta, infatti, che lo stesso fu inviato a mezzo lettera raccomandata in data 11 settembre 1996 all'indirizzo di Napoli, Via G. Bruno 84, mentre il contribuente, fin dal 26 ottobre 1990 era residente a Bari, come risulta dal certificato di residenza storica rilasciato dal Comune di Napoli in data 20 dicembre 2001. Per quanto riguarda, poi, il riferimento all'articolo 60 del Dpr 600/73, contenuto nell'impugnata sentenza, va sottolineata l'erroneità dello stesso. Detto articolo, infatti, non stabilisce, come sostenuto in sentenza, che la variazione di residenza debba essere comunicata all'Amministrazione finanziaria, ma che le modificazioni e le variazioni dell'indirizzo no risultanti dalla dichiarazione annuale hanno effetto, ai fini delle notificazioni, dal sessantesimo giorno successivo a quello dell'avvenuta variazione anagrafica . La commissione, infine, per giusti e giustificati motivi, ritiene di compensare le spese del giudizio. PQM Accoglie l'appello. Spese compensate.