L'ordinamento giudiziario per ora si fa in quattro (decreti)

Scuola della magistratura, organico della Cassazione, consiglio direttivo del Palazzaccio e consigli giudiziari, requisiti per gli incarichi direttivi. Palazzo Chigi approva le prime quattro deleghe. Castelli annuncia le altre dieci. È una promessa

Istituzione della Scuola superiore della magistratura, assetto organico della Corte di cassazione, consiglio direttivo della Corte di cassazione e consigli giudiziari, incarichi direttivi giudicanti e requirenti. Visibilmente soddisfatto, venerdì mattina il ministro della Giustizia, Roberto Castelli ha dato notizia dell'approvazione, in prima lettura delle prime quattro deleghe contenute nella riforma dell'ordinamento giudiziario legge 150/05 . I decreti delegati passeranno adesso all'esame delle commissioni competenti, mentre il Guardasigilli ha annunciato che le restanti dieci deleghe arriveranno a tamburo battente. Alla riforma della giustizia, dunque, si vuole dare completa attuazione. Nella stessa giornata di venerdì, il Capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi, nel suo messaggio inviato al professor Mario Chiavario, presidente dell'associazione studiosi del processo Gian Domenico Pisapia è tornato a ripetere che in tema di giustizia sono necessarie scelte incisive e condivise . Un'affermazione importante in una giornata altrettanto decisiva per la giustizia italiana, durante la quale, soprattutto sulla Scuola della magistratura si sono registrati duri scambi di battute tra il Guardasigilli e l'Anm. I fatti dimostrano che questo governo in materia di giustizia ha fatto più di qualsiasi altro governo precedente, sfido chiunque a provare il contrario ha detto il ministro Castelli che nella stessa giornata ha incassato anche il via libera da parte del Consiglio della riforma del fallimento vedi articolo in pagina . Nella canea mediatica - ha detto il Guardasigilli - è difficile far sentire le proprie ragioni, ma noi abbiamo fato la riforma del diritto societario, mai fatta prima nella storia della Repubblica, la riforma del diritto fallimentare è già in Parlamento il decreto legislativo del Codice di procedura civile, stiamo andando avanti con la riforma dell'ordinamento giudiziario . Tutto questo anche se, per definizione, il governo Berlusconi e, in particolare il ministro della Giustizia non possono fare niente di buono . Per poter attuare la riforma della giustizia i miei uffici - ha continuato - hanno lavorato con grande alacrità e questi primi provvedimenti arrivano a soli due mesi di distanza dall'approvazione della legge, e nonostante le vacanze estive, un lavoro davvero encomiabile. Seguiranno a breve altri decreti delegati importanti, quelli che sono un po' il cuore della delega e sui quali ci sono state le varie diatribe di questi giorni . Ma le diatribe sono scoppiate anche sui decreti approvati venerdì, soprattutto per quanto riguarda la Scuola della magistratura. Rispetto a questa, ha detto sempre Castelli si tratta di un provvedimento sul quale non dovrebbe esserci l'opposizione di nessuno, perché la Scuola era attesa da tutti e va a colmare un vuoto ormai non più procrastinabile, visto che eravamo forse l'unico Paese dell'Ue a non averne una . L'Anm vuole la Scuola superiore della magistratura e la chiede insistentemente da anni, il problema è che con la controriforma del governo si sottrae la formazione e la Scuola al Consiglio superiore della magistratura con un grave danno per l'indipendenza della magistratura ha ribattuto Ciro Riviezzo, presidente dell'Associazione nazionale magistrati. L'Anm ha anche preso atto del fatto che la riforma della giustizia si avvia a diventare operativa, ma non si arrenderà, come ha ripetuto Riviezzo. Alcuni aspetti di questa legge sono incostituzionali, esamineremo i decreti presentati oggi e faremo ancora le nostre osservazioni, prendiamo atto - ha continuato - della pervicace volontà del ministro di dare attuazione alla delega al di fuori di qualsiasi interlocuzione con i magistrati . Il presidente dell'Anm ha anche promesso che il sindacato delle toghe presenterà le proprie osservazioni direttamente alle commissioni parlamentari, evidenziando gli aspetti incostituzionali del progetto, come appunto la Scuola della magistratura che depaupera il Csm dei suoi compiti. Dietro l'angolo, ha detto il segretario Anm, Antonio Patrono, ci sono battaglie ben più importanti il sistema dei concorsi per esami e per la valutazione professionale dei magistrati e la separazione di fatto delle carriere dopo solo tre anni di funzione. Mi auguro - ha affermato Patrono - che su questi punti il governo si assuma la responsabilità di non esercitare la delega . I testi passeranno adesso al vaglio parlamentare che avrà 60 giorni di tempo per esaminarli, quindi ritorneranno a Palazzo Chigi altri 30 giorni . Dopo la pubblicazione in Gazzetta del primo dei decreti delegati, i magistrati entro tre mesi dovranno scegliere se svolgere funzioni da Pm o da giudice. I testi. La Scuola della magistratura avrà tre sedi, una al Nord, una al Centro e una al Sud ancora da individuare e si articolerà in due sezioni, una per gestire il tirocinio di chi ha vinto il concorso per entrare in magistratura, l'altra per organizzare i corsi di aggiornamento professionale e di formazione dei magistrati. Sarà composta dal primo presidente e dal Pg della Cassazione, da due magistrati ordinari nominati dal Csm, da un avvocato, un professore universitario e da un membro nominato dal ministro della Giustizia. Il tirocinio degli uditori giudiziari durerà 24 mesi, mentre per quanto riguarda la formazione permanente i magistrati avranno l'obbligo di partecipare ogni cinque anni a corsi di aggiornamento professionale. Sarà il Csm a fare i corsi di aggiornamento per le valutazioni periodiche dei magistrati, da tenersi presso la Scuola. Queste termineranno con valutazioni periodiche con un giudizio di idoneità che si baserà su otto elementi il giudizio della Scuola, la laboriosità e produttività, la capacità tecnica, l'attività giudiziaria e scientifica, l'equilibrio, la disponibilità alle esigenze di servizio, il comportamento nei confronti dei soggetti processuali, il rispetto della deontologia . In caso di esito negativo il giudizio non potrà essere ripetuto oltre due volte. Alla terza valutazione negativa, il magistrato è dispensato dal servizio . Gli incarichi direttivi giudicanti e requirenti di primo e secondo grado potranno essere conferiti ai magistrati che assicurano quattro anni di servizio prima della pensione, per gli incarichi direttivi di legittimità serviranno due anni prima del collocamento ordinario a riposo. Viene istituito il Consiglio direttivo della corte di Cassazione, che valuterà i magistrati che esercitano funzioni di legittimità. Vengono ampliate le competenze dei Consigli giudiziari delle Corti d'appello, allargati ad un più alto numero di membri laici un professore universitario, un avvocato e due rappresentanti scelti dai consigli regionali. Cambierà anche il meccanismo dei magistrati applicati alla Suprema corte. La pianta organica viene modificata i 37 posti di magistrato di appello in Cassazione vengono soppressi e sostituiti con altrettanti posti destinati a magistrati di Cassazione, altri 15 assegnati ai magistrati di tribunale. Le toghe che avranno lavorato per almeno otto anni all'ufficio del massimario della Corte avranno una corsia preferenziale. I quattro decreti delegati sono leggibili tra i documenti correlati. p.a.

Presidenza del Consiglio dei Ministri Schema di decreto legislativo recante disciplina del conferimento degli incarichi direttivi giudicanti e requirenti di legittimità nonché degli incarichi direttivi giudicanti e requirenti di primo e secondo grado nel periodo antecedente all'entrata in vigore delle disposizioni di cui all'articolo 2, comma 1, lettera h numero 17 e lettera i , numero 6 della legge 150/05, in attuazione della delega di cui all'articolo 2, comma 10, della medesima legge. Articolo 1 Oggetto I. Il presente decreto legislativo si applica esclusivamente alla magistratura ordinaria e disciplina il conferimento, sulla base delle ordinarie vacanze di organico, degli incarichi direttivi giudicanti e. requirenti di legittimità, nonché degli incarichi direttivi giudicanti e requirenti di primo e di secondo grado nel periodo antecedente all'entrata in vigore della disciplina prevista dall'articolo 2, comma 1, lettera h , numero 17 e lettera i , numero 6, della legge 25 luglio 2005, n. 150. Articolo 2 Disposizioni per il conferimento degli incarichi direttivi giudicanti e requirenti di legittimità 1 Gli incarichi direttivi giudicanti e requirenti di legittimità possono essere conferiti esclusivamente ai magistrati che, al momento della pubblicazione della vacanza. del posto messo a concorso, assicurano almeno due anni di servizio prima della data di ordinario collocamento a riposo prevista dall'articolo 5 del regio decreto legislativo 31 maggio 1946, n. 511. Articolo 3 Disposizioni per il conferimento degli incarichi direttivi giudicanti e requirenti di primo e di secondo grado 1. Gli incarichi direttivi giudicanti e requirenti di primo e di secondo grado possono essere conferiti esclusivamente ai magistrati che, al momento della pubblicazione della vacanza del posto messo a concorso, assicurano almeno quattro anni di servizio prima della data di ordinario collocamento a riposo prevista dall'articolo 5 del regio decreto legislativo 31 maggio 1946, n. 511. Articolo 4 Magistrati ai quali è stato prolungato o ripristinato il rapporto dì impiego ai sensi degli articoli 3, commi 57 e 57 bis, della legge 24 dicembre 2003, n. 350 e 2, comma 3, del decreto legge 16 marzo 2004, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 maggio 2004, n. 126 1 Ai finì del conferimento degli incarichi direttivi.di cui agli articoli 2 e 3 ai magistrati aì quali à stato prolungato o ripristinato il rapporto di impiego ai sensi degli articoli 3, commi 57 e 57 bis, della legge 24 dicembre 2003, n. 350 e 2, comma 3, del decreto legge 16 marzo 2004, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 maggio 2004, n. 126, alla data di ordinario collocamento a riposo indicata nei medesimi articoli 2 e 3 è aggiunto un periodo pari a quello della sospensione ingiustamente subita e del servizio non espletato per l'anticipato collocamento in quiescenza, cumulati fra loro. Articolo 5 Copertura finanziaria 1 Aglì onerì finanziarì conseguenti alla applìcazione del presente decreto, si provvede mediante l'utilizzo della autorizzazione di spesa di curo 9.750.000 per l'anno 2005 e dì curo 8.000.000 a decorrere dall'anno 2006, prevista dall'articolo 2, comma 40, della legge numero 150 del 2005. Articolo 6 Entrata in vìgore 1 Il presente decreto entra ìn vigore il giorno successivo a quello della sua, pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. Dalla medesima data cessa di avere effetto la dìsposizione di cui all'articolo 2, comma 45, della legge numero 150 del 2005. Il presente decreto, munìto del sigillo dello Stato, sarà ìnserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Presidenza del consiglio dei ministri Schema di decreto legislativo recante istituzione della scuola superiore della magistratura, nuove norme in tema di tirocinio e formazione degli uditori giudiziari nonché nuove norme in tema di aggiornamento professionale e formazione dei magistrati, in attuazione degli articolo 1, comma 1, lettera b e 2, comma 2, della legge 25 luglio 2005 n. 150 TITOLO 1 ISTITUZIONE DELLA SCUOLA SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA CAPO 1 FINALITA'E FUNZIONI Articolo 1 Scuola superioren della magistratura 1. E' istituita la Scuola superiore della magistratura, di seguito denominato Scuola . 2. La Scuola hacompetenza in via esclusiva in materia di aggiornamento e formazione dei magistrati. 3. La S cuola è una struttura didattica autonoma, cori perigonalit à . giuridica di _diritto pubblico, piena capacità di diritto-priv.ato e autonomia organiikatìva, funzionale égestìonale, negoziale e contabile, secondo le dispos zioni del proprio statuto.e dei reg'olamentì interni,.-nel rispetto delle norme di legge. 4. Per il raggiungimento delle proprie finalità, la Scuola si avvalè di personale _già nell'organico del Ministero della -giustizia, ovvero comandato da.altre mministraz. ioni, in numero complessivamente non superiore a cinquan ta unità. 5. Con decreto del Ministro della giustizia, di concerto'édn il Ministro dell'econornia e delle fnanze, -da adottarsi enitto gessan. ~' giorni dalla data di pubblicaziom del.ptésente decreto nella Gazzetta ufficiale, -vengono individuate tre sedi della Scuolauàa PerA,distretti ricompresi nelle regioni Lombardia, Trentino-Alto Adige/Sudtirol, Valle d'Ao9ta/Vallée--A'Abs---te, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Piemonte, Liguria ed Emilia Romagna una per i distretti ricompres nelle regioni Marche, Toscana, Umbr a, Lazio, Abruzzo, Molise e Sardegna una per i distretti ricompresi nelle regioni Carnpania, P glia, Basilicata, Calabr a e Sicilia. Articolo 2 Finalità L La Scuola è stabilmente preposta a all'organizzazione e alla gestione del tirocinio e della formazione degli uditori giudiziari, curando che entrambi siano attuati sotto i profilì tecnico, operativo e deontologico b all'organizzazione dei corsi di aggiornamento professionale e di fonnazione dei magistrati, curando che entrambi siano attuati sotto i profili tecnico, operativo e deontologico e alla promozione di iniziative e scambi culturali, incontri di studio e ricerca d all'offerta di formazione di magistrati stranieri, nel quadro degli accordi internazionali di cooperazione tecnica in materia giudiziaria. 2. Per il raggiungìrnento delle finalità indicate alle lettere a e b del commu 1, la Scuola è composta da due distinte articolazioni. CAPO 2 ORGANIZZAZIONE SEZIONE I STATUTO E ORGANI Articolo 3 Statuto I. Scuola è retta da un proprio statuto, adottato dal comitato direttivo con il voto favorevole di almeno cinque componenti. 2. La Scuola adotta regolamenti di organizzazione intema, in conformità alle disposizioni dello statuto. Articolo 4 Organi Gli organi della Scuola sono a il comitato direttivo b il presidente c ì comitati di gestione. SEZIONE 2 IL COMITATO DIRETITY0 Articolo 5 Composizione e funzioni I. Il comitato direttivo è composto dal presidente e da altrì sei membri-. Essò,s riunì.sce nella sede individuata per ì dstretti r compresi nelle regioni' Marche, Toscana. Ur br'ia, Lazìo, Abruz7, '0, Molìse e Sardegna. 2. Ilcomitato d rett vo delibera in ordine alle finalità e all'attività della scuola, salvo quanto di competenza dei comitati dì gestione ed esercìta funzioni di indirizzo nonchè dì controllo sul personale assegnato. 3. Il comitato d rettivo adotta lo statuto, i regolamenti interni ed fl bilancio-, nomina membri dei comìtat di gestione programma l'attività didattica della Scuola, avvalendos delle proposte del Consiglio superiore della magistratura, del Ministro della giustiz a, dei Consiglio nazionale forense, dei consìgli giudiz ar , del Consìglio direttivo della Corte dì cassazione, nonché delle proposte dei componenti del Consiglio unìversitario nazionalei espertì in materie gìuridiche. Articolo 6 Nomina I. Del comitato direttivo fanno parte di diritto il primo Presidente, della Corte di cassazìone., o il magistrato dallo stesso delegato alla Scuola, con funzioni non nfèriorì a quelle direttive giudicanti di legittimità, nonché il Procuratore generale presso la Corte di cassazione, o il magistrato dallo stesso delegato alla Scuola, con funzioni non inferiori a quel e direttive requirenti di legittirnità. 2. Del comitato direttivo fanno altresi parte due magistrati ordinari scelti dal Consiglio superiore della magistratura, che esercitano le funzioni di secondo grado da almeno tre anni, un avvocato con almeno quindici anni di esercizio della professione nominato dal Consiglio nazìonale forense, un professore universitario ordinario in materie giuridiche nominato dal Consiglio universitario nazionale ed un componente nominato dal Ministro della giustizia, scelti tutti tra insigni giuristi. 3. 1 componenti del comitato dìrettivo sono nominatì per un pe odo di quattro anni fatta eccezione per i soggetti indicati al comma 1, essi non possono essere immediatamente rinnovati e non possono fare parte delle commissioni di concorso per uditore giuffiziario. 4. 1 componenti cessano dalla carica per dimissìoni o per il venire meno dei nomina., requisiti previsti per la Articolo 7 Funzionamento L il comitato direttivo delibera icon. la presenza di almeno cinque componenti., e a maggioranza relativa, salvo ì casi di cui agli articoli 3, comma I e 11, comma I. In caso di parità prevale il voto del e p presidente. Il voto,' alese 2. Il cpmponeì!te~ che, s ~trqva-in conflitto di interesse in relazione a una specifica deliberazione ovvero se ricorrono motivi di opportunità, dichiara tale situa7ìone al cornitat o e si astiene dal partecipare alla discussione e alla relativa deliberazione. Articolo 8 Indipendenza dei componenti 1.11 é`om-ponenti del,ccimitato Irettivo esercitanoIe Proprie funzioni in condizioni dì. indipendenza rispetto all'organo che' li ha om-in ii.' Articolo 9 1 Incompatibilità Salva l'attività di studio e di ricerca, l'ufficio di componente del comitato direttivo è incompatibile con qualsiasi carica pubblica elettiva, attività imprenditoriale o di componente di organi di amministrazione e di controllo di cnti pubblici e privati. Art. 10 Trattamento economico L'indennità di funzione del presidente ed il gettone dì presenza dei componenti del comitato direttivo sono stabiliti con decreto del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottarsi entro sessanta giorni dalla data di efficacia delle disposizioni del presente decreto, tenuto conto del trattamento attribuito per analoghe funzionì presso la Scuola superiore della pubblica amministrazione. SEZIONE 3 IL PRESIDENTE Art. 11 Funzioni Il presidente ha la rappresentanza legale della Scuola ed è eletto tra i componenti del comitato direttivo a maggioranza assoluta. Il presidente presiede il comitato direttivo, ne convoca le riunioni fissando il relativo ordine del giorno ed esercita i compiti attribuitigli dallo statuto. 2. Le modalità di sostituzione del presidente ìn caso di, assenza o impedirnent '. sono disciplinate dallo statuto. SEZIONE 4 I COMITATI DI GES770NE Art. 12 Funzioni l. Per ciascuna delle articolazioni previste dall'articolo, 2, - comma 2,r è istitùi'i'0 ~Uù comitato di gestione composto da cinque membri che eleggono, tra loro, un presidente.~ 2. 1 comitati di gestione si riuniscono nella sede individuata per i distretti ticomIpresi nelle regioni Marche, Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo, Mofise.e.Sardegna. 3. Ciascun comitato di gestìone a attua la programmazione annuale dell'attività per il proprio ambito di ,pprnp tenza b definisce il contenuto analitico di ciascun , a sessione ~ c individua i docenti chiamati a svolgere l'incarico di insegnamento in ciascuna sessione d fissa i crìteri di ammissione alle sessioni di formazione, . e offre sussidio didattico e sperimenta nuove formule didattiche f segue lo svolgimento delle sessioni e Dresenta, all'esito di cia a dì esse, relazioni consuntive g cura il tirocinio . o l'aggiomamento professionale nelle fasi - effettuate presso la Scuola, selezionando i tutori nonché- i docenti incaricati anno per anno e~ quelli occasionali. Art. 13 Nomina L I componenti dei comitati. di gestìone sono nominati, dal comitato direttivo, tra i magistrati ordinari che esercitano le funzioni giudicanti o quelle requirenti da almeno quindici anni, nonché tra gli avvocati con non meno di quindici anni di esercizio della professione e tra i professori universitari in materie giuridiche. 2. 1 componenti dei comitati sono nominati per un periodo di quattro anni e non possono esserc. immediatamente rinnovati-, essi non possono fare parte delle commissioni di concorso per uditore giudiziario. 3. 1 componenti cessano dalla carica per dimissionì o per il venire meno dei requisìtì previsti per la nomina. Art. 14 Funzionamento comitati di gestione deliberano a maggioranza relatìva, con la presenza di almeno tre componenti. In caso di parità prevale il voto del presidente. Il voto è palese. 2. Il componente, che si trovi in conflìtto di interesse in relazione a una specifica deliberazione ovvero se ricorrono motìvi dì opportunità, dichiara tale sìtuazione al comitato e si astiene dal partecipare all'attività del medesimo, nonché alle discussioni e relative deliberazioni. -d IL'astensione è obbligatoria nei casi, in cui il componente del comitato , irettìvo svolga attività i~ ir professionale o di lavoro autonomo in procedimenti trattati da magistra ~he equentano i corsi presso la Scuola superiore della magistratura e comunque fino alla valutazione di cuì all'articolo 30 e la discussione o la deliberazione riguardi tali magistrati. Art. 15 Indipendenza dal comitato direttivo -L.I co m-ppnppt. , de zioni in condizioni di comitati di gestione esercitano le proprie fun ind-inendenza risnetto Foraano che lì ha nominati. Articolo 16 Incompatibilità L Sa Iva l'attività di studìo e di ricerca, l'ufficio di componente del con- tato di gestione è incompatibile^ con qualsiasi carica pubblica elettiva, attività imprenditoriale o di componente di organi di amministrazione e dì controllo di enti pubblici e privat . Art. 17 Trattamento economico 1. Aì componentì dei comitati di gestione è corrisposto un^ gettone di _presenza per ciascuna seduta, - la .,cui entità è stabilita con decreto del Mìnistro della gìustizia, _ dì - . . certo con il Mìnistro dell'economia e delle finanze, da adottarsi entro sessanta giornì dalla data di efficacia delle disposizioni dr-1, presente decreto, tenuto conto del trattamento, attribuito per analoghe funzioni presso la Scuola superiore della pubblica amministrazione. 2. Ai componenti dei coìnitati di gestione che si recano fuori della se& di c'ui all'articolo 12, comma 2, è riconosciuto, oltre al gettone di presenza, il rimborso delle spese dì trasferta. TITOLO Il DISPOSIZIONI SUL TIROCINIO DEGLI UDITORI GIUDIZIARI CAPO 1 DISPOSIZIONI GENERALI Art. 18 Durata I.II tirocinio degli uditori giudiziari ha una durata di ven tiquattro mesi. Art. 19 Articolazione I. Il -tirocinìo si articola in due sessioni la prima sessione, della durata'di sei mesi, è effettuata presso le sedi della Scuola la seconda, della durata di diciotto mesi, è effettuata presso uffici g ud ziari di primo grado. CAPO Il SESSIONE PRESS6L4 SCUOLA Articolo 20 Contenuto e modalità disvolgimento I. Nella sessione effettuata presso le sedi della Scuola, gli uditori giudì frequentano corsi di approfondimento teorico-pratico, approvati dal competente comitato di g~ t one nell'ambito della programmazione dell'attività didattica del berat ai dàfbbin tato di ettivò Ila Scuola medesima, tto processuale èivìle ri & tto.processuale penale guardanti il diritto civile, il diritto penale, il diri ed il diritto amministrativo, con eventuale. approfondimèùto anche dì~ .~1-1tre materie tra quelle comprese nella prova orale del', concorso perTaccesso in magistratura. previste dal decreto legislativo dì attuazione della delega c . ontenuta nell'artìcolo,2, comma 1, 1%.tera a , numero 2 , della .legge numero 150 del 2005. La sessione presso la Scuola deve ogni caso tendere al perfezionamento delle capacità operative e della deontologia dell'uditore giudiziario. -2. 1 ~corsi sono tenuti da docenti di elevata competenza e prqféss onalit4~ scelti dal comitato di gestìone al fine di garantire un ampio pluralismo culturale e scientifico 3. Tra i docenti sono designati i tutori d'egli uditori giudiziari . i',tutoni., assicurano agli, uditori -Passistenza didaffica. 4. Al termine della sessione,-i sing Iì'docènti compilano una scheda val. 'kbìlìva per ciascun uditore giudiziario loro assegnato la scheda è trasmessa al comitato di gestidiie della sezione per le conseguenti valutazioni. CAPO III SESSIONE PRESSO GLI UFFICI GIUDWARI Art. 21. Contenuto e modalità di svolgimento I. La sessione presso gli uffici giudiz ari si articola in tre periodiil prinN,1tperiodo, della durata di . i, sette mesi, è svolto presso i tribunali e consiste nella partecipazione ll'attività giurisdizionale relativa alle controversie o ai reati rientranti nell competenza del tribunale in composizione collegiale, compresa la partecipazione alla camera di consiglio, in r -'aniera che sia garantita V all'uditore la formazione di una equilibrata esperienza nei diversi settorì, il secondo periodo, della durata di tre mesi, è svolto presso le procure della Repubblica presso i tribunali il terzo periodo, della durata di otto mesi, è svolto presso un uffic o corrispondente a quello di prima destinazione dell'uditore. 2. Il comitato di gestione approva per ciascun uditore il programma di tirocinio da svolgersi presso gli uffici giudiziari del capoluogo del distretto di res denza dell'---uditore, salva diversa autorizzazione dello stesso comitato di gestione per gravi e motiva^genze il programma garantisce all'uditore un'adeguata formazione nei settori civile e pénale e una specifica preparazione nelle funzioni che sarà chiamato a svolgere nella sede di prima destinazione. 3. Il comitato di gestione provvede, altresi, ad individuare, presso ci R. ufficio giudiziario, i Il à magistrati affidatari presso i quali gli uditori svolgono i prescritti periodi *d' . ~ ocm.10. -4. Al termine della sessione, i singoli magistrati affidatari compilano, er ciascun uditoreloro assegnato, una scheda valutativa che trasmettono al comitato di gestione. -1-, CAPO TV VALD7AZJONE FINALE Art. 22 Procedimento A. Al termine dei periodo di tirocinio ordinario, il comitato di gestione delrà.`sezione, sulla base delle e valutative redatte dai docenti e dai magistrati affidatari, noncfi~-'di ogni altro,elemento sched in durante le sessioni del tirocinio, fot ',,Y',la q r ciascun -uditore rilevante a f i valutativi raccolto pe di o un giudizio di idoneità all'assunzione delle funzioni giudiziari giu, iziari Z, 1 giudizi sono trasmessi al, Consiglio superiore della magistratura che, sulla base diessi e di -ogni altro elemento eventualmente acquisito, delibera sulla idoneità di cias uditore -all'assunzioné Aelle funzioni giudiziarie. In caso di deliberazione finale negativa, il Consiglio superiore della niagistratura comunica. la, propria decisione al comitato di gestione. ~'4_-L'ùdit re valutato negativamente è ammesso ad un nuovo periodo dì tirminio della durata di un amo, consistente in una sessione presso le sedi della Scuola della durata di due mesi, che si svol ge cow, le modalità previste dall'articolo 20, e in una sessione presso'gli uffici giud-ffiaii., La--- se*ssione so gli uffici g udiziari si articola,in tre periodi il primo periodo, d61là durata di tre mesi, e s onsìste nella partecipazione all'attività giù n.ale, ~rolativa alle presso i tribunali e c Controversie o ai reati rientranti nella competenza del tribunale in, composizione collegiale, compresa la partecipazione alla camera di consiglio, in *m. ani.era cbe sia. garantita all'uditore la -formazione di una equilibrata esperienza nei diversi settòri il secondo pffl'bdo, della durata di due ca presso ì tribunali il periodo, della durata di mesi, è svolto presso le procure della Repubbli terzi cinque mesi, è svolto presso un ufficio com.spondente a quello di prirna destinazione dell'uditore. 5. Al termine del periodo di tirocinio di cui al comma 4 ed all'esito de~.~ tocedim.ento indicato ai commi 1 e 2, il Consiglio superiore della magistratura delibera 'fitrovamente la seconda deliberazione negativa determina la cessazione del rapporto di impiego dell'uditore giudiziario. TITOLO III DISPOSIZiONI IN TEMA DI AGGIORNAMENTO pROFESSIONALE E FOR ,'ì DEI MA GISTRA TI CAPO 1 DispoSIZIONI GENERALI Art. 23 Tipologia dei corsi l. Ai fini della formazione e dell'aggiomaniento professionale, nonchè della formazione per il passaggio a funzioni superiori rispetto a quelle esercitate, il comitato di gestione della sezione competente approva annualmente il piano dei corsi nell'ambito dei programmi didattici deliberati dal comitato direttivo, tenendo conto della divé'f~ità delle funzioni svolte dai magistrati. CAPO Il CORSI DI FORMAZIONE E DIAGGIORIVAMEJVTO PROFESSIONALE Art. 24 oggetto I. I corsi di formazione e di aggiornamento professionale si svolgono presso le sedi della Scuola e consistono nella frequenza di sessioni di studio tenute da docenti di elevata competenza e professionalità. 2, -T _corsi so i ondo il progr,~u=à e le modalità previsté dal p pQ te.or.ci,e prgticii sec. iano approvato dal comitato di gestione. Art. 25. l. Tutti i magistrati in servizio hanno l'obbligo di partecipare ai corsi - di cui all'articolo 24 ogni e ~cinque anni, a,decorrere dalla assunziondelle Drime. funzioni di merito. 1, Perla partecipazione ai co.rsi.,al magistrato è riconosciuto un periodo di congedo retribuito. 11 .,différimento,, della, pgtepipazione ai corsi, che,può essere dispos~o dal capo dell'ufficio. giudiz ariò ~di appa~tqnenza per comprovate e motivate esigenze di organizzazione o di servizio, now izio al magistrato. u.0 m,ogni caso.arrecare pregiud 4. 1 corsi hanno una durata di due settimane consecutive. 5. E magistrato può partecipare a ulteriori corsi, di a giorAMnppto solo o ch, 9 op t sia trascorso un anno.dallaprecedente partecipazione. Art. 26 Valutazione finale l. Al termine del corso di aggiornarnento professionale, il comitato di gestionei in baseai pareri espressi dai docenti, ai risultati delle prove sostenute dai partecipanti ed diligenza dimostrata da ciascun partecipante durante il corso, formula una sintetica valutazione finale che tiene conto del livello di preparazione del magistrato e di specifici elementi attitudinali allo svolgimento del le funzioni giudiziarie. 2. La valutazione è inserita nel fascicolo personale del magistrato e il Consiglio superiore della magistratura ne tiene conto ai fini delle determinazioni relative al magistrat.o medesimo CAPO 3 CORSI DI FORMAZIONE PER IL PASSAGGIO A FUNZIONI SUPERIORI Articolo 27 Oggetto 1. 1 corsi di formazione per il passaggio a funzioni superiori si svolgono presso le sedi della Scuola e consistono in sessioni di studio tenute da professori universitari, associati, straordinari ed ordinari in materie giuridiche, da magistrati che svolgono funzioni di secondo grado nonchà delle giurisdizioni superiori, ordinaria e amministrativa, anche a riposo, e da av-Yècati dello Stato con non meno di quindici anni di servizio nominati dal comitato di gestione nei~i~ I-ambito del piano di cui all'articolo 23. 5. 1 corsi hanno una durata di due settimane consecutive. 2. 1 corsi debbono prevedere una parte teorica e una parte pratica. .~ 1, V 3. La parte pratica prevede lo studio e la discussione di casi gi ' i e la redazione di provvedimenti aventi ad oggetto questioni relative all'esercìzio delle funzioni richieste dal magistrato. Art. 28 Frequenza e durata L Cìascun magistrato ha diritto a partecipare ai corsi. 2. Per la partecipazione ai corsi, al magistrato è riconosciuto un periodo di congedo retribu to. 3. Il differimento della partecipazione ai corsi può essere disposto dai cd,p'o-* delL'ufficio giudiziario di appartenenza per un periodo non superiore a sei mesi per comprovatee motivate esigenze di organizzazione o di servizio. 4. Il comitato di gestione dispone la ptrtecipazione del magistr'ato al priffio corso successivo alla ono amrìlé-.ss,i~ l't'e'r'i'o-'ri'di erimen i. scadenza del termine di cui al comma 3. Nons à 6. Al termine dei corsi ~qgni docente esprime un parere su,dìùscutìodei p . Mìecìpari t i che' tenga conto del livello di professionalità manifestato dal magistrato.` CAPO4 VAL UTAZJONI PENODICHE DE I MA GISTRA SEzione prima Prima valutazione Articolo 29 1. I magistrati che, al settimo anno dall'ingresso in magistratura, non hanno effettuato il passaggio lalle funzioni giudicanti alle funzioni requirenti, o viceversa, hanno l'obblig di frequentare un ,orso di aggiornamento e di formazione professionale relativo alle funzioni da essi svolte, che si iene secondo le modalità previste dall'artìcolo 24. Art. 30 Valutazione della Scuola Al termine di ciascun corso, il comitato di gestione, sulla base dei p . ì~esp si dai docenti ai ès ensi dell'articolo 28 comma 6 dei risultati delle Drove sostenute dai D ciDanti e della diligenza dimostrata da ciascun partecipante durante il corso, formula una sintetica valutazione finale che tiene conto del livello di preparazione del'magistrato e di specifici elemm. ti attitudinali inerentì le funzioni svolte. La valutazione è inserita nel fascicolo personale del magistrato e il Consiglio superiore della magistratura ne tiene conto ai fini delle proprie determinazioni relative al magistrato medesimo. Art. 31 Valutazione del Cons glio superiore della magistratura l. Il Consiglio superiore della magistratura, all'esìto del corso, esprime 4W-gìudizio di idoneità dei rnagistrato all'esercizio definitivo delle funzioni g udiziarie. 2. Ai fini del giudizio di cui al comma 1, il Consiglio superiore. della magistratura si basa sui seguenti elementi a il giudizio valutativo della Scuola, espresso all'esito del corso di aggi . ornaniento professionale e di for nazione svolto dal magistrato ,,b. la laboriosità e produttività c a tap cit tecnica aria d 1 ~ attività. giudizi e scientifica, eqùili rio - ni i ità ail i ènze del servizio -`d` i-s p b` I ces g g il comportamento nei, confronti dei soggetti processuali Ilud logia. rispel e a eontò 3. In c aso'di esito negativo,. il giudizio di cui al comma 1 viene ripetuto per non pìù dì due volte, pon~le~,.-stp~se,,modalità.previste per il primo. 4. Tiaun giudizio e l'altro deve intercorrere un periodo di teirpo minimo di due anni. _z 1 1 ' - -é - 5. In caso di és t 'negativo'di tre giudizi consecutivi, il m gistr to è disp dell'articolo 3 del regio decreto 31 maggio 1946, n. 511., e successive mod. t - azioni. SEZIONE II VALUTAMMI SUCCESSIVE Articolo 32 Periodicità l. Ciascuna delle valutazioni di cui all'articolo 32 è preceduta dalla partecipazione, da parte del magistrato interessato, ad un corso di aggiornamento e di forTnazione pr ~fessiona1e presso le sedi e9~' della Scuola che termina con un giudizio trasmesso al Consiglio supe della magìstratura si l. 1 magistrati che non hanno sostenuto i concorsi per le funzioni di secondo grado o di legìttimità sono sottoposti, da parte del Consiglio superiore della magistratura, a vaffi.- * !ffi di professionalità al compimento del tredicesimo, ventesimo e ventottesimo anno dall'ingr -,, ' ` i - tr t Articolo 33 Corso di formazione presso la Scuola applicano le disposizioni di cui agli articoli 24 e 30. 2. La partecipazione ai corsi di cui al comma 1 non è suscettibile di differi Articolo 34 ValutaZiOne del Consiglio superiore della magistrio I. Il Consiglio superiore della magistratura, all'esito del corso press magistrato il giudizio valutativo di cui all'articolo 31. 2. Si applicano le disposizioni di cui all'articolo 3 1, commi 2, 3, 4 e 5 Art. 35 Progressione economica l. Il passaggio alla quinta, sesta e settima classe stipendiale può essere di' 5' è stato positivamente valutato dal Consiglio superiore della magistratura. Art. 36 Magistrati che non hanno ottenuto l'idoneità nei concorsi gril con secondo grado o di legittimità l. All'esito dei concorsi Der il conferimento delle. funzioni di secon .1 TITOLO IV Disposizioni finali Articolo 37 - Copertura finanziayia l. Agli oneri finanziari cònseguenti alla applicazione del prese' . decreto, si provvede mediante l'utilizzo dell'autorizzaz one di spesa di euro 6.946.950 per l'anno 2005 e di curo 13.893.900 a decorrere dall'anno 2006, e secondo le modalità r*1~'- reVisti dall'articolo 2, conima 37, della legge numero 150 del 2005. è 2. Agli oneri finanziari derivanti dall'applicazione della disposizione di cui all'articolo 1, comma 3, si Provvede con le ordinarie risorse finanziarie del Mini é` ro della gìustizia. Art. 38 . Abrogazioni l. Oltre a quanto prevìsto dal decreto legislativo di attuazione della delega di cui all'articolo 1, comma 3, della legge numero 150 del 2005, sono abrogati, dalla data di efticacia delle disposizioni contenute nel presente decreto 2210912005 a l'artìcolo 128, primo comma, dell'ordinarnerito giudiziario di cui al 4 ,gio decreto 30 gennaio 1941, n. 12 b l'articolo 129 dell'ordiriamento gìudizìario dì cui al regio decreto 30 gennaio 1.941, n. 12, e successive modificazioni 0 l'afficolo 129 b s dell'ordinamento giudizìarìo dì cuì al regio decret& '30 gennaio 1.941, n. 12, introdotto dall'articolo 16 della legge 13 febbraìo 2001, n. 48 d l'articolo 11, comma 5, della legge 13 febbraio 2001, n. 48, e l'articolo 1.4, commi 2, 3 e 4, della legge 13 febbraio 2001, n. 48 f la legge 30 maggio 1965, n. 579 g l'artìcolo 48 del D.P.R. 16 settembre 1958, n. 916, nonché le disposizioni emanate in attuazione di tale articolo, Art. 39 Efficaciaa L U disposizioni del presente decreto hanno effetto a decorrere dal novantesirn'0 giorno successivo alla sua pubblicazìone sulla Gazzetta ufficiale. osservare.

Presidenza del Consiglio dei Ministri Schema di decreto legislativo recante Disciplina della composizione, delle competenze e della durata in carica dei consigli giudiziari ed istituzione del consiglio direttivo della Corte di Cassazione, in attuazione della delega di cui agli articoli 1, comma 1, lettera c e 2, comma 3, della legge 150/05 Titolo 1 Istituzione del consiglio direttivo della Corte di Cassazione Capo I Istituzione, composizione e durata in carica del consiglio direttivo della corte di cassazione Articolo 1 istituzione e composizione del Consiglio direttivo della Corte di cassazione E' istituito il Consiglio direttivo della Corte di cassazione, composto dal Primo Presidente, dal Procuratore generale.presso la stessa Corte e dal Presidente dei Consiglio Nazionale forense, che ne sono membri di diritto, nonché da un magistrato che esercita Funzioni direttive, requirenti di legittimità, da un magistrato che esercita funzioni direttive requirenti di legittimità, da due magistrati che esercitano funzioni giudicanti di legittimità e da un magistrato che esercita funzioni requirenti di legittimità,eletti tutti dai magistrati in servizio presso la Corte diCassazione e la procura generale presso la stessa Corte, da un professore ordinario di università in materie giuridiche, nominato dal consiglio universitario nazionale e da un avvocato con almeno venti anni di effettivo esercizio della professione, iscritto da almeno cinque anni nell'albo speciale di cui all'articolo 33 del regio decreto legge 27 novembre 1933 n. 1578, convertito, con modificazioni, dalla legge 36/34 e, successive modificazioni, nominato dal consiglio nazionale forense. Articolo 2 Membri supplenti 1. Il Consiglio direttivo della Corte di cassaziorie -è - altresì composto da sei membr supplenti, di cui quattro magistrati che esercitano, rispettivamente, funzioni direttive giudicanti di legittimità, funzioni direttive requirenti di legittimità, funzioni giudicanti di legittimità e funzioni requirenti di legittimità, eletti tutti dai magistrati in servizio presso la Corte di cassazione e la Procura generale presso la stessa Corte, un professore ordinario di università In materie giuridiche, nominato dal Consiglio universitario nazionale ed un avvocato con almeno venti anni di effettivo esercizio della professione, iscritti da almeno cinque anni nell'albo speciale di cui all'articolo 33 dei regio decreto legge 27 novembre 1933, n. 1578, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 gennaio 1934, n. 36, e successive modificazioni, nominato dal Consiglio nazionale -forense. Articolo 3 Organi 1. Il Consiglio direttivo della Corte di cassazione è presieduto dal Primo presidente della Corte. Nella prima seduta il Consiglio elegge al suo Interno, con votazione effettuata a scrutinio segreto, un vice presidente, scelto tra i componenti non togati e, tra i componenti togati, il segretario. Articolo 4 Elezione dei componenti togati del Consiglio direttivo della Corte di cassazione 1. Ai fini della elezione, da parte dei magistrati in servizio presso la Corte di cassazione e la Procura generale presso la stessa Corte,-dei cinque componenti togati effettivi e dei quattro componenti togati supplenti dei Consiglio direttivo della Corte di cassazione, ogni elettore riceve quattro schede, una per ciascuna delle categorie di magistrati di cui all'articolo 1, commi 1 e 2. 2. Ogni elettore esprime il proprio voto per un solo magistrato componente effettivo e per un solo magistrato componente supplente per ciascuna delle categorie da eleggere. 3. Sono proclamati eletti i candidati che hanno ottenuto il maggior numero.di voti, in numero pari a quello dei posti, effettivi o supplenti, da assegnare a ciascuna categoria. In caso di parità dì voti, prevale il candidato più anziano nel ruolo. Articolo 5 Durata in carica del Consiglio direttivo della.Cortedi cassazione 1 . I componenti non di diritto del consiglio direttivo della corte di cassazione durano in carica quattro anni. 2 I componenti magistrati elettivi ed i componenti nominati dal consiglio universitario nazionale ed al consiglio nazionale forense non sono immediatamente rieleggibili o rinominabili. 3 Il componente magistrato elettivo che per qualsiasi ragione cessa dalla carica nel corso del quadriennio è sostituito dal magistrato che lo segue per numero di voti nell'ambito della stessa categoria. 4. Alla scadenza del quadriennio cessano dalla carica anche i componenti che hanno sostituito altri nel corso del quadriennio medesimo. 5. finchè non è insediato il nuovo consiglio,continua a funzionare quello precedente. Articolo 6 Compensi 1. Ai componenti non togati dei Consiglio direttivo della Corte di cassazìone è corrisposto un gettone di presenza per ciascuna seduta, la cui entità è stabilita con decreto dei Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell'econom a e delle finanze, da adottarsi entro sessanta giorni dalla data di acquisto di efficacia delle disposizioni dei presente decreto. Capo 2 COMPETENZE DEL CONSiGLIO DIRETTIVO DELLA CORTE DI CASSAZIONE 1. Il consiglio direttivo della Corte di cassazione esercita le seguenti competenze a formula il parere sul a tabella della Corte di cassazione di cui all'articolo 7 bis, comma 3, del, regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, e successive modificazioni, nonché sul criteri per l'assegnazione degli affari e la sostituzione dei giudici impediti di cui all'articolo 7 ter, commi 1 e 2, del medesimo regio decreto, proposti dal Primo presìdente della Corte di cassazione ~ verificando il rispetto dei criteri generali direttamente indicati dal citato regio decreto n. 12 del 1941 e dalla legge numero 150/05 b formula pareri sull'attività dei magistrati sotto il profilo della laboriosità, della diligenza, della preparazione,della capacità tecnico-professionale, dell'equilibrio nell'esercizio delle funzioni, nei casi previsti da disposizioni di legge o di regolamento o da disposizioni generali del consiglio superiore della magistratura od a richiesta dello stesso consiglio. A tali fini, il consiglio direttivo della corte di cassazione acquisisce le motivate e dettagliate valutazioni del consiglio nazionale forense c esercita la vigilanza sul comportamento dei magistrati. Il Consiglio direttivo della corte di cassazione, qualora, nell'esercizio della vigilanza, abbia notizia di fatti suscettibili di valutazione in sede disciplinare, deve farne rapporto al ministro della giustizia ed al procuratore generale presso la corte di cassazione, d esercita la vigilanza sull'andamento degli uffici. Il consiglio direttivo della corte di cassazione, qualora, nell'esercizio della vigilanza, rilevi l'esistenza di disfunzioni nell'andamento di un ufficio, le segnala al ministro della giustizia, e adotta i provvedimenti relativi allo stato giuridico ed economico dei magistrati riguardanti aspettative e congedi, riconoscimento di dipendenza di infermità da cause di servizio, equo indennizzo, pensioni privilegiate e concessione di sussidi, f formula pareri, anche su richiesta del consiglio superiore della magistratura, in ordine alla adozione, da parte del medesimo consiglio superiore, dei provvedimenti inerenti a collocamenti a riposo, dimissioni, decadenze dall'impiego, concessioni di titoli onorifici e riammissioni in magistratura dei magistrati g formula pareri, anche su richiesta del consiglio superiore della magistratura, su materie attinenti ad ulteriori competenze ad esso attribuite h può formulare proposte al comitato direttivo della scuola superiore della magistratura in materia di programmazione della attività didattica della scuola. Articolo 8 Composizione dei Consiglio direttivo della Corte di cassazione in relazione alle competenze 1 I componenti. avvocati e professori universitari partecipano esclusivamente alle discussioni e deliberazioni relative all'esercizio delle competenze di cui all'articolo 7, comma 1, lettere a e d . TITOLO 2 COMPOSIZIONE, COMPETENZE E DURATA IN CARICA DEI CONSIGLI GIUDIZIARI CAPO I COMPOSIZIONE E DURATA IN CARICA DEI CONSIGLI GIUDIZIARI Articolo 9 Composizione dei consiglio giudiziari 1.Il consiglio giudiziario istituito presso ogni corte di appello è composto dal presidente della corte di appello, dal procuratore generale presso la corte di appello e dal presidente del consiglio dell'ordine degli avvocati avente sede nel capoluogo del distretto, che ne sono membri di diritto 2. nei distretti nei quali prestano servizio fino a 350 magistrati il consiglio giudiziario è composto oltre che dai membri di diritto di cui al comma 1, da dieci altri membri effettivi, dicui 5 magistrati in servizio presso ìgli uffici giudiziari del distretto, quattro componenti non togati, un professore universitario in materie giuridiche nominato dal consiglio universitario nazionale, su indicazione dei presidi delle facoltà di giurisprudenza delle università della regione o delle regioni sulle quali hanno, in tutto o in parte, competenza gli uffici del distretto, un avvocato con almeno quindici anni di effettivo esercizio della professione, nominato dal consiglio nazionale forense, su indicazione dei consigli dell'ordine degli avvocati del distretto, due nominati del consiglio regionale della regione ove ha sede il distretto, due nominati dal consiglio regionale della regione ove ha sede il distretto o nella quale rientra la maggiore estensione di territorio sul quale hanno competenza gli uffici del distretto, eletti, a maggioranza di tre quinti dei componenti e, dopo il secondo scrutinio, di tre quinti dei votanti, tra persone estranee al medesimo consiglio, nonché un rappresentante eletto dai giudici di pace del distretto nel proprio ambito. 3. Nei distretti nei quali prestano servizio oltre 350 magistrati il consiglio giudiziario è composto, oltre dai membri di diritto di cui al commam 1, da 12 altri membri effettivi, di cui sette magistrati in servizio presso gli uffici giudiziari del distretto,4 componenti non togati, un professore universitario in materie giuridiche nominato dal consiglio universitario nazionale, su indicazione dei presidi delle facoltà di giurisprudenza delle università della regione o delle regioni sulle quali hanno, in tutto o in parte, competenza gli uffici del distretto, un avvocato con almeno 15 anni di effettivo esercizio della professione, nominato dal consiglio nazionale forense, su indicazione dei consigli dell'ordine degli avvocati del distretto, due nominati dal consiglio regionale della regione ove ha sede il distretto o nella quale rientra la maggiore estensione di territorio sul quale hanno competenza gli uffici del distretto, eletti, a maggioranza di tre quinti dei componenti e, dopo il secondo scrutinio, ditre quinti dei votanti, tra persone estranee al medesimo consiglio, nonché un rappresentate eletto dai giudici di pace del distretto nel proprio ambito. Articolo 10 Membr supplenti 1. il consiglio giudiziario è altresli comPOS supplenti, di cui due magl strati che esercitano, rispettivamente, funzioni giudicanti e requirenti nel distretto e tre componenti rion togati, un professore universitario in materie giuridiche nominato dal Consiglio universitario nazionale, su indicazione dei presidi delle facoltà di giurisprudenza delle università della regione o delle regioni sulle quali hanno, in tutto o in parte, competenza gli uffici dei distretto, un avvocato con almeno quindici anni di esercizio della professione, nominato dal Consiglio nazionale forense, su indicazione dei consigli dell'ordine degli avvocati dei distretto e uno nominato dal consiglio regionale della regione ove ha sede il distretto o nella quale rientra la maggiore estensione di territorio sul quale_ competenza gli uffici dei distrettò, eletto, a maggioranza di tre quinti dei componenti il.~ecbndo scrutinio, di tre quinti dei votanti, tra persone estranee al medesimo consiglio.I. 4 1 Articolo 11 Organi 1 Il consiglio giudiziario è presieduto dal presidente della corte di appello. Nella prima seduta il consiglio elegge.ai suo interno, con votazione effettuata a scrutinio segreto un, vice presidente, scelto tra i componenti non togat e, tra i componenti togati, il segretario i Articolo 12 Elezione dei componenti togati dei consigli giudiziari 1. L'elezione, da parte dei magistrati in servizio pre nsigli giudiziari presso le corti di appello nel cui cinque componenti togati effettivi dei co distretto prestano servizio fino a t rece ntocinqu anta magistrati si effettua in un. unico collegio distrettuale per a un magistrato che esercita funzioni giudicanti che ha maturato un'anzianità di servizio non inferiore a venti anni b due magistrati che esercitano funzioni giudicanti c due magistrati che esercitano funzioni requirenti. 2. Uelezione, da parte del magistrati in servizio presso gli uffici giudiziari dei distretto, dei sette componenti togati effettivi dei consigli gìudiziari presso le corti di appello nei cui distretto prestano servizio oltre trecentocinquanta magistrati si effettua in un unico collegio distrettuale per a un magistrato che esercita funzioni giudicanti che ha maturato un'anzianità di servizio non inferiore a venti anni b tre magistrati che esercitano funzioni giudicanti c tre magistrati che esercitano funzioni requirenti. 3. L'elezione, da parte dei magistrati in servizio presso gli uffici giudiziari dei distretto, dei due componenti togati supplenti dei consigli giudìziari si effettua in un collegio unico distrettuale per a un magistrato che esercita funzioni giudicanti b un magistrato che esercita funzioni requirenti. 4. Ogni elettore riceve tre schede, una per ciascuna delle categorie di magistrati di cui ai commi 1, 2 e 3, per l'elezione dei componenti togati effettivi e supplenti. 5. Ogni elettore esprime il proprio voto per un solo magistrato componente effettivo e per un solo magistrato componente supplente per ciascuna delle categorie da eleggere. 6. Sono proclamati 'eletti i candidati che hanno ottenuto il. maggior numero di voti, in numero pari a quello-dei posti da assegnare a,cascuna categoria. ]n'caso di parità di voti, prevale il candidato più anziano nel ruolo. Articolo 13~ Durata in carica dei consigli giudiziari 1. 1 componenti nont di diritto dei. co.ris ig.Ii.gi diìiandu ro anni. 2. 1 componenti magistrati elettivi, i componenti nominati dal Consiglio universitario nazionale, dal Consiglio nazìonaleJ rèns0~ e 1 dal consiglio --regionale ed il componente rapp rese ntante,i,dei, giudici di pace -~def,-,,distretto, non soho 'immediatamente rieleggibili o rinom inabili 3. Il componente magistrato elettivo che per 4ualsias[ragiò né cessa dalla carica nel corso -,,del quadrienn o.è sostituito dal magistrato che'Io segue per numero di voti nell'ambito della stessa ca egoria. 4. Alla scadenza del quadriennio,,cé,~'~'sAn'' ~'daii -,'Carica,,anche i componenti che _hanno sostituito altri nel corso~ dei quadriennia meidesimo.' 5 Finchè non t i---nàediato il, n* dVò,'.'cons' glio~''gludiziario,1,~continua a funzionare quello precedente. Articolo 14 Compensi 1. Ai componenti non logati dei consigli giudiziari è corrisposto un gettone di presenza per ciascuna seduta, la cui entità è stabilita con decreto.del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottarsi entro sessanta giorni dalla data di acquisto di efficacia delle disposizioni dei presente decreto. CAPO 2 COMPETENZE DEI CONSIGLI GIUDIZIARI Articolo 15 Competenze dei consigli giudiziari 1. i consigli giudiziari esercitano le seguenti competenze a formulano il parere sulle tabelle degli uffici giudicanti e sulle tabelie infradistrettuali di cui all'articolo 7 bis dei regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, nonché sui criteri per l'assegnazione degli affari e la sostituzione dei giudici impediti di cui all'articolo 7 ter, commi 1 e 2, dei medesimo regio decreto, proposti dai capi degli uffici giudiziari, verificando il rispetto dei criteri generali direttamente indicati dal citato regio decreto numero 12 dei 1941 e dalla legge numero 150 dei 2005 b formulano pareri sull'attivRà dei magistrati sotto il profilo della preparazione, della capacità tecnico-professionale, della laboriosità, della diligenza, dell'equilibrio nell'esercizio delle funzioni, nei casi previsti da disposizioni di legge o di regolamento a da disposizioni generali dei Consiglio superiore della magistratura od a richiestà dello stesso Consiglio. A tali fini, il consiglio giudiziario acquisisce le motivate e dettagliatè--valutazioni dei consiglio dell'ordine degli avvocati avente sede nel luogo dove il ~mag t>trato esercita le sue funzioni e, se non coincidente, anche dei consiglio dell'ordine degli avvocati avente* sede nel capoluogo del distretto c esercitano la vigilanza sul comportamento dei magistrati in servizio presso gli ~uffici giudiziari dei distretto. Il consiglio giudiziario che, nell'esercizio della vigilanza, ha notizia di fatti suscettibili di valutazione in sede disciplinare, deve farne rapporto al Minist -ò-'dè i d _ esercitano la vigilanza sull'andamento degli uffici giudiziari deldistretto~.- ll`dofisF Iio_ giudiziario che, nell'esercizio della vigilanza, rileva , l'esistenza, di dìsf usulotii nell'andamento di un ufficio, le se naia al Ministro della giustizia . 9 eì formulano r areri e proposte sull'organizzazione e. il funzionamènto,AegI - ufficJ~I'dèI-' aiustizia ed al Procuratore generale presso la Corte di cassazione giudice di pace dei distretto f adottano i provvedimenti relativi allo status dei magistrati in servizio presso gli uffici-_ giudizìari dei distretto riguardanti,aspettative. e congedi, riconoscimento di dipendenz 'di infermità da cause di servizio, equo indennizz o, pensio ni priv 1 ilegìata',e ,cohm-3s ion e `d V sussidi g forniulano pareri, anche su. richiesta dei Consiglio superiore déiia'mag str tur'a,--ih' rdìh,6 1 Mè Si im ne oc alla adozione, da parte de de mo Consiglio, dei provvedi entii ' renti'a'coll-ì- ~h a riposo, dimissioni, decadenze daill'impiego, concessioni, di titoli.onorifici e riammission 1 1 1 in magistratura dei magistrati i n serviz io preso gli uffici giudiziaridel distretto o già in serv zIo` presso tali uffici al momento della cessazione dal servizio medesimo . h formulano pareri, anche su richiesta dei Consiglio superiore della magistratura, SU matefle attinenti ad ulteriori competenze ad essi attribuite i può formulare proposte al comitato direttivo della Scuola superiore della magistratura in materia di programmaz one della attività didattica della Scuola. 2. Il consiglio giudiziario costituito presso la corte di appello esercita le proprie competenze anche in relazione alle eventuali sezioni distaccate della corte. Articolo 16 Composizione dei consigl giudiziari in relazione alle competenza l. l componenti designati dal consiglio regionale, i componenti avvocati e professori universitari ed il componente rappresentante dei giudici di pace, partecipano esclusNamente alle discussioni e deliberazioni relatìve all'esercizio. delle competenze di cui all'articolo 15, comma 1, lettere a , d ed e . 2. il componente rappresentante dei giudici di pace partecipa, altresì, alle discussioni e deliberazioni relative all'esercizio delle competenze di cui agli articoli 4, 4-b s, 7, comma 2bis e 9, comma 4, della legge 21 novembre 1991, n. 374, e successive modif caz oni. TITOLO 3 Disposizioni finali Articolo 17 copertura finanziaria 1. Agli oneri finanzt 'ri conseguenti a la applicazione dei presente decreto, determinati in euro 303.931 perJ'anno 2,005 ed n'euro 607.862 a decorrere dall'anno 2006, si provvede con gli stanziamenti e secondo le modalità previsti dall'articolo 2 comma 38 della legge 150/05, alll'uopo richiamando l'apposita clausola di salvaguardia prevista dall'articolo 2 comma 42 della medesima legge. Articolo 18 abrogazioni Oltre ~a,~quant -pf~àvJ io dal.decreto legislativo di attuazione della delega di cui a, a t di i comma 3, deIIa~ legge, numero '50 dei 2005,, sono abrogati, dalla dat di acquis o i efficacia delig, d sriòsizion contenuta nel presente decreto* a l'articolo 10 del regio decreto 23 giugno, 1927,.n. 1235 b l'articolo 6, del, regio decreto~ legislativo 3f maggio 1946 n. 5 l. 1, cornè-s5stituito dall'articolo l'della'. legge 12 ottobre 1966, n. 825 Articolo 19 Decorrenza di eff cacìa i. Le disposizionì contenute nel presente decreto legislativo sono efficaci a far data dal novantesimo giorno successivo a quello della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale.

Presidenza del Consiglio dei ministri Schema di decreto legislativo recante modifica dell'organico della corte di cassazione e della disciplina relativa ai magistrati di merito applicati presso la stessa, in attuazione degli articoli 1, comma 1, lettera e e 2, comma 5, della legge 150/05. Articolo 1 Modificaziqni.a1l'organico dei magistrati addetti alla Corte suprema dì cassazione 1. All'organico della magistratura ordinaria sono apportate le seguenti modificazioni a sono soppressi i trenta posti di magistrato di appello previsti in organico presso la Corte di cassazione oltre a quanto previsto dal comma 2, sono istituiti quìndici posti di.consigliere dì cassazione b sono soppressi ì ventidue posti di magistrato di appello destinato alla Procura generale presso la Corte di cassazione sono. contestualmente istituiti ventidue posti di sostituto procuratore generale presso la Corte di cassazione. 2. L'articolo 115 dell'ordinamento giudiziario di cui al regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, e successive modificazioni, è sostituito dal seguente 115. Magistrati dì tribunale destinati all'ufficio del massimario e del ruolo della Corte di cassazione. 1 Della pianta organica della Corte di cassazione fanno parte trentasette magistrati destinati all'ufficio del massimario e del ruolo al predetto ufficio possono essere designati magistrati con qualifica non inferiore a magistrato di tribunale con non meno di cinque anni di effettivo esercizio delle funzioni di merito. . 3. La tabella B allegata alla legge 5 marzo 1991, n. 73, e successive modificazioni, è conformemente modificata ed è sostituita da quella allegata con il numero 1 al presente decreto. 4. La pianta organica per la Corte suprema di cassazione è modificata come da allegato 2 al presente decreto. 5. La pianta organica per la Procura generale presso la Corte suprema. di cassazione è modificata come da allegato 3 al presente decreto. Articolo 2 Criteri per la attribuzione delle funzioni giudicanti di legittimità 1 Il servizio prestato per almeno otto anni presso l'ufficio del massimario e del ruolo della Corte di cassazione costituisce, a parità di posizione in gr duatoria tìtolo preferenziale nell'attribuzione delle funzioni gìudicanti di legitt mità. Articolo 3 Modificazioni all'articolo 117 dell'ordinamento giudiziario I. All'articolo 117, e alla relativa rubrica, dell'ordinamento giudiziario di cui al regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, e successive modificazioni, sono soppresse le parole dì appello e e le parole e alla Procura generale presso la medesima Corte . Articolo 4 Abrogazione 1 L' articolo 116 dell'ordinamento giudiziario di cui al regio decreto 30 gennaio1941, n. 12, e successive modificazioni, è abrogato. Articolo 5 Magistrati di merito in servizio presso la Corte di cassazione 1. Nei posti soppressi ai sensi dell'articolo 1, comma 1,lettere a , 'b , sono trattenuti ì magistrati in servizio alla data di acquisto di efficacia delle disposizioni della legge 25 Iuglio 2005, numero , ai quali il Consiglio superiore della magistratura può conferire, effettuate le valutazioni di competenza, nei limiti dei posti disponibili ed in ordine di anzianità di. servizio, le funzioni di legittimità, se in possesso dei seguenti requisiti a conseguimento, precedentemente alla predetta data, della qualifica di magistrato dichiarato idoneo ad essere ulteriormente valutato ai fini della nomina a magistrato di cassazione b svolgimento, nei sei mesi antecedenti alla data di entrata in vigore della legge 25 luglio 2005. n. 150, delle funzioni di legittimità per avere concorso a formare i collegi nelle sezioni ovvero per avere svolto le funzioni di pubblico ministero in udienza. 2. I magistrati in servizio alla data dì acquisto dì efficacia del primo dei decreti legislativi emanati. nell'esercizio della delega dì cui all'articolo 1, comma 1, lett'era e , della legge 25 luglio 2001, numero , per il quali non è stato possibile il conferimento delle funzioni di legittimità ai sensi del comma 1, sono trattenuti, in via transitoria, in servizio nei, posti soppressi. Il procedimento, di copertura dei,posti di cui al comma 1 può essere iniziato con modalità d'urgenza dal Consiglio superiore della magistratura fin dal giorno stesso di pubblicaz one. del presente dècrèto nella Gazzetta Ufficìale. Articolo 6 decorrenza dell'.efficacia 1. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 5, comma 3, le disposizioni contenute nel presente decreto legislativo sono efficaci a far data dal novantesimo giorno successivo a quello della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Articolo 7 Copertura finanziaria 1 Agli oneri finanziari conseguenti alla applicazione del presente -decreto, determinati in euro 629.000 per l'anno 2005 e in euro 1.258.000 a decorrere dall'anno 2006, si provvede con gli stanziamenti previsti dall'articolo 2,. comma 39, della legge numero 150 del 2005, all'uopo richiamando. l'apposita clausola di salvaguardia prevista dall'articolo 2, comma 42, della medesima legge. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Allegato 1 Articolo 1, comma 3 Pianta organica della magistratura ordinaria Funzione organico Primo presidente 1 Procuratore generale presso la Corte di cassazione, presidente aggiunto della Corte di cassazione, Procuratore generale aggiunto presso la Corte di cassazione, presidente del Tribunale superiore delle acque pubbliche 4 Presidenti di sezione della Corte di cassazione ed equiparati 111 Consiglieri della Corte di cassazione 679 Magistrati di corte d'appello, magistrati di tribunale ed equiparati 8784 Uditori giudiziari 330 Magistrati di merito e di legittimità ed equiparati, esclusi gli uditori giudiziari, destinati a funzioni non giudiziarie 200 totale 10.109 Allegato 2 Articolo 1, comma 4 Pianta organica per la Corte suprema di cassazione Funzione Organico Primo presidente della Corte di cassazione 1 Presidente aggiunto della Corte di cassazione 1 Presidente di sezione della Corte di cassazione 54 Consigliere della Corte di cassazione 303 Magistrato di tribunale destinato all'ufficio del massimario e del ruolo 37 Allegato 3 Articolo 1, comma 5 Pianta organica per la procura generale presso la Corte suprema di cassazione Funzione Organico Procuratore generale presso la Corte di cassazione 1 Procuratore generale aggiunto presso la Corte di cassazione 1 Avvocato generale presso la Corte di cassazione 5 Sostituto procuratore generale presso la Corte di cassazione 65