Credibilità, qualità e paletti all'accesso: la ricetta del futuro

Aiga a congresso fischiato Fassino che propone società multidisciplinari e soci di capitale. Militi bisogna acquisire consapevolezza delle criticità. Vietti prevarrà la linea Visco-Bersani

Credibilità, qualità e paletti all'accesso in tre parole il futuro dell'Avvocatura che si trova a dover fare i conti con gli effetti del decreto Bersani e della proposta di riforma dell'ordinamento professionale messa a punto da Mastella. Del resto, ha ammesso Valter Militi, presidente dell'Aiga nella sua relazione al Congresso straordinario per celebrare i primi quarant'anni dell'Associazione italiana giovani avvocati, i legali devono acquisire consapevolezza delle criticità che affliggono il ceto forense e intervenire senza indugio. Che la riforma delle professioni non sia più eludibile lo ha sottolineato anche Piero Fassino, segretario dei Ds che intervenuto al Congresso straordinario dei giovani avvocati ha ricordato che il funzionamento della giustizia viene assunto dai cittadini quale paradigma per valutare il grado di modernità, di efficienza e di civiltà del Paese. Inoltre, ha continuato il segretario dei Ds, la domanda di Giustizia è molto più ampia rispetto al passato, poiché una società più matura è una società consapevole dei propri diritti. I cittadini, infatti, richiedono l'intervento del legale non solo nel contenzioso ma anche per istruire le loro scelte. Tuttavia, ha stigmatizzato Fassino, la Giustizia deve essere accessibile, rapida nell'accertamento delle responsabilità e certa. Oggi purtroppo, ha continuato il vicepremier, queste esigenze non sono soddisfatte e i cittadini interpretano anche quelle misure introdotte per accelerare i giudizi, come ad esempio i riti alternativi, quali strumenti per eludere la Giustizia. Per cui, la soluzione secondo il segretario dei Ds è nella formazione, nella specializzazione e nelle società multidisciplinari con soci di puro capitale. L'ultima proposta, però, non ha incontrato il favore dei giovani avvocati che venerdì scorso lo hanno duramente contestato. Della tutela della dignità, della probità, della lealtà rispetto all'ordinamento quali principi del passato da consegnare al futuro ha parlato Michele Vietti, portavoce dell'Udc, che si è detto disponibile a collaborare con la maggioranza in Parlamento per fare una buona riforma delle professioni. E alla richiesta di Vietti di inserire nella proposta di Mastella la definizione di attività intellettuali, durante il congresso, il presidente dell'Aiga ha risposto comunicando che il Guardasigilli nella quarta bozza aveva aggiunto questa precisazione. Tuttavia, ha detto l'esponente dell'Udc, l'Avvocatura ha vissuto male le misure che sono state assunte dal Governo nei suoi confronti. I giovani avvocati, ha continuato Vietti, sono stati molto critici nei confronti del decreto Bersani che con un blitz notturno ha abolito le tariffe minime e il divieto di pubblicità. Ma l'Aiga, ha aggiunto il deputato dell'Udc, è anche molto critica nei confronti del progetto di riforma messo a punto da Via Arenula che non fornisce sufficiente affidamento sul mantenimento degli Ordini lasciando vago il confine con le nuove professioni. E conclude, a margine del Congresso che sulle professioni dal Governo non verrà nulla di buono e anche se Mastella avesse delle buone intenzioni credo che all'interno dell'Esecutivo preverrà la linea Bersani-Visco . Fernanda Contri, giudice emerito della Corte costituzionale, intervenuta al Congresso ha puntato l'indice contro il sovraffollamento della professione, sottolineando la necessità di un profondo cambiamento dell'attività forense. E parlando della scarsa presenza di donne al Consiglio nazionale forense e negli Ordini, ha messo in guardia i giovani avvocati perché l'assenza delle donne è assenza di democrazia. Durante la tavola rotonda ha preso la parola anche Alfonso Gianni, sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico che ha chiarito che il decreto Bersani risponde nel dettaglio al programma di Governo. E ha aggiunto. Io credo che questo Governo, se mai durerà, dovrà saper dimostrare nell'affrontare le questioni un metodo nuovo non solo attraverso le consultazioni ma anche attraverso la verifica degli effetti e delle conseguenze dei provvedimenti approvati . Presto, ha annunciato venerdì scorso Guido Calvi Ulivo vicepresidente della commissione Affari costituzionali del Senato, inizierà l'esame in commissione Giustizia del disegno di legge 963 presentato dallo stesso Calvi e altri lo scorso 18 settembre si veda in proposito l'articolo dello scorso 17 novembre . Si tratta di un progetto aperto, ha spiegato il senatore, che non è blindato al quale è possibile apportare delle modifiche. Del Ddl messo a punto dal Guardasigilli ha parlato il ministro per le Politiche giovanili, Giovanna Melandri spiegando nella sua relazione qui leggibile nei documenti correlati che la riforma non è mossa da alcun intento iconoclastica, né si ispira al superamento dell'attuale sistema ordinistico delle professioni. L'intento, piuttosto, è quello di modernizzare il ruolo degli Ordini professionali, a garanzia della qualità della prestazione. Quanto al tirocinio, ha continuato il Ministro, Ho ritenuto necessario battermi perché, nel progetto di riforma, si prevedesse un equo compenso per i praticanti, commisurato al proprio effettivo apporto allo svolgimento dell'attività professionale, nonché forme alternative di tirocinio, diverse dalla pratica interna a uno studio professionale. Ad esempio, la possibilità di svolgere, almeno parzialmente, il tirocinio nella parte finale del corso di laurea, anche con lo scopo di riannodare i fili, ora sciolti, che legano il periodo della formazione a quello dell'accesso al lavoro . E ha promesso che si batterà affinché nel testo licenziato dal Consiglio dei ministri venga prevista, tra i criteri di delega, la riduzione della durata del tirocinio a un anno. Giovanna Melandri, ha anche assicurato che per quanto riguarda l'esame di Stato la riforma garantirà prove uniformi su base nazionale, al fine di evitare forme di turismo concorsuale e ogni forma di disuguaglianza geografica. Sarà anche assicurata l'effettiva terzietà delle commissioni esaminatrici, al fine di garantire una qualità indiscussa delle procedure di selezione. Inoltre, ha detto ancora il ministro per le Politiche giovanili, una parte del patrimonio degli Ordini sarà destinata a borse di studio per i giovani professionisti meritevoli che versano in situazioni di disagio economico e al pagamento dell'assicurazione professionale dei giovani che si affacciano sul mercato delle professioni. E in caso di difficoltà dell'aspirante professionista nella ricerca di un tutor, l'Ordine si farà carico del problema. Infine, ha detto ancora la Melandri, la presenza di un socio di puro capitale all'interno del nuovo tipo di società delineato nel disegno di riforma costituisce un'opportunità da valorizzare e di cui discutere, ma non da demonizzare. E ha concluso Dare spazio a chi, pur non essendo iscritto all'Ordine, vuole scommettere sulla professionalità altrui, non significa compromettere il ruolo del socio professionista . Valter Militi, presidente dell'Associazione, richiamando all'ordine i giovani avvocati che contestavano le affermazioni del ministro Melandri sulle società multidisciplinari con soci di puro capitale, si è detto disponibile al confronto, convinto, pero, che il socio non professionista non scommetta sul giovane legale piuttosto lo sfrutta. Inoltre, ha concluso Militi, è vero che il Paese deve investire nei giovani, ma il costo di questo sforzo dovrebbe essere sostenuto dallo Stato e non dagli Ordini. Sul comportamento del Governo nell'ambito della riforma delle professioni non possiamo che esprimere un giudizio perplesso a noi pare che non si renda conto che, visto il ruolo sociale e istituzionale della professione forense, umiliare gli avvocati significa umiliare gli stessi cittadini . Lo ha detto il presidente del Consiglio nazionale forense Guido Alpa, a margine del congresso straordinario dell'Associazione italiana giovani avvocati. Ho incontrato diversi rappresentanti del Governo - ha aggiunto - compreso il presidente Prodi e il Guardasigilli, ma nessuno, se pur dimostrando grande cortesia e disponibilità, ha manifestato la concreta possibilità di accettare almeno due semplici modifiche che abbiamo proposto . Tra le proposte che il Consiglio nazionale forense si è visto rifiutare, ha spiegato Alpa, quella di una semplice leggina, in attesa della riforma strutturale degli esami di Stato, che faccia fronte a una situazione assolutamente inaccettabile. E in ultimo una modifica al procedimento disciplinare . Due semplici punti rimasti inascoltati che, secondo il presidente del Cnf, sarebbero state un segnale della concreta volontà di trovare un iniziale punto d'incontro . E ha concluso Ci sorprende che il Governo non prenda atto di una situazione drammatica, e ogni demonizzazione della categoria forense è ingrata e ingiustificata . Cristina Cappuccini

Aiga Intervento del ministro Giovanna Melandri al Congresso straordinario Roma 24 novembre 2006 Prima di ogni altra cosa, voglio dirvi che sono particolarmente lieta di questo invito che mi è arrivato dall'Associazione Italiana Giovani Avvocati, in concomitanza con il 40esimo anniversario della vostra associazione forense che celebrate a Roma oggi e domani con questo Congresso Straordinario. A questo proposito, non potendomi, per impegni istituzionali, fermare con voi anche nel pomeriggio fate dire anche a me, come scrivete nel titolo dell'iniziativa delle 14.30, Buon compleanno AIGA. Il titolo di questa tavola rotonda è La trasformazione dei ceti professionali, un tema, vasto e complesso. Per quanto mi riguarda, proverei a rispondere a una domanda concreta qual è il contributo che possiamo dare alla trasformazione dei ceti professionali, se lo guardiamo con la lente o l'occhiale delle esigenze dei giovani - i giovani professionisti o quelli che lo vogliono diventare? Qui mi concedo una breve premessa. Da sei mesi è nato il nuovo ministero per le Politiche giovanili. Come sapete, eravamo rimasti gli ultimi in Europa a non avere un Dicastero dedicato ai giovani. Il nuovo Ministero che ho il privilegio di rappresentare e che il Presidente Prodi ha voluto fortemente istituire, quindi, è un'innovazione istituzionale importante, che ha il compito di lanciare un vero e proprio Piano Nazionale d'Azione per i giovani italiani, che favorisca loro l'accesso al futuro. E accesso al futuro vuol dire anche e soprattutto accesso al mondo del lavoro e quindi anche accesso al settore delle professioni intellettuali. Da pochi giorni c'è stato il giro di boa dei nostri primi sei mesi di Governo. Non è passato molto tempo dal nostro insediamento, eppure la direzione di marcia è chiara avviare un processo di riforma delle professioni in grado di moltiplicare le possibilità lavorative per i giovani italiani, abbattere le barriere all'accesso dell'esercizio di una professione liberale in questo Paese e venire naturalmente incontro alle istanze dei consumatori. Il ministro della Giustizia ha predisposto una proposta che, insieme ad altri Ministri, come quello dello Sviluppo Economico, del Lavoro, della Salute e dell'Università anche il ministro per le Politiche giovanili sta contribuendo a definire. Molti di voi già sanno che, personalmente, ho aperto da subito un dialogo franco e un percorso condiviso con le rappresentanze giovanili del mondo delle professioni. Ci sono stati incontri tra i nostri tecnici e la vostra associazione per avviare riflessioni comuni. E molte delle istanze che ci avete presentato sono state da noi accolte e portate al tavolo interministeriale che ha lavorato alla stesura del testo di riforma delle professioni intellettuali che, come ha confermato Mastella, verrà portato in CDM la prossima settimana. La riforma non è mossa da alcun intento iconoclasta, né si ispira al superamento dell'attuale sistema ordinistico delle professioni. Anzi, l'intento è quello di modernizzare il ruolo degli ordini professionali, a garanzia della qualità della prestazione. Il tema su cui ci siamo concentrati con particolare attenzione è - come accennavo - quello accesso all'esercizio delle professioni intellettuali. Quali sono, quindi, le richieste che ho sostenuto in queste settimane di lavoro nel Tavolo interministeriale, per estendere le possibilità concrete dei giovani di accesso alla professione e, ovviamente, anche alla professione forense? Come ho detto più volte, abbiamo indicato quattro linee direttrici di riforma. Primo il tirocinio. Qui so di toccare un nervo scoperto del vostro settore. So di entrare nel vivo dell'esperienza di molti giovani avvocati. L'attuale sistema subordina l'iscrizione all'albo professionale a un periodo più o meno lungo di praticantato . Ma non possiamo negare che questo periodo mediamente di due o tre anni finisca talvolta per trasformarsi in un vero e proprio sfruttamento non retribuito del lavoro del giovane che si affaccia a una professione. Alcuni di voi, temo, lo sappiano bene negli studi di affermati avvocati avete appreso rudimenti e segreti della vostra professione, ma avete anche scritto gli atti, preparato le udienze, fatto le fotocopie e la fila all'ufficio notifiche, spesso senza un adeguato riconoscimento economico. Ecco, io ho ritenuto necessario battermi perché, nel progetto di riforma, si prevedesse un equo compenso per i praticanti, commisurato al proprio effettivo apporto allo svolgimento dell'attività professionale, nonché forme alternative di tirocinio, diverse dalla pratica interna a uno studio professionale. Ad esempio, la possibilità di svolgere, almeno parzialmente, il tirocinio nella parte finale del corso di laurea, anche con lo scopo di riannodare i fili, ora sciolti, che legano il periodo della formazione a quello dell'accesso al lavoro. Mi batterò, infine, perché nel testo che sarà licenziato dal CDM venga prevista, tra i criteri di delega, la riduzione della durata del tirocinio a un anno. Secondo l'esame di stato. La riforma garantirà prove uniformi su base nazionale, al fine di evitare forme di turismo concorsuale e ogni forma di disuguaglianza geografica. Inoltre, sarà assicurata l'effettiva terzietà delle commissioni esaminatrici, al fine di garantire una qualità indiscussa delle procedure di selezione. Terzo obbiettivi e responsabilità degli ordini professionali. Una parte del loro patrimonio sarà destinata a borse di studio per i giovani professionisti meritevoli che versano in situazioni di disagio economico e al pagamento dell'assicurazione professionale dei giovani che si affacciano sul mercato delle professioni. So che alcuni ordini praticano già iniziative di questo genere. Che questi ordini, allora, siano di buon esempio per gli altri. Ogni buona pratica, in questo senso, è ben accolta. Ancora. In caso di difficoltà dell'aspirante professionista nella ricerca di un tutor, l'Ordine si farà carico del problema. Non tutti i laureati in giurisprudenza conoscono l'avvocato amico di famiglia che li accoglie nel proprio studio. Non ci sono donne alla presidenza degli Ordini. Ma non ci sono neanche giovani. E io mi batterò fino in fondo, poi, affinché la riforma garantisca, sin dalla sua prima attuazione, ai giovani professionisti la possibilità di accedere alle cariche direttive degli ordini, che diventeranno temporanee. Il mese scorso, sul Sole 24 Ore, è stata pubblicata una statistica importante tra gli iscritti agli albi professionali quasi il 60% ha meno di 45 anni e il 21% ha meno di 34 anni. Perché i giovani, così copiosamente presenti negli Albi, dovrebbero essere esclusi dalla possibilità di contribuire alle decisioni interne? Quarto le società fra professionisti. Personalmente ritengo che l'esercizio in comune della professione possa rivelarsi utile soprattutto per i giovani. Ecco perché sono favorevole alla possibilità di costituire società multiprofessionali. Perché un avvocato non dovrebbe associarsi a un notaio? Sono convinta che questa opportunità aumenti la concorrenza e offra ai consumatori un servizio nuovo e più completo. Inoltre, mi preme ribadire in questa sede una mia personale convinzione la presenza di un socio di puro capitale all'interno del nuovo tipo di società delineato nel disegno di riforma costituisce un'opportunità da valorizzare e di cui discutere, ma non da demonizzare. Dare spazio a chi, pur non essendo iscritto all'Ordine, vuole scommettere sulla professionalità altrui, non significa compromettere il ruolo del socio professionista, anche perché la riforma prevede che la vigilanza dell'Ordine riguarderà la società di professionisti e quindi anche l'operato del socio di capitali. Inoltre si può pensare ad introdurre il limite della partecipazione minoritaria del socio di capitali e a misure analoghe che garantiscano l'autonomia decisionale del socio professionista. Discutiamone insieme. Insomma, la mia convinzione di fondo è che un modello di sviluppo capace di rilanciare la competitività del nostro Paese e aprire nuove, concrete possibilità per i giovani deve tenere insieme liberalizzazione dei mercati ed equità, regole e concorrenza, opportunità e diritti, qualità e nuove possibilità. Questo è lo spirito dell'attività di questo Governo, uno spirito che, con orgoglio, non ho difficoltà a qualificare come riformatore. Su questo spirito mi auguro davvero che tutti i professionisti, a partire dai più giovani, possano ritrovarsi insieme al Governo e al ministro per le Politiche giovanili sotto il segno della comune esigenza di rendere l'Italia un Paese un po' più amico dei suoi giovani. E, dunque, un Paese con la voglia e la capacità di guardare al futuro con ottimismo. Grazie.