Chi apprezza la Cirielli (ex) rovina anche te: digli di smettere

La legge firmata dal Capo dello Stato va in Gazzetta. Durissime critiche da magistrati, avvocati e Università all'incontro organizzato da Anm e Camere penali. Marvulli non hanno abrogato l'articolo 2 del codice penale e andiamo verso la bancarotta,

La ex Cirielli? Creerà problemi terribili. Peggio di un anatema la frase utilizzata dal Primo presidente della Corte di cassazione, Nicola Marvulli aprendo i lavori dell'incontro organizzato dall'Unione delle camere penali italiane e dall'Associazione nazionale magistrati mercoledì scorso, 7 dicembre. All'interrogativo posto dal dibattito - Ma serve proprio la Cirielli? - hanno risposto non solo il presidente dei penalisti Ettore Randazzo e dell'Anm Ciro Riviezzo, ma anche Tullio Padovani, docente di diritto penale all'Università Sant'Anna di Pisa, Carmelo Cantone, direttore della Casa di reclusione di Padova, i responsabile Giustizia di Rifondazione, Giuliano Pisapia e di Forza Italia, Giuseppe Gargani. Il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi ha firmato la legge che entrerà in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione sulla Gazzetta probabilmente proprio in questi giorni di chiusura di DirittoeGiustizi@ . Gli effetti delle norme saranno devastanti, non solo per i penalisti che per l'occasione hanno organizzato l'incontro con gli avversari di sempre, ossia l'associazione di categoria dei magistrati. Non poche le critiche mosse dai penalisti italiani ai vertici dell'Unione per aver organizzato l'iniziativa insieme alla magistratura associata. Ma secondo il presidente Randazzo l'iniziativa non rischia di confondere le posizioni, tanto meno gli avvocati ne uscirebbero schiacciati dalle posizioni predominanti della magistratura, perché i penalisti da sempre hanno ribadito la loro contrarietà al provvedimento, con proteste serrate ed astensioni dalle udienze siamo contrari al doppio binario della prescrizione, siamo contrari alla prescrizione più breve così come a quella più lunga lo abbiamo detto e ribadito sin dall'inizio, non credo che le nostre posizioni possano essere confuse con quelle della magistratura . Al contrario, secondo il presidente dell'Ucpi sono i magistrati che con il tempo si sono avvicinati alle loro posizioni. Riviezzo,dal canto suo ha ringraziato i penalisti per l'invito e ribadito che gli interlocutori possono avere posizioni diverse ma arrivare alle stesse conclusioni. Insomma, si parla di una legge sbagliata e su questo magistrati e avvocati si ritrovano, mettendo da parte tutti i contrasti. Molto duro con la norma e con il legislatore che l'ha redatta è stato il presidente Marvulli, che alle disposizioni ha dedicato particolare attenzione basti ricordare il duello di numeri avuto a fine ottobre con il ministro della Giustizia, Roberto Castelli sull'impatto del provvedimento nei procedimenti in corso. È una legge che nasce con un padre e con un fine il padre è diventato ex e lo scopo è stato abbandonato ha detto Marvulli, dal momento che il fine dichiarato era quello di difendere le vittime perseguitate dalla Giustizia. Alla domanda è utile la Cirielli? il presidente della Suprema corte risponde dicendo che da cittadino non l'ha ancora capito mentre come magistrato ho capito che alla giustizia non serve . Perché non serve una legge stravolta nel suo contenuto, che vorrebbe ridurre i tempi processuali semplicemente intervenendo sui tempi di prescrizione. Per ridurre i tempi di prescrizione - ha continuato il primo presidente - si sarebbe dovuto prima mettere mano al processo, per liberarlo dal vizio patologico, altrimenti si va verso la bancarotta . Un istituto di diritto sostanziale - ha detto - è stato trasformato in uno strumento di carattere processuale , che pure, sin dai tempi del diritto romano è un istituto caratterizzato da una sua nobiltà, perché lo Stato non può perseguire il cittadino a vita se non conclude entro un tempo ragionevole è giusto e doveroso che abbandoni la causa. Ma se si abbassa il termine e non si interviene sulle norme processuali - ha spiegato Marvulli - abbassare semplicemente il termine non ha senso. Pensiamo ad esempio al reato di circonvenzione di incapace questo è paragonabile all'usura, ma mentre l'usura si prescrive in tempi più lunghi, il primo solo in sette anni e mezzo. Perché questo trattamento differenziato? Forse la circonvenzione di incapace per la società è meno grave dell'usura? . Rispetto poi alla discrezionalità del giudice Marvulli ha affermato che ogni reato è diverso e, rivolgendosi ai penalisti ha detto a voi serve un giudice che ascolti, che sia sensibile al particolare, invece con questa norma si è presa una posizione di retroguardia, prima di tutto culturale . La prudenza poi - ha continuato - mi suggerisce di tacere su altre cose perché la Cassazione sta prendendo iniziative sui limiti di applicazione di queste norme, che potrebbero avere problemi di incostituzionalità, ma soprattutto perché l'articolo 2 del Codice penale successione delle leggi penali, ndr non ce l'hanno ancora abrogato. Ci saranno problemi terribili dinanzi a noi . Così come la Pinto, ha concluso Marvulli, si cerca di porre dei tamponi alla lunghezza dei tempi processuali senza dare strumenti adeguati e l'effetto sarà che i processi si allungheranno. La morte prematura dei processi - ha concluso - non giova all'avvocatura, ai magistrati ma soprattutto alla società . Durissimo l'intervento di Padovani secondo il quale non solo la ex Cirielli non gioverà alla giustizia ma la riporterà indietro al codice Rocco. Sono un appassionato di storia - ha detto il docente di diritto penale, strappando un lungo applauso alla platea al termine del suo intervento - e secondo me la relazione del provvedimento potrebbe essere stata scritta benissimo dal ministro della Giustizia di Hitler . Padovani ha spiegato anche di non condividere l'atteggiamento tenuto dal legislatore nei confronti del recidivo e su questo punto Marvulli ha voluto riprendere la parola. I recidivi - ha detto il Primo presidente - sono la bassaforza della criminalità raramente ho visto un boss di mafia con un lungo certificato penale. Ricordo che quando ero giudice applicato al Tribunale di Bari, applicai il minimo della pena con tutte le attenuanti possibili ad un ladruncolo di frutta, pur avendo questo diverse condanne fui chiamato dal Procuratore generale e ottenni un elogio. Oggi con la Cirielli non sarà più possibile e dovremo trattare il ladruncolo da recidivo . Girandosi poi verso il responsabile Giustizia di Forza Italia Marvulli ha detto Abbiamo fatto un salto nel buio, onorevole Gargani e non credo che a breve termine sarà possibile cancellare questo obbrobrio. La nostra formazione culturale è stata spazzata via e il nostro lavoro forse diventerà anche più semplice . Ma gli effetti per la società saranno devastanti. Per Giuseppe Gargani però, la riforma della prescrizione andava fatta. Quarant'anni fa, il mio professore universitario di diritto penale disse che la cosa più urgente da fare era la riforma della prescrizione, perché lo Stato non poteva avere anni e anni a disposizione per perseguire un imputato, che la discrezionalità del giudice era un'incertezza del diritto che doveva essere corretta . Incertezza che è stata tolta quarant'anni dopo, ma che non trova il favore né dei magistrati, né degli avvocati penalisti, né dei professori universitari da Tullio Padovani a Paolo Ferrua sull'argomento vedi tra gli arretrati dell'11 e del 30 novembre 2005 . Paola Alunni