Condono tombale impossibile in caso di accertamento parziale

Le sezioni unite sciolgono il contrasto giurisprudenziale ed escludono che la dichiarazione integrativa possa valere anche per le annualità per le quali vi è stato un accertamento divenuto definitivo

Non c'è spazio al condono tombale in caso di accertamento parziale. La dichiarazione integrativa presentata in relazione all'intero periodo d'imposta contestato, non vale anche sulle annualità per cui c'è già stato un accertamento parziale, divenuto definitivo non impugnato . Queste le conclusioni cui sono giunte le Sezioni unite civili della Corte di cassazione che, con la sentenza 1064/07 disponibile fra gli arretrati , hanno accolto il ricorso del fisco. Contrasto risolto. La causa era stata assegnata al Collegio esteso perché la sezione tributaria aveva ravvisato in materia un contrasto di giurisprudenza. Secondo un primo orientamento, cui le Sezioni unite hanno aderito, è stata esclusa l'idoneità della dichiarazione presentata ai sensi dell'articolo 38 del Dl 413/91 alla definizione automatica delle liti sorte in dipendenza di un accertamento parziale, dal momento che, a tale fine, occorre la presentazione di una dichiarazione integrativa semplice ai sensi dell'articolo 36 e cioè una dichiarazione relativa a un solo anno di imposta . L'alternativa. Di avviso completamente opposto è stata altra parte della giurisprudenza di legittimità, secondo la quale nel caso di accertamento parziale, il condono avrebbe potuto essere alternativamente effettuato sia con la presentazione di una dichiarazione integrativa semplice sia mediante la presentazione di una dichiarazione comprensiva di tutti i periodi di imposta cosiddetto condono tombale . Definizione agevolata. La soluzione data alla questione è stata riassunta dai giudici di legittimità in questi termini Nel sistema delle norme previste dalla legge 413/91 per la definizione agevolata dei periodi di imposta e delle controversie tributarie, la notifica di accertamento parziale preclude di definire con condono tombale il periodo di imposta inciso da tale accertamento, con la conseguente inidoneità allo scopo della eventuale domanda di definizione agevolata che fosse presentata ai sensi del suddetto articolo 38 e l'obbligo del contribuente di avvalersi in ogni caso della dichiarazione integrativa semplice, adeguando per intero tale dichiarazione al reddito accertato al fine di conseguire l'estinzione della controversia per il periodo considerato . Risultato capovolto. Nulla da fare, dunque, per una piccola società pugliese che, dopo aver ricevuto un accertamento Ilor parziale relativo al solo 1986, aveva presentato domanda integrativa per tutti gli anni d'imposta dall'85 al '90, compreso anche quello già accertato. Ma il fisco aveva ugualmente iscritto a ruolo la maggiore imposta. Così la società contribuente aveva fatto ricorso alla commissione tributaria provinciale di Bari che però aveva respinto. Aveva perso anche nel grado successivo. In Cassazione il risultato si è completamente capovolto. deb. alb.

Cassazione - Sezioni unite civili - sentenza 7 dicembre 2006-18 gennaio 2007, n. 1064 Presidente Carbone - Relatore Botta Pm Iannelli - difforme - Ricorrente ministero delle Finanze Svolgimento del processo La controversia concerne l'impugnazione di una cartella di pagamento recante l'iscrizione a ruolo a titolo definitivo delle maggiori imposte accertate e della relativa pena pecuniaria, in conseguenza di un accertamento parziale ex articolo 41bis, Dpr 600/73 relativamente ad un maggior imponibile Ilor per l'anno 1986, notificato alla società contribuente e da questa non impugnato. Nel contestare la cartella de qua, la società contribuente deduceva di avere presentato dichiarazione integrativa ex articolo 38, legge 413/91, relativamente agli anni dal 1985 al 1990 ivi compreso quindi anche l'anno 1986, inciso dal L'accertamento parziale , e chiedeva dichiararsi illegittima l'iscrizione a ruolo. La Commissione adita - dichiarata, in un primo tempo, estinta la controversia con ordinanza, che poi revocava su istanza dell'Ufficio - accoglieva il ricorso. La decisione era confermata, in secondo grado, con la sentenza in epigrafe, che rigettava l'appello dell'amministrazione, ritenendo che la procedura del c.d. condono tombale ex articolo 38, legge 413/91, utilizzata dalla società contribuente in relazione agli anni di imposta dal 1985 al 1990, fosse idonea a privare di effetti l'accertamento, parziale ex articolo 41bis, Dpr 600/73 notificato a detta società per l'anno 1986, e divenuto definitivo per omessa impugnazione. Avverso tale sentenza, l'amministrazione finanziaria ha proposta ricorso per cassazione con unico complesso motivo. La società contribuente non si è costituita. Chiamato il ricorso all'udienza del 6 giugno 2005, la Sezione Tributaria della Corte di cassazione - considerata l'esistenza di un contrasto nella giurisprudenza delle Corte in ordine all' interpretazione delle norme di cui agli articoli 32, 33, 36 e 38, legge 413/91 in relazione all'articolo 41bis, Dpr 600/73, circa l'idoneità, o meno, dell'istanza prevista dall'articolo 38, legge 413/91, alla definizione automatica anche delle annualità per le quali fosse stato notificato al contribuente un accertamento parziale - con ordinanza pronunciata in pari data e depositata il 16 agosto 2005, ha rimesso il ricorso al Primo Presidente per l'assegnazione alle Su. Motivi della decisione Con l'unico complesso motivo di ricorso, l'Amministrazione ricorrente denuncia violazione degli articoli 32, 33, comma 1, 34, 36, comma 1, e 38 legge 413/91, nonché insufficiente motivazione su un punto decisivo della controversia. La ricorrente lamenta che il giudice di merito abbia risolto la controversia sulla base di una apodittica affermazione della legittimazione della società contribuente ad avvalersi della definizione automatica ex articolo 38 legge 413/91, pretermettendo, nonostante la questione fosse stata sollevata dall'Ufficio, ogni valutazione sulla complessa problematica della definibilità secondo le dette modalità anche delle annualità per le quali fosse stato notificato un accertamento parziale ex articolo 41bis, Dpr 600/73 -nella specie divenuto definitivo per mancata impugnazione - e, comunque, facendo malgoverno delle richiamate disposizioni di legge. La valutazione della fondatezza del motivo in esame richiede che sia preliminarmente risolto il contrasto di giurisprudenza formatosi all'interno della Sezione tributaria di questa Corte di legittimità in ordine all'esegesi della normativa della quale la parte ricorrente denuncia l'avvenuto malgoverno e che è opportuno riportare qui di seguito nei suoi tratti essenziali per la soluzione del problema interpretativo sottoposto alle Su a articolo 32, comma 1, legge 413/91 Agli effetti dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, dell'imposta sul reddito delle persone giuridiche e dell'imposta locale sui redditi, nonché delle relative addizionali, dovute per i periodi di imposta relativamente ai quali il termine per la presentazione della dichiarazione annuale è scaduta anteriormente al 30 novembre 1991, i contribuente, sempreché non sia intervenuto accertamento definitivo, sono ammessi a presentare dichiarazioni integrative in luogo di quelle omesse e per rettificare in aumento quelle già presentate, ancorché con ritardo superiore a un mese. Tra i detti periodi di imposta sono compresi anche quelli per i quali, pur scadendo l'ordinario termine per la presentazione della dichiarazione annuale successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge per effetto di disposizioni che ne hanno stabilito la proroga, la dichiarazione stessa sia stata comunque presentata anteriormente alla detta data. Salvo che ricorrano le ipotesi di definizione automatica previste nell' articolo 34 e nell'articolo 38, il maggior reddito dichiarato non può essere inferiore a lire 500.000 per ciascun periodo di imposta. Per periodo di imposta si intende l'anno solare o il diverso periodo di tempo in relazione al quale è stata o avrebbe dovuto essere presentata la dichiarazione b articolo 33, comma 1, legge 413/91 Ai fini della normativa di cui al presente titolo si considerano dichiarati i redditi risultanti dai certificati di cui alla lettera d del quarto comma dell'articolo 1 ,del Dpr 600/73, e successive modificazioni, presentati, in assenza delle condizioni richieste da questa disposizione, in luogo della dichiarazione. Ai fini dell' applicazione delle disposizioni contenute nel presente titolo e nel successivo si considerano altresì dichiarati nella dichiarazione originaria i redditi, le perdite, le imposte lorde e le addizionali esposti nelle dichiarazioni integrative presentate ai sensi degli articoli da 14 a 19 del Dl 69/1989, convertito, con modificazioni, dalla legge 154/89, degli articoli da 5 a 8 del Dl 383/89, e dell' articolo 14 della legge 408/90. La dichiarazione integrativa non costituisce titolo per rimborso di ritenute, acconti di imposta precedentemente non dichiarati né per il riconoscimento di esenzioni o agevolazioni non richieste in precedenza ovvero di detrazioni di imposta diverse o maggiori di quelle originariamente dichiarate, né per l'esercizio di opzioni, e non si esplica alcun effetto ai fini del calcolo della maggiorazione di conguaglio di cui all'articolo 2 della legge 649/83, e agli articoli 105, 106 e 107 del Tu delle imposte dirette approvato con Dpr 917/86, e successive modificazioni. Ai fini dell'applicazione delle disposizioni contenute nel presente titolo i periodi di imposta per i quali sono stati notificati accertamenti parziali di cui all'articolo 41bis del Dpr 600/73, e successive modificazioni, si considerano non accertati, fermo restando quanto disposto nell' articolo 36 c articolo 34, comma 1, legge 413/91 Per i periodi di imposta relativamente ai quali anteriormente al 1 ottobre 1991, è stato notificato accertamento in rettifica o d'ufficio diverso dal l'accertamento parziale di cui all'articolo 41bis del Dpr 600/73, e successive modificazioni, la controversia si estingue se la dichiarazione stessa reca un imponibile non inferiore alla somma del 60 per cento dell'imponibile accertato dall'ufficio o enunciato in decreto di citazione a giudizio penale e del 15 per cento dell'imponibile dichiarato dal contribuente e sono versate le relative imposte. Se nella dichiarazione originaria, ancorché tardiva oltre il mese, non sono stati indicati i redditi imponibili relativamente ad una o più imposte cui la dichiarazione si riferiva, la controversia si estingue se la dichiarazione integrativa reca imponibili non inferiori al 65 per cento di quello accertato dall'ufficio relativamente alle medesime imposte e sono eseguiti i relativi versamenti. Se ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche o dell'imposta sul reddito delle persone giuridiche i soggetti, nei cui confronti rilevano le perdite ai sensi degli articoli 8 del Dpr 597/73, e successive modificazioni, 17 e 24 del Dpr 598/73, e successive modificazioni, 8 e 102 del Tu delle imposte sui redditi, approvato con 917/86 e successive modificazioni, nella dichiarazione originaria hanno esposto una perdita, la controversia si estingue se nella dichiarazione integrativa è indicata una variazione della perdita dichiarata per un importo pari al 60 per cento dell'ammontare complessivo della riduzione della perdita accertata e dell'eventuale imponibile accertato. Se alcuni elementi dell'imponibile accertato non sono oggetto di contestazione da parte del contribuente le relative imposte restano dovute per l'intero ammontare dei suddetti elementi e degli stessi non si tiene conto ai fini i del presente articolo d articolo 36, comma 1 legge 413/91 Per i periodi di imposta relativamente ai quali fino al 30 settembre 1991 è stato notificato accertamento in rettifica o d'ufficio, nonché per gli accertamenti parziali di cui all'articolo 41bis del Dpr 600/73, e successive modificazioni, notificati fino al 20 giugno 1993, la controversia, se non risulta estinta ai sensi dell'articolo 34 della presente legge, prosegue limitatamente alla differenza fra l'imponibile accertato e quello risultante dalla dichiarazione integrativa e articolo 38, comma 1 legge 413/91 il contribuente con la dichiarazione integrativa può richiedere, per i periodi d'imposta diversi da quelli indicati nel comma 1 dell'articolo 34, che l'imposta sul reddito delle persone fisiche, l'imposta sul reddito delle persone giuridiche e l'imposta locale sui redditi siano definite per definizione automatica a norma del presente articolo . Orbene, come evidenzia l'ordinanza di rimessione della causa a queste Su, relativamente alla questione se la dichiarazione integrativa per definizione automatica delle imposte sui redditi, prevista dall'articolo 38 legge 413/91, sia idonea a definire anche i redditi oggetto di accertamento parziale a norma dell'articolo 41bis, Dpr 600/73, si sono determinati due orientamenti interpretativi. Un primo indirizzo rappresentato dalle sentenze 2383/99 10385/00 5662, 7154, 7478, e 11820/02 18848/03 , ha escluso l'idoneità della dichiarazione presentata ai sensi del citato articolo 38, legge 413/91 alla definizione automatica delle liti sorte in dipendenza di un accertamento parziale ex articolo 41bis del Dpr 600/73, affermando che, a tal fine, occorra la presentazione di una dichiarazione integrativa semplice ai sensi dell'articolo 36 della stessa legge 413/91. Un secondo indirizzo espresso dalle sentenze 12986, 13501, 14311/03 e 17022/04 , ha, invece, affermato che, nel caso di accertamento parziale, il condono avrebbe potuto essere alternativamente effettuato sia con la presentazione di una dichiarazione integrativa semplice, ai sensi degli articoli 32 e 36 della legge 413/91, sia mediante la presentazione di una dichiarazione comprensiva di tutti i periodi di imposta, ai sensi dell'articolo 38. Il Collegio ritiene che sia da condividere il primo dei predetti orientamenti interpretativi, il quale si rivela essere più coerente con la lettera e la ratio delle disposizioni dettate dalla legge 413/91 in tema di condono. Il principio cardine attorno al quale ruota l'intero sistema della disposizioni de quibus concerne il riconoscimento all'esistenza di un accertamento definitivo della forza di costituire insuperabile ostacolo alla definizione agevolata del relativo periodo di imposta il comma 1 dell'articolo 32, legge 413/91, dispone, infatti, come risulta dal testo della norma surriportato, che l'ammissione del contribuente a presentare dichiarazioni integrative in luogo di quelle omesse e per rettificare in aumento quelle già presentate è condizionata alla circostanza che non sia intervenuto accertamento definitivo . L'accertamento, la cui definitività osta alla definizione agevolata, è l'accertamento ordinario o globale , quello cioè che sia il risultato della procedura in linea generale prevista dalla norma tributaria, in ossequio alla quale l'ufficio, sulla base di una completa raccolta di tutti i dati disponibili per quantificare la base imponibile complessiva, è chiamato a determinare l''imposta dovuta rispetto all'intero periodo considerato mediante un unico atto. Siffatta procedura, escludendo la legittimità, al di fuori dei casi espressamente previsti dalla legge, di un accertamento attuato mediante una pluralità di atti reiterati nel tempo, assicura, da un lato, l'economicità e l'efficienza l'attività amministrativa, e dall'altro, evita che i contribuenti si trovino esposti per il medesimo per lodo d'imposta ad una reiterazione dell'attività accertativa, che per loro comporterebbe il maggior onere di impugnare distintamente i ripetuti atti impositivi. Il carattere ostativo dell' accertamento definitivo trova la propria ratio nell'incontestabile difetto di interesse dell'ente impositore a promuovere forme di definizione agevolata lato sensu, transattive degli obblighi tributari, che, invece, possono essere giustificate, in assenza di un titolo certo , per favorire una sollecita riscossione dell'imposta, pur se di importo inferiore a quello determinabile mediante la regolare procedura d'accertamento, e la definizione del contenziosa. Accanto alla figura dell'accertamento globale , l'ordinamento conosce la figura dell' accertamento parziale prevista dall'articolo 41bis del Dpr 600/73 la cui tipicità consiste, secondo la definizione della dottrina, a sul piano strutturale, nella dichiarata e obbligatoria limitatezza del contenuto dell'atto b sul piano funzionale, nella tassatività delle forme di istruttoria che lo legittimano e ne caratterizzano l'identità c sul piano effettuale, nella fisiologica possibilità che agli effetti da esso promananti altri se ne affianchino, all'esito della prosecuzione dell'ulteriore azione accertatrice. L'accertamènto parziale ha la funzione di ovviare al rallentamènto che l'azione accertativa potrebbe subire dalla necessità di attendere l'esito della più complessa istruttoria che richiede un accertamento globale , laddove l'amministrazione finanziaria disponga di elementi, altamente attendibili per la speciale qualificazione delle relative fonti di segnalazione, che già consentirebbero, sia pur limitatamente, di imputare ad un contribuente un'imposta o una maggiore imposta. Per queste sue caratteristiche, l'accertamento parziale non è idoneo, come l'accertamento globale , a definire irrevocabilmente, laddove non sia impugnato nei termini di legge, l'intera annualità di imposta, perché, rispetto a quest'ultima, l'azione accertatrice potrebbe proseguire sicché sarebbe arduo pensare che la presenza di un siffatto accertamento, che sia divenuto definitivo, possa realisticamente ostare ad una procedura di condono destinata ad investire il periodo d'imposta nella sua totalità. Tuttavia, considerando la ricordata particolare attendibilità dei dati che legittimano e giustificano il ricorso all'accertamento parziale , sarebbe altrettanto irrealistico pensare che l'amministrazione finanziaria, possa rinunciarvi tout court, consentendo di condonare l'annualità d' imposta incisa da tale accertamento, come se quest'ultimo non fosse stato mai adottato. Le disposizioni del cui eventuale malgoverno si discute nel presente giudizio definiscono sul piano normativo la descritta situazione a l'articolo 32, comma 1, legge 413/91, inibisce la presentazione della dichiarazione integrativa con riferimento ai periodi di imposta per i quali sia divenuto definitivo un accertamento globale , ossia allorché l'atto impositivo non sia stato impugnato ovvero, se impugnato, sia stato oggetto di un giudicato conclusivo del contenzioso tributario v. Cassazione 2/2004 laddove siffatto tipo di accertamento non sia, invece, divenuto definitivo, il relativo periodo di imposta, a norma dell'articolo 34 della medesima legge, può essere definito automaticamente - e la controversia estinta - a mezzo di una dichiarazione integrativa nella quale figuri un imponibile non inferiore alla somma del 60 per cento dell'imponibile accertato dall'ufficio o enunciato in decreto di citazione a giudizio penale e del 15 per cento dell'imponibile dichiarato [originariamente] dal contribuente e sono versate le relative imposte . Se la dichiarazione integrativa non soddisfa tali condizioni, la controversia non può essere estinta e prosegue limitatamente alla differenza fra l'imponibile accertato e quello risultante dalla dichiarazione integrativa articolo 36 b l'articolo 33, comma 1, ultimo periodo, della medesima legge stabilisce la non ostatività alla presentazione della dichiarazione integrativa della notifica di un accertamento parziale ex articolo 41bis, Dpr 600/73 il relativo periodo di imposta si considera non accertato , fermo restando quanto disposto nell'articolo 36 . Tuttavia, il periodo di imposta inciso da accertamento parziale non può essere definito - per esplicita esclusione normativa - con una dichiarazione integrativa che risponda alle condizioni previste dall'articolo 34, comma 1, e la controversia ad esso relativa, non potendo essere estinta ai sensi di quest'ultima disposizione, prosegue a norma dell'articolo 36 - per quanto ivi espressamente previsto - limitatamente alla differenza fra l'imponibi1e accertato e quello risultante dalla dichiarazione integrativa c in assenza di accertamento, il contribuente, a norma dell'articolo 32, comma 1, legge 413/91, può definire i periodi di imposta relativamente ai quali il termine per la presentazione della dichiarazione annuale è scaduto anteriormente al 30 novembre 1991 , mediante la presentazione di dichiarazioni integrative in luogo di quelle omesse o per rettificare in aumento quelle già presentate , purché il maggior reddito dichiarato non sia inferiore a lire 500.000 per ciascun periodo di imposta . Nella stessa situazione, il contribuente può chiedere la definizione automatica, a norma dell'articolo 38 della medesima legge, purché la dichiarazione integrativa concerna tutte le imposte e tutti i periodi di imposta per i quali non siano scaduti alla data del 31 dicembre 1991 i termini per l'accertamento di cui all'articolo 43, Dpr 600/73 e sia effettuato il versamento, per ciascuna imposta, di un importo pari al 20 per cento dell'imposta lorda e delle addizionali quali risultano dalla dichiarazione originaria . Dal sistema della legge si ricava che il contribuente cui sia stato notificato, con riferimento ad un periodo di imposta, un accertamento parziale, può senz'altro definire - anche se si tratti di accertamento divenuto definitivo - il predetto periodo di imposta mediante la presentazione di una dichiarazione integrativa è questo il senso dell'ultimo periodo del comma 1 dell'articolo 33, legge 413/91, laddove prevede che il periodo di imposta inciso da accertamento parziale si considera, ai fini dell'applicazione delle norme dettate dalla stessa legge per la definizione agevolata delle controversie tributarie, come non accertato . Mancando, per espressa previsione normativa, all'accertamento ordinario non definitivo la forza ostativa alla condonabilità del periodo di imposta che ne sia l'oggetto, la surrichiamata disposizione assume un senso logico ed un valore non pleonastico - solo se ad essa si riconosca la funzione di privare l'accertamento parziale definitivo della forza di impedire al contribuente - come invece accade quando si tratti di accertamento ordinario definitivo - l'accesso al condono. Per definire il periodo di imposta inciso dall'accertamento parziale, il contribuente non può, tuttavia, avvalersi della definizione automatica prevista dal comma 1 dell' articolo 34, procedura riservata esclusivamente - per esplicita previsione della norma - alla definizione dei periodi di imposta incisi da accertamento ordinario non definitivo. Egli può, invece, ricorrere - come il contribuente che, raggiunto da un accertamento ordina rio non definitivo, non intenda chiedere la definizione automatica ex articolo 34, comma 1 - alla dichiarazione integrativa semplice prevista dall'articolo 36, legge 413/91 si tratta di una procedura inidonea a determinare l'estinzione della controversia che - anche in questo caso per espressa previsione normativa - prosegue limitatamente alla differenza fra l'imponibile accertato e quello risultante dalla dichiarazione integrativa . La ragione per la quale la controversia prosegue nei limiti indicati, sta nel fatto che, nel caso previsto dal citato articolo 36, la dichiarazione integrativa presentata dal contribuente non si è adeguata al reddito accertato nella proporzione indicata dalla legge ex articolo 34, comma 1, per l'ipotesi dell' accertamento globale e per l'intero, stante la più limitata incisione sul periodo di imposta, per l'ipotesi dell'accertamento parziale . La riserva - fermo restando quanto disposto dall'articolo 36 -, contenuta nell'ultimo periodo del comma 1 dell'articolo 33 della legge in esame, segnala che la dichiarazione integrativa semplice di cui al predetto articolo 36 è, per il contribuente cui sia stato notificato un accertamento parziale, una strada obbligata per la definizione agevolata del relativo periodo di imposta. In altri termini, il fatto che, ai sensi dell'articolo 33, comma 1, ultimo periodo, l'annualità di imposta incisa dall' accertamento parziale si consideri come non accertata , vale solo a consentire la definizione agevolata del periodo di imposta in questione anche in presenza di accertamento parziale definitivo, ma non significa che l'accertamento parziale debba essere considerato in termini assoluti tamquam non esset la définizione agevolata del predetto periodo di imposta si possibile, ma non può prescindere dalla realtà dell'accertamento parziale che condiziona le modalità mediante le quali la definizione agevolata è realizzabile. Se, quindi, l'accertamento parziale, pur non precludendo, nonostante sia divenuto definitivo, la condonabilità del periodo di imposta cui si riferisce, tuttavia rileva al fine di determinare quale sia la procedura da adottare per il condono, ciò significa che detta procedura non può che essere - salvo espressa disposizione in senso contrario - quella prevista dalla legge per la definizione agevolata di una annualità di imposta in presenza di accertamento non a caso, infatti, la dichiarazione integrativa semplice prevista dall'articolo 36, legge 413/91 - al quale si riferisce la riserva di cui all'ultimo periodo del comma 1 dell'articolo 33 della stessa legge - è adottabile per la definizione tanto di una annualità di imposta incisa da accertamento ordinario, quanto di una annualità incisa da accertamento parziale anche definitivo . In una siffatta prospettiva non può esservi dubbio circa la non definibilità delle annualità di imposta incise da accertamento parziale mediante la procedura del c.d. condono tombale prevista all'articolo 38 della legge in esame, inapplicabile per i periodi di imposta raggiunti da accertamento ordinario, che nel sistema delineato dall'articolo 36 della stessa legge hanno un medesimo trattamento. Il contribuente cui sia stato notificato un accertamentoparziale può, quindi, definire il relativo periodo di imposta esclusivamente a mezzo della dichiarazione integrativa semplice di cui all'articolo 36, legge 413/91 e può conseguire l'estinzione della controversia adeguando la propria dichiarazione interamente al reddito accertato. La conformità di tali conclusioni alla logica normativa emerge a tutto tondo laddove si pensi che, ammettendo la definibilità automatica ex articolo 38 anche delle annualità incise da accertamento parziale, si riconoscerebbe al contribuente la davvero eccezionale opportunità di cancellare sia l'accertamento parziale, sia l'ulteriore attività accertativa che l'ufficio potrebbe svolgere in relazione al medesimo periodo di imposta, mediante il versamento di una somma che potrebbe essere anche di molto inferiore alla maggiore imposta accertata. Tanto più ciò appare irragionevole perché l'accesso al condono è consentito al contribuente anche se - come è accaduto nella fattispecie in esame - l'accertamento parziale sia divenuto definitivo per mancata impugnazione. La maggiore onerosità della procedura, di condono tombale che la presenza di un accertamento parziale e -terminerebbe - per dovere il contribuente versare oltre l'importo determinato forfetariamente ex articolo 38, legge 413/91, anche, giusta l'articolo 36 della stessa legge, l'intera imposta accertata - non costituisce una obiezione dirimente in quanto a è del tutto logico che la definizione di una annualità di imposta incisa da un accertamento parziale, fondato su dati di peculiare affidabilità, risulti più onerosa della definizione di altri periodi di imposta b proprio perché tale accertamento è fondato su elementi dotati di una speciale forza di resistenza per l'attendibilità delle fonti, è giustificato il mancato riconoscimento - in relazione ai periodi incisi da accertamento parziale - del beneficio della riduzione del carico impositivo secondo le disposizioni di cui all'articolo 34, comma 1, del la legge in questione. Alla luce delle suesposte considerazioni appaiono fondate le ragioni di censura sviluppate dalla parte ricorrente avverso la sentenza impugnata, va risolto il contrasto di giurisprudenza che ha reso necessaria l'intervento di queste Su con l'affermazione del seguente principio di diritto Nel sistema delle norme previste dalla legge 413/91 per la definizione agevolata dei periodi imposta e delle, controversie tributarie, la notifica di un accertamento,parziale ex articolo 41bis, Dpr 600/73 preclude al contribuente la possibilità di definire mediante la procedura del c.d. condono tombale prevista dall'articolo 38 della legge 413/91 il periodo di imposta inciso da detto accertamento, con la conseguente inidoneità allo scopo della eventuale domanda di definizione agevolata che rosse presentata ai sensi del suddetto articolo 38 e l'obbligo del contribuente di avvalersi in ogni caso della dichiarazione integrativa semplice ex articolo 36 della medesima legge, adeguando per intero tale dichiarazione al reddito accertato al fine di conseguire l'estinzione della controversia per il periodo considerato . Va, quindi, accolto il ricorso e la sentenza impugnata deve essere cassata. Non essendo necessario alcun altro accertamento di fatto, la causa può essere decisa nel merito con il rigetto del ricorso introduttivo del contribuente. La particolare complessità della fattispecie e l'esistenza di un contrastante orientamento giurisprudenziale sulla soluzione dei problemi sottostanti giustificano una integrale compensazione tra le parti delle spese dell'intero giudizio. PQM Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, rigetta il ricorso introduttivo del contribuente. Compensa le spese dell'intero giudizio.