Le norme antiriciclaggio per gli avvocati: l'ultima direttiva conferma l'applicazione

di Giovanna Stumpo

di Giovanna Stumpo* Dotarsi di un sistema di gestione per la qualità all'interno di un determinato contesto organizzato, significa, secondo lo standard ISO scegliere di operare secondo una metodologia consolidata, per realizzare la politica d'azione e determinati obiettivi di risultato pre-definiti e condivisi, assicurando che i prodotti realizzati e/o i servizi prestati, sono conformi a determinati requisiti. Per uno Studio legale ciò significa disciplinare i propri processi operativi e di supporto, facendo particolare attenzione ed attenendosi alle prescrizioni della normativa tecnica di riferimento ed alle esigenze ed aspettative espresse ed implicite dei clienti occorrerà anche definire le regole interne di riferimento per poter operare con cognizione di causa ed al contempo tenere conto dei c.d. requisiti cogenti , tali essendo le prescrizioni di legge che entrano obbligatoriamente nel contesto operativo dello Studio, disciplinandone le modalità di lavoro, di produzione e di prestazione. Nella regolamentazione del modus operandi dei processi di Studio entrano cioè in gioco anche le prescrizioni deontologiche, di procedura e di legge che attengono ad aspetti correlati alla qualità del servizio. Come già la normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro dlgs. numero /94 e successive mod. ed int. , e la normativa sul trattamento e la riservatezza dei dati personali dlgs. numero /05 , da ultimo, la normativa antiricilcaggio gioca un ruolo primario per disciplina della metodologia di lavoro ed in relazione alla trattazione di alcune specifiche posizioni di Studio sì che il Professionista legale non può permettersi di non conoscere le disposizioni in materia, anche eventualmente al fine di scegliere di regolamentate gli specifici adempimenti imposti ex lege, in una un'apposita procedura interna che delinei per iscritto le regole applicabili e specifichi compiti, responsabilità ed autorità, correlate alle prescrizioni da osservare. ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Premessa E' stata pubblicata in GUUE 25.11.2005 n. L 309 la direttiva del Parlamento europeo PE e del Consiglio n. 2005/60/CE relativa alla prevenzione dell'uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e finanziamento del terrorismo , finalizzata a sostituire l'attuale disciplina comunitaria in materia di antiriciclaggio, di cui alle pregresse direttive 4.12.2001 n. 2001/97/CE e 10.6.1991 n. 91/308/CEE. La direttiva che entrerà in vigore il ventesimo giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea i.e. il 15 dicembre '05 recepisce i principi espressi nel corso dell'anno 2003 nelle raccomandazioni del Gruppo d'azione finanziaria sul riciclaggio dei capitali GAFI , ossia del referente mondiale in materia, e configura il riciclaggio di capitali come una infrazione di carattere penale. Le sue disposizioni -che hanno per destinatari -tra gli altrii notai ed i liberi professionisti legali degli SM quando partecipano ad operazioni di natura finanziaria o societaria, inclusa la consulenza tributaria, per le quali è particolarmente elevato il rischio che i servizi di tali professionisti legali vengano utilizzati a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose o a scopo di finanziamento del terrorismo - dovranno applicarsi anche alle attività degli enti e delle persone soggetti alle sue disposizioni, esercitate su Internet . Gli Stati membri SM saranno tenuti a dare attuazione alla direttiva entro il 15 dicembre 2007 prevedendo sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive per le fattispecie da essa contemplate come atti di riciclaggio vietati. 1. Le condotte sanzionabili la direttiva impone agli SM di considerare il riciclaggio di capitali come un crimine ed individua specifici comportamenti che, ove posti in essere intenzionalmente ed in presenza di circostanze di fatto oggettive che li palesano, saranno passibili di sanzione penale. Impregiudicata la possibilità per gli SM di prevedere o mantenere in vigore disposizioni nazionali più rigorose, configurano atto di riciclaggio di capitali vietato, ai sensi della direttiva il fatto di convertire/di trasferire beni, nella consapevolezza che essi provengono da un'attività criminosa/che sono il frutto della partecipazione a tale attività, con lo scopo di dissimulare la loro origine illecita/di aiutare qualsiasi persona implicata nell'attività in questione, a sottrarsi alle conseguenze giuridiche dei suoi atti il fatto di occultare/di dissimulare la reale natura, provenienza, ubicazione, disposizione, movimento o proprietà di beni /di diritti ad essi afferenti, nella consapevolezza che essi provengono da una attività criminosa/sono il frutto della partecipazione a tale attività il fatto di acquisire/detenere/utilizzare beni nella consapevolezza, all'atto della loro ricezione, che essi provengono da attività criminosa/dalla partecipazione a tale attività il fatto di partecipare ad una delle attività predette/a qualsiasi associazione finalizzata a porle in essere/a qualsiasi tentativo di azione finalizzata all'istigazione, all'ausilio, alla facilitazione di tali condotte. Si dovrà ritenere di essere in presenza di un riciclaggio di capitali anche ove le attività che hanno ingenerato i beni da riciclare, si siano svolte nel territorio di altro SM ovvero di un Paese terzo. 2. I destinatari delle disposizioni la direttiva concerne le persone fisiche e giuridiche che a fini di riciclaggio di capitali, violino le sue prescrizioni in relazione all'identificazione della clientela, di conservazione di documenti giustificativi e di notifica di casi sospetti di riciclaggio di capitali, alla competente autorità nazionale di controllo e di vigilanza ovvero ove istituita, alla competente autorità nazionale di autoregolamentazione v. oltre . Sul piano soggettivo, interessati dagli obblighi comunitari in materia di antiriciclaggio, saranno gli istituti di credito/altri istituti finanziari, oltre alle seguenti persone fisiche o giuridiche, nell'esercizio della loro attività professionali revisori dei conti, contabili esterni e consulenti tributari notai e altri liberi professionisti legali, ove prestino la loro opera o partecipino in nome e per conto dei loro clienti, a qualsiasi transazione finanziaria/immobiliare ovvero ove assistano il loro cliente nella progettazione/nell'esecuzione di transazioni concernenti l'acquisto/ la vendita di beni immobili o imprese la gestione di denaro, strumenti finanziari o altri beni del cliente l'apertura/la gestione di conti bancari, libretti di risparmio o conti titoli l'organizzazione degli apporti necessari alla costituzione, gestione, amministrazione di società la costituzione, gestione o direzione di trust, società o strutture similari prestatori di servizi relativi a società e trust diversi da quelli che precedono agenti immobiliari qualsiasi altro soggetto che negozi beni, in caso di pagamenti in contanti per importo pari o superiori a 15 000 Euro, indipendentemente dal fatto che l'operazione consti di una transazione unica ovvero di più operazioni frazionate evidentemente collegate tra loro e riconducibili ad una unica transazione le case da gioco. Gli SM sono inoltre tenuti ad estendere in tutto o in parte le disposizioni della direttiva ad attività professionali e categorie di imprese diverse dagli enti e le persone di cui sopra, ove esse svolgano attività particolarmente suscettibili di utilizzo a fini di riciclaggio/di finanziamento del terrorismo. 3. Gli obblighi di verifica della clientela la direttiva obbliga gli SM a proibire a loro enti creditizi e finanziari di tenere conti o libretti di risparmio anonimi, imponendo che tutti i titolari e beneficiari di conti e libretti di risparmio anonimi esistenti alla data di entrata in vigore delle sue disposizioni, siano assoggettati - al più presto e comunque prima dell'utilizzo di tali conti/libretti di risparmio - agli obblighi di adeguata verifica della clientela. L'attività di verifica generale dovrà essere effettuata in relazione sia ai clienti nuovi che alla clientela esistente essa dovrà essere adeguata e comporterà l'obbligo di adozione di ulteriori misure di vigilanza semplificata o rafforzata, in dipendenza del grado maggiore o minore di sussistenza/rischio di un possibile atto di riciclaggio v. TABELLA 2 . Salvo casi eccezionali espressamente indicati dalla direttiva v. TABELLA 3 , si prevede che l'attività di verifica della creazione debba essere effettuata antecedentemente al nascere di una relazione d'affari/dell'esecuzione di una transazione sospetta, ed in riferimento alle seguenti operazioni/situazioni instaurazione di rapporti d'affari esecuzione di transazioni occasionali di importo pari o superiore i 15 000 Euro, sia che si tratti di operazione unica, sia di più operazioni che appaiano collegate sospetto di riciclaggio/finanziamento del terrorismo, indipendentemente da qualsiasi deroga, esenzione o soglia applicabile dubbi circa la veridicità/adeguatezza dei dati precedentemente ottenuti a fini di identificazione del cliente. L'obbligo di verifica generale si sostanza essenzialmente nel compito di identificare il cliente e verificarne l'identità sulla base di documenti/dati/informazioni ottenuti da fonte affidabile ed indipendente ove necessario identificare il titolare effettivo v. TABELLA 1 , adottando le misure adeguate e commisurate al rischio, per verificarne l'identità per le persone giuridiche/ trust/istituti giuridiche similari si tratterà di adottare misure adeguate e commisurate alla situazione di rischio per comprendere la struttura di proprietà/ di controllo del cliente ottenere informazioni circa lo scopo/ la natura della relazione d'affari intercorrente tra lo stesso cliente ed il suo referente tenendo detta relazione anch'essa sotto sorveglianza costante con riferimento alle transazioni concluse durante il rapporto, avendo riguardo, ove necessario all'origine dei fondi e tenendo aggiornata la documentazione, i dati e le informazioni detenute . La direttiva consente agli SM di permettere agli enti ed alle persone fisiche/giuridiche destinatari delle sue previsioni di ricorrere a terzi per l'assolvimento degli obblighi di verifica generale nei confronti della clientela v. nota di testo 7 , fermo restando che, nonostante la delega funzionale , i responsabili finali dell'assolvimento degli obblighi imposti continuano ad essere gli enti e le persone soggetti alla presente direttiva che ricorrono a terzi . L'obbligo di verifica potrà essere calibrato , in funzione del rischio associato al tipo di cliente/ di rapporto d'affari/ di prodotto/ di transazione di cui trattasi fermo restando però che i destinatari della direttiva dovranno poter dimostrare all'autorità nazionale competente in materia, che la portata delle misure da essi adottata è adeguata all'entità del rischio di riciclaggio/di finanziamento al terrorismo. Peraltro, fatte salve specifiche situazioni in deroga espressamente individuate dalla direttiva v. TABELLA 3 per il caso in cui gli enti e le persone destinatari delle disposizioni della direttiva non fossero in grado di assolvere agli obblighi di verifica generale imposti, conseguirà che essi, subiranno specifiche preclusioni operative i.e. non potranno effettuare la transazione sospetta, attraverso un conto bancario, né avviare il rapporto d'affari in questione in altro modo, e saranno tenuti a porre fine alla transazione/rapporto d'affari in questione e comunque dovranno prendere in considerazione la necessità di effettuare una segnalazione del cliente all' autorità nazionale, competente in materia. 4. Gli obblighi complementari in aggiunta agli obblighi di vigilanza di cui sopra, salvo specifiche deroghe espressamente individuate, la direttiva antiriciclaggio prescrive agli SM ed agli enti e persone fisiche e giuridiche destinatarie della sue disposizioni, specifici adempimenti complementari di controllo e coordinamento con le competenti autorità nazionali di vigilanza in materia di antiriciclaggio così dette UIF -Unità d'informazione finanziaria che avranno il compito di ricevere e - ove del caso, in presenza di autorità di autoregolamentazione designate a livello nazionale, il potere di richiedere, analizzare e comunicare alle altre competenti UIFle informazioni finanziarie riguardanti prodotti/operazioni sospettati di provenire da attività criminali, ovvero qualsiasi altra informazione prevista dalle disposizioni legislative e regolamentari in materia di antiriciclaggio v. TABELLA 3 e 4 . 5. Le misure d'esecuzione ed il regime sanzionatorio al fine di prevenire e di impedire le operazioni di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, la direttiva prescrive l'obbligo di adozione di specifiche misure procedurali, di vigilanza e sanzionatorie che gli SM dovranno prevedere di introdurre, in fase di attuazione della direttiva a livello nazionale. Incomberà invece direttamente alla Commissione UE, il compito di prestare l'assistenza necessaria a facilitare il coordinamento e lo scambio di informazioni tra le varie UIF che verranno istituite all'interno dell'UE. Le misure di esecuzione nazionali, concerneranno sostanzialmente A. Le procedure interne, la formazione ed il riscontro di informazioni Gli SM saranno tenuti ad imporre agli enti e persone fisiche e giuridiche di cui alla direttiva 1 di introdurre idonee e appropriate politiche/procedure in materia di obblighi di adeguata verifica della clientela, segnalazione dei casi sospetti, conservazione dei documenti, controllo interno, valutazione e gestione del rischio, garanzia dell'osservanza delle pertinenti disposizioni nazionali e comunitarie in materia, comunicazione per prevenire/impedire la realizzazione di operazioni connesse con il riciclaggio/finanziamento del terrorismo 2 di adottare misure adeguate affinché il personale interessato, sia a conoscenza delle disposizioni nazionali che verranno adottate in base alla direttiva i.e. occorrerà prevedere la partecipazione del personale a specifici programmi di formazione, per aiutarlo a riconoscere attività che potrebbero essere connesse al riciclaggio o al finanziamento del terrorismo e per istruirlo sul modo di procedere in tali casi 3 di fruire del diritto di accesso alle informazioni aggiornate sulle prassi seguite dai riciclatori e finanziatori del terrorismo e sugli indizi che consentano di riconoscere operazioni sospette. B. L'attività di vigilanza Gli SM saranno tenuti ad imporre che 1 gli uffici di cambio ed i prestatori di servizi relativi a società e trust, le case da gioco e le imprese di trasferimento di fondi ottengano l'autorizzazione/ ovvero siano registrate, per poter esercitate legalmente la loro attività 2 le autorità nazionali competenti - controllino in modo efficace ed adottino le necessarie misure, per garantire che gli enti e le persone di cui alla direttiva ne osservino le disposizioni - dispongano dei poteri adeguati e siano dotate di risorse adeguate per l'assolvimento delle loro funzioni - dispongano di poteri di controllo rafforzati nei confronti di enti creditizi e finanziari e case da gioco, con facoltà di effettuare ispezioni sul posto. C. Il regime sanzionatorio Le persone fisiche e giuridiche soggette alla direttiva potranno essere chiamate a rispondere delle violazioni delle disposizioni nazionali di attuazione, con sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive. A livello sanzionatorio, la direttiva prevede che le persone giuridiche potranno essere chiamate a rispondere almeno delle violazioni delle norme attuative della direttiva commesse a loro vantaggio da qualsiasi persona che agisca a titolo individuale o in quanto membro di un organi della persona giuridica e che detenga una posizione preminente in seno alla persona giuridica, basata a sul potere di rappresentanza della persona giuridica b sul potere di prendere decisioni per conto della persona giuridica, oppure c sul potere di esercitare controlli all'interno della persona giuridica . Gli SM assicureranno che le responsabilità delle persone giuridiche possa essere chiamata in causa ogni qual volta la mancata sorveglianza/il mancato controllo da parte delle persone fisiche di cui sopra, abbia reso possibile la commissione di una delle violazioni incriminate, da parte di una persona sottoposta all' autorità della persona giuridica di appartenenza ed a suo diretto vantaggio. Nei confronti degli enti creditizi e finanziari che si rendano responsabili di una violazione delle disposizioni nazionali attuative della direttiva, potranno essere previste oltre che sanzioni penali, anche opportune misure amministrative/sanzioni amministrative, le quali anche'esse dovranno essere effettive, proporzionate e dissuasive. 6. Il ruolo di vigilanza della Commissione UE e la cooperazione degli SM A titolo di chiusura, la direttiva investe la Commissione UE del ruolo di controllore della sua futura applicazione da parte degli SM e dei destinatari delle sue disposizioni, con obbligo di rendicontazione costante e periodica a partire dall'anno 2009 e poi successivamente con cadenza triennale dei progressi compiuti a livello nazionale, nei confronti del PE e del Consiglio. Incomberà peraltro alla Commissione UE, per tramite di un apposito Comitato Comitato per la prevenzione del riciclaggio dei proventi di attività criminose e del finanziamento del terrorismo , il compito di emanare disposizioni specifiche a chiarimento degli aspetti tecnici dell'attuale direttiva, dell'identificazione delle situazioni che presentano un debole rischio oltre che di un elevato rischio di riciclaggio di capitali, definendo anche le situazioni in deroga, quali ad es. quelle di imprese che esercitino attività finanziaria a titolo occasionale ovvero su scala molto limitata, ovvero di Paesi terzi esentati, a specifiche condizioni, dall'applicazione delle previsioni antiriciclaggio v. nota di testo 22 . Come detto, gli SM saranno tenuti a mettere in vigore le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative necessarie per conformarsi alla direttiva, entro il 15.12.2005 essi saranno inoltre tenuti a comunicare immediatamente alla Commissione UE il testo di tali disposizioni, nonché una tabella di corrispondenza tra queste ultime e la direttiva comunitaria . Si prevede infine l'ulteriore obbligo nazionale di comunicare alla Commissione UE altresì il testo delle disposizioni essenziali di diritto interno che verrà adottato nel settore disciplinato dalla direttiva di riferimento. TABELLA 1 DEFINIZIONI DI RIFERIMENTO, DI CUI ALLA DIRETTIVA ANTIRICICLAGGIO Ente creditizio ente definito all'art. 1 punto 1 comma I della direttiva del PE e del Consiglio 20.3.2000 n. 2000/12/CE nonché una succursale come definita dall'art. 1 punto 3 della stessa direttiva, di un ente creditizio con sede amministrativa principale intra o extra UE, situata nella Comunità Ente finanziario a impresa diversa da un ente creditizio, la cui attività principale consista nell'effettuare una o più operazioni menzionate ai punti 2-12 e 14 dell'All. 1 della direttiva n. 2000/12/CE, incluse le attività degli uffici dei cambiavalute e delle società di trasferimento di fondi b impresa di assicurazione debitamente autorizzata a norma della direttiva del PE e del Consiglio 5.11.2002 n. 2002/83/CE , nella misura in cui essa svolga attività rientranti nell' ambito di applicazione della direttiva antiriciclaggio c impresa di investimento, come definita dall'art. 4 par. 1, punto 1 della direttiva del PE e del Consiglio 21.4.2004 n. 2004/39/CE d organismo di investimento collettivo che commercializzi sue quote/azioni e intermediario assicurativo, come definito all'art. 2, punto 5 della direttiva del PE e del Consiglio 9.12.2002 n. 2002/92/CE esclusi gli intermediari di cui all'art. 2 punto 7 della stessa direttiva, che si occupino di assicurazione vita e di altri servizi legati agli investimenti f succursali degli enti finanziari di cui sopra situate nella Comunità, con sede amministrativa principale intra o extra UE Beni beni di qualsiasi tipo materiali o immateriali, mobili o immobili, tangibili o intangibili e i documenti o strumenti legali, in qualsiasi forma compresa quella elettronica o digitale, che attestino il diritto di proprietà o altri diritti sui beni medesimi Reati gravi almeno a gli atti definiti dagli articoli 1-4 della decisione quadro 2002/475/GAI b ognuno dei reati definiti all'art. 3 par. 1 lett. a della Convenzione ONU contro il traffico illecito di stupefacenti e sostanze psicotrope 1988 c le attività delle organizzazioni criminali come definite all'art. 1 dell'azione comune del Consiglio 21.12.1998 n. 98/733/GAI relativa alla punibilità della partecipazione a un' organizzazione criminale negli SM dell'UE d la frode, perlomeno la frode grave, come definita all'art. 1 par. 1 e nell'art. 2 della Convenzione relativa alla tutela degli interessi finanziari delle Comunità europee e la corruzione f i reati punibili con pena privativa della libertà/con misura di sicurezza privativa della liberà di durata massima superiore ad 1 anno ovvero, per gli SM il cui ordinamento preveda una soglia minima di reati, i reati punibili con una pena privativa della liberà/ misura di sicurezza privativa della libertà, di durata minima superiore a 6 mesi Titolare effettivo persona/persone fisiche che, in ultima istanza possiedono/controllano il cliente e/o la persona fisica per conto delle quali viene realizzata un'operazione/un'attività. Il titolare effettivo comprende almeno 1. per le società la persona fisica/le presone fisiche che, in ultima istanza, possiedano/controllino un'entità giuridica attraverso il possesso/il controllo diretto/indiretto di una % sufficiente delle azioni/dei diritti di voto in seno a tale entità giuridica, anche tramite azioni al portatore purchè non si tratti società ammessa alla quotazione su un mercato regolamentato e sottoposta ad obblighi di comunicazione conformi alla normativa comunitaria/ a standard internazionali equivalenti criterio che si ritiene soddisfatto ove la % sia = al 25% più 1 azione la persona fisica/le persone fisiche che esercitano diversamente il controllo sulla direzione di un'entità giuridica 2. per le entità giuridiche che amministrino e distribuiscano fondi i.e. fondazioni, istituti giuridici quali i trust ove i futuri beneficiari siano già determinati la persona fisica/le persone fisiche beneficiarie del 25% o più, del patrimonio di un istituto giuridico/ un'entità giuridica ove le persone beneficiarie dell'istituto giuridico/ dell'entità giuridica non siano ancora determinati la categoria di persone nel cui interesse principale è istituito o agisce l'istituto giuridico/l'entità giuridica la persona fisica/le persone fisiche che esercitano un controllo sul 25% o più, del patrimonio di un istituto giuridico/un'entità giuridica Prestatori di servizi relativi a società e trust ogni persona fisica/giuridica che fornisca a terzi, a titolo professionale, uno dei seguenti servizi costituzione di società/altre persone giuridiche occupare la funzione di dirigente/di amministratori di società/ di socio di associazione partnership / di analoga funzione nei confronti di altre persone giuridiche o provvedere affinché altra persona occupi tale funzione fornire sede legale/indirizzo commerciale/amministrativo/postale e altri servizi connessi a società/associazioni/qualsiasi altra persona giuridica/istituto giuridico occupare la funzione di fiduciario in trust espresso/ in istituto giuridico simile o provvedere affinché un'altra persona occupi tale funzione esercitare il ruolo di azionista per conto di altra persona o provvedere affinché altra persona occupi tale funzione, purchè non si tratti di società ammessa alla quotazione su un mercato regolamentato e sottoposta agli obblighi di comunicazione, conformemente alla normativa comunitaria/normativa internazionale equivalente Persone politicamente esposte persone fisiche e loro familiari diretti e/o coloro con cui tali persone fisiche intrattengono notoriamente stretti legami che occupino/abbiano occupato importanti cariche pubbliche Rapporto d'affari rapporto d'affari/professionale/commerciale correlato con attività professionali svolte dagli enti o dalle persone soggette alla direttiva e del quale si presuma, al momento in cui viene allacciato, che avrà una certa durata Banca di comodo ente creditizio/ente che svolge equivalenti attività, costituito in un Paese in cui non abbia alcuna presenza fisica, che consenta di esercitare una direzione e gestione reale, non collegato ad alcun gruppo finanziario regolamentato. TABELLA 2 OBBLIGHI DI VERIFICA SEMPLIFICATA / RAFFORZATA Obblighi di verifica semplificata la direttiva prevede un obbligo di vigilanza semplificata nei confronti dei soggetti destinatari delle sue disposizioni ogni qual volta si sia in presenza di un debole rischio di riciclaggio di capitali e con riferimento alle seguenti situazione specifiche ove il cliente sia un ente creditizio e finanziario degli SM/di un Paese terzo che imponga obblighi equivalenti a quelli imposti a livello comunitario e ne preveda obbligatoriamente il rispetto per le società quotate il cui valori mobiliari siano ammessi alla negoziazione su un mercato regolamentato ai sensi della direttiva numero /39/CE in uno o più SM/per le società quotate di Paesi terzi soggette ad obblighi di comunicazione conformi alla normativa comunitaria per i titolari effettivi di conti collettivi gestiti da notai od altri liberi professionisti legali indipendenti di uno SM o di un Paese terzo, purchè i soggetti ad obblighi in materia di lotta al riciclaggio /di finanziamento del terrorismo conformi agli standard internazionali e al controllo del rispetto di tali obblighi ii le informazioni sull'identità del titolare effettivo siano accessibili agli enti di deposito dei conti collettivi, a richiesta di questi ultimi per le autorità pubbliche nazionali in relazione a qualunque altro cliente caratterizzato da uno scarso rischio di riciclaggio/di finanziamento al terrorismo che soddisfi i requisiti tecnici di cui all'art. 40 par. 1 lett. b della direttiva. Parimenti esonerate dall'obbligo generale di vigilanza saranno le compagnie di assicurazione, in relazione a contratti di assicurazione vita con premio annuale non eccedente i 1000 Euro/ il cui premio unico non superi i 2 500 Euro contratti di assicurazione pensione, a condizione che essi comportino clausole di riscatto e non possano servire a garanzia di un prestito regimi pensionistici e simili che versino prestazioni ai dipendenti, per i quali i contributi siano versati tramite deduzione dal salario e le cui regole non permettano ai beneficiari di trasferire i propri diritti moneta elettronica per capitale emesso, di importo limitato, qualunque altro prodotto/transazione caratterizzato da scarso rischio di riciclaggio/di finanziamento al terrorismo che soddisfi i requisiti tecnici di cui all'art. 40 par. 1 lett. b della direttiva v. nota di testo 22 . Obblighi di verifica rinforzata gli SM sono tenuti a prevedere che gli enti e le persone fisiche e giuridiche destinatarie della direttiva antiriciclaggio adottino soluzioni di verifica rafforzata nei confronti della clientela, in tutte le situazioni che per loro natura presentino un elevato rischio di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo, ed in presenza di situazioni particolari espressamente indicate dalla direttiva, tra cui il caso in cui il cliente non sia fisicamente presente al momento della richiesta di identificazione situazione questa in cui la direttiva impone l'adozione di una o più delle seguenti misure a garantire l'accertamento dell'identità del cliente tramite documenti, dati o informazioni supplementari b adottare misure supplementari per la verifica/la certificazione dei documenti forniti/ richiedere la certificazione di conferma di un ente creditizio o finanziario soggetto alla direttiva c garantire che il primo pagamento relativo all'operazione sia effettuato tramite conto intestato al cliente, presso un ente creditizio il caso di conti di corrispondenza con enti corrispondenti di Paesi terzi situazione questa in cui la direttiva impone che gli enti creditizi degli SM siano tenuti a a raccogliere sull'ente corrispondente, informazioni sufficienti per comprendere pienamente la natura delle sue attività e per determinare, sulla base delle informazioni disponibili al pubblico, la sua reputazione e la qualità della vigilanza cui è soggetto b valutare i controlli in materia di lotta al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo, applicati dall'ente corrispondente c ottenere l'autorizzazione dei massimi dirigenti, prima di aprire nuovi conti di corrispondenza d precisare per iscritto le rispettive responsabilità di ogni ente e con riferimento ai conti di passaggioassicurare che l'ente di credito corrispondente, abbia verificato l'identità dei clienti aventi accesso diretto a tali conti ed abbia costantemente assolto gli obblighi di adeguata verifica della clientela oltre al fatto che, su richiesta, possa fornire i dati ottenuti a seguito dell'assolvimento di tali obblighi, all'ente controparte in occasione di relazioni intercorrenti con persone esposte politicamente residenti in altro SM o Paese terzo situazioni queste in cui gli SM saranno tenuti ad imporre ai destinatari della direttiva di a disporre di adeguate procedure basate sul rischio, per determinare se il cliente sia o meno, persona politicamente esposta b ottenere l'autorizzazione dei massimi dirigenti, prima di avviare un rapporto d'affari con tali clienti c adottare ogni misura adeguata per stabilire l'origine del patrimonio/ dei fondi impiegati nel rapporto d'affari o nell'operazione d assicurare un controllo continuo e rafforzato del rapporto d'affari . L'art. 13 della direttiva si conclude prevedendo ulteriormente che gli SM vietano agli enti creditizi di aprire o mantenere conti di corrispondenza con una banca di comodo e richiedono agli enti creditizi di adottare misure atte a garantire che non vangano aperti/mantenuti conti di corrispondenza con una banca che consenta notoriamente ad una banca di comodo di utilizzare i propri conti assicurano che gli enti e le persone soggetti alla presente direttiva prestino un'attenzione particolare a qualsiasi rischio di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo connesso a prodotti/transazioni atti a favorire l'anonimato e che essi adottino le misure eventualmente necessarie per impedirne l'utilizzo per scopi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo . TABELLA 3 Il REGIME DELLE DEROGHE Deroghe concernenti il momento della verifica generale In deroga all'obbligo generale di adeguata verifica in fase antecedente all'instaurazione del rapporto d'affari/ all'esecuzione della transazione, la direttiva prevede che gli SM possano consentire la verifica dell'identità del cliente/ del titolare effettivo durante l'instaurazione del rapporto d'affari ove ciò sia necessario per non interrompere la normale conduzione degli affari ed in presenza di scarso rischio di riciclaggio/di finanziamento del terrorismo i.e. il momento della verifica potrà avvenire dopo il primo contatto in relazione alle attività di assicurazione sulla vita la verifica dell'identità del beneficiario della polizza dopo l'instaurazione del rapporto d'affari i.e. il momento della verifica potrà avvenire all'atto del pagamento/ antecedentemente ad esso o ancora nel momento in cui il beneficiario intenda esercitare i diritti conferiti dalla polizza ovvero, prima di tale momento all'atto dell'apertura di un conto bancario purchè in presenza di adeguate garanzie per assicurare che non verranno effettuate transazioni dal cliente/per suo conto, fintantochè non si sarà ottenuto il pieno rispetto delle disposizioni precedentemente dette . B Deroghe concernenti alcune categorie di soggetti specifici Rispetto alla previsione della direttiva secondo cui, ove i destinatari della direttiva non risultassero in grado di assolvere agli obblighi di verifica generale imposti, essi subiranno determinate preclusioni i.e. non potranno effettuare la transazione attraverso un conto bancario, né avviare il rapporto d'affari/ effettuare la transazione in questione, in altro modo saranno tenuti a porre fine al rapporto d'affari in questione e comunque dovranno prendere in considerazione la necessità di effettuare una segnalazione del cliente alla competente autorità nazionale in materia si consente che gli SM possano esentare da tale previsione i seguenti soggetti notai e liberi professionisti legali revisori dei conti, contabili esterni, consulenti tributari, nel corso dell'esame della posizione giuridica del loro cliente/ dell'espletamento dei compiti di difesa o di rappresentanza di questo cliente in un procedimento giudiziario o in relazione a tale procedimento, compresa la consulenza sull'eventualità di intentare o evitare un procedimento C Regole specifiche per le case da gioco Per le case da gioco soggette a controllo pubblico l'obbligo di verifica generale concernerà i clienti che acquistino/vendano gettoni di valore pari o superiore a 2 000 Euro. Si considererà assolto l'obbligo, con l'atto di registrazione, identificazione e verifica dell'identità della clientela, nel momento dell'ingresso/ prima dell'ingresso presso la casa da gioco, indipendentemente dall'importo dei gettoni da gioco acquistati. D Deroghe relative agli obblighi di segnalazione all'UIF, valevoli per talune categorie di soggetti In relazione a revisori dei conti, contabili esterni, consulenti tributari, notai ed ai liberi professionisti legali la direttiva prevede che gli SM possano prevedere di designare un idoneo organismo di autoregolamentazione della professione in questione, come autorità cui trasmettere le informazioni concernenti casi ed operazioni sospette, in prima battuta ed in luogo della segnalazione all'UIF. L'organismo di autoregolamentazione designato, avrà poi il compito di trasmettere le informazioni ottenute all'UIF, tempestivamente e senza alcun filtro . Il regime della deroga non vale tuttavia, per le categorie espressamente esentate i.e. notai, liberi professionisti legali, revisori dei conti, contabili esterni e consulenti tributari con riferimento alle informazioni da essi ricevute dal cliente/ ottenute sul loro cliente, nel corso dell'esame della posizione giuridica del loro cliente o dell'espletamento dei compiti di difesa o di rappresentanza di tale cliente in un procedimento giudiziario o in relazione a tale procedimento compresa la consulenza prestata da tali soggetti al cliente in relazione all'eventualità di intentare/evitare un procedimento, ove tali informazioni siano state ricevute od ottenute prima, durante o dopo il procedimento stesso v. TABELLA che segue - TABELLA 4 COMPETENTI AUTORITA' NAZIONALI DI VIGILANZA E CORRELATI OBBLIGHI Obbligo di sorveglianza e di segnalazione all' UIF la direttiva impone agli SM ed ai soggetti destinatari delle sue disposizioni di esaminare con attenzione particolare qualsiasi attività che possa apparire suscettibile, per sua natura, di essere collegata ad un riciclaggio di capitali/finanziamento del terrorismo, e in particolare in presenza di transazioni complesse ovvero di importo inusitatamente elevato, così come in occasione di transazioni atipiche prive, in apparenza, di un loro specifico oggetto ovvero di liceità di scopo. Di tali operazioni occorrerà dare segnalazione alla competente Unità d'informazione finanziaria UIF , ossia alla competente autorità nazionale che sarà istituita per combattere efficacemente il riciclaggio ed il finanziamento del terrorismo. L'UIF sarà l'unità nazionale centrale incaricata di ricevere/richiedere, di analizzare e di comunicare alle autorità competenti, le informazioni che riguardino un possibile riciclaggio/finanziamento del terrorismo o che siano richieste dalle disposizioni legislative e regolamentari nazionali applicabili. In relazione a tele Unità, gli SM saranno tenuti a garantire che essa possa accedere direttamente o indirettamente ed in modo tempestivo alle informazioni finanziarie, amministrative ed investigative necessarie all'espletamento dei suoi compiti imporre agli enti e persone fisiche/giuridiche destinatarie della direttiva e ove del caso, ai relativi amministratori e dipendenti di collaborare pienamente informando l'UIF prontamente e spontaneamente nel caso di conoscenza o/sospetto di operazioni di riciclaggio/finanziamento del terrorismo, sia in corso che già compiute fornendo prontamente alla stessa Unità, su sua richiesta, tutte le informazioni necessarie, conformemente alle procedure nazionali applicabili. Obblighi di astensione e di informazione gli SM saranno tenuti ad esigere che i destinatari della direttiva si astengano dall'effettuare qualsiasi transazione di cui sappiano o sospettino il collegamento ad un riciclaggio/al finanziamento del terrorismo, senza averne preventivamente informato la UIF competente, che dovrà dare proprie specifiche istruzioni in merito, potendo essa soltanto, ove del caso ed a certe condizioni, autorizzare la transazione in questione. Gli SM saranno inoltre tenuti ad assicurare che le competenti autorità informino tempestivamente la competente UIF allorché nel corso di ispezioni da esse ffettuate presso gli enti e le persone soggetti alla direttiva, ovvero altrimenti, scoprano fatti suscettibili di essere correlati a riciclaggio o finanziamento del terrorismo in particolarele autorità di vigilanza cui una legge o un regolamento conferiscano la facoltà di vigilare sulla borsa, sul mercato dei cambi e sui mercati dei derivati finanziari, informino l'UIF ove vengano a conoscenza di fatti analoghi a quelli predetti. Divieti di comunicazione nei confronti dei clienti ed obbligo nei confronti delle competenti autorità la direttiva impone agli enti e le persone fisiche e giuridiche di cui alla direttiva ed i loro amministratori e dipendenti, di non comunicare al cliente interessato o a terzi, i casi in cui siano trasmesse informazioni alla UIF competente, ovvero che siano in corso / possano essere svolte inchieste in materia di riciclaggio/finanziamento del terrorismo. Tale divieto non impedirà tuttavia la comunicazione tra revisori dei conti, contabili esterni, consulenti tributati, notai ed altri liberi professionisti legali , di SM o Paesi terzi che impongano obblighi equivalenti a quelli previsti dalla direttiva, che svolgano la propria attività professionale in qualità di dipendenti o meno, all'interno della stessa persona giuridica o di una organizzazione, per tale dovendosi intendere la struttura più vasta a cui la persona appartiene e che condivide proprietà, gestione o controllo dell'osservanza delle disposizioni enti creditizi e finanziari, revisori dei conti, contabili esterni, consulenti tributati, notai ed altri liberi professionisti legali, per i casi relativi allo stesso cliente ed in relazione alle operazioni che coinvolgano due o più enti/persone, a condizione che - siano situati in uno SM o in Paese terzo che imponga obblighi equivalenti a quelli previsti dalla direttiva siano della stessa categoria professionale e siano soggetti ad obblighi equivalenti in materia di segreto professionale e trattamento dei dati di carattere personale . I soggetti destinatari della direttiva dovranno inoltre fornire alle competenti autorità nazionali, compresi gli organismi di autoregolamentazione tutte le informazioni complementari necessarie, ivi comprese quelle necessarie a fini di accertamento investigativo. Obbligo di conservazione delle prove gli SM saranno tenuti a prevedere che i soggetti interessati dalle disposizioni comunitarie in materia di antiriciclaggio conservino la documentazione e le informazioni necessarie a titolo di prova, per il caso di indagini condotte in materia ovvero per corrispondenti analisi effettuate dall'UIF o da qualsiasi autorità competente a livello nazionale. In particolare per quanto concerne gli obblighi di adeguata verifica della clientela, occorrerà trattenere una copia o riferimenti alla documentazione richiesta, per almeno 5 anni dalla cessazione del rapporto d'affari con il cliente per quanto concerne i rapporti d'affari e le transazioni, occorrerà dare evidenza delle stesse attraverso le scritture e le registrazioni i.e. documenti originali o in copia aventi equivalente efficacia probatoria processuale in base al diritto nazionale conservandoli per almeno 5 anni dalla data di avvenuta esecuzione delle transazione/dalla data di cessazione del rapporto d'affari. Obblighi di risposta e statistici gli SM dovranno adottare le misure necessarie a far sì che i loro enti di credito e finanziari possano rispondere integralmente e rapidamente a qualsiasi richiesta di informazione proveniente dall'UIF ovvero da qualsiasi altra autorità nazionale competente in materia di riciclaggio, finalizzata a valutare se essi mantengano ovvero abbiano mantenuto negli ultimi 5 anni un rapporto d'affari con determinate persone fisiche o giuridiche specificatamente individuate, quale che sia o sia stata la natura di tale rapporto. Per valutare l'efficacia del sistema di lotta contro il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo adottato a livello nazionale, gli SM saranno inoltre tenuti a pubblicare relazioni, dati e statistiche completi, relativi al numero di segnalazioni sospette presentate all'UIF oltre al numero annuale di casi investigati, persone perseguite, persone condannate per reati connessi al riciclaggio o al finanziamento del terrorismo, agli importi congelati, sequestrati o congelati.