La ""laurea brevissima"" è possibile. Lo capiranno le Università?

Palazzo Spada respinge il ricorso dell'Ateneo leccese che aveva bloccato l'accesso all'esame finale di uno studente in condizioni di laurearsi in due anni. Il Tar, intanto, aveva già consentito la discussione della tesi 110 e lode

È possibile conseguire la laurea in due anni, a condizioni ovviamente di essere studenti particolarmente brillanti. La conferma arriva dal Consiglio di Stato che con una recente ordinanza qui leggibile come documento correlato ha respinto il ricorso dell'Ateneo leccese rivolto all'annullamento della decisione con la quale il Tar Puglia aveva consentito ad uno studente di laurearsi l'ultimo giorno utile del calendario-record che si era prefissato superando, peraltro, l'ultimo ostacolo con un 110 e lode che si commenta da solo . Il Rettore dell'Ateneo, fondando la propria opposizione anche sulla tesi che il percorso di studi è articolato per un apprendimento graduale e diluito nei tempi prefissati ma soprattutto con un richiamo generico al rispetto delle regole, si era opposto a che lo studente sostenesse la dicussione della tesi a conclusione del secondo anno di studi. Anzi, in un primo momento la richiesta - forse per una questione di ordinaria burocrazia - era stata accolta con la fissazione anche della data di laurea ma poi allo studente che aveva preparato anche la tesi in tempo utile era stato comunicato il no . Da ciò il ricorso al Tar, coronato da accoglimento-lampo, e la sospirata laurea. Ora, con la bocciatura del ricorso dell'Università da parte di Palazzo Spada, la questione ancorata soprattutto all'interpretazione della nozione di durata dei corsi dopo l'ultima riforma del sistema universitario si parla di durata normale e non di più di durata legale, ma evidentemente molti Atenei non condividono dovrebbe essere chiara. Ci guadagnerebbero gli studenti ad alta velocità - peraltro pochissimi e in misura che certo non può incidere negativamente sugli introiti delle tasse universitarie - ma anche il portafoglio comune, visto che i ricorsi delle Università, in un modo o nell'altro, costano qualche euro che si potrebbe risparmiare o spendere meglio.

Consiglio di stato, sezione sesta, ordinanza 27 settembre 2005, numero Presidente Giovannini - estensore Barra Caracciolo Ricorrente Università degli studi di Lecce per l'annullamento dell'ordinanza del Tar Puglia - Lecce Sezione I n. 491/2005 , resa tra le parti, concernente diniego a sostenere esame di laurea - ultima sessione anno accademico 2003-2004 Visti gli atti e documenti depositati con l'appello Vista l'ordinanza di accoglimento della domanda cautelare proposta in primo grado Visto l'atto di costituzione in giudizio di Gravilli Alessandro Udito il relatore Cons. Luciano Barra Caracciolo e uditi , altresì, per le parti l'avv.to dello Stato Maddalo Ritenuto che, ad una sommaria delibazione, devono condividersi i rilievi svolti nell'appellata ordinanza P.Q.M. Respinge l'appello Ricorso numero 7002/2005 . La presente ordinanza sarà eseguita dalla Amministrazione ed è depositata presso la segreteria della Sezione che provvederà a darne comunicazione alle parti. N.R.G. RegGen