Prodi II e i suoi 25 ministri. Giura il nuovo governo

Clemente Mastella alla Giustizia. Cautamente positive la prime reazioni, dall'Oua all'Aiga, alle Camere penali. Csm e Anm chiedono l'annullamento della riforma Castelli

Clemente Mastella, senza difesa, lavorerà alla Giustizia mentre Massimo D'Alema non sarà più presidente dei Ds ma vicepremier del Consiglio con delega agli Esteri. Ieri il nuovo esecutivo, guidato da Romano Prodi ha giurato al Quirinale alla presenza del Capo dello Stato Giorgio Napolitano. Questa la squadra di Governo vicepremier Massimo D'Alema Ds con delega agli Esteri e Francesco Rutelli Margherita con delega ai Beni culturali, all'Economia Tommaso Padoa Schioppa, agli Interni Giuliano Amato, alle Politiche agricole Paolo De Castro, alla Salute Livia Turco, alla Giustizia Clemente Mastella Udeur , all'Università e alla ricerca Fabio Mussi Ds , all'Istruzione Giuseppe Fioroni Margherita , alla Difesa Arturo Parisi Margherita , alle Pari opportunità Barbara Pollastrini Ds , allo Sviluppo economico Pierluigi Bersani Ds , alle Comunicazioni Paolo Gentiloni Margherita , all'Attuazione di programma Giulio Santagata Margherita , alla Famiglia Rosy Bindi Margherita , alle Politiche giovanili e lo sport Giovanna Melandri Ds , ai Rapporti con il Parlamento Vannino Chiti Ds , alla Funzione pubblica Luigi Nicolais Ds , al Lavoro Cesare Damiano Ds , alle Politiche comunitarie Emma Bonino Rosa nel pugno , al Welfare Paolo Ferrero Prc , all'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio Verdi , alle Infrastrutture Antonio Di Pietro Italia dei valori , ai Trasporti Alessandro Bianchi indipendente dei Comunisti italiani e agli Affari regionali Linda Lanzillotta Margherita . Poche le donne rispetto alle previsioni sei di cui una sola con portafoglio, mentre i ministeri aumentano di tre unità rispetto al governo Berlusconi ter e di quattro nel confronto col governo del professore che giurò esattamente dieci anni fa, il 17 maggio del 1996 nelle mani di Oscar Luigi Scalfaro. Sono andato dove non pensavo di andare ha detto entrando nella Sala delle Feste del Quirinale il neo Guardasigilli Mastella che, poco prima di giurare, ha indicato le sue priorità interventi per ridurre i tempi processuali ma soprattutto per riaprire il dialogo con gli operatori della giustizia. È il minimo che si possa fare l'imperativo categorico per ricreare un clima di serenità con un mondo a cui la politica si è contrapposta . Oggi sarà la volta del giuramento dei sottosegretari, e sempre oggi inizierà al Senato il dibattito per la fiducia voto finale previsto per le 13 di venerdì, mentre da lunedì sarà la volta della Camera. Clemente, ma senza Grazia. Mastella è nato a San Giovanni di Ceppaloni Benevento il 5 febbraio 1947. Laureato in lettere, giornalista Rai nella sede di Napoli, dove risulta tutt'ora in aspettativa, nel 1976, appena ventinovenne entra per la prima volta alla Camera come deputato della Democrazia cristiana. È il delfino di Ciriaco De Mita da Nusco Av , e diventa sottosegretario alla Difesa nel VI e VII governo Andreotti dal luglio 1989 ad aprile 1992 . Nell'aprile del 1992 viene rieletto deputato e dopo il terremoto politico scatenato da mani pulite che vede la Dc tornare alle origini del Partito popolare italiano, Mastella fonda nel gennaio del 1994 il Centro cristiano democratico insieme a Pier Ferdinando Casini. Rieletto alla Camera nel 1994, diventa ministro del Lavoro nel primo governo Berlusconi. Il sodalizio con Casini dura quattro anni, fino al 1998, quando Mastella sceglie il Centrosinistra appoggiando la nascita del governo di Massimo D'Alema da qui la conquista della nomina di voltagabbana . Da quel momento Mastella, nonostante le sirene del Centrodestra non ha più cambiato schieramento. Subentra all'ingegnere leghista Roberto Castelli nel ministero che il governo D'Alema volle di sola Giustizia, senza Grazia. Le reazioni. Cautamente ottimisti i commenti a caldo del mondo giuridico. Ci aspettavamo un tecnico - ha detto Valter Militi, presidente dell'Associazione italiana giovani avvocati - però un politico che possa stare fuori dal gioco delle parti potrà offrire probabilmente più equilibrio . Anche le prime dichiarazioni del neoministro, secondo Militi, lanciano un buon segnale Si va nella direzione della centralità del processo. Per il resto mi auguro che nei primi cento giorni di governo si possa discutere su una pianificazione delle riforme necessarie . È un politico di grande esperienza che ha sempre mostrato attenzione per le nostre battaglie ha dichiarato il presidente dell'Unione delle camere penali italiane, Ettore Randazzo. Confidiamo - ha continuato - che la necessità e l'urgenza di attuare i principi costituzionali del giusto processo e le garanzie fondamentali della persona possano costituire una base comune di future collaborazioni . Siamo certi che farà valere la sua esperienza politica e le doti di mediazione per aprire con tutti i soggetti della giurisdizione quel dialogo essenziale a realizzare riforme utili e condivise ha detto il presidente dell'Organismo unitario dell'avvocatura, Michelina Grillo. Augurando al neo ministro un buon lavoro, Grillo ha anche confermato la disponibilità a collaborare con il Guardasigilli a partire dal tavolo di monitoraggio comune, avvocatura-ministero, sui dati e sulle risorse del sistema giustizia avviato con il precedente governo . Chiediamo al ministro - ha detto ancora il presidente Oua - di farsi promotore di un'attenta analisi dei molti provvedimenti approvati nella scorsa legislatura per evitare la tentazione, mostrata da alcuni esponenti del Centrosinistra, di fare piazza pulita di tutto il lavoro realizzato negli ultimi anni . Particolare attenzione, secondo l'Oua, dovrà essere dedicata soprattutto alle leggi approvate nell'ultimo scorcio di legislatura e al contempo un impegno particolare dovrà essere messo per varare finalmente la riforma delle professioni che l'Italia attende da troppi anni . I togati del Consiglio superiore della magistratura chiedono al nuovo Guardasigilli di bloccare la riforma della giustizia e riavviare il dialogo con le toghe. Ci aspettiamo che ora parta un dialogo serio e ce vi sia una posizione equilibrata e rispettosa dell'autonomia della magistratura ha detto il togato di Mi, Francesco Lo Voi. Spero che il nuovo ministro dica subito con chiarezza che vuole sospendere i decreti delegati sull'ordinamento giudiziario , ha aggiunto Francesco Menditto di Md. Nello Stabile Unicost ritiene Mastella un uomo politico autorevole e di esperienza e potrà essere un elemento di convergenza , con tutte le carte in regola per poter avviare a soluzione i problemi aperti . Non rimane sorpreso dai giudizi positivi dei magistrati il componente laico del Csm Giuseppe di Federico Fi Mi sembra che Mastella - ha detto - possa corrispondere alle aspettative dei magistrati molto di più di quanto avrebbe fatto Pisapia. Certo Pisapia garantiva una competenza specifica, mentre Mastella non si è mai occupato di questi problemi, ma le disattenzioni sulla giustizia non sono un problema solo di questo governo . L'Anm ha alle spalle una lunga e dura battaglia per difendere l'indipendenza e la legittimazione dei magistrati violentemente messi in discussione da una riforma ideologica e punitiva, perciò ha bisogno di ottenere risultati su questo terreno ha detto il segretario dell'Anm Nello Rossi. Il ministro Mastella - ha continuato - è a una prova importante la guida di un ministero complesso e difficile e perciò interessato a evitare dannose emergenze e a garantire una positiva evoluzione dei gravi problemi della giurisdizione . Se ci sarà un proficuo dialogo tra Anm e Guardasigilli, ha concluso Rossi, si potrà porre rimedio ai guasti di una riforma-manifesto che il ministro Castelli ha avuto l'abilità di varare ma non di sperimentare . L'ordinamento giudiziario. Il neo Guardasigilli dovrà subito gestire una situazione di emergenza dettata dall'entrata in vigore dei decreti delegati nati dalla riforma dell'Ordinamento giudiziario. Sabato scorso l'associazione nazionale magistrati ha ricordato che il prossimo 19 giugno entreranno in vigore i primi due decreti delegati uno sulla materia disciplinare e uno sulla riorganizzazione dell'ufficio del Pm rispetto ai quali le toghe, da sempre contrarie, non abbasseranno la guardia vedi tra gli arretrati del 16 maggio 2006 . Al nuovo ministro spetta così la decisione se stoppare o meno l'entrata in vigore della riforma. Volendo assecondare le richieste dei magistrati, il ministro della Giustizia dovrebbe proporre al Consiglio dei ministri un decreto legge per prorogare le nuove disposizioni. Per la decretazione d'urgenza, però, serve un motivo valido che il ministro potrebbe avanzare vista la carenza d'organico esistente alla procura generale della Cassazione, attualmente inadeguata ad affrontare la mole di lavoro che si scatenerebbe con il nuovo sistema disciplinare. Motivazione che ovviamente non reggerebbe per gli altri decreti. Si potrebbe allora prospettare un solo decreto di slittamento della riforma, riguardante solo la materia disciplinare, mentre per il futuro si vedrà solo dopo il referendum costituzionale. Del resto, a seconda di come uscirà la riforma costituzionale dalla tornata referendaria, si prospetteranno diversi scenari politici. p.a.