Accantonamenti per ferie non godute. Sono costi deducibili dalle imposte dirette ""per competenza""

di Benito Fuoco

di Benito Fuoco Ai fini fiscali, l'accantonamento per le ferie maturate in favore dei dipendenti è deducibile secondo il criterio di competenza nell'esercizio in cui il diritto matura. Sono le conclusioni della sentenza 72/2006 qui leggibile tra gli allegati emessa dalla sezione ventisettesima della Commissione Tributaria Regionale del Lazio depositata il 13 giugno 2006. Confermando completamente la decisione dei giudici provinciali, sul punto specifico i giudici regionali hanno stabilito che la componente di costo in discussione presenta delle caratteristiche di determinabilità e certezza tali, da consentire a tali costi, il corretto inserimento nel bilancio di competenza. IL FATTO L'Agenzia delle entrate di Roma 1, sulla base di rilievi contenuti nel processo verbale di constatazione della Guardia di Finanza, rettificava i redditi dichiarati da una società per azioni per l'anno 1991 tra i fatti contestati l'Ufficio rilevava anche un accantonamento per ferie non godute di oltre euro143.000,00 indebitamente imputato a costi nell'esercizio. La Ct Provinciale di Roma, sul punto accoglieva il ricorso. L'Agenzia delle entrate, rilevando come il contratto di lavoro prevedesse la possibilità di fruire delle ferie non godute entro il mese di giugno dell'anno successivo e reputando quindi che tale costo non fosse certo e determinato, appellava la sentenza dei giudici provinciali. LA SENTENZA La Ct Regionale del Lazio ha respinto l'appello proposto dall'Amministrazione finanziaria. Secondo le disposizioni dell'articolo 75, commi 1 e 4, del Dpr 917/86 osserva il collegio regionale capitolino una componente negativa di reddito quale quella di cui si discute, presenta delle caratteristiche di determinabilità tali potendosene calcolare il costo secondo i criteri stabiliti dai singoli contratti collettivi nazionali di lavoro da consentire il corretto inserimento nel bilancio di competenza e ciò proseguono i giudici nel rispetto del generale principio di prudenza di cui all'articolo 2423bis, comma 1, numero , del Codice civile cui l'operato della società deve uniformarsi . Alla luce delle esposte conclusioni, conclude la Commissione tributaria regionale del Lazio, la ripresa deve essere definitivamente annullata . LE ULTERIORI CONSIDERAZIONI I criteri di imputazione e di deducibilità delle indennità per ferie non godute, hanno offerto lo spunto ad interpretazioni da parte della giurisprudenza e dal ministero delle Finanze. L'argomento trattato interviene su di un problema di attualità, che comunque ha sempre avuto pareri concordi sia dalla giurisprudenza, sia dal ministero che in verità, esprimendosi con la risoluzione ministeriale n 9/550039 del 15 ottobre 1975 che nonostante la data non recente, risulta ancora attuale ha ritenuto questa indennità costo deducibile per competenza dal reddito d'impresa. Lo stesso ministero, nel rispetto del principio della competenza indipendentemente dalla corresponsione materiale al lavoratore precisa quali siano le scritture contabili ammesse a collocare i costi nei periodi di competenza, indicando a tal fine i ratei passivi. L'utilizzo dei ratei e risconti, rappresenta sotto il profilo civilistico, uno strumento di tecnica contabile che consente di rispettare il principio di competenza , infatti anche l'articolo 2424bis,comma 6, del Codice civile dispone Nella voce ratei e risconti passivi devono essere iscritti i costi di competenza dell'esercizio esigibili in esercizi successivi ed i proventi percepiti entro la chiusura dell'esercizio ma di competenza di esercizi successivi .

Commissione tributaria regionale di Roma - Sezione 27 - sentenza 25 maggio - 13 giugno 2006, n. 72 Presidente Pecorelli - relatore De Rinaldis Ricorrente agenzia entrate ufficio Roma 1 Svolgimento del processo Con avviso di accertamento n. 97/17980, regolarmente notificato, il II Ufficio Distrettuale II.DD. di Roma, sulla base dei rilievi contenuti nel P.V.C. redatto dalla Guardia di Finanza, rettificava la dichiarazione dei redditi Mod. 760/92, presentata dalla ITALTEKNA Spa per l'anno d'imposta 1991, recuperando a tassazione 1. costi non di competenza per Lire 18.982.730 Euro 9.803,76 2. accantonamenti per ferie e festività non godute per Lire 277.114.083 Euro 143.132,97 3. accantonamento per svalutazione crediti eccedente i limiti previsti dall'articolo 71 del Tuir per Lire 14.275.000 Euro 7.372,42 4. ammortamento spese relative a più esercizi eccedente i limiti previsti dall'articolo 74, 10 comma, del Tuir per Lire 795.986.2 10 Euro 411.092,56 . In conseguenza di tali riprese la perdita fiscale dichiarata dalla società si riduceva da Lire 18.041.288.000 a Lire 16.934.930.000. Avverso tale avviso di accertamento la società Iritecna - incorporante della società ITALTEKNA - proponeva ricorso deducendo illegittimità per carenza di motivazione infondatezza ed illegittimità dei recuperi a tassazione di cui ai punti 1, 2 e 4 suindicati. La Commissione Tributaria Provinciale di Roma, con sentenza n. 300/36/04, depositata il 20/07/04, respingendo in via preliminare l'eccezione di carenza di motivazione dell'atto impositivo, accoglieva parzialmente il ricorso, dichiarando legittima la ripresa a tassazione dei costi non di competenza per Lire 18.982.730 e pronunciandosi per la illegittimità dei recuperi a tassazione di cui ai punti 2 e 4. L'Agenzia delle Entrate Ufficio di Roma 1 con atto di appello impugna la sentenza nella sola parte relativa alla declaratoria di illegittimità della ripresa a tassazione dell'accantonamento per ferie e festività non godute per Lire 277.114.083. Deduce al riguardo che il diritto del personale dipendente a fruire le ferie non cm ancora maturato, poiché. in considerazione di quanto previsto dai Contratti Collettivi, i dipendenti potevano usufruire delle ferie non godute entro il mese di giugno dell'anno successivo, pertanto, il costo, alla chiusura dell'esercizio 1991, non era certo e non era determinabile. Pertanto insiste sulla indeducibilità dell'accantonamento in parola, ex articolo 73, 41 comma del Dpr 917/86, non essendo espressamente previsto dalle disposizioni del Titolo 1, capo VI dello stesso Dpr. Inoltre, trattandosi di un costo non determinabile in modo certo, lo stesso è indeducibile anche perché in contrasto con quanto disposto dall'articolo 75 del richiamato Dpr. Chiede, in riforma parziale della sentenza impugnata che sia dichiarata la legittimità e la fondatezza dell'avviso di accertamento nei limiti evidenziati, con vittoria di spese. La società FINTECNA Spa, quale incorporante della MITECNA Sp in liquidazione si è costituita in resistenza all'appello proposto dall'Agenzia delle Entrate - Ufficio di Roma 1, chiedendone il rigetto con conferma della sentenza della C.T.P. n. 300/36/04, nel capo relativo alla declaratoria di illegittimità dell'avviso di accertamento nella ripresa a tassazione dell'accantonamento per ferie e festività non godute per Lire 277.114.083. Nel contempo ha proposto appello incidentale, chiedendo la riforma della sentenza impugnata nella parte di soccombenza , in via principale, per difetto di motivazione dell'avviso di accertamento , in via subordinata , nel merito, per l'annullamento della ripresa a tassazione confermata dai primi Giudici riguardante costi non di competenza per Lire 18.982.730, con vittoria di spese ed onorari. Motivi della decisione Il Collegio prende le mosse , nel riesame della controversia , dall'analisi dell'appello principale proposto dall'Agenzia delle Entrate - Ufficio di Roma 1 , che ha emesso l'accertamento impugnato , osservando quanto segue 1. accantonamenti per ferie e festività non godute per Lire 277.114.083 L'appello dell'Ufficio non è fondato. Osserva il Collegio in via preliminare e generale che i contratti collettivi nazionali di lavoro e/o integrativi prevedono, per i lavoratori dipendenti, un certo numero di giorni di ferie per ogni anno lavorativo. Tali ferie, pertanto, costituiscono un diritto del dipendente che necessariamente matura in modo graduale durante l'esercizio cui si riferisce la prestazione di lavoro. Ciò comporta a fine periodo, sotto il profilo civilistico, l'iscrizione in bilancio, quale componente negativo di reddito, dell'ammontare dei costo aggiuntivo rispetto alla retribuzione per le ferie maturate in favore dei dipendenti, non godute e non ancora liquidate, cui corrisponde un debito verso i dipendenti stessi ne consegue che l'anno di competenza di tale costo è determinata dall'esercizio nel corso dei quale matura il loro diritto. Tanto premesso, è avviso del Collegio che, ai sensi dell'articolo 75, commi 1 e 4, del Dpr 917/86, una componente di reddito quale quella di cui si discute presenta delle caratteristiche di determinabilità tali potendosene calcolare il costo secondo i criteri stabiliti dai singoli contratti colleffivi nazionali di lavoro da consentire il corretto inserimento nel bilancio di competenza, e ciò nel rispetto del generale principio di prudenza di cui all'articolo 2423 bis, comma 1, numero , Cc, cui l'operato della società deve uniformarsi. La ripresa pertanto va annullata. Apello incidentale. La società FINTECNA Spa con le proprie controdeduzioni , oltre che resistere all'appello proposto in via principale dall'Agenzia delle Entrate, ha censurato la medesima sentenza con i motivi che qui di seguito vengono indicati ed esaminati 1. Carente motivazione dell'avviso di accertamento Osserva il Collegio che l'accertamento tributario, per sue natura e funzione, non costituisce una decisione su contrastanti interpretazioni di fatti e di norme giuridiche, da adottarsi nel rispetto del contraddittorio, ne' esprime un apprezzamento critico in ordine a dati noti ad entrambe le parti, ma si esaurisce in un provvedimento autoritativo con il quale l'Amministrazione Finanziara fa valere la propria pretesa tributaria, esternandone il titolo e le ragioni giustificative al solo fine di consentire al contribuente di valutare l'opportunità di esperire l'impugnazione giudiziale, nell'ambito della quale l'Amministrazione creditrice è tenuta a passare dall'allegazione della propria pretesa alla prova del credito tributario vantato nei confronti del contribuente, fornendo la dimostrazione degli elementi costitutivi del proprio diritto. Tale principio, cui questo Collegio ritiene di aderire, è stato affermato dalla Corte di Cassazione Sezione quinta, 12394/02 in tema di motivazione dell'atto di accertamento di imposte sui redditi. Il motivo deve essere, quindi, disatteso. 2. annullamento della ripresa a tassazione di costi non di competenza per 18.982.730 Osserva il Collegio che il criterio di competenza imposto sul piano fiscale dall'articolo 75 , comma 1, del Tuir 917/86, che ne detta precise regole attuative , non può essere applicato discrezionalmente dal contribuente. Al riguardo, comunque, la società afferma in modo erroneo e senza alcun fondamento che gli stessi militari verificatori, nel P.V.C., hanno riconosciuto che la data di consegna è avvenuta nel corso dell'esercizio 1991. Infatti. dalla lettura del P.V.C. foglio n. 16 appare di tutta evidenza che - constatato che sono state computate varie fatture emesse nel 1990 - nel 1991 sono stati ricevuti non i beni acquistati, bensì i documenti relativi ai beni acquistati nel 1990 che sono stati ricevuti dalla società verificata nel 1991, in tale anno annotate e considerate quali documenti rappresentativi componenti negativi di reddito di competenza 1991. D'altra parte, in base al principio di ragionevolezza, appare fondato ritenere che - trattandosi di acquisti di cancelleria, stampati, acquisti diversi, prestazioni varie, ecc. - difficilmente le fatture emesse nel 1990 possano aver riguardato la corresponsione di anticipi di prezzo. Le osservazioni che precedono rendono evidente anche l'errore in cui sono incorsi i Giudici di primo grado, che hanno n'levato solo la mancanza di idonei e sufficienti elementi probatori al riguardo . Elementi probatori, che la società appellante incidentale - tenuta quindi ad assolvere all'onere della prova ai sensi dell'articolo 2697 Cc - neppure in questa sede ha prodotto a sostegno delle proprie argomentazioni. La ripresa , pertanto , va confermata. Per quanto precede, l'appello principale dell'Agenzia delle Entrate-Ufficio di Roma 1 e l'appello incidentale della società Fintecna Spa vanno respinti. La soccombenza reciproca giustifica la compensazione delle spese di giudizio. PQM La Commissione Tributaria Regionale del Lazio - Sezione 27 1 . respinge l'appello principale dell'Ufficio concernente la declaratoria dì illegittimità della ripresa a tassazione dell'accantonamento per ferie e festività non godute per Lire 277.114.083 2. respinge l'appello incidentale della società Fintecna Spa concernente a la carenza di motivazione dell'avviso di accertamento b l'annullamento della ripresa a tassazione di costi non di competenza 3. conferma nel resto l'impugnata sentenza. 4. compensa le spese.