Asta pubblica per lo scuolabus: non si può imporre il modello

L'indicazione specifica viola i principi di non discriminazione e par condicio ai quali si può derogare solo per prevalenti ragioni di pubblico interesse circoscrivendo la scelta del bene oggetto di fornitura

Il Comune che intende acquistare, mediante asta pubblica, un veicolo da adibire a scuolabus non può indicarne uno specifico, a pena di esclusione per chi offra alternative tecnicamente equivalenti. O meglio, può suggerire un modello di riferimento, fermo restando che - a caratteristiche effettivamente equivalenti - l'aggiudicazione sarà disposta in favore dell'offerta più vantaggiosa. Nel caso all'esame della prima sezione del Tribunale amministrativo regionale per la Campania, il Comune di Somma Vesuviana aveva invece indicato specificamente il modello e la marca del veicolo che intendeva acquisire. Una delle aziende partecipanti alla gara era quindi stata esclusa avendo proposto un modello di marca differente giudicato, correttamente, diverso da quello richiesto dal capitolato speciale e avviso di gara . Contro tale esclusione l'impresa ricorreva al Tar chiedendo l'annullamento del provvedimento, del bando di gara ritenuto illegittimo e di tutti gli atti connessi e consequenziali. La ricorrente lamentava una violazione dei principi di trasparenza e par condicio per la mancata aggiunta di una dicitura i termini o equivalente che dopo il modello preferito reputasse ammissibili altre proposte tecnicamente consimili, nonché contrasto con le previsioni di cui all'articolo 8 del D.Lgs n. 358/92. Tale situazione, secondo l'azienda ricorrente, aveva finito per discriminare tra automezzi di marche diverse comportando una spesa più elevata da parte dell'Amministrazione per l'acquisto del mezzo. I giudici amministrativi con la sentenza qui leggibile come documento correlato hanno accolto il ricorso e ricordato che proprio il D.Lgs n. 358/92 stabilisce che salvo che non sia giustificato dall'oggetto dell'appalto, è vietata l'introduzione nelle clausole contrattuali di specifiche tecniche che menzionano prodotti di una determinata fabbricazione o provenienza o ottenuti con un particolare procedimento , previsione intesa appunto a impedire il favoreggiamento di un fornitore o di un prodotto e, per contro, l'esclusione di altri. Pur non essendo il caso dello scuolabus, possono sussistere validi motivi di deroga il caso di apparecchiature scientifiche uniche sul mercato, ad esempio ma in tali casi, posta la correttezza dei presupposti, nel bando in ogni caso si deve prevedere la indicazione delle specifiche caratteristiche tecniche. Nel caso di specie, lo scuolabus non ammesso, invece, era stato bocciato perchè di marca diversa e non perché le sue caratteristiche tecniche che non erano infatti indicate nel bando, limitato all'indicazione di marca e modello fossero inadeguate allo scopo. m.c.m.

Tar Campania - Sezione prima - sentenza 19 aprile-19 maggio 2006, n. 4737 Presidente Donadono - Relatore Corciulo Ricorrente Tomassini Style Srl Fatto e motivi della decisione Il Comune di Somma Vesuviana indiceva un'asta pubblica per la fornitura di uno scuolabus, da aggiudicarsi con il criterio del prezzo più basso il capitolato speciale di appalto, all'articolo 1, stabiliva che il mezzo avrebbe dovuto avere le caratteristiche tecniche di cui all'articolo 10, tra le quali figurava quella per cui doveva trattarsi di un modello IVECO 50. Alla gara partecipavano le società Oram Srl e Tomassini Style Srl quest'ultima veniva tuttavia esclusa nella seduta del giorno 8.2.2006, in quanto la Commissione riteneva che è stato riscontrato che la ditta Tomassini ha presentato scheda tecnica, per fornitura scuolabus, di un automezzo scuolabus di fabbricazione Mercedes Benz 416 DF 40/46, diverso da quello richiesto dal capitolato speciale d'appalto e avviso di gara . La gara veniva quindi aggiudicata alla ORAM Srl per il prezzo di euro 66.720,00, Iva compresa. Avverso la lex specialis di gara, contro la propria esclusione e nei confronti dell'aggiudicazione disposta in favore della controinteressata proponeva ricorso a questo Tar la Tomassini Style Srl chiedendone l'annullamento, previa concessione di idonee misure cautelari, oltre al risarcimento del danno. La ricorrente lamentava che il bando aveva indicato come oggetto di fornitura, senza alcuna motivazione, un mezzo specifico e segnatamente un Iveco, senza aggiungere la dicitura o equivalente , in tal modo violando i principi di trasparenza e par condicio ed in contrasto con quanto previsto dall'articolo 8 del D.Lgs 358/92 ciò aveva inoltre finito per determinare un'ingiustificata discriminazione tra automezzi di marche diverse, facendo pagare all'Amministrazione un costo più elevato per l'acquisto dello scuolabus. Si costituiva in giudizio il Comune di Somma Vesuviana chiedendo il rigetto del ricorso e della domanda cautelare, eccependone l'inammissibilità per omessa impugnazione della determinazione di indizione della gara n. 333 del 24 novembre 2005. Alla camera di consiglio del 15 marzo 2006, fissata per la trattazione dell'incidente cautelare, il Tribunale, con ordinanza 727/06, ai sensi dell'articolo 23bis della legge 1034/71, fissava l'udienza di discussione. All'udienza del 19 aprile 2006, in vista della quale le parti depositavano memorie conclusionali, il Tribunale tratteneva la causa per la decisione. Va preliminarmente disattesa l'eccezione di inammissibilità del ricorso per omessa impugnazione della determinazione dirigenziale n. 333 del 24 novembre 2005 al riguardo, va rilevato che per la società ricorrente assumono carattere di lesività unicamente le prescrizioni relative all'indicazione di un automezzo di una marca specifica contenute nel bando e nel capitolato speciale di appalto, unici atti che quindi quest'ultima aveva l'onere di impugnare congiuntamente al provvedimento di esclusione in tale prospettiva, nessuna rilevanza può essere riconosciuta alla determina di indizione della gara che costituisce un provvedimento antecedente e distinto, oltre tutto nemmeno depositato in giudizio dall'Amministrazione al fine di poter verificare una sua possibile afferenza con le questioni proposte nel presente giudizio. Nel merito, il primo motivo di ricorso è fondato. L'articolo 8, comma 6 del D.Lgs 358/92 stabilisce che salvo che non sia giustificato dall'oggetto dell'appalto, è vietata l'introduzione nelle clausole contrattuali di specifiche tecniche che menzionano prodotti di una determinata fabbricazione o provenienza o ottenuti con un particolare procedimento e che hanno l'effetto di favorire o escludere determinati fornitori o prodotti . La norma introduce un principio di non discriminazione e di salvaguardia della par condicio, consistente nell'evitare che l'indicazione di caratteristiche tecniche singolari possa , in assenza di specifiche e prevalenti ragioni di pubblico interesse, circoscrivere la scelta del bene oggetto di fornitura risolvendosi in un ingiustificato vantaggio o danno per alcune imprese del settore, soprattutto in ipotesi come quella di specie in cui la scelta del sistema dell'asta pubblica costituisce conferma di un interesse pubblico alla più ampia partecipazione. Nel caso di specie, l'articolo 10 del capitolato di appalto nell'indicare le caratteristiche tecniche dello scuolabus al primo punto ha specificato doversi trattare di un IVECO 50, in tal modo identificando la marca ed il tipo del mezzo richiesto, senza che di questa specificazione fosse stata in alcun modo resa ragione. Sotto tale profilo pertanto la lex specialis di gara deve ritenersi illegittima. Né ha pregio il rilievo contenuto nella memoria difensiva dell'Amministrazione in cui si paventa che le ragioni dell'esclusione non consistevano nel fatto che il mezzo offerto dalla ricorrente fosse un Mercedes Benz e non anche un IVECO , quanto nella circostanza per cui le sue caratteristiche tecniche fossero diverse da quelle richieste dal capitolato. Osserva il Collegio che dalle espressioni utilizzate nel verbale di gara - e segnatamente la specificazione da parte della Commissione della marca dello scuolabus offerto dalla Tomassini Style Srl, nonché l'omessa indicazione delle specifiche caratteristiche tecniche ritenute mancanti - si evince che l'estromissione della ricorrente sia da attribuirsi sic et simpliciter al fatto che quello offerto non fosse un mezzo di marca IVECO. Ne consegue che, ferma restando l'illegittimità dell'esclusione della Tomassini Style Srl e dell'aggiudicazione alla controinteressata, il vizio va quindi ricercato nella lex specialis di gara della quale la Commissione ha fatto solo puntuale applicazione. All'annullamento degli atti impugnati, segue il rigetto della domanda risarcitoria, atteso che l'effetto caducatorio appare pienamente satisfattivo delle ragioni della società ricorrente. All'accoglimento del ricorso segue la condanna del Comune di Somma Vesuviana al pagamento delle spese processuali in favore della ricorrente che si liquidano in complessivi euro 1.900,00 Millenovecento/00 , con compensazione delle stesse nei confronti della controinteressata sussistendone giusti motivi. PQM Il Tar per la Campania - prima Sezione - accoglie il ricorso ed annulla gli atti impugnati - respinge la domanda risarcitoria - condanna il Comune di Somma Vesuviana al pagamento delle spese processuali in favore della ricorrente che si liquidano in complessivi euro 1.900,00 Millenovecento/00 , con compensazione delle stesse nei confronti della ORAM Srl sussistendone giusti motivi ?? ?? ?? ?? 2