Seguono la partita in piedi: Figc condannata a risarcire il costo del biglietto

In uno stadio stracolmo riconosciuto l'indennizzo a sei tifosi catanesi in possesso di biglietti per posti numerati

Diritto al rimborso se si è in piedi allo stadio. La Federazione italiana giuoco calcio deve risarcire il tifoso che, dopo avere comprato il biglietto per assistere ad una partita di calcio, non riesce a trovare posto perché il campo sportivo è stracolmo. È quanto emerge dalla sentenza 1700/06 - depositata lo scorso 26 gennaio e qui integralmente leggibile tra gli allegati - con cui la Cassazione ha condannato la Figc a rimborsare il prezzo del biglietto a sei tifosi del Catania che nel 2002 dovettero assistere in piedi alla sfida play-off contro il Taranto al Cibali , dopo aver pagato regolarmente un posto a sedere. In quell'occasione, infatti, la tribuna A era strapiena e i supporter catanesi furono costretti a guardare la partita sulle scale, tra l'altro con scarsa visibilità. Seccati dall'episodio i tifosi, assistiti dagli avvocati Giuseppe e Giovanni Ferraù, decisero di rivolgersi al giudice di pace di Catania, per ottenere la condanna della Figc alla restituzione del prezzo del biglietto, 25 euro, come risarcimento del danno subito per non aver potuto assistere serenamente alla partita. A distanza di un anno, nel 2003, arrivò il verdetto favorevole del magistrato onorario con la sentenza 2468/03 il giudice di pace, Giovanna Spampanato, diede ragione ai supporter, riconoscendo il diritto al risarcimento del costo del biglietto per inadempienza contrattuale da parte della Figc. La vicenda però non finisce qui la Federcalcio decide di ricorrere in Cassazione contro la sentenza del giudice di pace, ma anche gli ermellini gli danno torto. La terza sezione civile di piazza Cavour, infatti, non solo conferma il rimborso delle 25 euro - prezzo del biglietto - a ciascuno dei ricorrenti, ma condanna la Figc anche al pagamento delle spese legali. In particolare, nelle motivazioni del verdetto di legittimità si sottolinea che costituisce inadempimento contrattuale il disagio procurato agli attori tale da rendere estremamente disagevole la loro presenza allo stadio e oltremodo precaria la visione della partita .

Cassazione - Sezione terza civile - sentenza 19 dicembre 2005 - 26 gennaio 2006, n. 1700 Presidente Sabatini - Relatore Marrone Ricorrente Figc Svolgimento del processo La Corte, premesso in fatto che con citazione notificata il 4 novembre 2002 D.M.T. ed altri 5 attori sopraindicati convenivano davanti al GdP di Catania la F.I.G.C. per sentirla condannare al rimborso dei biglietti acquistati per la partita di play-off Catania-Taranto, del prezzo di Euro 25,00 ciascuno, partita alla quale avevano dovuto assistere in piedi e con scarsa visibilità che l'adito Giudice, con sentenza esecutiva 21 ottobre 2003, aveva accolto la domanda, condannando la convenuta contumace al pagamento di Euro 25,00 a favore di ciascun attore, oltre alle spese giudiziali che la F.I.G.C. ha proposto ricorso per Cassazione in forza di un unico motivo, illustrato anche con memoria, contestando la propria legittimazione passiva siccome estranea all'organizzazione dell'evento sportivo che i convenuti hanno resistito con controricorso Osserva in diritto, conformemente alle conclusioni del P.G. Rilevato a che con unico motivo la ricorrente ha denunciato violazione delle norme e dei principi basilari in tema di legittimazione ad agire ed in particolare violazione dell'articolo 100 Cpc , deducendo che il GdP, nella contumacia della convenuta, avrebbe dovuto di ufficio rilevare il difetto di legittimazione passiva della Federazione Calcio, in quanto in via generale estranea alla vendita dei biglietti per assistere alle partite o gare sportive che si svolgono negli stadi italiani e comunque in alcun modo coinvolta nella vendita dei biglietti relativi alla partita Catania-Taranto, gestita direttamente dalla Catania Spa b che la ricorrente ha altresì proposto domanda di responsabilità aggravata ex articolo 96 Cpc, in considerazione della temerarietà della lite attivata contro la F.I.G.C. davanti al GdP, sul rilievo che già prima del giudizio aveva comunicato all'avv. F. di essere del tutto estranea agli aspetti organizzativi della partita Catania-Taranto e alla vendita dei relativi biglietti. Ritenuto che le sentenze di equità del Giudice di Pace sono censurabili in cassazione per violazione di norme processuali, di norme che abbiano natura di norme costituzionali o comunitarie, nonchè per violazione dei principi regolatori della materia v. Corte Costituzionale 206/04 e per vizio di motivazione, sempre che ricorrano gli estremi della motivazione inesistente o meramente apparente v. Cassazione Su 716/99 che nella specie la ricorrente ha dedotto la propria estraneità al rapporto giuridico sostanziale dedotto in giudizio che tale contestazione non configura una questione di carenza di legittimazione a contraddire, rilevabile anche di ufficio, salvo i limiti del giudicato, ma attiene alla effettiva titolarità passiva del rapporto controverso che la mancanza di titolarità del rapporto implica un giudizio di merito e quindi non può essere dedotta come motivo di ricorso per cassazione avverso sentenza di equita' del GdP in tal senso Cassazione 17606/03 Cassazione 2105/00 che la manifesta infondatezza della impugnazione preclude l'esame della domanda ex articolo 96 Cpc, la quale e' comunque inammissibile in quanto la decisione in ordine alla responsabilità processuale e' devoluta in via esclusiva al Giudice cui spetta di conoscere il merito della causa v. Cassazione 5734/04 Ritenuto che ricorrono i presupposti di cui all'articolo 375 Cpc per la pronuncia in Camera di consiglio, attesa la manifesta infondatezza del ricorso che le spese seguono la soccombenza. PQM la Corte, v. l'articolo 375 Cpc, comma 2 rigetta il ricorso e condanna la F.I.G.C. al pagamento delle spese del giudizio di Cassazione, che liquida in complessivi Euro 500,00, di cui Euro 400,00 per onorari, oltre spese generali ed accessori di legge.