Consiglio di Stato, nessuna nomina ad personam

In nome dell'autonomia, chiesto al Governo di far decadere l'articolo 18

Chiamata diretta dei consiglieri di Stato la norma ad personam prevista nel decreto milleproroghe torna a far discutere. A tal punto da costringere l'organo di autogoverno della magistratura amministrativa ad approvare giovedì scorso un ordine del giorno qui leggibile nei documenti correlati in cui il plenum ha espresso viva preoccupazione per interventi che incidono sull'organizzazione e sul funzionamento della Giustizia. In un appello accorato, i magistrati, hanno chiesto al Parlamento che non converta l'articolo 18, commi 2 e 3 del Dl 273/05 il cosiddetto milleproroghe e allo stesso tempo che abroghi l'articolo 1, comma 97 lettera e della legge 311/04, cioè la Finanziaria 2005. Ma facciamo un passo indietro. L'assunzione diretta di un consigliere di Stato prevista nel decreto milleproroghe aveva costretto il Consiglio di presidenza nella seduta dello scorso 12 gennaio a posticipare l'indizione del concorso e mentre il plenum decideva di rinviare tutto alla seduta del 24 febbraio, la componente Tar nel rispetto dei principi di indipendenza e di terzietà del giudice aveva abbandonato l'Aula. Del resto, l'aumento di una unità dell'organico di Palazzo Spada aveva scatenato anche la dura protesta dell'Associazione nazionale dei magistrati amministrativi Tar Anma che aveva giudicato scandalosa la nomina per legge di un consigliere di Stato gradito all'esecutivo , tanto più se si tratta di un togato già nominativamente individuato . A scatenare le ire della componente Tar del Cpga e del sindacato di categoria era stato l'articolo 18 del decreto 273/05 pubblicato su Diritto& Giustizi@ dello scorso 13 gennaio con cui, in deroga al blocco delle assunzioni, si consente la nomina prioritaria degli idonei dell'ultimo concorso espletato entro la data del 31 dicembre 2004 . E se l'Anma nel denunciare la scandalosa nomina si era limitata a sostenere che l'aspirante consigliere era stato individuato in un giovane magistrato Tar risultato idoneo al concorso del settembre 2004, durante l'animato dibattito del 13 gennaio scorso il nome veniva rivelato si tratta di Fabio Taormina, magistrato del Tar Sicilia, sezione di Palermo, classe 1965. Il Consiglio di presidenza, nella seduta di due settimana fa, nel decidere l'indizione del concorso per la copertura di un posto di consigliere di Stato, che ai sensi dell'articolo 19 comma 1 n. 3 della legge 186/82 dovrebbe avvenire entro il 15 gennaio 2005, era stato costretto a rinviare tutto alla seduta del 24 febbraio, data in cui si conoscerà la sorte del decreto milleproroghe conversione o decadenza. Tuttavia, nella dichiarazione di voto, proposta dai membri laici e approvata lo scorso 12 gennaio dal plenum pubblicato su Diritto& Giustizi@ dello scorso 13 gennaio , si ritiene che il termine di cui sopra non sia perentorio e si ammette che la disposizione di cui all'articolo 1 comma 97 lettera e della legge 311/04 Finanziaria 2005 va comunque interpretata, anche a prescindere dalla conversione del Dl 273/05 in via amministrativa nel senso dell'applicazione della norma generale sulla validità biennale delle graduatorie degli idonei articolo 20 comma 3 della legge 488/99 . Una dichiarazione che aveva suscitato le proteste della componente Tar del Cpga che proprio nel rispetto dell'indipendenza e dell'imparzialità della magistratura amministrativa aveva abbandonato l'Aula. Giovedì scorso l'epilogo, il plenum su proposta della componente Tar ha approvato con 8 voti a favore, 4 contrari e 2 astenuti, l'ordine del giorno nel quale viene affermato che sia l'articolo 1, comma 97 lettera e della Finanziaria 2005, sia l'articolo 18 commi 2 e 3 del decreto mille proroghe , consentendo l'assunzione di persone già individuate, contrastano con i principi di indipendenza e di autonomia della magistratura, garantiti invece proprio dall'attuale sistema di reclutamento. Del resto, ha concluso il Csm della magistratura amministrativa, la Corte costituzionale con la sentenza 266/93 ha sancito quale principio fondamentale del pubblico impiego il divieto di utilizzare la graduatoria di idonei di un precedente concorso in relazione a posti istituiti o trasformati successivamente. Altrimenti, se così non fosse l'assunzione sarebbe disposta ad personam. cri.cap

Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa Ordine del giorno approvato il 26 gennaio 2006 L'articolo 1 comma 97, lettera e della legge 311/04 e l'articolo 18, commi 2 e 3 del Dl 273/05, in fase di conversione, prevedono l'assunzione straordinaria rispettivamente di cinque e di un idoneo degli ultimi concorsi per consigliere di Stato. Tali norme, consentendo l'assunzione di persone già individuate, contrastano con i principi di indipendenza e di autonomia della magistratura, garantiti invece dal sistema ordinario di reclutamento, con il quale interferiscono. Esse, inoltre, incidono significativamente sulle prerogative dell'organo di autogoverno quali delineate dall'articolo 13 della legge 186/82 in quanto prevedono un incremento di organico sul quale l'Organo non è stato previamente sentito. Ulteriori ragioni di preoccupazione in merito al citato decreto legge, soprattutto considerando i delicati equilibri che presiedono al funzionamento della Ga, derivano, altresì, da quanto rilevato dalla Corte costituzionale con la sentenza 266/93 per la quale è principio fondamentale del pubblico impiego il divieto di utilizzare la graduatoria di idonei di un precedente concorso in relazione a posti istituiti o trasformati successivamente all'approvazione della graduatoria medesima poiché, in tal modo, l'assunzione sarebbe disposta ad personam. Ciò premesso Il Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa esprime viva preoccupazione per interventi non ordinamentali che incidono gravemente sull'organizzazione e sul funzionamento della giustizia amministrativa e auspica che il Parlamento non converta l'articolo 18 commi 2 e 3 del Dl 273/05 e al contempo abroghi l'articolo 1, comma 97 lettera e della legge 311/04.