Modifiche in vista per il decreto intercettazioni

Presentati gli emendamenti in commissione Giustizia anche da parte del centrosinistra. I nodi da sciogliere la distruzione dei nastri, che qualcuno vorrebbe solo secretare, e la difesa del giusto processo

Modifiche in vista per il decreto legge sulle intercettazioni. Ieri alle 15 in commissione Giustizia al Senato scadeva il termine per la presentazione degli emendamenti al Dl approvato dal Consiglio dei ministri il 22 settembre scorso vedi tra gli arretrati del 23 e del 26 settembre . Una trentina le proposte di modifica presentate, alcune anche da esponenti della maggioranza di Centrosinistra. Nonostante l'ampia maggioranza dichiarata al momento dell'approvazione da parte di Palazzo Chigi i ministri Mastella e Amato in conferenza stampa parlarono di assenso anche da parte dell'opposizione di Centrodestra , il giorno dopo il provvedimento fu oggetto di diverse critiche, primo fra tutti l'ex Pm e ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro. Ad essere criticato fu soprattutto l'ordine tassativo di distruggere immediatamente tutto il materiale raccolto illecitamente. Anche il presidente della commissione Giustizia del Senato, Cesare Salvi Ulivo , sin dal primo momento aveva dichiarato le sue perplessità sul provvedimento. Concetti espressi anche la scorsa settimana durante la discussione generale del provvedimento. Le modifiche all'articolo 240 Cpp prospettate dal Dl due nuovi commi che attribuiscono all'autorità giudiziaria di disporre l'immediata distruzione dei documenti secondo Salvi sarebbero addirittura in contrasto con l'articolo 111 della Costituzione, nella parte in cui è previsto che l'acquisizione della prova avvenga in contraddittorio tra le parti. Anche il terzo comma, secondo Salvi relativo alla redazione del verbale delle operazioni di distruzione , potrebbe essere insufficiente rispetto alle esigenze processuali. E ancora, secondo il presidente, nonché relatore del provvedimento, l'articolo 3 del Dl che introduce la fattispecie di reato della detenzione illecita di atti e documenti, presenterebbe problemi in relazione alla pena prevista che, secondo Salvi, sarebbe particolarmente gravosa se confrontata con le pene edittali relative a fattispecie omologhe per la natura del bene giuridico tutelato. Sulle stesse posizioni di Salvi altri esponenti della maggioranza come Giuseppe Di Lello Finuoli Rc , che si è detto perplesso anche sulla stesura dell'articolo 4 non è chiaro - ha detto - se configuri un'ipotesi di responsabilità extracontrattuale oppure una forma di risarcimento equitativo . Per Felice Casson Ulivo il testo non solo conterrebbe numerosi errori sistematici ma sarebbe incostituzionale per la mancanza di contraddittorio delle parti nel procedimento di distruzione dei documenti illegittimamente acquisiti. Una trentina gli emendamenti presentati, nessuno da parte del Governo, tre da parte di esponenti del Centrosinistra. Una convergenza è ancora possibile ha detto il presidente Salvi che oggi o al massimo mercoledì vorrebbe concluderne l'esame, se necessario anche con una seduta notturna, dal momento che il decreto è atteso in Aula tra mercoledì e giovedì. I nodi principali attorno ai quali ruotano le proposte di modifica sono proprio quelli messi in evidenza durante la discussione generale da parte degli esponenti della maggioranza la distruzione delle intercettazioni illegittime, che qualcuno vorrebbe semplicemente secretare o almeno tenere in vita fino al contraddittorio tra le parti la difesa del giusto processo e l'obbligatorietà dell'azione penale. Questa settimana sarà Palazzo Madama a dire la sua, quindi toccherà alla Camera, tenendo presente che il provvedimento decade il 21 novembre prossimo e più di uno parla di morte naturale delle disposizioni. p.a.