Ordinamento giudiziario, Palazzo dei Marescialli apre la corsa ai posti in Cassazione

Congelato il concorso del luglio 2005, l'organo di autogoverno decide a maggioranza di procedere alla nomina di quaranta consiglieri. Critici Md e Movimenti È una promozione anticipata sul campo

Dopo lo scontro registratosi la scorsa settimana in terza commissione, ieri anche il plenum del Consiglio superiore della magistratura si è duramente confrontato con il problema dell'entrata in vigore della riforma dell'ordinamento giudiziario. A spaccare - soprattutto i togati - è stata l'applicazione in via d'urgenza delle disposizioni contenute nel decreto legislativo sull'organico di Cassazione di attuazione della riforma, andate in Gazzetta il 3 febbraio scorso, in vigore dal 18 febbraio ma efficace dal 4 maggio. Uno scarto che la nostra legislazione prevede e che è stato pensato anche per il decreto legislativo sulla riorganizzazione delle procure vedi tra gli arretrati del 23 marzo . La maggioranza del plenum, composta dai togati di Unicost e di Mi, più i consiglieri laici della Cdl e dal laico dei Ds Luigi Berlinguer il vicepresidente Rognoni si è astenuto ha stabilito l'entrata in vigore in via d'urgenza delle nuove disposizioni. La decisione, contrastata dai togati di Md e Movimenti riuniti, prevede di accelerare i tempi per l'assegnazione dei posti alla Suprema corte. Con il decreto in vigore dal 18 febbraio, il Csm ha la possibilità di avviare prima dell'efficacia delle disposizioni la procedura speciale per la nomina a consigliere di Cassazione dei magistrati di appello in servizio al Massimario e alla procura generale della Cassazione, soppressi dal decreto legislativo. Diversamente da tutti gli altri colleghi, questi magistrati una cinquantina in tutto non dovranno sostenere un concorso ordinario ma basterà che abbiano svolto almeno per sei mesi le funzioni di legittimità e abbiano conseguito una specifica idoneità. Applicando in via d'urgenza il decreto, il Csm potrà applicare la procedura assicurando alla Cassazione, sin dai primi di maggio la copertura di una quarantina dei posti, senza concludere il concorso in atto. Secondo i consiglieri delle correnti di sinistra, invece, non si doveva anticipare l'applicazione di una norma giudicata incostituzionale dallo stesso Csm nei suoi pareri, ma proseguire con la conclusione del concorso ordinario per la nomina di 17 nuovi consiglieri bandito a luglio del 2005 che poteva essere concluso nel giro di una decina di giorni. Con i togati di sinistra si è schierato anche il primo presidente della Cassazione, Nicola Marvulli, che ha escluso l'esistenza di esigenze di funzionalità della Suprema corte. Il Procuratore generale della Cassazione, Francesco Favara ha votato contro la proposta dei togati di sinistra ma, come Marvulli, non era più presente in Aula quando il plenum ha votato il documento della maggioranza. Di promozione anticipata sul campo hanno parlato i consiglieri di Md e Movimenti riuniti, mentre dalla maggioranza si è dichiarato che si è trattato di una scelta istituzionale, di amministrazione un eventuale giudizio di incostituzionalità della norma non spetta a noi, né c'è da parte nostra acquiescenza ad una norma politicamente non condivisibile . Con l'entrata in vigore in via d'urgenza, comunque, molti magistrati salteranno il concorso. Caso Afghanistan. Sempre ieri, Palazzo dei marescialli è intervenuto nella vicenda dell'afgano Abdul Rahman, condannato a morte per essersi convertito al cattolicesimo. Con una risoluzione proposta dal Comitato di presidenza ed approvata dal plenum all'unanimità, il Csm si è dichiarato partecipe del turbamento della comunità internazionale per il caso del cittadino afgano accusato di apostasia, con le conseguenze che ne possono derivare condanna a morte, ndr , ribadendo la disponibilità a collaborare con la magistratura di quel Paese per l'affermazione degli ideali di giustizia nel rispetto delle garanzie di tutti i cittadini . L'organo di autogoverno delle toghe ha ricordato come negli incontri che si sono avuti con i rappresentanti della magistratura della Repubblica islamica dell'Afghanistan si sia sempre sottolineato, da entrambe le parti, il rispetto dei fondamentali diritti umani nell'esercizio della delicata ed essenziale funzione del giudicare . Sulla scorta di questa condivisione di principio , il Consiglio ha infine ribadito la disponibilità alla collaborazione con l'Autorità afgana . p.a.