Napolitano, la prima volta a Palazzo dei Marescialli

Il presidente della Repubblica e il neo Guardasigilli incontrano l'organo di autogoverno che intanto ha nominato Alemi presidente del tribunale di Napoli. Tutto da rifare per la Procura di Palermo. Primi trasferimenti d'ufficio con la legge 150/05

Primo visita ufficiale a Palazzo dei Marescialli per il nuovo Capo dello Stato Giorgio Napolitano, che oggi sarà accompagnato anche dal neo Guardasigilli Clemente Mastella. Per un nuovo presidente che arriva c'è invece un Consiglio superiore praticamente in scadenza, dal momento che le elezioni per il rinnovo sono state fissate per il 9 e 10 luglio prossimi vedi in proposito articolo a fianco . Aprirà la cerimonia il vicepresidente Virginio Rognoni, quindi ci sarà l'intervento del ministro della Giustizia, a seguire quelli di sei consiglieri in rappresentanza dei togati e dei laici. Chiuderà il presidente della Repubblica e del Csm. I temi saranno sicuramente la lentezza dei processi, la riforma dell'ordinamento giudiziario e quello controverso delle misure di clemenza. Soprattutto i togati del Consiglio chiederanno chiarimenti in merito allo slittamento della ormai famigerata riforma della giustizia vedi articolo in pagina . Carlo Alemi al Tribunale di Napoli. La commissione incarichi direttivi ha nominato all'unanimità presidente del Tribunale di Napoli Carlo Alemi. Presidente del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, il giudice Alemi è stato protagonista durante gli anni Ottanta della vicenda legata al sequestro e alla liberazione dell'assessore regionale napoletano il gavianeo Ciro Cirillo. All'epoca giudice istruttore, Alemi con una ordinanza di 1535 pagine ricostruì gli scenari del sequestro un intreccio di politica, brigatisti, camorra e appalti. Alemi nel chiedere il rinvio a giudizio per 15 imputati scriveva Dagli atti processuali viene fuori in modo evidente un atteggiamento ben diverso da parte di alcuni esponenti democristiani per cui, se la linea ufficiale del partito fu quella di reagire con fermezza al ricatto brigatista rifiutando ogni ipotesi di trattativa o compromesso, in realtà vi furono alcuni esponenti del partito che si attivarono in vario modo per ottenere la liberazione di Cirillo, anche ed in primis ricorrendo alla mediazione di Raffaele Cutolo e accettando di trattare con le Br . Era l'agosto del 1988 e Ciriaco De Mita, allora presidente del Consiglio, lo definì un giudice che si è posto al di fuori del circuito costituzionale . Successivamente Alemi venne messo sotto inchiesta dal ministro della Giustizia Giuliano Vassalli e poi prosciolto. La sua nomina dovrà adesso passare il vaglio del Guardasigilli Clemente Mastella, all'epoca deputato della Dc e ancora delfino di De Mita. Papa si ritira dalla corsa alla procura di Palermo. Il procuratore aggiunto di Catania, Renato Papa, ha revocato la domanda per la nomina di procuratore di Palermo. Il 30 maggio scorso, Papa era stato uno dei tre nominativi che la commissione ha presentato al plenum vedi tra gli arretrati del 31 maggio 2006 . Rimangono così in corsa Giuseppe Pignatone, per cui si erano espressi il togato di Mi Francesco Lo Voi e il laico di Forza Italia Giuseppe Di Federico, e Guido Lo Forte, votato dal togato di Md Giovanni Salvi. Tutti e tre i candidati sono di Unicost, resta adesso da vedere come si sposteranno le preferenze in commissione, dove la pratica è dovuta tornare. Resta a rischio la nomina del nuovo procuratore di Palermo con questa consiliatura che scade i primi di luglio. La poltrona della procura è vacante da otto mesi, da quando cioè Pietro Grasso è stato nominato procuratore Antimafia. Trasferimenti d'ufficio prime applicazioni della legge 150/05. L'organo di autogoverno ha riconosciuto il trasferimento d'autorità ad un magistrato perché coniugata con un ufficiale della Guardia di Finanza. Si tratta di una delle prime applicazioni dell'articolo 2, comma 22 della legge 150/05 delega al governo per la riforma dell'ordinamento giudiziario che prevede l'applicazione anche ai magistrati ordinari la disciplina del trasferimento a domanda di cui all'articolo 17 della legge 266/99 e successive modificazioni e di cui al comma 5 dell'articolo 1 della legge 100/87, secondo le quali il coniuge convivente del personale militare delle Forze Armate, dell'Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza che sia impiegato di ruolo in una amministrazione statale ha diritto all'atto del trasferimento ad essere impiegato, in ruolo normale, in soprannumero e per comando, presso le rispettive amministrazioni site nella sede di servizio del coniuge o, in mancanza nella sede più vicina. Nel caso dei magistrati, ovviamente, non si può parlare di destinazione per comando, ma di trasferimento anche senza pubblicazione del posto per cui è stata formulata la domanda di trasferimento, senza pubblicazione, senza partecipazione dell'interessata al relativo concorso e senza l'espletamento di un concorso virtuale. p.a.