Giustizia, le prime nomine e i primi propositi

Ettore Ferrara è il nuovo capo di Gabinetto, mentre a capo dell'ufficio legislativo arriva Gianfranco Manzo. Clemente Mastella annuncia anche un intervento sulla pubblicazione delle intercettazioni telefoniche

Cambio della guardia a via Arenula. Arrivano le prime nomine del Guardasigilli Clemente Mastella a prendere il posto di Settembrino Nebbioso come capo di Gabinetto arriva Ettore Ferrara, mentre a capo dell'ufficio legislativo, guidato nella scorsa legislatura da Giovanni Verucci, arriverà Gianfranco Manzo. Ettore Ferrara, originario di Napoli, ha 55 anni ed è in magistratura dal 1971. Ha iniziato come Pretore a Lagonegro, per poi spostarsi alla prima sezione del Tribunale civile di Napoli passando in seguito alla Corte d'appello sempre del capoluogo campano. È stato inoltre presidente di Unità per la costituzione, la corrente di centro che rappresenta la maggioranza dei magistrati tra il 2003 e il 2005, ma prima ancora per la stessa corrente è stato consigliere del Csm dal 1998 al 2002. Attualmente ricopriva l'incarico di consigliere di Cassazione. Stesso incarico fino a ieri a piazza Cavour anche per Gianfranco Manzo, romano, 58 anni in magistratura dal 1974. Per Manzo, collaboratore di DirittoeGiustizi@ tra il 2000 e il 2001, considerato vicino alla corrente di sinistra Movimento per la Giustizia, si tratta di un ritorno all'ufficio legislativo del ministero della Giustizia, essendo già stato vice capo della struttura quando a guidarla era l'attuale sottosegretario Luigi Scotti. Giustizia e intercettazioni. Il ministro Mastella durante lo scorso fine settimana ha annunciato un giro di vite sulla pubblicazioni delle intercettazioni telefoniche che con lo scandalo del calcio sono tornate all'attenzione di tutti i media. Una iniziativa che è stata addirittura condivisa dall'ex ministro Roberto Castelli e da Fabrizio Cicchitto di Forza Italia. Il Centrodestra, del resto, si era dovuto occupare della questione già lo scorso agosto, quando tutti i giornali riportarono le conversazioni telefoniche tra l'allora governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio e l'amministratore delegato della Banca Popolare italiana Giampiero Fiorani e la telefonata tra il leader della Quercia Piero Fassino e Giovanni Consorte, presidente della Unipol. L'esecutivo di Centrodestra pensò subito ad un decreto legge dall'immediata entrata in vigore, ma le perplessità del Colle convinsero il premier Silvio Berlusconi a praticare la strada del disegno di legge. In un primo momento sembrava anche che il provvedimento dovesse contenere il carcere per i giornalisti che si fossero macchiati di questo reato, ma la pena detentiva venne poi cancellata mantenendo la sospensione dalla professione e una pena pecuniaria molto pesante per l'editore che avesse pubblicato intercettazioni ambientali e telefoniche vedi lo speciale su D& G n. 35 del 1 ottobre 2005 . Il testo, però, si è arenato in commissione Affari costituzionali del Senato - mentre incassò un parere negativo da parte del Csm -, così come sono rimaste al palo le altre proposte di legge presentate da singoli parlamentari sull'argomento vedi tra gli arretrati del 10 febbraio 2006, 15 dicembre 2005, 13 e 14 ottobre 2005 . Se il ministro Mastella dovesse ripescare il testo della scorsa legislatura, troverebbe di sicuro consensi tra il Centrodestra, meno da parte del Csm e degli addetti ai lavori la riserva, comunque, dovrebbe essere sciolta a giorni, mentre oggi l'esecutivo di Centrosinistra dovrebbe incassare anche la fiducia della Camera. p.a.