I fornitori di connettività chiedono chiarezza sulle procedure tecniche

I responsabili delle maggiori organizzazioni, Aiip e Assoprovider, attendono la convocazione di un tavolo tecnico per affrontare i dettagli delle misure volte al blocco dei domini e degli indirizzi Ip che verranno loro segnalati

Dopo il Dm Gentiloni contro la pedopornografia in rete, scendono in campo gli Internet provider, che sono chiamati in prima linea nella lotta contro la diffusione delle immagini proibite. Aiip e Assoprovider, le sigle che riuniscono i principali attori della connettività italiana, assicurano la massima collaborazione ma chiedono chiarezza sulle modalità tecniche di attuazione del provvedimento firmato dal ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni. Comunicazione e sicurezza. A segnalare la presenza di foto-choc sul web sarà il Centro nazionale costituito presso il ministero dell'Interno e i provider dovranno intervenire a oscurarle . Partirà dal Viminale, insomma, la lista dei domini Internet e degli indirizzi Ip incriminati ed è sulle modalità di comunicazione fra il Centro e i singoli attori della connettività che Aiip e Assoprovider chiedono lumi Non sappiamo ancora quale procedura sarà utilizzata per la trasmissione di queste informazioni , sottolinea Paolo Nuti, vice presidente dell'Associazione italiana internet provider fondata nel 1995 e aderente a Confindustria . A quanto se ne sa dovrà essere Telecom Italia a sviluppare la tecnologia. L'importante è che sia una modalità di facile utilizzo da parte di tutte le imprese , sostiene Daniele Manini, delegato Internet e minori di Assoprovider creata nel 1999 e aderente a Confcommercio . La trasmissione delle informazioni, spiegano gli esperti, dovrà avvenire attraverso un canale sicuro e certificato , cioè con la garanzia che provenga davvero dal Centro nazionale del Viminale. Ma non sappiamo ancora se sarà un protocollo automatico o tale da richiedere l'intervento umano, eppure dobbiamo adeguarci alle nuove norme entro sessanta giorni , lamenta Nuti. Aspettiamo al più presto la convocazione del tavolo tecnico , gli fa eco Manini. Navigazione controllata . Il materiale pedopornografico da bloccare è contenuto soprattutto in siti web locati all'estero la maggior parte dell'hosting è concentrata negli Stati Uniti d'America il provvedimento ministeriale non può decretarne l'oscuramento si tratta di siti stranieri ma impone solo ai provider italiani di impedire la navigazione in quei siti. Due i livelli di intervento previsti il blocco del dominio e quello dell'indirizzo Ip. Questo presenta una criticità notevole , commenta Nuti gli operatori della categoria avrebbero preferito fermarsi al primo livello . Non esiste, spiega l'esperto, una corrispondenza biunivoca fra indirizzo Ip e sito web, per cui bloccando un indirizzo Ip si rischia di impedire la navigazione in migliaia di siti che nulla hanno a che vedere con la diffusione di materiale pedopornografico. Non bisogna dimenticare, poi, gli indirizzi Ip attribuiti dinamicamente , che oggi appartengono a un soggetto e domani a un altro Siamo tutti pronti a collaborare e confidiamo molto nel lavoro della Polizia postale , spiega Manini. E c'è chi dice che qualche problema potrebbe sorgere nel mondo del peer-to-peer, la condivisione dei file da pari a pari fra utenti della rete come avviene nel cliccatissimo E-Mule. Il ministro Gentiloni ci ha assicurato che il decreto non ha finalità censorie - racconta Nuti - ma siamo convinti che la questione dei sistemi di filtratura rappresenta davvero un campo minato . Costi e risultati. Il decreto ministeriale impone alle aziende del settore di adeguarsi sul fronte delle infrastrutture tecnologiche. È fondamentale non limitare il discorso soltanto a chi è in grado di effettuare forti investimenti , osserva Manini. L'argomento-costi non è spinoso , sostiene Nuti, convinto che alle piccole imprese sarà possibile attrezzarsi anche con un esborso nell'ordine di qualche migliaio di euro. Assoprovider, infine, approva l'idea del gruppo tecnico che si riunirà ogni sei mesi per controllare le tecnologie utilizzate e i risultati ottenuti È stata fortemente voluta dai vertici della Polizia postale - conclude Manini - e siamo soddisfatti perché sarà un momento di confronto fra autorità e operatori della connettività . d.f.