La certificazione di qualità non si può ""comprare"" con l'azienda

La documentazione acquisita da un'altra impresa entra negli atti della Pa ma bisogna specificare che non appartiene alla società acquirente

Le certificazioni di qualità di un'azienda acquisita da un'altra impresa non trovano alcun riscontro negli atti della Pa l'Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici può annotarlo nel casellario informatico a condizione, però che precisi che appartenevano alla vecchia Srl. A chiarirlo è stato il Tar Lazio con la sentenza 5753/06 depositata lo scorso 10 luglio e qui leggibile nei documenti correlati . I giudici capitolini hanno accolto il ricorso di una società contro la delibera dell'Authority con la quale si sosteneva che un'attestazione di qualità rilasciata nel 2004 era stata emessa sulla base di certificazioni che non hanno trovato alcun riscontro oggettivo in atti della Pa. Per cui il Garante aveva deciso di inserire tale accertamento nel casellario giudiziario. Tuttavia, l'autorità per la vigilanza sui lavori pubblici pur considerando che la certificazione era stata rilasciata prima della cessione del ramo d'azienda e che quindi apparteneva alla precedente Srl, aveva sì archiviato il procedimento sanzionatorio di annullamento dell'attestazione, ma aveva comunque disposto l'annotazione nel casellario informativo dell'accertamento effettuato. I magistrati di via Flaminia, però, hanno ritenuto necessario che il Garante integrasse l'annotazione effettuata nel casellario informatico precisando che le certificazioni di esecuzione dei lavori in virtù della quale era stata rilasciata alla società l'attestazione di qualità, appartenevano alla Srl che aveva ceduto il proprio ramo d'azienda. cri.cap

Tar Lazio -sezione terza - sentenza 24 maggio - 10 luglio 2006, n. 5753 Presidente Baccarini - Estensore Panzironi Ricorrente Impresa Costruzioni Generali Alaimo Srl - controricorrente Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici Fatto 1. Con ricorso notificato in data 22 e 23 novembre 2005 l'Impresa Costruzioni Generali Alaimo Srl impugna la delibera del Consiglio dell'Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici nella parte in cui si assume che l'attestazione n. 0522/49/01, rilasciatale il 13 febbraio 2004, è stata emessa sulla base di certificazioni che non hanno trovato riscontro oggettivo in atti o attestazioni di Pubbliche amministrazioni e si dispone l'inserimento del predetto accertamento nel casellario informatico. Espone, in fatto, di aver acquistato, con atto del 23 luglio 2003, il ramo d'azienda della Ecomoviter Srl operante nel settore degli appalti pubblici e di aver ottenuto, in data 13 febbraio 2004, la nuova attestazione dalla Soa Impianti Spa 522/49/01 , a mezzo della quale è stata qualificata anche in base ai requisiti posseduti dalla cedente Ecomiviter Srl, ai sensi dell'articolo 15, nono comma, Dpr 34/00. Successivamente, con atto n. 6320 del 1 agosto 2005, la ricorrente ha a sua volta ceduto il proprio ramo d'azienda relativo ai lavori pubblici con l'annessa struttura beni e risorse alla Mcn Srl. Ha quindi chiesto la cancellazione della propria attestazione, dovendosi procedere alla qualificazione del nuovo soggetto risultante dalla cessione. Senonché, nello stesso periodo l'Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici, in occasione di un controllo a campione, ha rilevato che l'attestazione che la ricorrente aveva acquisito a seguito dell'acquisto di ramo d'azienda, avvalendosi dei requisiti della Ecomoviter Srl, era stata emessa sulla base di certificazioni che non avevano trovato oggettivo riscontro in atti o attestazioni di Pubbliche amministrazioni. Peraltro, preso atto dell'intervenuta richiesta di cancellazione di detta attestazione, inoltrata dalla ricorrente a seguito della cessione del proprio ramo d'azienda, l'Autorità ha archiviato il procedimento sanzionatorio di annullamento dell'attestazione ma ha comunque disposto l'annotazione nel casellario informativo dell'accertamento effettuato. 2. Avverso la predetta disposizione la ricorrente è insorta deducendo a Violazione e falsa applicazione articoli 17 e 18 Dpr 34/2000 - Eccesso di potere per difetto di presupposto e travisamento dei fatti. L'annotazione è stata disposta ai sensi degli articoli 17, primo comma, lett. m e 27, secondo comma, lett. t , Dpr 34/2000 senza considerare che la falsità dei certificati non era imputabile alla ricorrente ma alla cedente Ecomoviter Srl. 3. Si è costituita in giudizio l'Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici per resistere al ricorso. 4. La Soa Impianti s.p.a. non si è costituita in giudizio. 5. Con ordinanza n. 559 del 26 gennaio 2006 è stata accolta l'istanza cautelare di sospensiva. 6. All'udienza del 24 maggio 2006 la causa è stata trattenuta per la decisione. Diritto 1. Come esposto in narrativa, a seguito di una verifica a campione ex articolo 14 Dpr 34/2000, l'Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici ha accertato che l'attestazione n. 0522/49/01, rilasciata all'impresa ricorrente Costruzioni Generali Alaimo Srl il 13 febbraio 2004, era stata emessa sulla base di certificazioni che non avevano trovato riscontro oggettivo in atti o attestazioni di Pubbliche amministrazioni. La stessa Autorità, preso atto che la società aveva chiesto la cancellazione della predetta attestazione per aver ceduto il relativo ramo d'azienda, ha ritenuto di non poter proseguire il procedimento sanzionatorio di annullamento dell'attestazione, che ha quindi archiviato. Ha però giudicato opportuno, in applicazione degli articoli 17, primo comma, lett. m [articolo, questo, citato solo nella parte motiva della delibera del 4 agosto 2005] e 27, secondo comma, lett. t , Dpr 34/2000 e delle determinazioni 19/2002 e 1/2005, inserire nel casellario informatico delle imprese la notizia che l'Impresa Costruzioni Generali Alaimo Srl. ha chiesto la cancellazione dell'attestazione n. 0522/49/01 del 13 febbraio 2004. La richiesta ha costituito anticipata esecuzione del procedimento di controllo dell'Autorità, che ha accertato che il rilascio dell'attestazione è avvenuto sulla base dei documenti, circa il possesso dei requisiti richiesti dal Dpr 34/2000 e s.m., che non hanno trovato riscontro oggettivo in atti o attestazioni di Pubbliche amministrazioni . Con un unico motivo la ricorrente afferma l'illegittimità di detta annotazione sul rilievo che la falsità dei certificati non è imputabile a lei ma alla cedente Ecomoviter Srl e che il possesso, da parte di quest'ultima, di un'attestazione di qualità aveva fatto insorgere il legittimo affidamento sulla pregressa verifica, da parte della Soa, della veridicità dei certificati attestanti il possesso dei requisiti della cedente, di cui la ricorrente cessionaria si è avvalsa ex articolo 15, nono comma, Dpr 34/2000. Il ricorso è fondato, seppure con le precisazioni di seguito riportate. Occorre preliminarmente precisare che ai fini del decidere non rileva, come sembra ritenere l'Amministrazione nella relazione del 15 dicembre 2005, accertare se la falsità di certificati di esecuzione lavori di un'impresa cedente, di cui l'impresa cessionaria si è servita ex articolo 15, nono comma, Dpr 34/2000 per ottenere l'attestazione, possa o no portare all'annullamento della stessa attestazione da parte dell'Autorità per i lavori pubblici. Nel caso in esame, infatti, la stessa Autorità ha archiviato il procedimento di annullamento perché la ricorrente, che a sua volta aveva ceduto il proprio ramo d'azienda, aveva chiesto la cancellazione della contestata attestazione. Ciò che rileva, invece, è verificare se è o meno corretta l'annotazione che l'Autorità ha fatto nel casellario informatico. L'Autorità, nel preambolo della delibera impugnata, ha chiarito di ritenere necessaria l'annotazione della circostanza fattuale che l'attestazione è stata emessa sulla base di certificazioni che non hanno trovato riscontro oggettivo in fatti o attestazioni di pubbliche amministrazioni nel casellario informatico delle imprese al precipuo fine di assicurare completezza e trasparenza dell'informazione. La normativa sul nuovo sistema di qualificazione delle imprese, attuato dal Dpr 34/2000, prevede, infatti, un complesso meccanismo di pubblicizzazione dei dati relativi alle imprese qualificate, con l'istituzione presso l'Osservatorio dei lavori pubblici articolo 4, comma 10, lettera c , legge 109/94 di un casellario informatico articolo 27 Dpr 34/2000 in cui vanno inseriti, appunto in via informatica, per ogni impresa qualificata, tra le altre tutte le altre notizie che, indipendentemente dall'esecuzione dei lavori, sono dall'Osservatorio ritenute utili ai fini della tenuta del casellario secondo comma, lett. t . Rileva però il Collegio che se l'Autorità ha ritenuto - nell'esercizio di un potere discrezionale sindacabile solo nel caso di manifesta illogicità - che la predetta notizia fosse di rilevanza tale da dover essere pubblicizzata ex articolo 27, secondo comma, lett. t , Dpr 34/2000, parimenti necessario è che la stessa sia fornita in modo completo, e cioè aggiungendo che i certificati non veritieri appartenevano alla cedente Ecomoviter Srl, dalla quale la soc. Costruzioni Generali Alaimo ha acquistato il relativo ramo d'azienda, circostanza quest'ultima che nella sua realtà fattuale è riconosciuta dalla stessa Autorità nella delibera impugnata. Alla ricorrente, del resto, non è attribuibile neanche un comportamento contrario all'ordinaria diligenza. Ha chiarito la stessa Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici Determinazione 5 giugno 2002 n. 11 che nel caso di acquisto di ramo d'azienda, affinché la trasmissione dei requisiti già spettanti al cedente abbia luogo, è sufficiente la sola manifestazione di volontà del cessionario di avvalersi degli stessi, e ciò in quanto la disamina della documentazione volta a verificare la sussistenza dei requisiti degli esecutori dei lavori pubblici spetta esclusivamente agli organismi di attestazione autorizzati dall'Autorità a svolgere tale attività. Da questa premessa consegue la necessità che l'Autorità integri l'annotazione effettuata nel casellario informatico con la precisazione che le certificazioni di esecuzione lavori, in virtù delle quali era stata rilasciata all' Impresa Costruzioni Generali Alaimo Srl l'attestazione n. 0522/49/01 del 13 febbraio 2004, appartenevano alla cedente Ecomoviter Srl. 2. In questi limiti il ricorso deve essere accolto. Quanto alle spese di giudizio, può disporsene l'integrale compensazione fra le parti costituite in giudizio. PQM Il Tar Lazio Sezione terza definitivamente pronunciando sul ricorso proposto, come in epigrafe, dall' Impresa Costruzioni Generali Alaimo Srl, lo accoglie nei sensi di cui in motivazione. Compensa integralmente tra le parti in causa le spese e gli onorari del giudizio. Ordina che la presente decisione sia eseguita dall'Autorità amministrativa. 3