Patente a punti: troppi assenti e il Governo ritira il decreto

Un eccesso di velocità nella fuga dall'Aula costringe alla rinuncia. Dure critiche dall'opposizione. An chiede che il provvedimento rientri integralmente nella Finanziaria con le novità già passate alla Camera

Per i più scaramantici la colpa è della data 17 , per i più realisti basta riflettere sull' urgenza di tornare a casa - nel collegio elettorale insomma - a festeggiare la devolution. Fatto sta che ieri, dopo le mirabolanti promesse della vigilia, che aveva visto il passaggio alla Camera di alleggerimenti non da poco gli automobilisti dalla restituzione dei punti, alle limitazioni agli autovelox, al foglio rosa ai diciassettenni e qualche inasprimento tipo l'età minima per le minicar, ma in vigore solo tra più di due anni , l'aria è improvvisamente cambiata. Di fronte ai banchi del centrodestra semivuoti, dopo che per quattro volte era mancato il numero legale in mattinata, il pomeriggio non si è presentato migliore a Palazzo Madama. E con l'ennesima mancanza di numero legale, verificata sulla pregiudiziale di costituzionalità presentata dai Verdi, è arrivato l'ultimo rinvio una sospensione di un'ora chiesta dal viceministro per Infrastrutture e trasporti Mario Tassone. Quindi l'annuncio ufficiale il Governo non insiste nella conversione del decreto legge con le nuove disposizioni in materia di patente a punti all'esame del Senato e provvederà ad inserire le previsioni più rilevanti in altri provvedimenti all'esame del Parlamento. Tra le motivazioni addotte ufficialmente non c'è solo l'evidenza delle assenze in Aula ma anche il parere della commissione Bilancio su alcuni articoli del decreto . Che però, a ranghi pieni, sarebbe filato via liscio visto che il decreto era in scadenza al 20 novembre e dunque non c'era più tempo per rimaneggiamenti sostanziali, tant'è che lo stesso Tassone ne aveva sollecitato l'approvazione così com'è . Di ennesima figuraccia e di scherzo ha parlato subito l'opposizione, rilevando come non ci sia in ogni caso da rallegrarsi, neppure sul fronte avverso al provvedimento, considerando che se all'istante decadono misure decisamente negative per la sicurezza tuttavia resta la preoccupazione che le stesse norme, come peraltro annunciato, rispuntino altrove. Un altrove neppure misterioso, tant'è che dalle file di An Meroi e Pezzella è arrivata immediatamente la proposta formale di salvare le misure già esaminate, comprese quindi le modifiche appena apportate da Montecitorio, inserendo il tutto in Finanziaria, ovviamente in forma di emendamento. Se ne riparlerà, vista l'incombenza del week-end, la prossima settimana.