Esami di avvocato: Tar e Consiglio di Stato prendono strade diverse

Secondo i giudici amministrativi di Palermo il solo punteggio numerico non basta per la bocciatura bisogna indicare gli errori. Ma piazza Capo di Ferro venti giorni fa ha affermato il contrario

Esami di avvocato, il punteggio numerico da solo non basta al candidato deve essere assicurato il diritto di conoscere i propri errori e le proprie lacune. A chiarirlo è stato il Tar Palermo con la sentenza 1446/06 depositata lo scorso 14 settembre e qui leggibile nei documenti correlati . I giudici palermitani hanno accolto il ricorso di un'aspirante avvocato che non si era vista ammettere agli esami orali nella sessione 2005. Del resto, il giudizio di non idoneità era stato espresso soltanto attraverso un punteggio numerico senza indicare quali erano stati gli errori e le inesattezze nelle prove scritte. Tuttavia, secondo l'orientamento dei Tar si veda in proposito la sentenza 2307/06 del Tar Veneto pubblicata sul quotidiano dello scorso 5 settembre nei concorsi per gli esami di abilitazione alla professione forense le commissioni hanno l'obbligo di motivare il voto negativo delle prove scritte. Per cui non basta dare un punteggio numerico ma è necessario spiegare gli errori. Di diverso avviso il Consiglio di Stato. In effetti, Palazzo Spada con la decisione 4687/06 pubblicata sul quotidiano dello scorso 5 settembre ha ritenuto che il punteggio numerico non ha bisogno di ulteriori spiegazioni e chiarimenti. Si tratta pur sempre, almeno secondo i giudici di piazza Capo di Ferro, di una motivazione sintetica. cri.cap

Tar Sicilia - Sezione quarta - sentenza 13-14 settembre 2006, n. 1446 Presidente ed estensore Leotta Ricorrente Morales Visto l'articolo 26 della legge 1034/71, nel testo modificato dall'articolo 9 della L. 21 luglio 2000, n. 205, in base al quale, nella Camera di consiglio fissata per l'esame dell'istanza cautelare, il Tar può decidere il ricorso con sentenza succintamente motivata, ove si ravvisi la manifesta fondatezza ovvero la manifesta irricevibilità, inammissibilità, improcedibilità o infondatezza del ricorso stesso Accertata la completezza del contraddittorio e dell'istruttoria Premesso quanto rappresentato nell'atto introduttivo del giudizio, notificato il 26 luglio 2006, depositato il 10 agosto 2006 A - Visti l'articolo 23, comma 7, l'articolo 24, comma 1, e l'articolo 17bis, comma 2, del Rd 37/1934, come novellati dal Dl 112/03, nel testo integrato dalla legge di conversione 180/03, in base ai quali, nel valutare le prove scritte dell'esame di abilitazione alla professione di avvocato, la Commissione giudicatrice assegna dei voti numerici ai singoli elaborati Visto l'articolo 3 della legge 241/90 e successive modificazioni, in base al quale Ogni provvedimento amministrativo, compresi quelli concernenti lo svolgimento dei pubblici concorsi deve essere motivato La motivazione deve indicare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione dell'amministrazione, in relazione alle risultanze dell'istruttoria . Viste le ordinanze 419/05 e 28/2006, con le quali la Corte costituzionale, nel dichiarare inammissibili le questioni di legittimità costituzionale rispettivamente dell'articolo 3 della legge 241/90 e degli articoli 23, comma 5, 24, comma 1 e 17bis, comma 2, del Rd 37/1934 e successive modificazioni in quanto volte ad ottenere l'avallo della Corte ad una certa interpretazione delle disposizioni impugnate, piuttosto che a sottoporre alla stessa un dubbio di legittimità costituzionale , ha tuttavia esplicitamente escluso che la tesi dell'inesistenza di un obbligo di motivazione per gli esami di abilitazione e in generale per i concorsi costituisca %& lt %& lt diritto vivente& gt & gt , suggerendo di fatto ai giudici remittenti di optare per una soluzione ermeneutica conforme ai principi costituzionali di cui articoli 3, 24, 97, 98 e 113 Costituzione, dei quali era stata denunciata la lesione. Visto l'articolo 11, comma 5, del D.Lgs 166/06 che, nel disciplinare le modalità di correzione delle prove scritte del concorso notarile, prescrive testualmente Il giudizio di non idoneità è motivato. Nel giudizio di idoneità il punteggio vale motivazione . Visto altresì l'articolo 12, comma 5, dello stesso D.Lgs che, nel disciplinare le modalità di svolgimento delle prove orali del concorso notarile, così dispone La mancata approvazione è motivata. Nel caso di valutazione positiva il punteggio vale motivazione . Rilevato che le due norme da ultimo riportate, ancorché riferite al concorso di notaio, debbono essere considerate come espressione del principio di trasparenza dell'attività della pubblica amministrazione, sancito, a livello normativo, dall'articolo 3 della Legge n. 241/1990 e, ancora prima, dall'articolo 97, comma 1, Costituzione, la cui valenza dev'essere estesa a qualsiasi procedimento concorsuale. Ritenuto, alla luce di tale recentissimo intervento del Legislatore e delle puntualizzazioni della Corte costituzionale prima richiamate, di poter superare l'orientamento della giurisprudenza prevalente Cfr. ex multis, CdS, Sezione quarta, 367/01 Sezione sesta, 1786/02 67/2003 Sezione quinta, 7564/03 Sezione quarta, 4165/05 7136/05 la quale, mossa dalla preoccupazione di garantire la speditezza e l'economicità dell'azione amministrativa, ha sempre affermato che, anche dopo l'entrata in vigore della legge 241/90, nelle procedure concorsuali l'attribuzione del punteggio numerico soddisfa l'obbligo della motivazione. Rilevato che la giurisprudenza citata, alla quale questa Sezione nel passato ha aderito Cfr. Tar Catania, Sezione quarta, 1379/05 , ha tuttavia omesso di considerare che la valutazione di una prova ha natura composita, in quanto essa - costituisce l'espressione di un giudizio tecnico - discrezionale, che si esaurisce nell'ambito del procedimento concorsuale, allorché tale giudizio è positivo, di modo che essa può essere resa con un semplice voto numerico - rappresenta al tempo stesso, oltre che un giudizio, un provvedimento amministrativo che conclude il procedimento concorsuale, tutte le volte in cui alle prove di un candidato venga attribuito un punteggio insufficiente, donde la necessità, in tale ipotesi, che all'assegnazione del voto faccia seguito l'espressione di un giudizio di non idoneità, con il quale vengano esplicitate le ragioni della valutazione negativa, conformemente al disposto di cui all'articolo 3 della legge 241/90, ove questo venga interpretato - conformemente all'orientamento prevalente - nel senso che la motivazione è necessaria solo per gli atti aventi contenuto provvedimentale. Rilevato che la soluzione prospettata è coerente con le ripetute affermazioni giurisprudenziali secondo cui Cfr. Tar Toscana, Sezione seconda, 5557/05 , in tema di prove scritte concorsuali, al candidato deve essere assicurato il diritto di conoscere gli errori, le inesattezze o le lacune in cui ritiene che la commissione sia incorsa, sì da potere valutare la possibilità di un ricorso giurisdizionale e che, conseguentemente, il rispetto dei principi anzidetti impone che alla valutazione sintetica di semplice %& lt %& lt non inidoneità& gt & gt si accompagnino quanto meno ulteriori elementi sulla scorta dei quali sia consentito ricostruire ab externo la motivazione del giudizio valutativo tra questi, in specie, in uno alla formulazione dettagliata e puntuale dei criteri di valutazione fissati preliminarmente dalla commissione, elementi e dati che consentano di individuare gli aspetti della prova non valutati positivamente dalla commissione cfr., per tutte, CdS, Sezione sesta, 974/04 . Rilevato altresì che, nei casi di valutazione negativa, ove sussista l'obbligo della motivazione, la competente Commissione è costretta ad un più attento esame degli elaborati, al fine di giustificare in maniera adeguata e puntuale il proprio operato, suscettibile di essere sottoposto al vaglio dell'Autorità giurisdizionale, il che sicuramente rafforza l'osservanza del principio di buon andamento di cui all'articolo 97 Costituzione. Ritenuto, per le ragioni che precedono, modificando l'orientamento giurisprudenziale sin qui seguito, di annullare l'impugnato verbale del 18 maggio 2006, redatto dai componenti la Sottocommissione per gli esami di Avvocato di L'Aquila, incaricata della correzione degli elaborati scritti, limitatamente alla correzione degli elaborati della ricorrente, ed il conseguenziale provvedimento implicito di non idoneità alla prova orale, emesso dalla Sottocommissione per l'esame di Avvocato presso la Corte di Appello di Catania in data 17 giugno 2006, sussistendo la denunciata violazione dell'articolo 3 della legge 241/90. Ritenuto, per il resto, di assorbire le ulteriori censure. B - Ritenuto che dalla superiore pronuncia deriva l'obbligo per l'Amministrazione di valutare ex novo gli elaborati scritti della ricorrente, conformandosi ai principi di diritto enucleati dal Collegio, e che tale valutazione dovrà essere effettuata dalla Sottocommissione per gli esami di Avvocato di L'Aquila, con l'osservanza di ogni modalità utile a garantire l'anonimato degli elaborati, e, in ogni caso, con una composizione diversa rispetto a quella della Sottocommissione che ha effettuato la prima valutazione Cfr. CdS, Sezione quarta, 6250/98 Tar Veneto, Sezione prima, 62/2004 Sezione quinta, 4407/05 Tar Napoli, Sezione seconda, 764/06 . Ritenuto che il Presidente della Sottocommissione per gli esami di avvocato di Catania dovrà pertanto trasmettere gli elaborati scritti della ricorrente alla Sottocommissione per gli esami di Avvocato di L'Aquila, affinché questa compia le valutazioni di competenza, entro il termine di trenta giorni dalla ricezione dei predetti elaborati. Ritenuto di compensare integralmente tra le parti le spese e gli onorari del giudizio. PQM Il Tar per la Sicilia, Sezione Staccata di Catania, Sezione quarta, accoglie il ricorso in epigrafe e, per l'effetto, annulla gli atti impugnati, nei modi di cui in motivazione e con le prescrizioni ivi indicate. Spese compensate. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità amministrativa. Manda alla Segreteria di trasmettere copia della presente decisione alle parti, anche a mezzo fax. 3