Autostrade, spetta al gestore la rimozione dei veicoli ""pericolosi""

Incidentate o abbandonate, le vetture devono essere comunque portate via tempestivamente per garantire la massima sicurezza. Solo in seguito la società potrà rivalersi sui proprietari degli automezzi

È il gestore che deve occuparsi, almeno nella fase iniziale, della rimozione dei veicoli incidentati o abbandonati in autostrada. Solo successivamente, infatti, la società di gestione della rete autostradale potrà rivalersi sui proprietari dei mezzi. Lo ha chiarito la Cassazione nella sentenza 13762/06 con la quale ha dato ragione al giudice di pace di Monza confermando un suo verdetto del 2002, che condannava Autostrade Spa al pagamento delle spese di custodia e di rimozione di un veicolo incidentato abbandonato in un tratto autostradale di sua competenza. La vicenda nasce dalla citazione di una società di autotrasporti, incaricata dalla polizia stradale di liberare l'autostrada per garantire la sicurezza della circolazione compromessa dal veicolo incidentato. L'azienda chiedeva il rimborso dei costi di rimozione e custodia del mezzo. Il giudice di pace, decidendo secondo equità, ha accolto la domanda e condannato Autostrade Spa al pagamento di euro 652,49 più le spese processuali. Contro questa decisione la società di gestione della rete autostradale ha presentato ricorso per cassazione sostenendo, tra l'altro, che la concessione di un servizio pubblico non comporta anche la concessione della funzione pubblica di polizia, e dunque i costi dell'abbandono devono far capo ai proprietari e non all'ente di gestione . Ma con il verdetto 137627/06 - depositato il 14 giugno e qui leggibile tra gli allegati - la terza sezione civile di piazza Cavour ha respinto il ricorso confermando la sentenza del giudice di pace e sottolineando che l'ente risponde per fatto proprio, dovendo provvedere alla agibilità della sede stradale in condizioni di massima sicurezza . Autostrade Spa, aggiunge infatti la Suprema corte, ha l'obbligo di garantire la sicurezza del proprio tratto autostradale e di provvedere al servizio di rimozione . Successivamente, però, il gestore può rivalersi sul proprietario del veicolo.

Cassazione - Sezione terza civile - sentenza 13 aprile-14 giugno 2006, n. 13762 Presidente Preden - Relatore Petti Ricorrente Autostrade concessioni e costruzioni autostrade spa - controricorrente Elettrogarage snc Svolgimento del processo Con citazione del 10 dicembre 2001 la società Elettrogarage ha convenuto, dinanzi al giudice di pace di Monza, la società Autostrade spa e ne ha chiesto la condanna al pagamento della somma di 1.035.264 oltre interessi e rivalutazione, con la vittoria delle spese di lite. Tale somma era richiesta per la prestazione di rimozione e custodia dì un veicolo incidentato, su richiesta della Polizia stradale. La convenuta si costituiva deducendo il proprio difetto di legittimazione e contestava il fondamento della pretesa. Il giudice di pace, con sentenza del 17 luglio 2002, decidendo secondo equità, accoglieva la domanda e condannava la convenuta al pagamento di Euro 652,94 oltre interessi legali dalla domanda al saldo ed alla rifusione delle spese processuali. Contro la decisione ricorre la Autostrade Concessioni e Costruzioni Autostrade spa deducendo sei motivi di censura, illustrati da una memoria. Resiste la controparte con controricorso. Motivi della decisione Il ricorso non merita accoglimento in ordine ai motivi dedotti, peraltro esposti senza seguire un ordine logico di priorità, che invece verrà ripristinato. I sei motivi, secondo l'ordine dato dal ricorrente, possono cosi riassumersi 1. nel primo motivo si deduce la omessa pronuncia sulla legittimazione attiva, con violazione delle norme di cui agli articoli 112 e 132 Cpc, sul rilievo che la richiesta doveva essere preceduta dalla notifica al proprietario dell'autoveicolo, debitore principale 2. nel secondo motivo si deduce la omessa pronuncia su punto decisivo ed il relativo vizio di motivazione, sul rilievo che ai sensi dell'articolo 3 del Dm 460/99, di natura regolamentare, l'obbligo dell'ente concessionario del tratto di strada su cui si trova il veicolo rimosso è collegato alla presunzione di abbandono del veicolo rimosso e non ha alcun collegamento con la concessione con la quale la società concessionaria è titolare 3. nel terzo motivo si deduce la omessa e contraddittoria motivazione in ordine al punto decisivo relativo al debito richiesto, posto che il giudice di pace non considera una convenzione Anas autostrade che disciplina i diritti ed i doveri scaturenti dalla concessione assentita del 4 agosto 1987 4.nel quarto motivo di deduce la violazione dell'articolo 23 della Costituzione sul rilievo che il giudice di pace avrebbe creato con la decisione equitativa una imposizione dì una prestazione patrimoniale che deve trovare necessariamente la fonte nella legge 5 .nel quinto motivo si deduce la violazione del principio generale che regola la concessione di un pubblico servizio, ed i rapporti tra concedente e concessionario della gestione autostradale si cita la legge 729/61 e la convenzione Anas 4 agosto 1987 . La tesi è che la concessione di un servizio pubblico non comporta la concessione della funzione pubblica di polizia e dunque i costi dell'abbandono devono far capo ai proprietari e non all'ente concessionario 6.nel sesto motivo si deduce la violazione dei principi generali sulla responsabilità oggettiva,con riferimento alla norma generale sull'illecito o sul neminem laedere articolo 2043 Cc . Riordinando i motivi secondo l'ordine logico delle questioni, occorre considerare preliminarmente e unitamente il primo e il quinto motivo, che conducono alla imputazione soggettiva ed alla legittimazione dell'ente convenuto, con asserita violazione di principi generali, per poi esaminare il quarto motivo, che pone una questione di costituzionalità per violazione dell' articolo 23 della Costituzione. Il primo motivo, come formulato, postula la chiamata in lite di un condebitore, il proprietario del mezzo incidentato, di cui la polizia stradale esige la immediata rimozione, che viene eseguita dalla ditta creditrice. Il giudice di pace ha pronunciato sulla legittimazione attiva dell'ente concessionario, che ha l'obbligo di assicurare la sicurezza del proprio tratto autostradale gestito, e di provvedere al servizio di rimozione. La ditta che ha operato la rimozione ha agito nell'interesse della concessionaria, e dunque poteva, secondo il giudice di equità, richiedere il pagamento della prestazione alla medesima anzicchè al proprietario del veicolo. Non risulta dunque violato alcun principio generale inerente alla solidarietà ed il soggetto debitore è stato esattamente individuato. Vedrà la concessionaria di rivalersi nei confronti del proprietario. L'interesse primario posto a fondo della decisione sulla legittimazione passiva è che le condizioni di sicurezza debbano essere immediatamente garantite, e tali condizioni non attengono esclusivamente all'intervento della polizia stradale, che non dispone di attrezzature di rimozione, ma alla funzione propria dell'ente concessionario di un pubblico servizio, che peraltro è a pagamento. Il quinto motivo sostiene che sono violati i principi che regolano i rapporti tra concedente e concessionario, per dedurre che non comportando la concessione anche poteri di ordine pubblico o di polizia, il debito si forma in capo al proprietario del veicolo, posto che l'ente non può adottare misure atte a prevenire il fenomeno dei veicoli abbandonati. L'argomento è che la concessione non prevede espressamente la previsione di tale obbligo in capo al concessionario. Ma se questo è l'argomento centrale, esso non attiene ad un principio generale che regola materia delle concessioni e che è espressamente previsto da una legge, ma ad una clausola che non è stata posta nell'atto di concessione, che non è stato riprodotto in esteso, onde difetta anche la autosufficienza. Neppure si comprende la tesi, adombrata nel motivo, secondo cui la società risponderebbe del fatto di terzi , per la ragione che il giudice di pace cfr 4 e 5 della sentenza manoscritta ha adeguatamente motivato che l'ente risponde per fatto proprio, dovendo provvedere alla agibilità della sede stradale ed in condizioni di massima sicurezza ed interpreta correttamente in tal senso il citato Dm 22 ottobre 1999 articolo 3, che è norma regolamentare, attuativa della legge. Dalla considerazione unitaria del primo e del quinto motivo emerge che nessuna violazione di principi regolatori della materia si è verificata cfr. Cassazione 382/05 , posto che l'obbligo della prestazione discende direttamente dalla concessione come servizio pubblico e dalle relative garanzie di sicurezza e di agibilità della sede autostradale che devono essere sempre e prontamente se non immediatamente garantite . Il giudice di pace, ponendo la regola equitativa, ha dunque fatto buon uso del principio informatore cfr.Corte Costituzionale, sentenza 206/04 inerente alla sicurezza assoluta del traffico autostradale, che attiene al bene della incolumità delle persone, che è costituzionalmente garantito, sia al livello collettivo che come bene della salute cfr. articoli .2,3,32 Costituzione .tra di loro correlati . Inoltre il principio regolatore della materia si desume dal primo comma dell'articolo 1 del D.Lgs 285/92, che pone la sicurezza delle persone, nella circolazione stradale, come finalità primaria di ordine sociale ed economica perseguita dallo Stato e dunque anche dai concessionari autostradali. Risulta pertanto privo di rilevanza ed infondato il motivo relativo alla violazione dei principi costituzionali di cui all'articolo 23 della Costituzione, ed in vero la decisione equitativa non crea una nuova norma in luogo della legge, ma pone una regola equitativa in relazione ad una posizione di obbligo giuridico che produce effetti giuridici anche verso chi si attiva, su incarico della polizia stradale, a rimuovere l'ostacolo costituito dal veicolo incidentato o abbandonato. Vedrà l'ente concessionario se sia più conveniente predisporre un proprio servizio di rimozione. Cosi esaminati i primi tre motivi, logicamente pregiudiziali, vengono ora in considerazione il secondo, il terzo, ed il sesto, che risultano inammissibili e infondati. Nel secondo motivo si sostiene la omessa pronuncia su un punto decisivo, posto che il creditore non ha dimostrato lo stato di abbandono del veicolo. Sul punto la pronuncia non è omessa, ma esplicita, posto che il giudice di pace, ha considerato il fatto certo della rimozione in data 2 marzo 2001 su richiesta della polizia di Stato e per ragioni di sicurezza. L'onere della esistenza della prestazione da cui deriva il credito è stato assolto. Nel terzo motivo si sostiene che la società concessionaria non è tenuta a sostenere i costi di demolizione e recupero dei veicoli abbandonati. Il motivo è del tutto generico e non decisivo, ed è come tale inammissibile, essendo dedotto come vizio della motivazione su punto decisivo. Infatti il credito attiene, come precisa il giudice di pace, alle spese relative alla rimozione ff 4 della motivazione . Nel sesto motivo si deduce la violazione dei principi generali che disciplinano i casi di responsabilità oggettiva, ma con riferimento all'articolo 2043 e ss Cc. Il motivo è inammissibile per difetto di specificità ed è anche infondato. Ed in vero il giudice di pace considera la responsabilità dell'ente di natura obbligatoria sulla base della posizione soggettiva della titolarità della concessione e dei relativi obblighi non si tratta di responsabilità oggettiva da illecito, ma di responsabilità soggettiva da concessione. Al rigetto del ricorso segue la condanna della ricorrente alla rifusione delle spese ed onorari di questo giudizio di cassazione, in favore della parte resistente, liquidate come in dispositivo. PQM Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente Autostrade concessioni e costruzioni autostrade Spa, in favore del resistente Elettro garage snc di Radaelli Erminio e & , alla r fusione di spese ed onorari di questo giudizio di cassazione, che liquida in Euro 700, di cui euro 600 per onorari, oltre accessori e spese generali come per legge.