Iter notificatorio un po’ confusionario: la prima cosa da reperire è la giusta procedura

Il giudice di merito si è dilungato nell’illustrare l’ iter notificatorio negativo dell’atto di precetto nel diverso procedimento civile richiamato nella contestazione del reato di mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice. Ma è tutto da rifare.

Secondo la Corte di Cassazione, infatti, la notifica al ricorrente dell’estratto contumaciale della sentenza deve essere eseguito secondo il rito previsto per gli imputati irreperibili sent. n. 4066/2013 depositata il 25 gennaio . La fattispecie. Il legale rappresentante di una società cooperativa a responsabilità limitata propone ricorso per cassazione avverso l’ordinanza con cui il Tribunale di Firenze, in funzione del giudice dell’esecuzione, aveva respinto la domanda del ricorrente tendente all’accertamento della non esecutività della sentenza di condanna emessa a suo carico per il delitto di mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice. Le nuove ricerche sono state effettuate? La Cassazione osserva che l’ordinanza impugnata omette totalmente di riferire sugli accertamenti compiuti nell’ambito del processo penale, dopo la pronuncia della sentenza di condanna nei confronti dell’imputato irreperibile. In particolare, aggiunge la Corte, manca ogni riferimento alle nuove ricerche che, a norma dell’art. 160, commi 2 e 4 c.p.p. efficacia del decreto di irreperibilità , avrebbero dovuto seguire la pubblicazione della sentenza e precedere il decreto di irreperibilità per legittimare la notificazione all’imputato dell’estratto contumaciale della decisione. Sovrapposizione di procedimenti distinti. Il giudice di merito, invece, si è dilungato nell’illustrare l’ iter notificatorio negativo dell’atto di precetto nel diverso procedimento civile richiamato nella contestazione del reato di mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice art. 388 c.p. , sovrapponendo così indebitamente i due procedimenti senza tenere distinti forme e tempi di ricerche . Tutto ad rifare dunque per il Tribunale di Firenze che dovrà uniformarsi alle disposizioni del codice di procedura penale artt. 159 e 160 c.p.p. , notificando al ricorrente l’estratto contumaciale della sentenza secondo il rito previsto per gli imputati irreperibili.

Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza 17 ottobre 2012 25 gennaio 2013, n. 4066 Presidente Siotto Relatore Mazzei Ritenuto in fatto 1. Con l'ordinanza in epigrafe indicata il Tribunale di Firenze, in funzione di giudice dell'esecuzione, ha respinto la domanda proposta da T.V.S. , tendente all'accertamento della non esecutività della sentenza di condanna emessa a suo carico dallo stesso Tribunale in data 8 luglio 2010 per il delitto di mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice. A ragione della decisione il Tribunale ha addotto che l'irreperibilità del T. , dichiarata con decreto del 31 ottobre 2008, sulla base della quale era avvenuta anche la notificazione dell'estratto contumaciale della sentenza al difensore di ufficio, era emersa dalla stessa decisione di condanna per il delitto previsto dall'art. 388 cod. pen., secondo la quale il T. , nella veste di legale rappresentante della Edil Prima Casa società cooperativa a responsabilità limitata , allo scopo di sottrarsi all'adempimento degli obblighi derivanti dalla sentenza del giudice civile, in data 14 dicembre 2007, si sarebbe reso fraudolentemente irreperibile, in tal modo impedendo il tempestivo perfezionamento della procedura, prodromica all'esecuzione, di notificazione dell'atto di precetto. 2. Avverso la predetta ordinanza ha proposto ricorso per cassazione il T. tramite il difensore di fiducia, il quale deduce, con un unico motivo, la contraddittorietà e l'illogicità della motivazione emergente dal testo della stessa ordinanza impugnata con riguardo all'art. 670 cod. proc. pen Il Tribunale, infatti, investito della denuncia di non esecutività della sentenza di condanna, da un lato, avrebbe riconosciuto la necessità di valutare anche nel merito l'osservanza delle garanzie previste nel caso di irreperibilità del condannato, e, dall'altro, disattendendo tale assunto, avrebbe fondato la legittimità della notificazione, secondo il rito previsto per l'imputato irreperibile, sulla sola non riuscita notificazione dell'atto di precetto nel procedimento civile di esecuzione, rivelatrice, secondo la testuale espressione del decidente, di uno stato di cronica e deliberata irreperibilità del T. per sottrarsi agli obblighi verso il creditore, tale C.A. , gravanti sulla società Edil Prima Casa , rappresentata dallo stesso ricorrente. Il Tribunale, inoltre, pur richiamando la circostanza che il T. , il omissis , fu sorpreso dai Carabinieri mentre si trovava in omissis , presso la sede dell’Unione Nazionale Cooperative Italiane UNCI , dove dichiarò di aver trasferito gli uffici della Edil Prima Casa , avrebbe contraddittoriamente confermato la sua irreperibilità. 3. Il Pubblico ministero presso questa Corte, ritenendo fondato il ricorso in relazione agli artt. 159 e 670 cod. proc. pen., ha concluso per l'annullamento dell'ordinanza impugnata con rinvio allo stesso Tribunale di Firenze per nuovo esame. Considerato in diritto 1. Il ricorso è fondato. Premesso che l'art. 670, comma 1, cod. proc. pen., nel demandare, fra l'altro, al giudice dell'esecuzione il compito di valutare anche nel merito, l'osservanza delle garanzie previste nel caso di irreperibilità del condannato , intende riferirsi soltanto alle eventuali irregolarità riguardanti la dichiarazione di irreperibilità emessa dopo la pronuncia della sentenza e quindi potenzialmente idonee ad impedire il passaggio in giudicato della medesima, con esclusione, pertanto, di altre irregolarità concernenti l'irreperibilità dichiarata nel corso del procedimento di cognizione Sez. 1, n. 5003 del 14/07/1999, dep. 27/09/1999, Egger, Rv. 214211 n. 37979 del 10/06/2004 Rv. 229580 n. 8776 del 28/01/2008, Rv. 239509 n. 4554 del 26/11/2008 Rv. 242791 , nel caso in esame l'ordinanza impugnata omette totalmente di riferire sugli accertamenti compiuti nell'ambito del procedimento penale, dopo la pronuncia, in data 8 luglio 2010, della sentenza di condanna nei confronti dell'imputato irreperibile, e, in particolare, manca ogni riferimento alle nuove ricerche che, a norma dell'art. 160, commi 2 e 4, cod. proc. pen., avrebbero dovuto seguire la pubblicazione della sentenza e precedere il decreto di irreperibilità per legittimare la notificazione al T. dell'estratto contumaciale della decisione secondo il rito previsto dall'art. 159 cod. proc. pen Il Tribunale, invece, si dilunga nell'illustrare l'iter notificatorio negativo dell'atto di precetto nel diverso procedimento civile richiamato nella contestazione del reato di cui all'art. 388 cod. pen., oggetto di condanna, ivi incluso l'accertamento dei Carabinieri del 27 marzo 2008 attestante la presenza del T. in , per dedurne la legittimità del decreto di irreperibilità, emesso il 31 ottobre 2008 nel procedimento penale, sovrapponendo così indebitamente i due procedimenti senza tenere distinti forme e tempi di ricerche del T. nell'uno e nell'altro, secondo le discipline loro proprie, implicanti, nel processo penale, nuove ricerche dell'imputato in tutti i luoghi Indicati nell'art. 159, comma 1, cod. proc. pen., e la necessaria rinnovazione di esse ad ogni passaggio processuale e, quindi, anche dopo la pronuncia della condanna e prima della notificazione dell'estratto contumaciale della relativa sentenza, a norma dell'art. 160, commi 2 e 4, cod. proc. pen 2. Segue l'annullamento dell'ordinanza impugnata e il rinvio per nuovo esame al Tribunale di Firenze, il quale si uniformerà alla presente decisione verificando la puntuale osservanza, dopo la pronuncia di condanna, delle disposizioni di cui agli artt. 159 e 160 cod. proc. pen., legittimanti la notificazione al T. dell'estratto contumaciale della sentenza secondo il rito previsto per gli imputati irreperibili. P.Q.M. Annulla l'ordinanza impugnata e rinvia per nuovo esame al Tribunale di Firenze.