L'esaurimento comunitario del diritto di distribuzione

di Laura Chimienti

di Laura Chimienti E' stato affrontato dalla Corte di Giustizia delle Comunità europee il problema dell'esaurimento comunitario del diritto di distribuzione di supporti che contengono opere dell'ingegno od altri materiali tutelati dalla CE nell'ambito del diritto connesso al diritto d'autore con la sentenza qui leggibile tra i documenti correlati . La disciplina comunitaria dell'esaurimento del diritto di distribuzione, relativamente alle opere dell'ingegno, è contenuta nella Direttiva 2001/29/CE e estende i propri effetti territoriali, sulla base dell'accordo sullo Spazio economico europeo 2 maggio 1992 GU 1994, L 1, pag. 3 in prosieguo l' accordo SEE all'interno Spazio Economico Europeo SEE venticinque Stati membri più Islanda, Liechtenstein e Norvegia. La questione sulla legittimità della previsione in materia di esaurimento contenuta nella Direttiva 2001/29/CE è stata sollevata da una società a responsabilità limitata danese, la LaserdisKen, che sino al 2002 ha importato anche da paesi al di fuori della SEE prodotti Dvd, contenenti opere filmiche, anche in edizioni speciali non disponibili in Europa, quali edizioni originali americane, e le ha vendute direttamente, nei suoi tre negozi ubicati in Danimarca, ad acquirenti individuali. Tale società, successivamente al recepimento danese della direttiva sulla società dell'informazione 2001/29/CE - che intervie in materia di importazioni parallele, come nel caso in questione, di registrazioni non commercializzate nella Comunità, con il consenso o direttamente dai titolari di diritti d'autore ma sulle quali opera anche l'esclusiva sui marchi ed i diritti connessi - ha visto diminuire sensibilmente la propria attività e conseguentemente ha ritenuto di adire la Corte d'appello della regione orientale danese, l' stre Landsret. L'azione è stata proposta conto il Ministero della cultura danese, competente in materia di legislazione di diritto d'autore, ed era diretta ad ottenere la dichiarazione di inapplicabilità dell'articolo 19 della legge sul diritto d'autore della Danimarca, così come modificato nell'ambito della trasposizione dell'articolo 4, n. 2, della direttiva 2001/29. Tale pronuncia veniva richiesta al fine di poter mantenere inalterata la propria attività commerciale, fortemente penalizzata, secondo la Laserdisken, dalle nuove disposizioni del articolo 19, che pregiudicano sensibilmente il comparto relativo alle importazioni e vendite di Dvd, legalmente messi in commercio al di fuori del SEE. Viene quindi invocato a tal fine il mantenimento della precedente disciplina danese, che ai sensi della anteriore versione dell'articolo 19, anteriore alla riforma, prevedeva l'esaurimento internazionale anche del diritto di distribuzione di Dvd. Il tutto motivato dal fatto che la direttiva 2001/29 sarebbe invalida perché mancherebbe il fondamento normativo adeguato per la sua adozione, ai sensi degli articoli 47, par. 2, 55 e 95 del Trattato che istituisce la Comunità Europea. Inoltre la Laserdisken ha anche eccepito che il punto 2 dell'articolo 4 della direttiva 2001/29, che disciplina appunto l'esaurimento del diritto a livello comunitario che viola gli articoli 151 e 153 del Trattato, per quanto riguarda l'attuazione della politica della concorrenza e con riferimento al principio di proporzionalità tale violazione opera nell'ambito della lotta alla pirateria e, più in generale, nell'ambito della realizzazione del mercato interno oltre a violare anche la libertà d'espressione, il principio di uguaglianza nonché le disposizioni del trattato relative alla politica culturale e a alla politica dell'educazione degli Stati membri . La Corte danese, poiché il ministero della Cultura ha contestato nel loro complesso i motivi su cui si fonda l'azione giudiziaria della Laserdisken, ha deciso di sospendere il procedimento nazionale e di adire la Corte di Giustizia per proporre questioni pregiudiziali sulla possibilità di mantenere, nelle legislazioni nazionali l'istituto dell'esaurimento internazionale, in vigenza della direttiva 29 e della previsione contenuta nel suo articolo 4.2. È stato anche chiesto se l' articolo 4.2 della direttiva fosse invalido. Relativamente a tutte e due le questioni pregiudiziali la Corte si è espressa in senso negativo. Pertanto l'importazione da paesi fuori della SEE di prodotti riproducenti opere dell'ingegno, ma anche materiali tutelati dal diritto connesso, quali interpretazioni ed esecuzioni artistiche o adattamenti e registrazioni fonografiche, sono soggetti all'autorizzazione dei titolari dei diritti. Pertanto rimane pienamente operante l'attuale disciplina sull'esaurimento del diritto di distribuzione, che origina da due differenti fonti comunitarie la direttiva 2001/29 e la direttiva 92/100. La Direttiva 2001/29/CE regolamenta all'articolo 4 il diritto di distribuzione di spettanza degli autori. Quello posto a tutela dei titolari di diritto connesso era stato già disciplinato, quasi dieci anni prima dalla Direttiva 92/100/CEE. Gli autori hanno il diritto di autorizzare o vietare qualsiasi forma di distribuzione al pubblico dell'originale e delle copie delle loro opere attraverso la vendita o in altro modo. La norma, riferendo l'atto distribuzione solo a quello diretto al pubblico, sembra escludere che possano rientrare nell'esclusiva i passaggi intermedi fra la produzione delle copie o supporti e la messa a disposizione del pubblico. In particolare, vi sono casi in cui il diritto di distribuzione, pur in presenza dell'esistenza di copie materiali di opere, si ritiene non sia esercitabile, come è nel caso della cessione di una copia di servizio, la copia positiva del film, che in quanto destinata alla successiva proiezione pubblica non gode della esclusiva e né tanto meno, di conseguenza può dar luogo all'esaurimento del diritto di distribuzione della copia medesima, non essendo, nella fase distributiva del film, la destinazione della detta copia quella del pubblico ma quella degli operatori del settore. L'altra direttiva, la 92/100/CEE, all'articolo 9, disciplina il diritto esclusivo di distribuzione degli artisti interpreti ed esecutori e degli organismi di radiodiffusione, rispettivamente sulle fissazioni delle prestazioni e sulle fissazioni delle emissioni per i produttori fonografici l'esclusiva ha ad oggetto i fonogrammi e per i produttori di opere cinematografiche, audiovisive, o sequenze di immagini in movimento il diritto tutela le prime fissazioni, originali e copie delle pellicole. Il contenuto dell'esclusiva è costituito dalla messa a disposizione del pubblico delle realizzazioni e, sottolinea anche la relativa disposizione comunitaria, di copie che possono essere commercializzate ovvero poste in circolazione a pagamento. Il diritto viene esercitato dal titolare originario o dal titolare derivato al quale è stato trasferito, ovvero dal licenziatario, che sulla base di licenze contrattuali lo ha in uso. L'esclusiva sulle realizzazioni, quindi su ciascuna copia di esse e limitatamente alla copia medesima, si esaurisce con la prima vendita nella SEE, anche se, per esempio, nel paese di origine la realizzazione non è stata commercializzata e tale principio si estende anche all'esaurimento nel dda. L'esaurimento comunitario del diritto di distribuzione, quando ricorrono le due condizioni essenziali, il consenso del titolare del diritto alla messa in commercio e la effettiva commercializzazione nella Comunità, ha la finalità di garantire l'assenza di distorsioni della concorrenza nel mercato interno non a livello internazionale , liberalizzando la circolazione dei prodotti che contengono beni tutelati dalla proprietà intellettuale. La disciplina in questione è inoltre perfettamente allineata con l'articolo 6 del Trattato WIPO sul diritto d'autore del 1996 approvato ma non ancora adottato dalla UE , che tratta anch'esso della disciplina del diritto di distribuzione e del suo esaurimento. Il mancato esaurimento del diritto sulla copia illegale, invece costituisce un mezzo utile a contrastare la pirateria. Al di là della questione giudiziaria, sulla possibilità di addivenire ad una differente disciplina dell'esaurimento del diritto di distribuzione a livello internazionale, cosa voluta e sostenuta, in sede non adeguata dalla Laserdisken, è possibile una attenta valutazione degli scenari che si verrebbero a prefigurare e dell'incidenza della concorrenza internazionale sul mercato SEE.

Corte di giustizia europea - Grande sezione - sentenza 12 settembre 2006 Presidente Skouris - Relatore Arestis Causa C-479/04 Direttiva 2001/29/CE - Armonizzazione di taluni aspetti del diritto d'autore e dei diritti connessi nella società dell'informazione - Articolo 4 - Diritto di distribuzione - Regola di esaurimento - Fondamento normativo - Accordi internazionali - Politica della concorrenza - Principio di proporzionalità - Libertà d'espressione -Principio di uguaglianza - Articoli 151 CE e 153 CE Ricorrente Laserdisken ApS - controricorrente Kulturministeriet, 1. La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull'interpretazione e sulla validità dell'articolo 4, n. 2, della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 22 maggio 2001, 2001/29/CE, sull'armonizzazione di taluni aspetti del diritto d'autore e dei diritti connessi nella società dell'informazione GU L 167, pag. 10 in prosieguo la direttiva o la direttiva 2001/29 . 2. Questa domanda è stata presentata nell'ambito di una controversia tra la Laserdisken ApS in prosieguo la Laserdisken ed il Kulturministeriet Ministero della cultura relativa all'applicabilità dell'articolo 19 della legge danese sul diritto d'autore ophavsretslov , come modificata dalla legge 17 dicembre 2002 n. 1051 lov n. 1051, om ndring af ophavsretsloven , all'importazione e alla vendita, in Danimarca, di DVD messi in commercio legalmente fuori dallo Spazio economico europeo SEE . Contesto normativo 3. La direttiva 2001/29 è stata adottata sulla base degli articoli 47, n. 2, CE, 55 CE e 95 CE. L'articolo 1 della medesima, intitolata Campo d'applicazione prevede al suo n. 1 che [questa]direttiva riguarda la tutela giuridica del diritto d'autore e dei diritti connessi nell'ambito del mercato interno, con particolare riferimento alla società dell'informazione . 4. Con il titolo Diritti ed eccezioni il Capo II della direttiva raggruppa gli articoli 2-8. L'articolo 2 disciplina il diritto di riproduzione, l'articolo 3 il diritto di comunicazione di opere al pubblico, compreso il diritto di mettere a disposizione del pubblico altri materiali protetti, l'articolo 4 il diritto di distribuzione e l'articolo 5 eccezioni e limitazioni alle regole stabilite dai tre articoli precedenti. 5. L'articolo 4 della direttiva è formulato come segue 1. Gli Stati membri riconoscono agli autori il diritto esclusivo di autorizzare o vietare qualsiasi forma di distribuzione al pubblico dell'originale delle loro opere o di loro copie, attraverso la vendita o in altro modo. 2. Il diritto di distribuzione dell'originale o di copie dell'opera non si esaurisce nella Comunità, tranne nel caso in cui la prima vendita o il primo altro trasferimento di proprietà nella Comunità di detto oggetto sia effettuata dal titolare del diritto o con il suo consenso . 6. L'articolo 5, n. 2, della direttiva, dispone che gli Stati membri hanno la facoltà di disporre eccezioni o limitazioni al diritto di riproduzione di cui all'articolo 2 in un certo numero di casi. Ai sensi del n. 3 del detto articolo 5, gli Stati membri hanno anche la facoltà di disporre eccezioni o limitazioni ai diritti di cui agli articoli 2 e 3 nei casi elencati in tale paragrafo. 7. Ai sensi dell'articolo 5, n. 4, della direttiva [q]uando gli Stati membri possono disporre un'eccezione o limitazione al diritto di riproduzione in virtù dei paragrafi 2 e 3 del presente articolo, essi possono anche disporre un'eccezione o limitazione al diritto di distribuzione di cui all'articolo 4 nella misura giustificata dallo scopo della riproduzione permessa . 8. Prima della trasposizione della direttiva 2001/29, la legge danese sul diritto d'autore disponeva, al suo articolo 19, che [q]uando una copia di un'opera è venduta o in altro modo trasferita ad altri con il consenso del titolare del diritto di autore, tale copia può essere distribuita ulteriormente . 9. In seguito alla modifica di tale disciplina, effettuata con legge 17 dicembre 2002, n. 1051, diretta a trasporre la direttiva 2001/29, il n. 1 del detto articolo 19 è ormai formulato come segue Qualora una copia di un'opera con il consenso del titolare del diritto d'autore sia venduta o in altro modo trasferita all'interno dello Spazio economico europeo tale copia può essere ulteriormente distribuita. Qualora si tratti di una distribuzione che avviene attraverso un prestito o una locazione, le disposizioni di cui al punto 1 trovano applicazione anche in caso di vendita o di un'altra forma di trasferimento ad altri al di fuori dello Spazio economico europeo . 10. Conformemente all'articolo 65, n. 2, dell'accordo sullo Spazio economico europeo 2 maggio 1992 GU 1994, L 1, pag. 3 in prosieguo l' accordo SEE , il protocollo 28 e l'allegato XVII del detto accordo contengono disposizioni e norme specifiche riguardanti la proprietà intellettuale, industriale e commerciale. Con decisione del comitato misto SEE 9 luglio 2004, n. 110, che modifica l'allegato XVII Proprietà intellettuale dell'accordo SEE GU L 376, pag. 45 , la direttiva 2001/29 è stata integrata nel detto accordo. Controversia principale e questioni pregiudiziali 11. La Laserdisken è una società commerciale che vende in particolare copie di opere cinematografiche ad acquirenti individuali nei suoi punti vendita in Danimarca. 12. Fino alla fine dell'anno 2002, tali copie erano essenzialmente importate dalla società da paesi membri dell'Unione europea, ma anche da paesi terzi. Si trattava, in particolare, di edizioni speciali, tra cui versioni originali americane, oppure edizioni registrate con una tecnica particolare. Un'altra parte importante delle opere offerte in vendita era costituita da opere cinematografiche che non erano e non sarebbero state pubblicate in Europa. 13. Avendo costatato una diminuzione significativa delle sue attività in seguito alla modifica legislativa soprammenzionata, la Laserdisken, il 19 febbraio 2003, ha proposto un'azione giudiziaria contro il Kulturministeriet dinanzi all' stre Landsret Corte d'appello della regione orientale Danimarca concludendo per l'inapplicabilità dell'articolo 19 della legge sul diritto d'autore come modificata nell'ambito della trasposizione dell'articolo 4, n. 2, della direttiva 2001/29. Secondo la Laserdisken, le nuove disposizioni del detto articolo 19 pregiudicano sensibilmente le sue importazioni e vendite di DVD legalmente messi in commercio al di fuori del SEE. 14. A sostegno della sua azione giudiziaria, la Laserdisken ha fatto valere l'invalidità della direttiva 2001/29, in quanto gli articoli 47, n. 2, CE, 55 CE e 95 CE non costituirebbero il fondamento normativo adeguato per la sua adozione. 15. Inoltre, la Laserdisken ha fatto valere che l'articolo 4, n. 2, della detta direttiva viola gli accordi internazionali che vincolano la Comunità nel settore del diritto d'autore e dei diritti connessi, le norme del Trattato CE relative all'attuazione di una politica della concorrenza, il principio di proporzionalità nell'ambito della lotta alla pirateria e, più in generale, nell'ambito della realizzazione del mercato interno, la libertà d'espressione, il principio di uguaglianza nonché le disposizioni del trattato relative alla politica culturale e a alla politica dell'educazione degli Stati membri, vale a dire gli articoli 151 CE e 153 CE. 16. Poiché il Kulturministeriet ha contestato nel loro complesso i motivi sopra menzionati, l' stre Landsret ha deciso di sospendere il procedimento e di proporre alla Corte le seguenti questioni pregiudiziali 1 Se l'articolo 4, n. 2, della direttiva [2001/29] sia invalido. 2 Se l'articolo 4, n. 2, della direttiva [2001/29] osti a che uno Stato membro mantenga l'esaurimento internazionale nella sua normativa . Sulle questioni pregiudiziali Sulla seconda questione 17. Con la sua seconda questione, che occorre esaminare per prima, il giudice del rinvio si chiede se l'articolo 4, n. 2, della direttiva 2001/29 escluda norme nazionali che prevedano che il diritto di distribuzione relativo all'originale o a copie di un'opera si esaurisce nel caso in cui la prima vendita o il primo altro trasferimento di proprietà siano effettuati dal titolare del detto diritto o con il suo consenso fuori dalla Comunità. 18. La Laserdisken ed il governo polacco sostengono che l'articolo 4, n. 2, della direttiva 2001/29 non osta a che uno Stato membro conservi nella sua legislazione una regola di esaurimento siffatta. La Commissione delle Comunità europee sostiene la tesi contraria. 19. L'articolo 4, n. 1, della direttiva 2001/29 sancisce il diritto esclusivo dell'autore di autorizzare o vietare qualsiasi forma di distribuzione al pubblico dell'originale della sua opera o di sue copie, attraverso la vendita o in altro modo. 20. Il n. 2 del medesimo articolo contiene la regola relativa all'esaurimento di tale diritto. Secondo tale disposizione, il diritto di distribuzione dell'originale o di copie dell'opera non si esaurisce tranne nel caso in cui la prima vendita o il primo altro trasferimento di proprietà nella Comunità di detto oggetto sia effettuata dal titolare del diritto o con il suo consenso. 21. Ne consegue che l'esaurimento del diritto in questione è subordinato ad una doppia condizione, vale a dire, da una parte, che l'originale di un'opera o le copie della medesima siano state messe in commercio da parte del titolare del diritto o con il suo consenso e, dall'altra, che tale commercializzazione abbia avuto luogo nella Comunità. 22. A tal riguardo, la Laserdisken ed il governo polacco sostengono, in sostanza, che l'articolo 4, n. 2, della direttiva lascerebbe agli Stati membri la facoltà di adottare o mantenere, nel loro rispettivo diritto nazionale, una regola di esaurimento per le opere immesse in commercio non solo nella Comunità, ma anche in un paese terzo. 23. Un'interpretazione di tale tipo non può essere accolta. Infatti, secondo il ventottesimo 'considerando' della direttiva 2001/29 la protezione del diritto d'autore nel quadro di tale direttiva include il diritto esclusivo di controllare la distribuzione dell'opera incorporata in un supporto tangibile. La prima vendita nella Comunità dell'originale di un'opera o di sue copie da parte del titolare del diritto o con il suo consenso esaurisce il contenuto del diritto di controllare la rivendita di tale oggetto nella Comunità. Secondo il medesimo 'considerando', tale diritto non dovrebbe ritenersi esaurito in caso di vendita dell'originale dell'opera o di copie di quest'ultima da parte del titolare del diritto o con il suo consenso al di fuori della Comunità. 24. Dai termini del combinato disposto dell'articolo 4, n. 2, della direttiva 2001/29, e del ventottesimo 'considerando' di tale direttiva, risulta chiaramente che la detta disposizione non lascia agli Stati membri la facoltà di prevedere una regola di esaurimento diversa da quella dell'esaurimento nella Comunità. 25. Tale conclusione è corroborata dall'articolo 5 della direttiva 2001/29, che autorizza gli Stati membri a prevedere eccezioni o limitazioni al diritto di riproduzione, al diritto di comunicazione di opere al pubblico, al diritto di mettere a disposizione del pubblico altri materiali protetti e al diritto di distribuzione. Infatti, non risulta da alcuna disposizione di tale articolo che le eccezioni o le limitazioni autorizzate potrebbero riguardare la regola dell'esaurimento contenuta nell'articolo 4, n. 2, della direttiva 2001/29 e, quindi, consentire agli Stati membri di derogare a tale regola. 26. Tale interpretazione è, per di più, l'unica pienamente atta a realizzare la finalità della direttiva 2001/29, che è, secondo il suo primo 'considerando', quella di salvaguardare il funzionamento del mercato interno. Va rilevato, a tal riguardo, che una situazione nella quale alcuni Stati membri potrebbero stabilire l'esaurimento internazionale del diritto di distribuzione e altri soltanto l'esaurimento comunitario di quest'ultimo creerebbe inevitabilmente ostacoli alla libera circolazione delle merci e alla libera prestazione dei servizi. 27. Tenuto conto di quanto precede, la seconda questione va risolta dichiarando che l'articolo 4, n. 2, della direttiva 2001/29 dev'essere interpretato nel senso che osta a norme nazionali che prevedono l'esaurimento del diritto di distribuzione dell'originale o di copie di un'opera messa in commercio fuori dalla Comunità dal titolare o con il suo consenso. Sulla prima questione 28. La Laserdisken ed il governo polacco propongono la soluzione secondo cui la direttiva 2001/29, ed in particolare il suo articolo 4, n. 2, sono contrari al diritto comunitario. Il Parlamento europeo, il Consiglio dell'Unione europea e la Commissione sostengono, invece, che non può essere accolto alcuno dei motivi di invalidità fatti valere. Sul fondamento normativo della direttiva 2001/29 29. La Laserdisken sostiene che la direttiva 2001/29 è stata erroneamente adottata in base agli articoli 47, n. 2, CE, 55 CE e 95 CE, in quanto questi ultimi non possono giustificare la regola di esaurimento comunitario contenuta nell'articolo 4, n. 2, di questa direttiva. 30. Secondo una giurisprudenza costante, nell'ambito del sistema di competenze della Comunità, la scelta del fondamento giuridico di un atto deve basarsi su elementi oggettivi suscettibili di sindacato giurisdizionale. Tra tali elementi figurano, in particolare, lo scopo e il contenuto dell'atto sentenza 6 dicembre 2005, cause riunite C-453/03, C-11/04, C-12/04 e C-194/04, ABNA e a, Racc. pag. I-10423, punto 54 e giurisprudenza citata . 31. A tal riguardo va osservato che le disposizioni degli articoli 47, n. 2, CE, 55 CE e 95 CE, in virtù delle quali è stata adottata la direttiva 2001/29, consentono di adottare misure necessarie al buon funzionamento del mercato interno per quanto riguarda la libertà di stabilimento e la libera prestazione dei servizi per mezzo di un'armonizzazione delle legislazioni nazionali relative al contenuto e all'esercizio del diritto d'autore e dei diritti connessi. 32. La direttiva 2001/29 persegue manifestamente gli obiettivi di cui alle disposizioni del Trattato soprammenzionate. 33. Infatti, secondo il primo 'considerando' di tale direttiva, il Trattato prevede l'instaurazione di un mercato interno e la creazione di un sistema che garantisca l'assenza di distorsioni della concorrenza nel mercato interno, e l'armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative al diritto d'autore e ai diritti connessi contribuisce al raggiungimento di tali obiettivi. 34. Su tale punto, il terzo 'considerando' della direttiva 2001/29 precisa che l'armonizzazione proposta contribuisce all'applicazione delle quattro libertà del mercato interno. Secondo il sesto 'considerando' della medesima direttiva, invece, senza un'armonizzazione a livello comunitario, la produzione legislativa già avviata a livello nazionale può generare differenze significative in materia di protezione e, di conseguenza, restrizioni alla libera circolazione dei servizi e prodotti che contengono proprietà intellettuale o su di essa si basano. 35. Risulta da quanto precede che le obiezioni sollevate nella fattispecie dalla Laserdisken, per quanto riguarda il fondamento normativo della direttiva, non sono fondate. Sull'articolo 4, n. 2, della direttiva 2001/29 - Sulla violazione degli accordi internazionali conclusi dalla Comunità nel settore del diritto d'autore e dei diritti connessi 36. Il giudice del rinvio non indica quali sono gli accordi che vincolano la Comunità e le cui disposizioni potrebbero essere violate dalla regola dell'esaurimento comunitario del diritto di distribuzione contenuta nell'articolo 4, n. 2, della direttiva 2001/29. 37. Nell'ambito delle sue osservazioni, la Laserdisken fa valere, senza fornire tuttavia ulteriori precisazioni, che il diritto di distribuzione e la regola di esaurimento contenuta nell'articolo 4, n. 2, della direttiva 2001/29 contrasterebbero con le disposizioni degli articoli 1, lettera c , e 2, lettera a , della Convenzione relativa all'Organizzazione di cooperazione e di sviluppo economici OCSE . Tali disposizioni prevedono rispettivamente che l'OCSE ha lo scopo di promuovere una politica intesa a contribuire all'espansione del commercio mondiale su una base [multilaterale] e non discriminatoria e che per raggiungere in particolare tale obiettivo [gli Stati membri] convengono di assicurare l'utilizzazione efficace delle loro risorse economiche . 38. Oltre alla circostanza che tale argomento non è preciso, basta constatare che le disposizioni fatte valere dalla Laserdisken, supponendo che esse vincolino la Comunità, non hanno lo scopo di disciplinare la questione dell'esaurimento del diritto di distribuzione. 39. Peraltro, conformemente al quindicesimo 'considerando' della direttiva 2001/29, la medesima attua di obblighi internazionali risultanti dall'adozione, il 20 dicembre 1996, sotto l'egida dell'Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale WIPO , da una parte, del Trattato della WIPO sul diritto d'autore e, dall'altra, del Trattato della WIPO sulle interpretazioni, le esecuzioni e i fonogrammi, entrambi approvati a nome della Comunità con decisione del Consiglio 16 marzo 2000, 2000/278/CE GU L 89, pag. 6 . 40. A proposito del diritto di distribuzione, né l'articolo 6, n. 2, del Trattato della WIPO sul diritto d'autore, né gli articoli 8, n. 2, e 12, n. 2, del Trattato della WIPO sulle interpretazioni, le esecuzioni e i fonogrammi impongono alla Comunità, in quanto parte contraente, un obbligo di prevedere una regola specifica relativa all'esaurimento di tale diritto. 41. Infatti, dalla finalità dei detti Trattati, come è formulata segnatamente nei loro primi 'considerando', risulta che essi tendono ad un'armonizzazione delle regole del diritto d'autore e dei diritti connessi. 42. Più in particolare, per quanto riguarda il diritto di distribuzione, il Trattato della WIPO sul diritto d'autore soddisfa il suo obiettivo di armonizzazione enunciando il diritto esclusivo degli autori di autorizzare la messa a disposizione del pubblico delle loro opere originali o di copie delle stesse, mediante vendita o qualsiasi altra cessione dei diritti di proprietà. Invece, per quanto riguarda l'esaurimento di tale diritto esclusivo, il detto Trattato non pregiudica la facoltà di cui dispongono le parti contraenti di determinare le eventuali condizioni in cui ha luogo il detto esaurimento dopo la prima vendita. In tal modo, esso consente alla Comunità europea di approfondire l'armonizzazione delle legislazioni nazionali anche per quanto riguarda la regola dell'esaurimento. Le disposizioni del Trattato della WIPO sul diritto d'autore menzionate e quelle della direttiva 2001/29 sono quindi complementari con riferimento all'obiettivo di armonizzazione perseguito. 43. Da tutte le considerazioni che precedono risulta che la tesi della violazione, da parte dell'articolo 4, n. 2, della direttiva 2001/29, degli accordi internazionali conclusi dalla Comunità nel settore del diritto d'autore e dei diritti connessi non può essere accolta. - Sulle norme del Trattato relative all'attuazione di una politica della concorrenza 44. La Laserdisken fa valere che la regola di esaurimento contenuta nell'articolo 4, n. 2, della direttiva 2001/29 rafforza il controllo dei canali di distribuzione da parte dei fornitori, pregiudicando così il gioco della libera concorrenza. La parte essenziale dell'argomentazione della ricorrente nella causa principale si basa sul fatto che la concorrenza sarebbe neutralizzata in modo generale da tale regola di esaurimento combinata con i sistemi di codificazione regionale dei DVD. Infatti, talune opere messe in commercio fuori dalla Comunità, tenuto conto della detta regola, non possono essere accessibili nella Comunità. 45. Il governo polacco aggiunge che tale regola di esaurimento impedirebbe la promozione di una maggiore competitività e accorderebbe ai titolari di diritti d'autore e di diritti connessi una protezione dei loro interessi, eccedente lo scopo di tali diritti. 46. Con tutte le loro argomentazioni, la ricorrente nella causa principale ed il governo polacco sostengono essenzialmente che la regola di esaurimento contenuta nell'articolo 4, n. 2, della direttiva 2001/29 impedisce il gioco della libera concorrenza livello mondiale. 47. Va ricordato che, secondo l'articolo 3, n. 1, lettera g , CE, l'azione della Comunità comporta, alle condizioni e secondo il ritmo previsti dal Trattato, un regime inteso a garantire che la concorrenza non sia falsata nel mercato interno. In tale contesto, il titolo VI del Trattato contiene un capitolo 1 in cui sono contenuti gli articoli 81 CE - 89 CE relativi regole della concorrenza. 48. Nella fattispecie, secondo il primo 'considerando' della direttiva 2001/29, l'armonizzazione delle disposizioni legislative degli Stati membri sul diritto d'autore e i diritti connessi contribuisce all'instaurazione di un mercato interno e alla creazione di un sistema che garantisca l'assenza di distorsioni della concorrenza in quest'ultimo. 49. Ne deriva che l'armonizzazione realizzata dalla detta direttiva mira inoltre a garantire una concorrenza non falsata nel mercato interno, conformemente all'articolo 3, n. 1, lettera g , CE. 50. La tesi proposta dalla Laserdisken e dal governo polacco implicherebbe che il legislatore comunitario sia obbligato, nell'adottare la direttiva 2001/29, a tener conto di un principio di libera concorrenza a livello mondiale, obbligo che non deriva tuttavia né dall'articolo 3, n. 1, lettera g , CE né da altre disposizioni del Trattato. 51. Risulta da quanto precede che il motivo di invalidità fondato sulla violazione delle norme del Trattato relative all'attuazione di una politica della concorrenza deve essere respinto. - Sulla violazione del principio di proporzionalità 52. Secondo la Laserdisken ed il governo polacco, la regola di esaurimento contenuta nell''articolo 4, n. 2, della direttiva 2001/29 non è necessaria per raggiungere lo scopo di un mercato interno senza ostacoli e impone ai cittadini dell'Unione europea oneri eccessivi. Inoltre, tale disposizione si rivelerebbe inefficace per impedire la distribuzione di opere messe in circolazione nella Comunità senza il consenso dei titolari dei diritti d'autore e dei diritti connessi. 53. Risulta da una giurisprudenza costante che il principio di proporzionalità, che è parte integrante dei principi generali del diritto comunitario, esige che gli strumenti previsti da una disposizione comunitaria siano idonei a realizzare lo scopo perseguito e non vadano oltre quanto è necessario per raggiungerlo [sentenza 10 dicembre 2002, causa C-491/01, British American Tobacco Investments e Imperial Tobacco, Racc. pag. I-11453, punto 122]. 54. La ricorrente nella causa principale censura, sostanzialmente, la scelta operata dalle istituzioni comunitarie a favore della regola di esaurimento del diritto di distribuzione nella Comunità. 55. Occorre dunque esaminare se l'adozione di tale regola costituisca una misura sproporzionata rispetto agli obiettivi perseguiti dalle dette istituzioni. 56. A tal riguardo, va ricordato che la divergenza delle legislazioni nazionali in materia di esaurimento del diritto di distribuzione può pregiudicare direttamente il buon funzionamento del mercato interno. Di conseguenza, l'armonizzazione in tale materia ha l'obiettivo di eliminare gli ostacoli alla libera circolazione. 57. Peraltro, secondo il nono 'considerando' della direttiva 2001/29, la protezione del diritto d'autore e dei diritti connessi contribuisce alla salvaguardia e allo sviluppo della creatività nell'interesse, in particolare, di autori, interpreti o esecutori, produttori e consumatori. Dal decimo 'considerando' della medesima direttiva risulta che è necessaria una protezione giuridica dei diritti di proprietà intellettuale per garantire un'adeguata remunerazione per l'uso delle opere e per consentire un soddisfacente rendimento degli investimenti. Sempre in tal senso, l'undicesimo 'considerando' enuncia che un sistema efficace e rigoroso di protezione consente di garantire alla creazione e alla produzione culturale europea le risorse necessarie e di preservare l'autonomia nonché la dignità dei creatori e degli interpreti. 58. Alla luce degli obiettivi sopra menzionati, appare che la scelta operata dal legislatore comunitario all'articolo 4, n. 2, della direttiva 2001/29 a favore della regola di esaurimento nella Comunità non costituisce una misura sproporzionata atta a pregiudicare la validità di tale disposizione. 59. Da tutte le considerazioni che precedono risulta che la tesi della violazione del principio di proporzionalità non è fondata. - Sulla violazione della libertà d'espressione 60. Secondo la Laserdisken, l'articolo 4, n. 2, della direttiva 2001/29 ha l'effetto di privare i cittadini dell'Unione del loro diritto di ricevere informazioni, in violazione dell'articolo 10 della Convenzione europea per la salvaguardia dei Diritti dell'Uomo e delle Libertà fondamentali firmata a Roma il 4 novembre 1950 in prosieguo la CEDU . La Laserdisken fa inoltre valere una violazione della libertà dei titolari di diritti d'autore di comunicare le loro idee. 61. In via preliminare, occorre ricordare che, secondo una costante giurisprudenza, i diritti fondamentali fanno parte integrante dei principi generali del diritto dei quali la Corte garantisce l'osservanza e che, a tal fine, quest'ultima si ispira alle tradizioni costituzionali comuni agli Stati membri e alle indicazioni fornite dai trattati internazionali relativi alla tutela dei diritti dell'uomo a cui gli Stati membri hanno cooperato o aderito. La CEDU riveste, a questo proposito, un particolare significato sentenza 12 giugno 2003, causa C-112/00, Schmidberger, Racc. pag. I-5659, punto 71 e giurisprudenza citata . 62. La libertà d'espressione, sancita dall'articolo 10 della CEDU, costituisce un diritto fondamentale di cui il giudice comunitario garantisce il rispetto sentenza 18 giugno 1991, causa C-260/89, ERT, Racc. pag. I-2925, punto 44 . Lo stesso vale per il diritto di proprietà garantito dall'articolo 1 del protocollo addizionale alla CEDU v., in tal senso, sentenze 12 maggio 2005, causa C-347/03, Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia e ERSA, Racc. pag. I-3785, punto 119, e 12 luglio 2005, cause riunite C-154/04 e C-155/04, Alliance for Natural Health e a., Racc. pag. I-6451, punto 126 . 63. In primo luogo, va respinta la tesi di una violazione della libertà d'espressione garantita dall'articolo 10 della CEDU risultante dal fatto che verrebbe impedito al titolare del diritto d'autore di comunicare le sue idee. Infatti, secondo l'articolo 4, n. 2, della direttiva 2001/29, il diritto di distribuzione si esaurisce a condizione che il titolare del diritto d'autore abbia dato il suo consenso alla prima vendita o alla prima altra cessione di proprietà. Tale titolare è dunque in grado di esercitare il suo controllo sulla prima commercializzazione dell'oggetto coperto dal detto diritto. In tale contesto, la libertà d'espressione non può evidentemente essere invocata per invalidare la regola dell'esaurimento. 64. Per quanto riguarda, in secondo luogo, la libertà di ricevere informazioni, anche supponendo che la regola di esaurimento contenuta nell'articolo 4, n. 2, della direttiva 2001/29 possa restringere tale libertà, risulta tuttavia dal n. 2 dell'articolo 10 della CEDU che le libertà garantite dal n. 1 del detto articolo possono essere soggette a talune limitazioni giustificate da obiettivi di interesse generale, se tali deroghe sono previste dalla legge, dettate da uno o più scopi legittimi ai sensi della detta disposizione e necessarie in una società democratica, cioè giustificate da un bisogno sociale imperativo e, in particolare, proporzionate al fine legittimo perseguito v., in tal senso, sentenza 25 marzo 2004, causa C-71/02, Karner, Racc. pag. I-3025, punto 50 . 65. Orbene, nella fattispecie, l'asserita limitazione della libertà di ricevere informazioni è giustificata con riferimento alla necessità di proteggere i diritti di proprietà intellettuale, come il diritto d'autore, che fanno parte del diritto di proprietà. 66. Ne deriva che la tesi di una violazione della libertà d'espressione deve essere respinta. - Sulla violazione del principio di uguaglianza 67. La Laserdisken sostiene che la regola di esaurimento contenuta nell'articolo 4, n. 2, della direttiva 2001/29 potrebbe violare il principio di uguaglianza. A tal riguardo, essa osserva, a titolo di esempio, che il produttore ed il titolare di una licenza stabiliti in un paese terzo non si trovano in una situazione di parità rispetto al produttore ed al titolare di una licenza stabiliti nella Comunità. 68. Secondo una costante giurisprudenza, il principio della parità di trattamento richiede che situazioni paragonabili non siano trattate in maniera diversa e che situazioni diverse non siano trattate in maniera uguale, salvo che ciò non risulti obiettivamente giustificato sentenza ABNA e a., cit., punto 63 e giurisprudenza citata . 69. Anche supponendo che la tesi sostenuta dalla ricorrente nella causa principale possa essere utile nel presente contesto, quest'ultima non dimostra che l'applicazione dell'articolo 4, n. 2, della direttiva conduca a trattare due situazioni paragonabili in modo diverso. Infatti, non vi è alcun dubbio che il produttore ed il titolare di una licenza stabiliti in un paese terzo non si trovano in una situazione identica o paragonabile a quella del produttore e del titolare di una licenza stabiliti nella Comunità. In realtà la Laserdisken sostiene, in sostanza, che situazioni manifestamente non paragonabili debbano essere trattate in modo uguale. 70. Ne consegue che la tesi di una violazione del principio di uguaglianza deve essere respinta. - Sulla violazione degli articoli 151 CE e 153 CE 71. Secondo l'articolo 151, n. 1, CE, la Comunità contribuisce al pieno sviluppo delle culture degli Stati membri nel rispetto delle loro diversità nazionali e regionali, evidenziando nel contempo il retaggio culturale comune. 72. L'articolo 153, n. 1, CE prevede in particolare che al fine di promuovere gli interessi dei consumatori ed assicurare un livello elevato di protezione dei consumatori, la Comunità contribuisce a promuovere il loro diritto all'informazione e all'educazione. 73. La Laserdisken, sostenuta dal governo polacco fa valere che con l'adozione dell'articolo 4, n. 2, della direttiva 2001/29, la Comunità ha violato le disposizioni soprammenzionate. 74. Va constatato, in primo luogo, che diversi 'considerando' della detta direttiva si riferiscono, esplicitamente o in sostanza, alle dette disposizioni. 75. Come risulta dal nono e dall'undicesimo 'considerando' della direttiva 2001/29, ogni armonizzazione del diritto d'autore e dei diritti connessi dovrebbe prendere le mosse da un alto livello di protezione, dal momento che tali diritti sono essenziali per la creazione intellettuale ed un sistema efficace e rigoroso che assicuri la loro protezione è uno dei principali strumenti in grado di garantire alla creazione e alla produzione culturale europea le risorse necessarie e di preservare l'autonomia nonché la dignità dei creatori e degli interpreti. 76. A tal riguardo, secondo il dodicesimo 'considerando' della direttiva 2001/29, un'adeguata protezione delle opere tutelate dal diritto d'autore e delle opere tutelate dai diritti connessi assume grande importanza anche sotto il profilo culturale e l'articolo 151 CE obbliga la Comunità a tener conto degli aspetti culturali nell'azione da essa svolta. 77. Infine, secondo il quattordicesimo 'considerando' della direttiva 2001/29, essa deve promuovere l'apprendimento e la cultura proteggendo le opere e altro materiale protetto, ma autorizzando al tempo stesso alcune eccezioni o limitazioni nell'interesse del pubblico a fini educativi e d'insegnamento. 78. Occorre osservare, in secondo luogo, che la direttiva 2001/29 prevede, al suo articolo 5, un regime di eccezioni e di limitazioni ai diversi diritti sanciti dagli articoli 2-4 allo scopo di consentire agli Stati membri di esercitare le loro competenze, in particolare nel settore dell'educazione e dell'insegnamento. 79. Peraltro, tale regime è rigorosamente circoscritto dal n. 5 del detto articolo 5 il quale dispone che le eccezioni e limitazioni previste sono applicate esclusivamente in determinati casi speciali che non siano in contrasto con lo sfruttamento normale dell'opera o degli altri materiali e non arrechino ingiustificato pregiudizio agli interessi legittimi del titolare del diritto. 80. Risulta da quanto precede che gli aspetti culturali propri degli Stati membri, a cui si riferisce sostanzialmente la ricorrente nella causa principale, nonché il diritto all'educazione, di cui il legislatore comunitario deve tener conto nell'ambito della sua azione, sono stati pienamente presi in considerazione dalle istituzioni comunitarie al momento dell'elaborazione e dell'adozione della direttiva 2001/29. 81. Ne consegue che gli argomenti relativi alla violazione invocata degli articoli 151 CE e 153 CE devono essere respinti. 82. Occorre, di conseguenza, rispondere al giudice del rinvio nel senso che l'esame della prima questione non ha rivelato alcun elemento tale da inficiare la validità dell'articolo 4, n. 2, della direttiva 2001/29. Sulle spese 83. Nei confronti delle parti nella causa principale il presente procedimento costituisce un incidente sollevato dinanzi al giudice nazionale, cui spetta quindi statuire sulle spese. Le spese sostenute da altri soggetti per presentare osservazioni alla Corte non possono dar luogo a rifusione. PQM la Corte Grande Sezione dichiara 1 L'esame della prima questione pregiudiziale non ha rivelato alcun elemento tale da inficiare la validità dell'articolo 4, n. 2, della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 22 maggio 2001, 2001/29/CE, sull'armonizzazione di taluni aspetti del diritto d'autore e dei diritti connessi nella società dell'informazione. 2 L'articolo 4, n. 2, della direttiva 2001/29 deve essere interpretato nel senso che esso osta a norme nazionali che prevedono l'esaurimento del diritto di distribuzione dell'originale o di copie di un'opera messa in commercio fuori dalla Comunità dal titolare o con il suo consenso. Conclusioni dell'avvocato generale Ssharpston - 4 maggio 2006 1. L'articolo 4, n. 1, della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 22 maggio 2001, 2001/29/CE, sull'armonizzazione di taluni aspetti del diritto d'autore e dei diritti connessi nella società dell'informazione 2 in prosieguo la direttiva sul diritto d'autore o la direttiva impone agli Stati membri di riconoscere agli autori il diritto esclusivo di autorizzare o vietare qualsiasi forma di distribuzione al pubblico. 2. L'articolo 4, n. 2, dispone che tale diritto non si esaurisce nella Comunità, tranne nel caso in cui la prima vendita nella Comunità sia effettuata dal titolare del diritto o con il suo consenso. 3. L'effetto dell'esaurimento del diritto consiste nel fatto che il titolare non può più far valere il diritto di opporsi all'ulteriore distribuzione. 4. Con il presente rinvio pregiudiziale, l' stre Landsret Corte d'appello della regione orientale Danimarca , chiede se l'articolo 4, n. 2, osti a che uno Stato membro mantenga una regola dell'esaurimento internazionale vale a dire una regola per cui il diritto si esaurisce nel momento in cui viene effettuata la prima vendita nella sua normativa e, in caso affermativo, se tale disposizione sia valida. La direttiva sul diritto d'autore 5. La direttiva sul diritto d'autore è stata adottata sul fondamento degli articoli 47, n. 2, CE, 55 CE e 95 CE. 6. L'articolo 47, n. 2, CE, conferisce al Consiglio il potere di stabilire le direttive intese al coordinamento delle disposizioni nazionali relative all'accesso alle attività non salariate e all'esercizio di queste. L'articolo 55 CE estende l'applicazione degli articoli 45 CE-48 CE al settore dei servizi. L'articolo 95 CE consente al Consiglio di adottare le misure relative al ravvicinamento delle disposizioni nazionali che hanno per oggetto l'instaurazione ed il funzionamento del mercato interno. 7. Il preambolo della direttiva contiene i seguenti 'considerando' 1. Il trattato prevede l'instaurazione di un mercato interno, e la creazione di un sistema che garantisca l'assenza di distorsioni della concorrenza nel mercato interno. L'armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative al diritto d'autore e ai diritti connessi contribuisce al raggiungimento di tali obiettivi. 3. L'armonizzazione proposta contribuisce all'applicazione delle quattro libertà del mercato interno e riguarda il rispetto dei principi fondamentali del diritto e segnatamente della proprietà, tra cui la proprietà intellettuale, della libertà d'espressione e dell'interesse generale. 4. Un quadro giuridico armonizzato in materia di diritto d'autore e di diritti connessi, creando una maggiore certezza del diritto e prevedendo un elevato livello di protezione della proprietà intellettuale, promuoverà notevoli investimenti in attività creatrici ed innovatrici 7. Anche il quadro giuridico comunitario relativo alla protezione del diritto d'autore e dei diritti connessi dovrebbe essere adattato e completato per il buon funzionamento del mercato interno. A tal fine dovrebbero essere modificate le disposizioni nazionali sul diritto d'autore e sui diritti connessi che siano notevolmente difformi nei vari Stati membri o che diano luogo a incertezze giuridiche ostacolanti il buon funzionamento del mercato interno 9. Ogni armonizzazione del diritto d'autore e dei diritti connessi dovrebbe prendere le mosse da un alto livello di protezione, dal momento che tali diritti sono essenziali per la creazione intellettuale. La loro protezione contribuisce alla salvaguardia e allo sviluppo della creatività nell'interesse di autori, interpreti o esecutori, produttori e consumatori, nonché della cultura, dell'industria e del pubblico in generale. Si è pertanto riconosciuto che la proprietà intellettuale costituisce parte integrante del diritto di proprietà. 10. Per continuare la loro attività creativa e artistica, gli autori e gli interpreti o esecutori debbono ricevere un adeguato compenso per l'utilizzo delle loro opere, come pure i produttori per poter finanziare tale creazione. Gli investimenti necessari a fabbricare prodotti quali riproduzioni fonografiche, pellicole o prodotti multimediali e servizi quali i servizi su richiesta on-demand sono considerevoli. È necessaria un'adeguata protezione giuridica dei diritti di proprietà intellettuale per garantire la disponibilità di tale compenso e consentire un soddisfacente rendimento degli investimenti. 11. Un sistema efficace e rigoroso di protezione del diritto d'autore e dei diritti connessi è uno dei principali strumenti in grado di garantire alla creazione e alla produzione culturale europea le risorse necessarie nonché di preservare l'autonomia e la dignità di creatori e interpreti o esecutori. 12. Un'adeguata protezione delle opere tutelate dal diritto d'autore e delle opere tutelate dai diritti connessi assume grande importanza anche sotto il profilo culturale. L'articolo 151 del trattato obbliga la Comunità a tener conto degli aspetti culturali nell'azione da essa svolta. 14. La presente direttiva dovrebbe promuovere l'apprendimento e la cultura proteggendo le opere e altro materiale protetto, ma autorizzando al tempo stesso alcune eccezioni o limitazioni nell'interesse del pubblico a fini educativi e d'insegnamento. 28. La protezione del diritto d'autore nel quadro della presente direttiva include il diritto esclusivo di controllare la distribuzione dell'opera incorporata in un supporto tangibile. La prima vendita nella Comunità dell'originale di un'opera o di sue copie da parte del titolare del diritto o con il suo consenso esaurisce il contenuto del diritto di controllare la rivendita di tale oggetto nella Comunità. Tale diritto non dovrebbe ritenersi esaurito in caso di vendita dell'originale o di sue copie da parte del titolare del diritto o con il suo consenso al di fuori della Comunità . 8. Ai sensi dell'articolo 1, n. 1, la direttiva riguarda la tutela giuridica del diritto d'autore e dei diritti connessi nell'ambito del mercato interno, con particolare riferimento alla società dell'informazione 3 . 9. L'articolo 4 è intitolato Diritto di distribuzione e prevede quanto segue 1. Gli Stati membri riconoscono agli autori il diritto esclusivo di autorizzare o vietare qualsiasi forma di distribuzione al pubblico dell'originale delle loro opere o di loro copie, attraverso la vendita o in altro modo. 2. Il diritto di distribuzione dell'originale o di copie dell'opera non si esaurisce nella Comunità, tranne nel caso in cui la prima vendita o il primo altro trasferimento di proprietà nella Comunità di detto oggetto sia effettuata dal titolare del diritto o con il suo consenso . Normativa nazionale 10. Prima che la Danimarca trasponesse la direttiva sul diritto d'autore, la Ophavsretlov legge sul diritto d'autore prevedeva l'esaurimento internazionale disponendo semplicemente che [q]uando una copia di un'opera è venduta o in altro modo trasferita ad altri con il consenso del titolare del diritto d'autore, tale copia può essere distribuita ulteriormente 4 . 11. La Ophavsretlov è stata modificata nel 2002 per dare attuazione alla direttiva sul diritto d'autore 5 . Ciò è avvenuto aggiungendo, dopo l'espressione ad altri , le parole all'interno dello Spazio economico europeo . 12. È pacifico che l'effetto di tale modifica consiste nel sostituire il principio dell'esaurimento internazionale con quello dell'esaurimento all'interno dello Spazio economico europeo in prosieguo il SEE . Utilizzerò l'espressione esaurimento regionale per indicare l'esaurimento all'interno del SEE o dell'Unione europea 6 . Procedimento principale e questioni pregiudiziali 13. Fino al 2002 la ricorrente, una società a responsabilità limitata, ha venduto opere cinematografiche attraverso tre negozi ubicati in Danimarca. Le opere vendute erano per lo più importate dalla società direttamente da altri paesi all'interno o all'esterno dell'Unione europea. La ricorrente si adoperava principalmente per offrire un'ampia scelta di film rivolti ad appassionati, ad esempio edizioni speciali, tra cui edizioni originali americane, edizioni registrate con una tecnica particolare e opere non disponibili in Europa. 14. Nel 2003 la ricorrente proponeva ricorso contro il Ministero della Cultura dinanzi al Landsret, affermando che la modifica della Ophavsretlov non era applicabile all'importazione e alla vendita di prodotti DVD legittimamente commercializzati in paesi al di fuori del SEE. 15. Il Landsret ha sospeso il procedimento e ha sottoposto alla Corte le seguenti questioni pregiudiziali 1. Se l'articolo 4, n. 2, della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 22 maggio 2001, 2001/29/CE, sull'armonizzazione di taluni aspetti del diritto d'autore e dei diritti connessi nella società dell'informazione, sia invalido. 2. Se l'articolo 4, n. 2, della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 22 maggio 2001, 2001/29/CE, sull'armonizzazione di taluni aspetti del diritto d'autore e dei diritti connessi nella società dell'informazione, osti a che uno Stato membro mantenga l'esaurimento internazionale nella sua normativa . 16. Hanno presentato osservazioni scritte la ricorrente, il governo polacco, il Consiglio, il Parlamento e la Commissione, che erano tutti rappresentati all'udienza, ad eccezione del governo polacco. 17. Benché la prima questione non venga espressamente sollevata solo in caso di soluzione affermativa della seconda, ciò è quanto emerge dall'ordinanza di rinvio. Il giudice nazionale, in sostanza, vuole sapere se, qualora l'articolo 4, n. 2, osti a che uno Stato membro mantenga l'esaurimento internazionale nella sua normativa, la suddetta disposizione sia invalida per tale motivo. Come rileva la Commissione, è quindi logico risolvere prima la seconda questione se l'articolo 4, n. 2, osti a che uno Stato membro mantenga l'esaurimento internazionale nella sua normativa e poi la prima se l'articolo 4, n. 2, sia valido . Legislazione comunitaria in materia di esaurimento dei diritti connessi 18. Nell'ambito dei diritti di proprietà intellettuale diversi dal diritto d'autore e dai diritti connessi, vari atti normativi prevedono l'esaurimento dei diritti specifici cui fanno riferimento. 19. L'articolo 9, n. 2, della direttiva concernente il diritto di noleggio e il diritto di prestito 7 è formulato in termini analoghi all'articolo 4, n. 2, della direttiva sul diritto d'autore. Tale disposizione prevede che il diritto esclusivo di distribuzione conferito dall'articolo 9, n. 1, agli artisti interpreti o esecutori, ai produttori di fonogrammi, ai produttori di film e agli organismi di radiodiffusione nella Comunità non si esaurisce [per quanto riguarda rispettivamente le fissazioni delle loro prestazioni artistiche, i loro fonogrammi, l'originale e la copia della loro pellicola e le fissazioni delle loro emissioni, comprese le relative copie], tranne nel caso di prima vendita nella Comunità della realizzazione da parte del titolare del diritto o con il suo consenso . 20. Altre disposizioni sono redatte in termini più positivi e probabilmente più semplici. Così, l'articolo 4, lettera c , della direttiva sui programmi per elaboratore 8 dispone che la prima vendita della copia di un programma nella Comunità da parte del titolare del diritto o con il suo consenso esaurisce il diritto di distribuzione della copia all'interno della Comunità . Del pari l'articolo 5, lettera c , della direttiva sulle banche di dati 9 prevede che la prima vendita di una copia di una banca di dati nella Comunità da parte del titolare del diritto o con il suo consenso esaurisce il diritto di controllare all'interno della Comunità le vendite successive della copia . 21. Un'altra variante è costituita dall'articolo 7, n. 1, della direttiva sui marchi d'impresa 10 , secondo cui [i]l diritto conferito dal marchio di impresa non permette al titolare dello stesso di vietare l'uso del marchio di impresa per prodotti immessi in commercio nella Comunità con detto marchio dal titolare stesso o con il suo consenso . 22. Esistono disposizioni analoghe, ancorché redatte in maniera diversa, nel settore dei diritti afferenti i disegni e i modelli 11 e della tutela giuridica delle topografie dei prodotti a semiconduttori 12 . Sulla seconda questione 23. Con la seconda questione il giudice nazionale chiede se l'articolo 4, n. 2, della direttiva sul diritto d'autore osti a che uno Stato membro mantenga l'esaurimento internazionale nella sua normativa. 24. La ricorrente e il governo polacco ritengono che la questione debba essere risolta in senso negativo. La Commissione sostiene la tesi opposta. Il Consiglio e il Parlamento non si sono espressi in merito alla seconda questione. 25. Ritengo che la questione debba essere risolta in senso affermativo, vale a dire che l'articolo 4, n. 2, della direttiva sul diritto d'autore osta a che uno Stato membro mantenga l'esaurimento internazionale nella sua normativa. 26. In primo luogo il testo della disposizione è molto chiaro. L'articolo 4, n. 2, dispone inequivocabilmente che il diritto di distribuzione non si esaurisce nella Comunità, tranne nel caso in cui la prima vendita nella Comunità sia effettuata dal titolare del diritto o con il suo consenso . L'articolo 4, n. 2, costituisce una deroga alla regola dell'articolo 4, n. 1, che impone agli Stati membri di riconoscere agli autori il diritto esclusivo di distribuzione. Detta disposizione, pertanto, dev'essere interpretata restrittivamente. Anche il testo del 'considerando' 28 13 depone chiaramente nello stesso senso. 27. Inoltre la relazione esplicativa enuncia espressamente che la disposizione che è rimasta sostanzialmente inalterata 14 rispetto alla prima proposta della direttiva 15 esclude la possibilità che gli Stati membri applichino il principio dell'esaurimento internazionale . La formula è quindi stata scelta deliberatamente. 28. Inoltre la Corte si è già pronunciata su una questione analoga nel contesto della direttiva sui marchi d'impresa 16 . Nella causa Silhouette 17 le si chiedeva se l'articolo 7, n. 1, della direttiva sui marchi d'impresa ostasse a norme nazionali che prevedevano l'esaurimento del diritto conferito da un marchio per prodotti messi in commercio con detto marchio al di fuori del SEE dal titolare o con il suo consenso 18 . 29. La Corte ha rilevato che, secondo il testo dell'articolo 7, l'esaurimento ha luogo solo nel caso in cui i prodotti siano stati messi in commercio nel SEE 19 . Si affermava tuttavia che l'articolo 7, conformemente alla giurisprudenza della Corte relativa agli articoli 28 CE e 30 CE 20 , si limitava a fare obbligo agli Stati membri di stabilire l'esaurimento comunitario. Si sosteneva che, pertanto, l'articolo 7 non disciplinava esaurientemente la questione relativa all'esaurimento dei diritti conferiti dal marchio, ma lasciava agli Stati membri la facoltà di stabilire norme relative all'esaurimento che andassero oltre a quelle espressamente sancite da tale disposizione 21 . Di conseguenza tali norme potevano prevedere anche l'esaurimento internazionale. 30. La Corte ha respinto questo argomento e ha dichiarato che l'articolo 7, n. 1, della direttiva, come modificata dall'Accordo SEE, osta a norme nazionali che prevedano l'esaurimento del diritto conferito da un marchio d'impresa per prodotti messi in commercio al di fuori del SEE. 31. Considerato che il testo dell'articolo 4, n. 2, della direttiva sul diritto d'autore è, al limite, ancora più chiaro dell'articolo 7, n. 1, della direttiva sui marchi d'impresa, non vedo motivi per non interpretare l'articolo 4, n. 2, in maniera conforme alla sentenza della Corte nella causa Silhouette. 32. Infine tale interpretazione è in linea con gli obiettivi del mercato unico della direttiva sul diritto d'autore. Analizzerò ulteriormente questo punto nel contesto della prima questione, che prenderò ora in esame. Sulla prima questione 33. Con la prima questione il giudice nazionale chiede se l'articolo 4, n. 2, della direttiva sul diritto d'autore sia invalido. 34. La ricorrente e il governo polacco ritengono che la questione debba essere risolta in senso affermativo. Il Consiglio, il Parlamento e la Commissione sostengono il contrario. 35. Condivido la tesi delle istituzioni, secondo cui l'articolo 4, n. 2, non è invalido. 36. Come ho già rilevato 22 , dall'ordinanza di rinvio emerge che il giudice nazionale vuole sapere, in sostanza, se l'articolo 4, n. 2, qualora osti a che uno Stato membro mantenga l'esaurimento internazionale nella sua normativa, sia invalido per tale motivo. Esaminerò la questione in base a tale presupposto. 37. Anzitutto è opportuno svolgere alcune brevi considerazioni in merito al principio dell'esaurimento comunitario dei diritti di proprietà intellettuale. 38. Nella sentenza Deutsche Grammophon 23 la Corte ha effettivamente sancito il principio dell'esaurimento comunitario nel contesto di un diritto connesso al diritto d'autore 24 , dichiarando quanto segue Se un diritto connesso al diritto d'autore viene fatto valere per vietare la messa in circolazione in uno Stato membro di prodotti messi in commercio dal suo titolare, o col suo consenso, nel territorio di un altro Stato membro, per la sola ragione che tale messa in commercio non è stata effettuata nel territorio nazionale, un divieto siffatto, che contribuisca all'isolamento dei vari mercati nazionali, è in contrasto con lo scopo essenziale del Trattato, il quale tende alla fusione di detti mercati in un mercato unico. Questo scopo non può essere raggiunto se, valendosi dei diversi regimi giuridici degli Stati membri, i cittadini di questi hanno la possibilità di isolare il mercato e di porre in essere delle discriminazioni arbitrarie o delle restrizioni dissimulate nel commercio fra gli Stati membri. Di conseguenza, il fabbricante di riproduzioni sonore che si vale del diritto esclusivo di metterle in commercio - diritto attribuitogli dalle leggi di uno Stato membro - onde vietare la messa in circolazione in questo Stato di prodotti da lui stesso o col suo consenso smerciati in un altro Stato membro, adducendo come unico motivo che la messa in commercio non è avvenuta nel territorio del primo Stato membro, agisce in modo incompatibile con le norme relative alla libera circolazione delle merci nel mercato comune 25 . 39. Nella sentenza Dansk Supermarked 26 la Corte ha ribadito tale principio nel contesto del diritto d'autore in senso stretto gli articoli [28 CE e 30 CE] vanno interpretati nel senso che l'autorità giudiziaria di uno Stato membro non può vietare, in forza di un diritto di autore o di un diritto al marchio, la messa in commercio, nel territorio di questo Stato, di una merce cui si riferisca uno di questi diritti, qualora la merce stessa sia stata messa in vendita in modo lecito, nel territorio di un altro Stato membro, dal titolare di detti diritti o col suo consenso 27 . 40. Si può osservare che, nel 1974, la Corte ha sviluppato analoghe regole di esaurimento comunitario nel contesto dei marchi d'impresa 28 e dei brevetti 29 . 41. L'effetto dell'applicazione della regola dell'esaurimento comunitario consiste nel fatto che la Comunità viene considerata un mercato unico, come infatti dovrebbe essere. La ricorrente e il governo polacco hanno quindi torto quando affermano che l'effetto dell'applicazione armonizzata dell'esaurimento regionale consiste nel fatto che il mercato interno viene ripartito in territori e mercati separati e che l'esaurimento regionale determina una compartimentazione del mercato, in quanto consente ai titolari dei diritti di decidere se introdurre un prodotto su un determinato mercato nazionale. Al contrario la regola dell'esaurimento comunitario garantisce che il prodotto, una volta immesso sul mercato nazionale di uno Stato membro con il consenso del titolare del diritto, possa essere venduto liberamente in tutti i 25 mercati nazionali che compongono il mercato unico dell'Unione europea. 42. In tale contesto prenderò in esame i vari argomenti addotti dalla ricorrente e dal governo polacco. La direttiva concernente il diritto di noleggio e il diritto di prestito 43. La ricorrente ripercorre la genesi dell'articolo 9, n. 2, della direttiva concernente il diritto di noleggio e il diritto di prestito, il cui tenore è sostanzialmente identico a quello dell'articolo 4, n. 2, della direttiva sul diritto d'autore. La ricorrente afferma che solo nel 1994 e quindi due anni dopo l'adozione della direttiva concernente il diritto di noleggio e il diritto di prestito la Commissione, in risposta a un'interrogazione scritta del deputato europeo sig. Geoffrey Hoon, ha dichiarato che interpretava le disposizioni relative al diritto di distribuzione come un divieto dell'esaurimento internazionale. La ricorrente ritiene che la giurisprudenza della Corte di giustizia, che l'articolo 9, n. 2, era inteso a rispecchiare, in quella fase non ostasse all'esaurimento internazionale e che il divieto dell'esaurimento internazionale sia quindi stato introdotto non mediante un atto normativo, bensì al di fuori degli appropriati canali legislativi. 44. Sembra che la ricorrente intenda affermare con tale argomento che la Commissione, quando ha presentato la sua proposta di direttiva concernente il diritto di noleggio e il diritto di prestito 30 , non voleva che l'articolo 9, n. 2, introducesse un divieto dell'esaurimento internazionale. 45. È vero che dalla relazione esplicativa di detta proposta 31 non risulta chiaro se la Commissione intendesse in tal senso la disposizione in parola, anche se l'affermazione secondo cui l'esaurimento in virtù del diritto comunitario riguarda unicamente la distribuzione all'interno della Comunità sembra deporre in tal senso. In ogni caso, sebbene quanto dichiarato nella relazione esplicativa possa presentare, in alcune circostanze, una certa utilità, l'effetto giuridico degli atti normativi, una volta che essi siano stati adottati, non può dipendere dal parere precedentemente espresso dalla Commissione in merito al probabile effetto della relativa proposta. La Corte è il massimo interprete. Per pronunciarsi sulla corretta interpretazione degli atti legislativi, la Corte presta particolare attenzione allo scopo, alla struttura e al testo della versione definitiva adottata. 46. Nella fattispecie ora in esame mi sembra che la ricorrente non affermi altro se non che l'articolo 9, n. 2, della direttiva concernente il diritto di noleggio e il diritto di prestito era ambiguo quando è stato introdotto. Benché sia inopportuno che la legislazione comunitaria presenti ambiguità, ciò non è del tutto inedito a volte, infatti, può risultare inevitabile. Proprio in tali circostanze la Corte viene chiamata ad interpretare la disposizione di cui trattasi. 47. Se l'articolo 9, n. 2, della direttiva concernente il diritto di noleggio e il diritto di prestito dovesse essere interpretato dalla Corte, ritengo che, per analogia con la sentenza Silhouette, la conclusione sarebbe la stessa. Detta disposizione, tuttavia, non costituisce l'oggetto delle questioni sottoposte alla Corte nella presente causa. Sulla sentenza Silhouette 48. La ricorrente sostiene che la Corte ha dichiarato a torto, nella sentenza Silhouette, che l'esaurimento internazionale poteva costituire un ostacolo al mercato interno al contrario il funzionamento del mercato interno sarebbe garantito se si abolisse l'esaurimento comunitario e si applicasse quello internazionale. 49. Questa tesi potrebbe essere esatta se l'esaurimento internazionale fosse obbligatorio per tutti gli Stati membri. Tale soluzione, tuttavia, non è stata proposta 32 . Come ho già rilevato 33 , il giudice nazionale chiede se l'articolo 4, n. 2, della direttiva sul diritto d'autore osti a che uno Stato membro mantenga l'esaurimento internazionale v. la seconda questione, esaminata in precedenza e, in caso affermativo, se tale disposizione sia invalida. Nella sentenza Silhouette, la Corte ha espressamente esaminato la questione se l'esaurimento internazionale facoltativo 34 costituisca un ostacolo al mercato interno e ha concluso che vietare siffatta opzione era l'unica [interpretazione] pienamente atta a realizzare la finalità della direttiva [sui marchi d'impresa], che è quello di salvaguardare il funzionamento del mercato interno. Infatti, una situazione nella quale alcuni Stati membri potrebbero stabilire l'esaurimento internazionale e altri soltanto l'esaurimento comunitario creerebbe inevitabilmente ostacoli alla libera circolazione delle merci e alla libera prestazione dei servizi 35 . 50. La ricorrente tenta di minimizzare la rilevanza della sentenza Silhouette, affermando che le sentenze della Corte relative alle disposizioni di direttive diverse dalla direttiva sul diritto d'autore formulate in maniera analoga all'articolo 4, n. 2, di detta direttiva sono irrilevanti ai fini della questione ora in esame. 51. Non sono d'accordo. La Corte ha sviluppato la dottrina dell'esaurimento comunitario in relazione a vari settori della proprietà intellettuale attraverso l'applicazione degli articoli 28 CE e 30 CE 36 . Il legislatore comunitario ha espressamente previsto l'esaurimento comunitario per vari settori della proprietà intellettuale in diverse direttive di armonizzazione fondate sull'articolo 95 CE 37 . Il principio sottostante a tale dottrina, con riguardo a tutti i settori della proprietà intellettuale, deriva direttamente dall'imperativo della libera circolazione delle merci nel mercato interno. Al pari della direttiva sui marchi d'impresa, la direttiva sul diritto d'autore è fondata sull'articolo 95 CE. Si tratta di una direttiva di armonizzazione e dal suo ampio preambolo emerge che il suo scopo principale consiste nel garanti[re] l'assenza di distorsioni della concorrenza nel mercato interno ed al fine di contribui[re] all'applicazione delle quattro libertà del mercato interno e [al] buon funzionamento del mercato interno 38 . Non vedo motivi per non dare peso alle sentenze della Corte relative a disposizioni simili adottate in un contesto analogo. 52. È vero che, in linea di principio, non esiste alcuna norma preminente secondo la quale la portata geografica dell'esaurimento dev'essere identica per tutti i diritti di proprietà intellettuale armonizzati dal diritto comunitario. Tuttavia concordo con il Consiglio che sarebbe difficile giustificare il fatto di conferire all'autore di un'opera letteraria o artistica un diritto di distribuzione più limitato rispetto a quello riconosciuto all'autore di una banca di dati. Inoltre i materiali audiovisivi come quelli in discussione nella fattispecie sono spesso tutelati da diritti di marchio, oltre che dal diritto d'autore e dai diritti connessi. Pertanto stabilire l'esaurimento internazionale del diritto di distribuzione dell'autore non avrebbe l'effetto voluto dalla ricorrente nella presente causa, in quanto i titolari di tali diritti di marchio potrebbero in ogni caso opporsi alle importazioni parallele di registrazioni non commercializzate nella Comunità da tali titolari o con il loro consenso. Sul principio di proporzionalità 53. La ricorrente, sostenuta dal governo polacco, afferma che, se l'applicazione uniforme dell'esaurimento internazionale produce lo stesso risultato sul mercato interno e risulta meno restrittiva rispetto all'esaurimento comunitario come a suo avviso accadrebbe effettivamente , il principio di proporzionalità richiede che venga imposto l'esaurimento internazionale anziché quello comunitario. 54. Il principio di proporzionalità è spesso pertinente per valutare misure specifiche e scelte operate nell'ambito di una politica globale adottata dal legislatore comunitario. Tuttavia tale principio non può essere utilizzato come mezzo per giudicare la legittimità della scelta politica fondamentale operata dal legislatore comunitario tra esaurimento internazionale obbligatorio ed esaurimento regionale obbligatorio. Esula dalle funzioni della Corte cercare di valutare tali considerazioni di ordine politico 39 . 55. Sempre in relazione al principio di proporzionalità, la ricorrente sostiene che il principio dell'esaurimento regionale non presenta alcun nesso con la lotta alla pirateria, scopo legittimo dell'articolo 4, n. 2, della direttiva sul diritto d'autore. Conseguentemente la Commissione ha abusato dei suoi poteri. 56. Come osservano correttamente il Consiglio e la Commissione, la lotta alla pirateria non costituiva l'obiettivo principale per il cui conseguimento il legislatore comunitario ha adottato la disposizione. In ogni caso a me sembra che il fatto che il diritto esclusivo di distribuzione non si esaurisca per le copie pirata in quanto tali copie non vengono messe in circolazione con il consenso dell'autore dimostri che l'articolo 4 costituisce effettivamente una disposizione adeguata per contrastare la distribuzione illegale. 57. Più in generale ritengo che il nocciolo dell'intero ricorso sia costituito in realtà dalla tesi vigorosamente difesa dalla ricorrente secondo cui il legislatore comunitario avrebbe operato una scelta politica errata optando per l'esaurimento regionale dei diritti anziché per il loro esaurimento internazionale. Se è perfettamente legittimo che la ricorrente deduca questa tesi e tenti di dimostrarne la fondatezza, la Corte non costituisce la sede adeguata in cui perseguire tale obiettivo. Sulla concorrenza 58. La ricorrente e il governo polacco sostengono che la regola dell'esaurimento comunitario è in contrasto con lo scopo fondamentale della Comunità consistente nel promuovere una maggiore concorrenza all'interno dell'Unione. L'esaurimento comunitario altererebbe il bilanciamento degli interessi troppo in favore del titolare del diritto e limiterebbe la scelta dei consumatori. 59. Anche questo argomento riporta alla questione se l'esaurimento internazionale obbligatorio sarebbe stato una scelta politica migliore rispetto al divieto dell'esaurimento internazionale. In tal senso l'argomento non può essere preso in considerazione 40 e, nella misura in cui è semplicemente diretto a contestare il principio dell'esaurimento comunitario in quanto tale, a mio parere, non può essere accolto. Infatti la concorrenza all'interno del mercato unico si rafforza con l'eliminazione delle anomalie di mercato che si verificano quando alcuni Stati membri applicano l'esaurimento internazionale e altri no. Pertanto l'esaurimento comunitario rafforza la concorrenza all'interno del mercato unico questo è infatti il suo obiettivo. Se la ricorrente intende migliorare la concorrenza a livello internazionale, posso solo concordare con il Parlamento che ciò non rientra tra gli obiettivi della Comunità. Sulla libertà di espressione 60. La ricorrente deduce che il principio dell'esaurimento comunitario è incompatibile con la libertà di espressione sancita dall'articolo 10 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo, in quanto avrebbe l'effetto di vietare le importazioni da paesi terzi e quindi impedirebbe ai cittadini di ricevere informazioni. 61. A norma della disposizione citata ogni persona ha diritto alla libertà di espressione, che include la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza considerazione di frontiere. È pacifico che l'articolo 10 include l'espressione di idee mediante film 41 . 62. L'Unione europea deve rispettare i diritti fondamentali quali sono garantiti dalla Convenzione 42 . 63. Ovviamente il divieto dell'esaurimento internazionale non equivale a vietare le importazioni da paesi terzi. Esso comporta semmai che alcuni beni tutelati dal diritto d'autore e dai diritti connessi e non distribuiti nella Comunità possono non essere disponibili nella Comunità o essere disponibili solo a un prezzo superiore a quello minimo ottenibile al di fuori della Comunità. 64. Poiché il creatore di un bene del genere può fare in modo che esso sia disponibile nell'intera Comunità mettendolo in commercio in uno Stato membro, è evidente che il principio dell'esaurimento comunitario non lede la libertà dell'autore di comunicare idee. 65. D'altro canto, il divieto dell'esaurimento internazionale potrebbe incidere in linea di principio sul diritto di ricevere idee, in quanto una persona che intenda acquistare un prodotto all'interno della Comunità potrebbe trovarsi nell'impossibilità di farlo, o potrebbe farlo solo per un prezzo superiore a quello praticato al di fuori della Comunità. Tuttavia, la Corte dei diritti dell'uomo ha dichiarato che il diritto alla libertà di ricevere informazioni implica in sostanza che uno Stato non possa impedire a una persona di ricevere informazioni che altri desiderano o potrebbero desiderare comunicarle 43 . Il divieto dell'esaurimento internazionale non comporta una restrizione di tale natura. 66. Quand'anche la Corte concludesse che nella fattispecie sussisteva una restrizione alla libertà di espressione, ritengo che tale restrizione sarebbe giustificabile. L'articolo 10, n. 2, della Convenzione dispone che l'esercizio della libertà di espressione, poiché comporta doveri e responsabilità, può essere sottoposto alle formalità, condizioni, restrizioni o sanzioni che sono previste dalla legge e che costituiscono misure necessarie, in una società democratica , per la protezione dei diritti altrui . 67. La Corte ha dichiarato che possono essere apportate restrizioni alla libertà di espressione, a condizione che tali restrizioni rispondano effettivamente ad obiettivi di interesse generale e non costituiscano, rispetto al loro scopo, un intervento sproporzionato e inaccettabile tale da ledere la sostanza stessa dei diritti tutelati. Occorre effettuare un bilanciamento tra gli interessi di cui si tratta ed accertare, con riferimento a tutte le circostanze di ciascuna fattispecie, se sia stato osservato un giusto equilibrio 44 . 68. Sembra chiaro che la scelta dell'esaurimento comunitario obbligatorio, anziché dell'esaurimento internazionale facoltativo, rappresenta un bilanciamento soddisfacente degli interessi di cui si tratta. La regolamentazione dei diritti di proprietà intellettuale nella Comunità rispecchia inevitabilmente un tentativo di bilanciare interessi contrapposti, quello del titolare del diritto e quello alla libera circolazione delle merci. La direttiva sul diritto d'autore tenta espressamente di conseguire tale equilibrio il preambolo evidenzia sia l'importanza del mercato interno 45 sia l'esigenza di un elevato livello di protezione della proprietà intellettuale 46 . Il terzo 'considerando' sottolinea inoltre che il legislatore era consapevole degli interessi contrapposti, laddove enuncia che l'armonizzazione proposta riguarda il rispetto dei principi fondamentali del diritto e segnatamente della proprietà, tra cui la proprietà intellettuale, della libertà d'espressione e dell'interesse generale . 69. La Corte ha dichiarato che, ai sensi dell'articolo 10, n. 2, della Convenzione, specifiche restrizioni all'esercizio della libertà di espressione possono risultare giustificate alla luce dello scopo legittimo di tutelare i diritti altrui 47 . 70. La Corte ha inoltre dichiarato che il margine di valutazione discrezionale di cui dispongono le autorità competenti per stabilire dove si trovi il giusto equilibrio tra la libertà di espressione e gli obiettivi menzionati all'articolo 10, n. 2, è variabile per ciascuno degli scopi che giustificano la limitazione di tale diritto e secondo la natura delle attività considerate. Qualora l'esercizio della libertà non contribuisca ad un dibattito di interesse generale 48 e, per giunta, ci si collochi in un contesto in cui gli Stati hanno un certo margine di valutazione discrezionale, il controllo si limita alla verifica del carattere ragionevole e proporzionale dell'ingerenza. Altrettanto vale per l'utilizzo commerciale della libertà d'espressione 49 . 71. Ritengo che, nella fattispecie, nulla indichi che la scelta del legislatore comunitario di optare per l'esaurimento comunitario obbligatorio anziché per l'esaurimento internazionale facoltativo fosse irragionevole o sproporzionata. Sulla parità di trattamento 72. La ricorrente deduce che il principio dell'esaurimento comunitario contravviene al principio della parità di trattamento. A titolo d'esempio essa rileva che un produttore turco può controllare edizioni turche nell'Unione europea, mentre un produttore greco non ha tale possibilità. Per contro un licenziatario greco, ad esempio di un libro, ha accesso all'intera Unione europea, mentre uno turco no. 73. Tali esempi, tuttavia, riguardano, da un lato, un titolare di diritti o un licenziatario stabilito in un paese terzo e, dall'altro, un titolare di diritti o un licenziatario stabilito nella Comunità. Il principio della parità di trattamento richiede che situazioni comparabili non siano trattate in maniera diversa e che situazioni diverse non siano trattate in maniera uguale, salvo che ciò non risulti obiettivamente giustificato. Pertanto, come rilevano il Consiglio, il Parlamento e la Commissione, il principio della parità di trattamento, in ogni caso, non richiederebbe che tali situazioni fossero trattate in maniera analoga. Fondamento normativo e accordi con paesi terzi 74. La ricorrente sostiene che la direttiva sul diritto d'autore è stata adottata su un fondamento normativo non corretto e che l'articolo 4, n. 2, comporta un possibile conflitto con accordi stipulati con paesi terzi. Purtroppo la ricorrente non adduce ulteriori argomenti a sostegno di questa tesi 50 . 75. Per quanto riguarda il fondamento normativo, concordo con il Consiglio e la Commissione che gli articoli 47, n. 2, CE, 55 CE e 95 CE 51 consentono al legislatore di adottare misure necessarie per il funzionamento del mercato interno armonizzando le normative nazionali in materia di diritto d'autore. Lo scopo della direttiva, e in particolare dell'articolo 4, consiste nella realizzazione del mercato interno v. in particolare il terzo 'considerando' 52 . Il fatto di stabilire un criterio armonizzato a livello comunitario per l'esaurimento dei diritti di distribuzione consente innegabilmente di conseguire tale obiettivo, dal momento che, in caso contrario, nel mercato interno coesisterebbero due regimi diversi - proprio la situazione che ha indotto la Corte a confermare, nella sentenza Silhouette 53 , che un'analoga armonizzazione nel contesto dei marchi d'impresa poteva fondarsi sull'articolo 95 CE. Nessun elemento della direttiva sembra indicare che quest'ultima abbia uno scopo diverso. Il fatto che essa incida in modo diverso sulle imprese di paesi terzi e su quelle comunitarie non ha nulla a che vedere con il suo fondamento normativo. 76. Per quanto riguarda gli accordi con paesi terzi, la ricorrente non ha affermato che una convenzione internazionale o un accordo bilaterale stipulato dalla Comunità impone a quest'ultima di adottare l'esaurimento internazionale. Né si è affermato che il Consiglio fosse obbligato a tenere conto della situazione dei titolari di diritti di proprietà intellettuale di paesi terzi quando ha adottato la direttiva. Pertanto eventuali discriminazioni nei confronti di tali titolari di diritti non possono inficiare il provvedimento. Le misure concernenti il mercato interno sono atte, per natura, ad incidere sulle importazioni da paesi terzi. Nondimeno esse possono essere correttamente fondate sull'articolo 95 CE 54 . Istruzione e patrimonio culturale 77. Infine la ricorrente deduce che il principio dell'esaurimento comunitario è in contrasto con il diritto all'istruzione articolo 153, n. 1, CE 55 e con il patrimonio culturale danese ed europeo articolo 151 CE 56 . 78. La ricorrente sembra voler affermare che il diritto all'istruzione e lo sviluppo della cultura danese ed europea vengono lesi in quanto gli operatori economici degli Stati membri non potrebbero importare prodotti dall'esterno della Comunità e in particolare dagli Stati Uniti. Per quanto riguarda l'articolo 153, n. 1, CE, il Consiglio, il Parlamento e la Commissione affermano in sostanza che la direttiva persegue anche l'obiettivo dell'istruzione v. quattordicesimo 'considerando' , che viene conseguito ammettendo una deroga al diritto d'autore nell'articolo 5, n. 3, lettera a , che riguarda l'utilizzo [che abbia] esclusivamente finalità illustrativa per uso didattico o di ricerca scientifica . Gli aspetti culturali sono stati presi in considerazione dal Consiglio, come emerge dal nono, undicesimo e dodicesimo 'considerando'. La Commissione osserva inoltre che non vede come l'articolo 4 possa pregiudicare i diritti invocati. Neanch'io vedo come ciò potrebbe accadere. Conclusione 79. Ritengo pertanto che le questioni sollevate dall' stre Landsret debbano essere risolte come segue 1 Dall'esame dell'articolo 4, n. 2, della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 22 maggio 2001, 2001/29/CE, sull'armonizzazione di taluni aspetti del diritto d'autore e dei diritti connessi nella società dell'informazione, non sono emersi elementi tali da inficiare la validità della disposizione citata. 2 L'articolo 4, n. 2, della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 2001/29/CE osta a che uno Stato membro mantenga l'esaurimento internazionale nella sua normativa. 2 - GU L 167, pag. 10. 3 - Nell'ambito del diritto comunitario, il diritto d'autore comprende i diritti esclusivi conferiti ad autori, compositori, artisti ecc., mentre i diritti connessi sono costituiti dai diritti analoghi riconosciuti ad esecutori musicisti, attori ecc. e imprenditori editori, produttori di film ecc. . 4 - Articolo 19. 5 - Mediante legge 17 dicembre 2002, n. 1051. 6 - Come si vedrà paragrafi 38 e 39 , il principio dell'esaurimento, quale sviluppato dalla Corte di giustizia, riguardava comprensibilmente solo l'esaurimento conseguente alla vendita nella Comunità. L'Accordo sullo Spazio economico europeo del 2 maggio 1992 GU 1994, L 1, pag. 3 ha esteso la regola ai prodotti venduti con il consenso del titolare del diritto in qualsiasi luogo all'interno del SEE v. articoli 6, 11 e 13 in combinato disposto con l'articolo 2 del Protocollo n. 28 sulla proprietà intellettuale . Inoltre, la maggior parte delle direttive citate alle note 7-12 è stata estesa a tutti i paesi del SEE gli Stati membri più Islanda, Liechtenstein e Norvegia e le loro disposizioni in materia di esaurimento sono state modificate in modo da prevedere un esaurimento a livello dell'intero SEE. Ai fini dell'analisi della presente causa, i principi si applicano nello stesso modo all'esaurimento a livello dell'Unione europea e a quello a livello del SEE. Poiché tale distinzione è priva di incidenza sul caso in esame, nel prosieguo delle presenti conclusioni utilizzerò indifferentemente le espressioni esaurimento comunitario ed esaurimento regionale . 7 - Direttiva del Consiglio 19 novembre 1992, 92/100/CEE, concernente il diritto di noleggio, il diritto di prestito e taluni diritti connessi al diritto di autore in materia di proprietà intellettuale GU L 346, pag. 61 . 8 - Direttiva del Consiglio 14 maggio 1991, 91/250/CEE, relativa alla tutela giuridica dei programmi per elaboratore GU L 122, pag. 42 . 9 - Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 11 marzo 1996, 96/9/CE, relativa alla tutela giuridica delle banche di dati GU L 77, pag. 20 . 10 - Prima direttiva del Consiglio 21 dicembre 1988, 89/104/CEE, sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di marchi d'impresa GU 1989, L 40, pag. 1 . 11 - Articolo 15 della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 13 ottobre 1998, 98/71/CE, sulla protezione giuridica dei disegni e dei modelli GU L 289, pag. 28 . 12 - Articolo 5, n. 5, della direttiva del Consiglio 16 dicembre 1986, 87/54/CEE, sulla tutela giuridica delle topografie di prodotti a semiconduttori GU 1987, L 24, pag. 36 . 13 - Citata al precedente paragrafo 7. 14 - Nota riguardante la versione inglese delle conclusioni. 15 - Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sull'armonizzazione di taluni aspetti del diritto d'autore e dei diritti connessi nella società dell'informazione, COM 97 628 def. GU 1998, C 108, pag. 6 . 16 - Citata alla nota 10. 17 - Sentenza 16 luglio 1998, causa C-355/96 Racc. pag. I-4799 . 18 - V. nota 6, relativa all'estensione all'intero SEE dell'articolo 7, n. 1. 19 - Punto 18. 20 - V. infra, paragrafi 38-40. 21 - Punto 21. 22 - Paragrafo 17. 23 - Sentenza 8 giugno 1971, causa 78/70 Racc. pag. 487 . 24 - V. nota 3. 25 - Punti 12 e 13. 26 - Sentenza 22 gennaio 1981, causa 58/80 Racc. pag. 181 . 27 - Punto 12. 28 - Sentenza 31 ottobre 1974, causa 16/74, Winthrop Racc. pag. 1183 . 29 - Sentenza 31 ottobre 1974, causa 15/74, Sterling Drug Racc. pag. 1147 . 30 - Proposta di direttiva del Consiglio concernente il diritto di noleggio, il diritto di prestito e taluni diritti connessi al diritto d'autore, del 24 gennaio 1991 GU C 53, pag. 53 . 31 - COM 90 586 def., commentario dell'articolo 7, n. 2, precursore dell'articolo 9, n. 2. 32 - Né, in realtà, è stata proposta nella causa Silhouette v. le conclusioni dell'avvocato generale Jacobs, paragrafo 31 e il punto 19 della sentenza. 33 - Paragrafo 17. 34 - Vale a dire, il fatto di consentire agli Stati membri, qualora optassero per tale alternativa, di mantenere l'esaurimento internazionale in aggiunta all'esaurimento comunitario obbligatorio istituito dal legislatore comunitario. 35 - Punto 27. V. anche paragrafi 41 e 42 delle conclusioni. 36 - V. precedenti paragrafi 38-40. 37 - Direttiva concernente il diritto di noleggio e il diritto di prestito, citata alla nota 7, direttiva sui programmi per elaboratore, citata alla nota 8, direttiva sulle banche di dati, citata alla nota 9, direttiva sui marchi d'impresa, citata alla nota 10, direttiva 98/71, sulla protezione giuridica dei disegni e dei modelli, citata alla nota 11 e direttiva 87/54, sulla tutela giuridica delle topografie di prodotti a semiconduttori, citata alla nota 12. 38 - Primo, terzo e settimo 'considerando', citati al precedente paragrafo 7. 39 - Conclusioni nella causa Silhouette, paragrafo 51. Va inoltre rilevato che la questione del giudice nazionale non riguarda l'imposizione dell'esaurimento internazionale obbligatorio. 40 - Si può osservare che lo stesso argomento è stato dedotto senza successo nella causa Silhouette v. paragrafi 48-53 delle conclusioni. 41 - Come ha ammesso la Corte europea dei diritti dell'uomo nella sentenza Otto-Preminger-Institut/Austria, A 295-A 1994 . 42 - Articolo 6, n. 2, del Trattato sull'Unione europea, che ribadisce principi sviluppati da una giurisprudenza costante v. ad esempio sentenza 12 giugno 2003, causa C-112/00, Schmidberger, Racc. pag. I-5659, punti 71-73 e giurisprudenza ivi citata . 43 - Sentenza Leander/Svezia, A 116 1987 , punto 74 il corsivo è mio . 44 - Sentenza Schmidberger, citata alla nota 42, punti 80 e 81. 45 - V., in particolare, primo, terzo e settimo 'considerando', citati al precedente paragrafo 7. 46 - V., in particolare, quarto, nono e decimo 'considerando', citati al precedente paragrafo 7. 47 - Sentenza 6 marzo 2001, causa C-274/99 P, Connolly/Commissione Racc. pag. I-1611, punto 46 . In tale contesto si può osservare che l'articolo 1 del Primo protocollo della Convenzione tutela il diritto di proprietà, che include la proprietà intellettuale v. sentenza Smith Kline e French Laboratories/Paesi Bassi, 66 DR 70, pag. 79 1990 . 48 - Nel senso della partecipazione a un dibattito di interesse generale, v. sentenza VGT Verein gegen Tierfabriken/Svizzera, Reports of Judgments and Decisions 2001-VI, punti 69-70, che cita la sentenza Hertel/Svizzera, Reports 1998-VI, pagg. 2325-26, in cui la Corte dei diritti dell'uomo ha dichiarato quanto segue Occorre tuttavia ridurre il margine di discrezionalità quando sono in gioco non solo dichiarazioni di natura puramente commerciale di un determinato individuo, ma la sua partecipazione a un dibattito di interesse generale, ad esempio sulla sanità pubblica punto 47 . 49 - Sentenza 25 marzo 2004, causa C-71/02, Karner Racc. pag. I-3025, punto 51 , che cita la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo compresa la sentenza VGT Verein gegen Tierfabriken, richiamata alla nota 48 . 50 - Benché egli abbia espresso all'udienza il punto di vista che la mancanza di fondamento normativo derivasse dal fatto che l'imposizione dell'esaurimento comunitario restringe la concorrenza. Tale argomento è stato esaminato nei precedenti paragrafi 57 e 58. 51 - V. precedente paragrafo 6. 52 - Citato al precedente paragrafo 7. 53 - Citata alla nota 17. 54 - V. anche le conclusioni nella causa Silhouette, paragrafo 46, in cui si rileva che l'articolo 7, n. 1, della direttiva sui marchi d'impresa, se interpretata nel senso che vieta l'esaurimento internazionale, non regolerebbe le relazioni tra Stati membri e Stati terzi e i punti 28 e 29 della sentenza in detta causa. 55 - Al fine di promuovere gli interessi dei consumatori ed assicurare un livello elevato di protezione dei consumatori, la Comunità contribuisce a tutelare la salute, la sicurezza e gli interessi economici dei consumatori nonché a promuovere il loro diritto all'informazione, all'educazione . 56 - La Comunità contribuisce al pieno sviluppo delle culture degli Stati membri .