Integrazione del contraddittorio: quando la notifica deve essere personale

Se passa più di un anno dalla pubblicazione della sentenza di primo grado l'atto deve essere consegnato direttamente alla parte

Se passa più di un anno dalla pubblicazione del verdetto di primo grado, la comunicazione dell'atto con cui si integra il contraddittorio in appello deve essere fatta alla parte personalmente. Con la sentenza 2197/06 - depositata il 1 febbraio e qui integralmente leggibile tra i documenti allegati - le Sezioni unite civili della Cassazione, infatti, hanno risolto un vecchio contrasto giurisprudenziale affermando il seguente principio di diritto la notificazione dell'atto di integrazione del contraddittorio in cause inscindibili ai sensi dell'articolo 331 Cpc, qualora sia decorso oltre un anno dalla data di pubblicazione della sentenza, deve essere effettuata alla parte personalmente . Il problema dell'individuazione del luogo di notificazione, in questa particolare ipotesi, non costituiva infatti oggetto di espressa disciplina da parte dell'articolo 331 Cpc. Per risolvere la quaestio iuris, quindi, il massimo Consesso di piazza Cavour ha richiamato un altra norma, l'articolo 330, comma 3, che prescrive la notifica personale dell'impugnazione soltanto in due ipotesi a quando manca la dichiarazione di residenza o l'elezione di domicilio come avviene nel caso in cui nel giudizio concluso dalla sentenza oggetto dell'impugnazione la parte destinataria della notifica sia rimasta contumace, ovvero sia mancata la dichiarazione o l'elezione da parte del soggetto comparso personalmente ove ciò sia consentito b in ogni caso, dopo un anno dalla pubblicazione della sentenza, se l'impugnazione è ancora ammessa.

Cassazione - Su civili - sentenza 29 settembre 2005 - 1 febbraio 2006, n. 2197 Presidente Carbone - relatore Predeu Ricorrente Fais Svolgimento del processo Con atto notificato il 23 novembre 2000 Giorgio Fais ha proposto ricorso avverso la sentenza della Corte d'appello di Milano pubblicata il 31 dicembre 1999, resa in controversia avente ad oggetto la risoluzione di una compravendita immobiliare, nei confronti di Studio Busto Arsizio di L. Ferrara & C. Sas e di Giovanni, Maria Teresa, Rita, Giuseppe ed Anna Bordin. All'udienza del 17 giugno 2003 la seconda sezione civile della Corte di cassazione ha disposto l'integrazione del contraddittorio con la rinnovazione della notifica a tre intimati, ai quali il ricorso era stato notificato invalidamente. Nuovamente fissata la causa, la seconda sezione, rilevato che la notifica dell'atto di integrazione del contraddittorio era stata effettuata presso il procuratore che aveva rappresentato gli intimati nel giudizio di appello, e non agli intimati personalmente, pur essendo trascorso oltre un anno dalla pubblicazione della sentenza impugnata, e che nella giurisprudenza della Corte vi è contrasto, sul tema della notificazione dell'atto di integrazione del contraddittorio nei giudizi di impugnazione che avvenga successivamente alla scadenza del termine annuale stabilito dall'articolo 330, comma 3, Cpc, tra la tesi secondo cui la notifica deve essere effettuata personalmente alla parte, poiché il termine suddetto corrisponde al limite massimo di tempo oltre il quale si presume cessato ogni rapporto tra il destinatario dell'atto ed il suo difensore sentenza 588/63 2956/69 36/1976 1630/77 Su ordinanza 1018/97 15023/00 e la tesi secondo cui l'atto di integrazione del contraddittorio deve essere notificato presso il procuratore costituito, in considerazione degli effetti stabilizzanti che l'impugnazione, se tempestivamente proposta nei confronti anche di uno soltanto dei litisconsorzi necessari, determina anche per gli altri, ai quali l'atto non sia stato notificato o lo sia stato invalidamente sentenza 5004/79 966/83 11076/02 , con ordinanza del 12 luglio 2004 ha trasmesso gli atti al primo Presidente per l'eventuale assegnazione del ricorso alle Sezioni Unite per la composizione del contrasto. In tal senso è stato disposto. Motivi della decisione 1. Costituisce oggetto di contrasto l'individuazione del luogo di notificazione dell'atto di integrazione del contraddittorio in cause inscindibili nei giudizi di impugnazione, ai sensi dell'articolo 331 Cpc, qualora sia decorso oltre un anno dalla data di pubblicazione della sentenza. 1.1. Secondo un primo orientamento, la notifica dell'atto, dopo il decorso di un anno dalla pubblicazione della sentenza impugnata, deve essere effettuata alla parte personalmente sentenza 588/63 2956/68 36/1976 1630/77 Su ordinanza 1018/97 15023/00 7746/04 . 1.2. Altra tesi ritiene invece che la notifica deve essere effettuata presso il procuratore costituito nel precedente grado del giudizio sentenza 5004/79 966/83 11706/02 19659/04 . 2. A sostegno della prima soluzione, sinteticamente argomentata, viene sottolineata la non conformità di una notifica al procuratore alla fattispecie legale prevista dall'articolo 330, comma 3, Cpc, secondo cui Quando manca la dichiarazione di residenza o l'elezione di domicilio e, in ogni caso, dopo un anno dalla pubblicazione della sentenza, l'impugnazione, se è ancora ammessa dalla legge, si notifica personalmente a norma degli articoli 137 e seguenti , norma senz'altro ritenuta applicabile al caso di specie. 3. Più articolato è il tessuto argomentativo che sorregge il secondo indirizzo. La sentenza 5004/79, inaugurando il nuovo orientamento, ha ritenuto non validamente eseguita la notifica dell'atto di integrazione, considerando applicabile alla fattispecie il disposto di cui al primo comma, seconda parte, dell'articolo 330 Cpc, e non invece il disposto dell'ultimo comma del medesimo articolo, con conseguente inammissibilità del ricorso, sulla base delle seguenti considerazioni La qualità di domiciliatario della parte, che permane nel procuratore ad litem dopo l'esaurimento del grado di giudizio chiuso con la pubblicazione della sentenza soggetta ad impugnazione, è bensì temporanea, poichè dura soltanto per il periodo di un anno dalla pubblicazione della sentenza ma tale temporaneità è collegata allo stato di quiescenza del rapporto processuale, iniziato con l'esaurimento di quel grado del giudizio e perdurante fino alla riattivazione del rapporto davanti al giudice dell'impugnazione. Riattivato il rapporto processuale, la detta qualità di domiciliatario si stabilizza divenendo definitiva, si da non avere più alcuna influenza su di essa il decorso dell'anno dalla pubblicazione della sentenza pronunciata. nel precedente grado del giudizio e ciò sia nei confronti della parte alla quale è stato notificato l'atto di impugnazione il che ha rilevanza per quegli atti che possono eventualmente essere compiuti e notificati dopo la notificazione dell'atto di impugnazione e prima della costituzione della parte alla quale tale atto è stato notificato , sia nei confronti di quegli altri soggetti che, già parti nel precedente grado del giudizio, devono esserlo anche in quello di impugnazione, trattandosi di causa inscindibile o di cause tra loro dipendenti articolo 331 Cpc . Le quali altre parti necessarie del giudizio di impugnazione, del resto, dovevano essere chiamate in causa fin dal momento della riattivazione del rapporto processuale, mediante la notificazione anche ad esse dell'atto di impugnazione sicché quel momento è rilevante per la determinazione del modo di notificazione dell'atto di integrazione del contraddittorio, consistente, in definitiva, nella ritardata proposizione dell 'impugnazione nei confronti di quelle parti necessarie . Tale motivazione è poi pedissequamente riprodotta nella sentenza 966/8. Sono conformi sul principio le sentenze 11076/02, 19659/04. 4. Va altresì rilevato che sussiste contrasto anche circa le conseguenze della errata notificazione, poiché alcune sentenze ricollegano ad essa la nullità, sanabile, della notificazione 2956/68 1630/77 Su 1018/97 15023/00 , mentre un orientamento più radicale ne predica l'inesistenza 7746/04 . 5. Queste Sezioni unite fanno proprio l'indirizzo secondo cui, nei giudizi di impugnazione, la notificazione dell'atto di integrazione del contraddittorio in cause inscindibili ai sensi dell'articolo 331 Cpc, qualora sia decorso oltre un anno dalla data di pubblicazione della sentenza, deve essere effettuata alla parte personalmente. Lo sorreggono le seguenti considerazioni. 5.1. L'individuazione del luogo di notificazione dell'atto dì integrazione del contraddittorio, nei giudizi di impugnazione, in cause inscindibili, non costituisce oggetto di espressa disciplina da parte dell'articolo 331. La relativa disciplina va quindi desunta da altre norme, e la più acconcia a tal fine appare quella dettata dall'articolo 330, comma 3, Cpc. La norma racchiusa nel comma 3 dell'articolo 330 prescrive la notifica personale dell'impugnazione in due ipotesi a quando manca la dichiarazione di residenza o l'elezione di domicilio come avviene nel caso in cui nel giudizio concluso dalla sentenza oggetto dell'impugnazione la parte destinataria della notifica sia rimasta contumace, ovvero sia mancata la dichiarazione o l'elezione da parte del soggetto comparso personalmente ove ciò sia consentito. Su 12593/93 b in ogni caso, dopo un anno dalla pubblicazione della sentenza, se l'impugnazione è ancora ammessa. Giova soffermarsi sulla seconda ipotesi, riferibile, in ragione dell'esordio potenzialmente onnicomprensivo della formula adottata, ad ogni caso di notifica di atto di impugnazione che avvenga dopo un anno dalla pubblicazione della sentenza, ove ciò sia consentito, e nella quale va quindi individuata una regola generale circa le modalità della notificazione ultrannale degli atti di impugnazione. La regola in questione, con la quale viene privilegiata la notifica alla parte personalmente e non presso il procuratore, secondo opinione largamente condivisa trova la sua giustificazione razionale nella ragionevole presunzione che oltre l'anno dalla pubblicazione della sentenza viene verosimilmente a cessare il rapporto tra la parte ed il suo procuratore domiciliatario Su 12593/93 10005/95 13342/00 7746/04 La ragione fondante della menzionata presunzione vale a connotare la regola della notifica alla parte personalmente come norma di garanzia per il destinatario, non egualmente tutelato da una notifica presso un avvocato con il quale, per effetto del decorso del tempo, il rapporto professionale è verosimilmente ormai cessato. E l'avvenuto decorso di un anno dalla pubblicazione della sentenza è appunto il termine che il legislatore ha considerato congruo per presumere che la cessazione del rapporto professionale sia avvenuta. Periodo di un anno che non è fissato per il compimento di atti processuali entro un determinato termine, ma solo per ricollegare ad esso la valutazione della persistenza o meno del rapporto tra la parte ed il suo procuratore, analogamente a quanto è previsto dall'articolo 288, comma 3, Cpc secondo cui se la correzione della sentenza è chiesta dopo un anno dalla pubblicazione, il ricorso ed il decreto debbono essere notificati alle altre parti personalmente , e dall'articolo 479, comma 3, Cpc che consente la notificazione del titolo esecutivo ai sensi dell'articolo 170 se il titolo è costituito da una sentenza e la notificazione avviene entro l'anno dalla pubblicazione . Della norma racchiusa nell'articolo 330, comma 3, seconda parte, la giurisprudenza ha fatto applicazione, in primo luogo, nel caso dell'impugnazione del contumace, consentita dall'articolo 327, comma 2, Cpc, anche oltre l'anno dalla pubblicazione della sentenza maggiorato di quarantasei giorni a seguito dell'introduzione della legge sulla sospensione dei termini per il periodo feriale con la legge 742/79 Su sentenza 12593/93 , quando il contumace dimostra di non aver avuto conoscenza del processo per nullità della citazione o della notificazione di essa, e per nullità della notificazione degli atti di cui all'articolo 292 Cpc. Ma l'ambito di applicazione della regola non può essere ritenuto ristretto, in ragione della coincidenza tra termine annuale ex articolo 327, comma 1, e termine di un anno decorso il quale la notifica va effettuata personalmente ex articolo 330, comma 3, alla sola ipotesi dell'impugnazione tardiva del contumace, ammessa dall'articolo 327, comma 2, dovendosi considerare, per un verso, che una siffatta lettura unidirezionale della disposizione confligge con la inequivoca previsione normativa, secondo cui in ogni caso , e quindi nell'ambito di una indeterminata pluralità di ipotesi, dopo un anno dalla pubblicazione della sentenza la notifica dell'impugnazione deve essere effettuata personalmente, e, per altro verso, che l'ordinamento conosce, oltre a quella di cui all'articolo 327, comma 2, altre ipotesi in cui la notifica di una impugnazione, o di atto a questa equiparabile, può avvenire, per legge o per provvedimento del giudice, dopo che si è verificato il decorso del termine di un anno dalla pubblicazione della sentenza. La norma si presta quindi ad essere applicata, oltre che all'impugnazione tardiva del contumace, anche nelle seguenti altre ipotesi. Alla rinnovazione, disposta ai sensi dell'articolo 291, comma 1, Cpc, della notificazione dell'impugnazione affetta da nullità, da eseguire oltre l'anno maggiorato come sopra detto dalla pubblicazione della sentenza sentenza 10246/97 15023/00 . Alle impugnazione straordinarie, quali la revocazione ex articolo 395, n. 1, 2, 3 e 6 Cpc, per la quale, pur non operando il termine annuale articolo 327, comma 1, Cpc , la notificazione, se è effettuata oltre tale termine, deve avvenire personalmente, così come per l'opposizione di terzo ex articolo 404, comma 1, Cpc. Alla denuncia di conflitto, positivo o negativo, di giurisdizione tra giudici speciali e tra questi ed i giudici ordinari, ex articolo 362, comma 2, n. 1, Cpc e alla quale, pur non trattandosi di mezzo di impugnazione, viene applicata la regola della notifica personale ex articolo 330, comma 3 Su 12727/97 . Nel solco di siffatta ampia applicazione della norma, non sembra sussistere ostacolo alla sua piena estensione anche al caso, qui esaminato, della notificazione dell'atto di integrazione del contraddittorio, nei giudizi di impugnazione. in cause inscindibili, ai sensi dell'articolo 331 Cpcomma .2. Come detto, alcune decisioni di questa Corte hanno ritenuto inapplicabile l'articolo 330, comma 3, seconda parte, alla notifica dell' integrazione del contraddittorio in cause inscindibili, ed hanno statuito che la notificazione, oltre l'anno, va fatta non alla personalmente alla parte, ma al procuratore costituito nel giudizio a quo. Nelle sentenze 11706/02 e 19659/04 la tesi è argomentata nei seguenti termini. Viene anzitutto ribadita la rilevanza, affermata dalla sentenza 5004/79, degli effetti stabilizzanti della tempestiva impugnazione proposta nei confronti di una delle parti del processo, in ipotesi di cause inscindibili o tra loro dipendenti. Effetti stabilizzanti che, nei processi relativi a cause inscindibili o tra loro dipendenti, si verificano nei confronti di tutte le parti alle quali la notificazione dell'impugnazione avrebbe dovuto essere diretta ovvero sia stata invalidamente diretta, in conseguenza della particolare struttura del giudizio di impugnazione in cause inscindibili. In queste cause, per evitare la formazione del giudicato sulla sentenza stessa, è sufficiente che l'impugnazione sia proposta nei termini di rito almeno nei confronti di una delle parti, salvo il dovere del giudice di disporre l'integrazione del contraddittorio, nei confronti dei litisconsorti pretermessi. Si rileva ancora che tali principi si giustificano solo ove si ritenga che la proposizione tempestiva dell'impugnazione nei confronti di una delle parti sia idonea a riaprire la fase di impugnazione nei confronti di tutte le altre parti, per cui l'ordine di integrazione non ha la funzione di consentire una impugnazione non più ammissibile, per decorso del termine, nei confronti delle parti pretermesse, ma ha invece quella di garantire l'unità del giudizio di impugnazione. Che sia proprio quella ora ricordata la funzione dell'articolo 331 - sì osserva - può desumersi dal fatto che la integrazione del contraddittorio può essere effettuata anche da un soggetto diverso dall'originario impugnante e che la spontanea costituzione in giudizio della persona nei cui confronti l'ordine doveva essere eseguito esclude la sanzione dell'inammissibilità del ricorso. Si afferma, conclusivamente, che, se l'impugnazione tempestivamente proposta nei confronti di almeno una delle parti, in cause inscindibili, è idonea a rìtenere aperta la fase di impugnazione nei confronti di tutte le altre parti e se scopo dell'ordine di integrazione non è quello di consentire una impugnazione non più ammessa, perchè oramai tardiva nei confronti delle parti pretermesse, ma piuttosto quello di fare intervenire nel giudizio queste ultime, che dovevano essere chiamate nel giudizio fin dalla riattivazione del rapporto processuale, mediante la notificazione anche ad esse dell'atto di impugnazione, deve ritenersi che sia quello, cioè quello della riattivazione, il momento rilevante per la determinazione del luogo di notificazione dell'atto di integrazione, che tiene il luogo della notificazione che la parte impugnante ha omesso di notificare o ha invalidamente notificato alla parte che per ragioni di inscindibilità della causa doveva partecipare al giudizio di impugnazione. 5.3. La tesi non merita adesione. Per contrastarla è sufficiente notare che essa non spiega perchè, pur essendo presente nel codice una norma, qual è l'articolo 330, comma 3, seconda parte, che individua il luogo di notificazione dell'impugnazione disponendo che, in ogni caso, dopo il decorso di un anno dalla pubblicazione della sentenza, l'impugnazione si notifica personalmente a norma degli articoli 137 e seguenti Cpc, la disciplina della notifica dell'atto di integrazione del contraddittorio debba essere ricercata altrove. L'atto di integrazione del contraddittorio nei giudizi di impugnazione in cause inscindibili ha certamente la peculiare funzione posta in risalto dalle sentenze 11706/02 e 19659/04, ma la notifica di esso integra pur sempre notifica di una impugnazione, sicchè non si ravvisa alcuna incompatibilità con la previsione del citato articolo 330, comma 3, seconda parte. Tanto più che, in definitiva, le citate pervengono ad individuare il luogo della notifica presso il procuratore sempre in base all'articolo 330, e precisamente al comma 1, con conseguente applicazione delle regole sull'individuazione del luogo di notificazione dell'impugnazione. 6. In conclusione, il contrasto va composto formulando il seguente principio Nei giudizi di impugnazione, la notificazione dell'atto di integrazione del contraddittorio in cause inscindibili ai sensi dell'articolo 331 Cpc, qualora sia decorso oltre un anno dalla data di pubblicazione della sentenza, dove essere effettuata alla parte personalmente. 7. Va ancora precisato, nel solco di una ormai cospicua giurisprudenza, che l'inosservanza delle regole circa il luogo di notifica dell'atto di integrazione del contraddittorio, nel caso in cui sia decorso oltre un anno dalla pubblicazione della sentenza, ai sensi dell'articolo 330, comma 3, presso il procuratore anziché alla parte personalmente, non determina inesistenza, bensì solo nullità della notificazione sanabile mediante rinnovazione. Hanno infatti statuito queste sezioni unite che, nei casi in cui la legge prescrive la notificazione dell'atto alla parte personalmente, con le modalità e nei luoghi di cui agli articoli 138 e seguenti Cpc, la notificazione presso il procuratore della parte medesima, costituito nel giudizio cui l'atto da notificare ha attinenza, espressamente disciplinata dall'ordinamento processuale, integra una mera violazione della prescrizione in tema di forma, e non già l'impossibilità di riconoscere nell'atto la rispondenza al modello legale della sua categoria, con conseguente nullit ai sensi dell'articolo 160 Cpc, ed operatività dei rimedi della rinnovazione articolo 162, 291 Cpc o della sanatoria articolo 156, terzo comma, 157, 164 Cpc Su 5459/04, con riferimento alla notificazione del ricorso per cassazione per conflitto di giurisdizione ex articolo 362, comma 2, n. 1, Cpc Su 3075/03, con riferimento alla notificazione dell'atto introduttivo del giudizio di impugnazione del lodo arbitrale 12767/00, in tema dì notificazione dell'atto di riassunzione del processo davanti al giudice di rinvio ma v. già, con specifico riferimento alla notificazione ultrannale dell'atto di integrazione del contraddittorio, 1630/77 Su 1018/97 15023/00 . 8. va disposta la restituzione degli atti alla seconda sezione. PQM La Corte compone il contrasto nei sensi dì cui in motivazione. Rimette gli atti alla seconda sezione.