Patrocinio a spese dello Stato: la liquidazione spetta sempre al giudice del procedimento principale

Per questo il tribunale del riesame non può mai essere ritenuto competente. Il Palazzaccio risolve un conflitto sollevato dagli uffici giudiziari di Bari e dà torto alla Corte d'assise d'appello

In tema di patrocinio a spese dello Stato, competente a provvedere alla liquidazione dei compensi professionali relativi ai procedimenti de libertate, anche dopo il novum normativo introdotto con il Testo Unico sulle spese di giustizia è il giudice del procedimento principale e non già quello de libertate. Nemmeno le nuove norme sulle spese di giustizia possono essere invocate dai giudici del merito per liberarsi delle istanze di liquidazione. La Cassazione, risolvendo un conflitto negativo di giurisdizione tra tribunale del riesame e corte d'assise d'appello di Bari, ha dato ragione ai magistrati del riesame che avevano già ribadito di non poter decidere sull'istanza di liquidazione. Nei documenti correlati i provvedimenti del Tribunale del riesame e della Cassazione che sono disponibili anche sul sito www.giurisprudenzabarese.it

Tribunale di Bari - Sezione riesame - sentenza 19 dicembre 2005 Presidente De Palma - Relatore Abbattista Con istanza depositata in data 21 luglio 2005 presso la Cancelleria della Corte di assise di Bari, l'avv. Roberta Rubino, in qualità di difensore di De Felice Giovanni, nato a Bari il 14 dicembre 1979, imputato nel procedimento penale n. 12/01 Reg. Gen. C. Ass. BA, richiedeva a detta Corte la liquidazione dei propri onorari professionali, come da allegata nota specifica, per l'attività difensiva prestata, dinanzi al Tribunale del riesame di Bari, in un procedimento di nuovo esame in seguito a sentenza della Sc di annullamento con rinvio di ordinanza reiettiva emessa agli esiti dell'originario giudizio di riesame ex articolo 309 Cpp proc. n. 6/05 R.T.L. BA, conclusosi con ordinanza del 6.7.2005 , instaurato in seguito all'emanazione, in data 28 febbraio 2004, da parte della Corte procedente, che pronunciava sentenza di condanna del De Felice alla pena di anni 15 di reclusione, di ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere nei confronti dell'imputato, ammesso al patrocinio a spese dello Stato, a norma degli articoli 74 e ss. del D.Lgs 115/02, con provvedimento della Corte di assise di Bari del 17 dicembre 2003. Con provvedimento formale del 28 ottobre 2005, la Corte di assise di Bari, rilevava, a norma dell'articolo 83, comma 2, Dpr 115/02, di non poter liquidare il compenso richiesto dal difensore in quanto correlato a procedimento di carattere incidentale cautelare, svoltosi integralmente dopo la pronuncia della sentenza di primo grado, intervenuta in data 28 febbraio 2004. Con provvedimento del 18 novembre 2005, anche la 1^ Corte di assise di appello di Bari, successivamente investita di identica richiesta da parte del difensore, richiamato l'orientamento giurisprudenziale alla cui stregua i procedimenti incidentali de libertate vanno ritenuti connotati da così spiccate caratteristiche di autonomia da costituire un sistema in sé concluso, per cui il relativo giudice ben può adottare il provvedimento di liquidazione dei compensi dovuti al difensore della persona ammessa al gratuito patrocinio per l'attività svolta dinanzi ad esso, in sede di riesame o di appello in termini Cassazione, Sezione prima, 1.2-16.5.2000, Martinez , dichiarava la propria incompetenza a provvedere in merito all'istanza suddetta, disponendo la trasmissione degli atti al Tribunale del riesame di Bari, individuato quale organo competente. Rileva l'intestato Tribunale, investito dalla Corte procedente della suddetta competenza, come, anche dopo l'entrata in vigore del Dpr 115/02, recante il Tu delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia e disciplinante, tra l'altro, a norma degli articoli 90 e ss., anche la materia del patrocinio a spese dello Stato nel processo penale, si sia registrato un aperto contrasto nella giurisprudenza della Sc, investita dei relativi conflitti di competenza tra organi giudicanti ex articolo 28 Cpp, in ordine all'individuazione del giudice competente a decidere per la liquidazione dei compensi relativi ad attività difensiva espletata dinanzi al Tribunale del riesame. Sul punto, appare opportuno procedere, in via preliminare, al puntuale scandaglio delle principali problematiche ermeneutiche emerse già sotto la vigenza della vecchia legge 217/90 ed acuite con l'entrata in vigore del prefato Tu. Invero, due risultano essere i punti più controversi in seguito all'entrata in vigore del citato Testo Unico sulle spese di giustizia l'individuazione del giudice competente a decidere sull'ammissione al patrocinio a spese dello Stato nel caso di presentazione della relativa istanza in sede di procedimento di riesame ovvero di appello cautelare ex articolo 310 Cpp ed, appunto, l'individuazione del giudice competente a decidere sulla liquidazione dei compensi relativi ad attività difensiva espletata dinanzi al tribunale del riesame. Già sotto la vigenza della legge 217/90, si era registrato contrasto interpretativo in ordine all'individuazione del giudice competente a decidere sull'ammissione al patrocinio a spese dello Stato nell'ipotesi di presentazione dell'istanza in sede di procedimento di riesame. Secondo la più diffusa interpretazione degli articoli 2, 7 e 15 della legge 217/90, tuttavia, non residuavano soverchi dubbi nell'ipotesi di presentazione dell'istanza nel corso delle indagini preliminari, individuandosi il giudice competente a ricevere l'istanza nel G.I.P. disponeva testualmente l'articolo 7, comma 1, legge cit. che l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato può essere chiesta anche nella fase delle indagini preliminari e che in tal caso l'istanza deve essere presentata al G.I.P. competente per il fatto per cui si procede e non rilevandosi, nella lettera dell'articolo 15, la previsione normativa dell'autonomia procedimentale del riesame ai fini della presentazione di istanza e della consequenziale liquidazione del patrocinio a spese dello Stato. Del pari, laddove la procedura di riesame si svolgesse mentre era già in corso il processo, si riteneva che competente a provvedere sulla richiesta di patrocinio a spese dello Stato, anche per la fase incidentale de libertate, fosse il giudice del processo principale. La situazione non pare essere oggi mutata, giacché il legislatore, nel trasfondere la previgente disciplina nel Tu delle spese di giustizia, pur non riproducendo la norma del vecchio articolo 7 legge 217/90, nulla ha innovato in materia di presentazione dell'istanza nella fase delle indagini preliminari. La correttezza di detta opzione ermeneutica appare confortata, oltre che da significativi arresti giurisprudenziali, dal tenore complessivo dei lavori preparatori del Tusg ed, in particolare, dal contenuto della Relazione illustrativa, in cui il legislatore ha evidenziato le ragioni della mancata riproposizione, nel nuovo testo normativo, di una norma corrispondente a quella racchiusa nell'articolo 7, comma 1, della vecchia legge 217/90. Al riguardo, si è, infatti, rimarcato che il combinato disposto dell'articolo 93 Tusg, relativo all'individuazione del giudice competente a ricevere l'istanza, in relazione all'articolo 78, comma 1, consente di affermare che non occorre una norma specifica che preveda la possibilità di presentare l'istanza di ammissione anche durante la fase delle indagini preliminari al magistrato competente, discendendone che, per questo motivo, il contenuto dell'articolo 7, comma 1, della legge 217/90, come modificata dalla legge 134/01, è interamente assorbito in termini Cassazione, 34897/03 . È, invece, rimasto a lungo aperto il quesito - la cui soluzione più rileva nella presente sede - riguardante l'individuazione del giudice competente a decidere sulla liquidazione dei compensi relativi ad attività difensiva espletata dinanzi al tribunale del riesame. Trattandosi di evidente ipotesi di conflitto negativo tra due organi giudicanti, al riguardo risulta essere stato sollevato, in più occasioni, conflitto di competenza ex articolo 28 Cpp dinanzi alla Corte di cassazione Invero, solo un più risalente orientamento della Suprema corte ha affermato - principio condiviso dalla Corte di Assise di Appello - la competenza del Tribunale del riesame, sul presupposto della speciale natura del procedimento incidentale de libertate, ritenuto connotato da così marcate caratteristiche di autonomia da costituire un sistema in sé concluso, non assorbito dalla funzione, parallela ma distinta, del giudice investito della cognizione sul merito cfr. Cassazione, Sezione prima, 768/00 confl. comp. in proc. Martinez e altro Cassazione, Sezione prima, 3465/99, Sapere Cassazione, Sezione prima, 2287/99, Valenzi . Un differente orientamento, tuttavia, ha affermato la competenza del giudice che procede o ha proceduto nel procedimento principale, già sotto la vigenza della legge 217/90, sulla scorta dell'interpretazione letterale della norma, osservando come il giudice del riesame, competente a decidere sul subprocedimento incidentale di carattere cautelare, non sia giudice procedente nel senso scandito dall'articolo 12, comma 2, della legge 217/90 cfr. Cassazione, Sezione quinta, 1859/99 confl. comp. in proc. Sami . Detta impostazione ermeneutica è stata ribadita anche successivamente all'entrata in vigore del nuovo Tu sulle spese di giustizia, raccolto nel citato Dpr 115/02, ad opera di un orientamento giurisprudenziale in via di consolidamento. Alla stregua di detti significativi arresti della Suprema corte anche dopo l'entrata in vigore della nuova disciplina della materia, ad opera del Dpr 113/02, che non ha espressamente ripetuto, quanto alla competenza per la liquidazione delle spese relative ai procedimenti incidentali, il riferimento al giudice della fase o del grado del processo principale in cui è avvenuta la prestazione, detta competenza, per ragioni sistematiche, continua ad appartenere a quest'ultimo giudice e non a quello del procedimento incidentale in termini Cassazione, Sezione prima, 35071/02 che, in applicazione del predetto principio, ha ritenuto competente a disporre la liquidazione delle spese di gratuito patrocinio della fase di riesame il Gup che aveva giudicato l'istante con rito abbreviato . Più di recente, la Sc ha ribadito che in tema di patrocinio a spese dello Stato, competente a provvedere alla liquidazione dei compensi professionali relativi ai procedimenti de libertate, anche dopo il novum normativo introdotto con il Tu sulle spese di giustizia è il giudice del procedimento principale e non già quello de libertate in termini Cassazione, Sezione prima, 15699/03 conf. Cassazione, Sezione prima, 23233/03 . Né sembra di potersi affermare che tali arresti giurisprudenziali siano da ritenere superati in seguito alla novella apportata all'articolo 83, comma 1, del Dpr 115/02 ad opera dell'articolo 3 della legge 25/2005, alla cui stregua l'onorario e le spese spettanti al difensore trattasi del novum normativo n.d.e. , all'ausiliario del magistrato e al consulente tecnico di parte sono liquidati dall'autorità giudiziaria con decreto di pagamento, secondo le norme del presente testo unico , giacché trattasi di norma che pare esattamente confermativa degli orientamenti giurisprudenziali appena citati, tanto che il comma immediatamente successivo del citato articolo 83 Dpr 115/02 si affretta a ribadire che la liquidazione è effettuata al termine di ciascuna fase o grado del processo e, comunque, all'atto della cessazione dell'incarico, dall'autorità giudiziaria che ha proceduto . D'altra parte, non può ignorarsi come il giudizio dinanzi all'organo del riesame si connoti per la sua natura incidentale e, dunque, accessoria ed assolutamente eventuale - giacché non è detto che venga sempre proposta istanza di riesame ex articolo 309 Cpp ovvero interposto appello cautelare ex articolo 310 Cpp - rispetto alla fase od al grado principale del processo penale cui rimane estraneo se non sorgono dubbi circa l'individuazione dei gradi di giudizio, le fasi regolari del processo penale ben possono essere individuate secondo la segmentazione Gip-Gup giudice di merito , mentre, per altro verso, continua a non ravvisarsi, nel vigente ordinamento giuridico, alcuna norma che individui in capo all'organo del riesame una specifica competenza a provvedere alla liquidazione delle spese inerenti il patrocinio a spese dello Stato. Non può, infine, dimenticarsi come il procedimento dinanzi all'organo del riesame - specie in sede di appello ex articolo 310 Cpp - possa svolgersi persino in pendenza del secondo grado di giudizio. A sommesso avviso di questo Tribunale pare fuori discussione, peraltro, che il giudice del riesame non sia né il giudice che procede, cui faceva espresso riferimento l'articolo 12, comma 2, della legge 217/90, né il magistrato dinanzi al quale pende il processo, di cui parla l'articolo 93 del vigente Tusg. Ne consegue che, sulla base di simili coordinate normative di riferimento, non può non condividersi quell'orientamento della giurisprudenza di legittimità che attribuisce la competenza a decidere sull'istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato e sulla liquidazione dei compensi professionali per l'attività svolta, anche per l'attività espletata nell'udienza dinanzi al tribunale del riesame, al giudice per le indagini preliminari - se ci si trova ancora nella fase delle indagini preliminari - ovvero al giudice del dibattimento. Nel caso di specie, pertanto, la competenza funzionale a provvedere sull'istanza di liquidazione dei compensi in oggetto deve essere individuata, secondo questo organo giudicante, in capo alla prima Corte di assise di appello di Bari, giudice procedente nel momento in cui si è svolto il nuovo esame. Stante il diverso orientamento interpretativo già adottato, con provvedimento formale declinatorio di competenza, dalla prima Corte di assise di appello di Bari e rilevato, dunque, il conflitto negativo di competenza tra più giudici ordinari della Repubblica, appare inevitabile sollevare, a norma dell'articolo 28 Cpp, conflitto di competenza dinanzi alla Sc di Cassazione, perché venga risolutivamente individuato il giudice competente. P.Q.M. Visti gli articoli 28, lettera b , 30 e 31 Cpp dichiara l'incompetenza funzionale del Tribunale del riesame di Bari a provvedere sull'istanza di liquidazione degli onorari professionali di cui in epigrafe. Solleva conflitto di competenza dinanzi alla Sc di Cassazione in ordine alla liquidazione del compenso, nell'ambito del suemarginato procedimento incidentale, in favore dell'avvocato Rubino Roberta, difensore di De Felice Giovanni, ammesso al patrocinio a spese dello Stato, indicando il giudice competente nella prima Corte di assise di appello di Bari. Rimette alla Suprema Corte di Cassazione copia degli atti necessari alla risoluzione del conflitto di competenza nel suemarginato procedimento incidentale riguardante l'imputato De Felice Giovanni, nato a Bari il 14 dicembre 1979, attualmente detenuto presso la Casa Circondariale di Napoli Secondigliano residente in Bari alla via S. da Port n. 6 , difeso dall'avv. Rubino Roberta, del Foro di Bari, con studio in Bari, in viale della Repubblica n. 112. Dispone che la Cancelleria dia immediata comunicazione della presente ordinanza alla prima Corte di assise di appello di Bari per eventuali osservazioni. Dispone trasmettersi immediatamente in copia alla Suprema corte di Cassazione il provvedimento di formale dichiarazione di incompetenza funzionale della prima Corte di assise di appello di Bari del 18 novembre 2005 e della Corte di assise di Bari del 28 ottobre 2005, la presente ordinanza, l'atto di impugnazione difensiva ex articolo 309 Cpp, l'atto impugnato con il predetto gravame cautelare ed il consequenziale provvedimento del Tribunale del riesame in sede di nuovo esame in seguito a rinvio con relativo verbale di udienza, nonché tutti gli atti costituenti il fascicolo subprocedimentale pervenuto a questo Tribunale in particolare provvedimento di ammissione al patrocinio a spese dello Stato, istanza di liquidazione del difensore .

Cassazione - Sezione prima penale - ordinanza 30 marzo - 12 aprile 2006, n. 13036 Presidente Chieffi - Relatore Santacroce Pg De Sandro - Ricorrente Conflitto Tribunale riesame Bari - Controricorrente Corte assise appello Bari Fatto e diritto 1. Sull'istanza presentata dall'avv. R.R., intesa ad ottenere la liquidazione dei propri onorari professionali per l'attività difensiva prestata nell'interesse di D.F.G. dinanzi al tribunale del riesame di Bari in un procedimento instauratosi in esito a una pronuncia di annullamento con rinvio emessa da questa Sc, la corte di assise della stessa città, con ordinanza del 28 ottobre 2005, rilevava, a norma del Dpr 115/02, articolo 83, comma 2, di non poter liquidare il compenso richiesto dal difensore in quanto correlato a un procedimento cautelare svoltosi integralmente dopo la pronuncia della sentenza di primo grado, intervenuta il 28 febbraio 2004. Con ordinanza del 18 novembre 2005, la corte di assise di appello di Bari, investita successivamente di identica richiesta da parte del difensore, richiamato l'orientamento giurisprudenziale secondo il quale i procedimenti incidentali de libertate vanno ritenuti connotati da così spiccate caratteristiche di autonomia da costituire un sistema in sè concluso, dichiarava la propria incompetenza funzionale a deliberare e disponeva la trasmissione degli atti al predetto tribunale del riesame. Il tribunale del riesame di Bari, con ordinanza del 19 dicembre 2005, riteneva invece, alla stregua dei più recenti arresti giurisprudenziali, che, dopo l'entrata in vigore del nuovo testo unico sulle spese di giustizia Dpr 115/02 , competente a provvedere alla liquidazione dei compensi professionali relativi ai procedimenti incidentali de libertate, fosse il giudice del procedimento principale e non il giudice de libertate, facendo rilevare altresì che, anche dopo la novella apportata all'articolo 83, comma 1 del richiamato Dpr, dalla legge 25/2005, articolo 3, la situazione era rimasta immutata, sicchè la competenza funzionale a provvedere sulla istanza di liquidazione dei compensi doveva essere individuata nel giudice procedente al momento in cui si era svolto il nuovo esame, e cioè, nel caso di specie, la corte di assise di appello di Bari. Rilevava pertanto un conflitto di competenza negativo e disponeva la trasmissione alla Corte di cassazione di copia degli anni necessari alla sua risoluzione. 2. Va preliminarmente dichiarata l'ammissibilità del conflitto in rito, perché dalla rifiuto, formalmente manifestato, di due giudici a conoscere dello stesso procedimento è derivata una situazione di stati processuale, che è irrisolvibile senza l'intervento di questa Suprema Corte. Ciò premesso, competente a deliberare sull'istanza avanzata dall'avv. R. di liquidazione dei propri onorari professionali per l'attività difensiva svolta nell'interesse di D.F. G. davanti al tribunale del riesame di Bari è la corte di assise di appello della stessa città, quale giudice procedente al momento in cui si è svolto il nuovo esame, a seguito dell'annullamento con rinvio disposto da questa Corte Suprema dell'ordinanza reiettiva emessa all'esito dell'originario giudizio di riesame ex articolo 309 Cpp. Come osserva correttamente l'ordinanza che ha rilevato il conflitto, l'individuazione del giudice competente a decidere sulla liquidazione dei compensi relativi ad attività difensiva prestata dinanzi al tribunale del riesame, è stata oggetto di un contrasto giurisprudenziale, che oggi però può dirsi risolto. La tesi sostenuta dalla corte di assise di appello di Bari nella sua ordinanza del 18 novembre 2005 si riallaccia a un risalente orientamento di questa Corte, secondo la quale la competenza a decidere in materia spettava al tribunale del riesame, stante la speciale natura del procedimento incidentale de libertate, ritenuto connotato da così marcate caratteristiche di autonomia da costituire un sistema in sè concluso, non assorbito dalla funzione, parallela ma distinta, del giudice investito della cognizione sul merito Cassazione, Sezione prima, 768/00, confl., comp. in proc. Martinez Id., Sezione prima, 3465/99, Sapere Id., 2287/99, Valenzi . In tempi più recenti però, a seguito dell'entrata in vigore del nuovo testo unico sulle spese di giustizia Dpr 115/02 , la giurisprudenza di questa Corte si è orientata nel senso di ritenere, per la liquidazione delle spese relative ai procedimenti incidentali, competente a disporla il giudice del processo principale, e non quello del procedimento de libertate Cassazione, Sezione prima, 35071/02 Id., 15699/03 Id., 23233/03 , sul rilievo che il predetto Dpr 115/02, diversamente dalla vecchia legge 217/90, articoli 7 e 12, comma 2, non fa alcun riferimento al giudice della fase o che procede o del grado del procedimento principale, espressioni che tanto avevano fatto tribolare la giurisprudenza anteriore. Tali arresti giurisprudenziali restano in vigore anche dopo la novella apportata al Dpr 115/02, articolo 83, comma 1, dalla legge 25/2005, articolo 3, che ha ribadito al comma 2 che la liquidazione è effettuata al termine di ciascuna fase o grado del processo e, comunque, all'atto della cessazione dell'incarico, dall'autorità giudiziaria che ha proceduto , confermando che il giudizio dinanzi all'organo del riesame si connota per la sua natura incidentale e, dunque, accessoria ed eventuale, rispetto alla fase o al grado principale del processo penale. Ne deriva che il giudice del riesame ovvero di appello cautelare ex articolo 310 Cpp non è né il giudice che procede, cui faceva espresso riferimento alla legge 217/90, articolo 12, comma 2, né il giudice davanti al quale pende il processo, di cui parla il Dpr 115/02, articolo 93. Sulla base di queste coordinate di riferimento, la competenza a decidere sull'istanza di liquidazione dei compensi professionali per l'attività difensiva svolta dinanzi al tribunale del riesame spetta al giudice per le indagini preliminari se il procedimento si trova ancora in questa fase, ovvero al giudice del dibattimento, di primo o di secondo grado, se il processo si trova nell'una o nell'altra di queste fasi. Pertanto, nel caso in esame, la competenza funzionale a provvedere sull'istanza avanzata dall'avv. Rubini deve essere individuata in capo alla corte di assise di appello di Bari, giudice procedente al momento in cui si è svolto il nuovo esame. PQM Visto l'articolo 32 Cpp. Risolvendo il conflitto dichiara la competenza della corte di assise di appello di Bari, cui dispone trasmettersi gli atti.