Al consigliere che chiede copia delle tavole del Prg il Comune può fornire (risparmiando) un Cd-rom

L'amministratore aveva protestato lamentando che in tal modo si era obbligati a possedere e saper usare un computer e relativo software. Ma i magistrati amministrativi hanno ritenuto legittima la scelta, positivamente rilevando il relativo risparmio

Accesso, se il consigliere comunale chiede una copia delle tavole del Prg o di varianti urbanistiche che comportino un costo elevato nel riprodurle, l'amministrazione può scegliere di fornire le stesse informazioni su un Cd-rom, in un formato che non è possibile modificare. A chiarirlo è stato il Tar Veneto con la sentenza 3897/06 depositata lo scorso 23 novembre e qui leggibile nei documenti correlato . I giudici veneti hanno respinto il ricorso di un consigliere di minoranza del Comune di Fossò, in provincia di Venezia, che alla sua richiesta di ottenere una copia delle tavole del Prg si era visto consegnare dall'amministrazione un Cd-rom che conteneva le planimetrie richieste dallo stesso politico. Tuttavia, l'esponente di minoranza lamentava che fornendo le informazioni su supporti informatici si obbligherebbe coloro che chiedono di accedere alla documentazione detenuta dall'amministrazione comunale di avere a disposizione un computer. Per cui oltre al costo del processore è necessario che l'interessato lo sappia usare e che disponga del software per la lettura del file Pdf. I magistrati amministrativi, però, hanno ritenuto legittima la norma regolamentare dell'amministrazione comunale che prevede che nel caso in cui le richieste abbiano ad oggetto l'estrazione di copie di atti elaborati sono previste modalità alternative quali la riproduzione su Cd-rom. Del resto, ha continuato il tribunale veneziano, attraverso l'utilizzo generalizzato di strumenti informatici le pubbliche amministrazioni realizzano risparmi per così dire di scala pur a fronte dell'iniziale investimento per le acquisizioni sia dell'hardware che del software . Per cui, hanno concluso i giudici veneti, la formazione di copie della documentazione amministrativa con modalità informatica comporta, all'evidenza, non soltanto minori spese ma anche minori tempi di lavorazione, con conseguente possibilità di una più conveniente utilizzazione del personale preposto alle relative incombenze . cri.cap

Tar Veneto - Sezione prima - sentenza 25 ottobre-23 novembre 2006, n. 3897 Presidente Amoroso - Relatore Rocco Ricorrente Compagno Considerato 1.1. Il ricorrente, Sig. Luciano Compagno, espone di essere membro del Consiglio Comunale di Fossò Venezia e capogruppo della lista di minoranza Solidarietà Fossò - Sandon ivi rappresentata. Il medesimo ricorrente afferma di incontrare ripetute difficoltà nell'esercizio del diritto di accesso alla documentazione amministrativa e alle informazioni utili all'espletamento del proprio mandato diritto che, per contro, è garantito dall'articolo 43 del Tu approvato con D.Lgs 267/00. Il Compagno afferma che un ulteriore ostacolo all'esercizio di tale diritto sarebbe stato introdotto mediante deliberazione del Consiglio Comunale n. 29 dd. 8 giugno 2006, recante quale oggetto Modifiche al vigente regolamento di accesso agli atti amministrativi . Nelle premesse di tale provvedimento si legge quanto segue Visto il vigente Regolamento comunale dei diritti d'accesso risalente all'anno 1995, mai modificato negli ultimi anni e del quale si ravvisa l'inadeguatezza di alcune norme tra cui quelle regolanti il diritto d'accesso dei consiglieri Titolo V - norme per l'accesso dei consiglieri e dei revisori articolo 18 considerato che con regolarità, pervengono a questo Ente, da parte di consiglieri comunali, numerose richieste di estrazione di copie riguardanti atti complessi, a titolo di esempio, le tavole dei piani regolatori, le tavole di varianti urbanistiche e quant'altro abbia ad oggetto planimetrie di dimensioni consistenti, la cui foto-riproduzione comporta un costo elevato e un'oggettiva difficoltà ad esaudire la richiesta per mancanza di strumentazione idonea propria, ragion per cui ci si deve recare presso fotocopisterie attrezzate e sborsare denaro per l'estrazione di copie visto il parere del ministero dell'Interno - Dipartimento per gli affari Interni e territoriali - Direzione Centrale per le autonomie Prot. n. 15900/545/1.142/1Bis/5.10 del 12 maggio 2006, in risposta alla nota trasmessa da questo Comune in data 4 aprile 2006 Prot. n. 4744, in ordine alle possibili modalità di regolamentazione dell'accesso da parte dei consiglieri alla documentazione amministrativa dell'ente ed in particolare alla foto-riproduzione di atti complessi, quali quelli sopra evidenziati riconosciuto il diritto dei consiglieri comunali all'accesso agli atti l'accesso dei consiglieri comunali e provinciali agli atti amministrativi dell'ente locale, disciplinato dall'articolo 43, comma 2, del D.Lgs 267/00 prevede in capo agli stessi il diritto di ottenere dagli uffici tutte le notizie e le informazioni in loro possesso, utili all'espletamento del loro mandato la funzione, in base alla quale la legge riconosce il diritto di accesso del consigliere comunale o provinciale, è quella di controllo politico-amministrativo sull'ente, nell'interesse della collettività va riservata quindi la massima ampiezza al diritto d'accesso dei consiglieri a tutti i documenti adottati dall'ente, in virtù del mandato affidato loro dal corpo elettorale, ma tale diritto non ha natura generalizzata e indiscriminata, in quanto si devono individuare i documenti oggetto del diritto preso atto delle numerose pronunce giurisprudenziali in materia e dei pareri rilasciati dalla Commissione per l'accesso alla documentazione amministrativa, che affrontano la questione delle difficoltà materiali che comporta, soprattutto per i piccoli comuni, lo svolgimento del diritto d'accesso ravvisato che nel contemperare i diritti dei consiglieri con il dovere di economicità della pubblica amministrazione si ritiene doveroso regolamentare l'accesso dei consiglieri comunali aventi a riguardo gli atti complessi quali planimetrie di dimensioni consistenti, prevedendo modalità alternative di estrazione rispetto a quelle usuali, al fine di non risultare eccessivamente gravoso e non intralciare lo svolgimento dell'attività amministrativa e il regolare funzionamento degli uffici comunali ritenuto, all'uopo, inserire altri due commi all'articolo 18 del vigente regolamento 2bis Il diritto di accesso del consigliere non può configurarsi come generalizzato ed indiscriminato. I documenti, oggetto del diritto, devono essere concretamente individuati dal richiedente oppure essere individuabili 3bis Nel caso in cui le richieste abbiano ad oggetto l'estrazione di copie di atti elaborati, la cui fotoriproduzione comporti un costo elevato, quali ad esempio le tavole dei piani regolatori le tavole di varianti urbanistiche e quant'altro abbia ad oggetto planimetrie di dimensioni consistenti, sono previste modalità alternative quali la riproduzione su CD-rom in formato PDF, non modificabile ritenuto opportuno rinviare la generale revisione del vigente regolamento di accesso agli atti all'entrata in vigore del Dpr 184/06 Regolamento recante disciplina in materia di accesso ai documenti amministrativi , recentemente pubblicato nella Gazzetta Ufficiale atteso che sulla proposta della presente deliberazione, e' stato acquisito il parere previsto dall'articolo 49, comma 1, del D.Lgs 267/00 in ordine alla regolarità tecnica da parte del responsabile del competente servizio . In conseguenza di ciò, per effetto delle premesse testè riportate, l'articolo 18 del Regolamento di cui trattasi è stato riformulato nei seguenti termini Articolo 18 - Diritto di accesso ai consiglieri comunali . Nell'espletamento del mandato, i consiglieri comunali, esercitano il diritto di accesso mediante richiesta, anche verbale, al responsabile del procedimento, il quale la evade, di norma, immediatamente comma 1 . Eccezionalmente l'accesso può essere differito, nel qual caso il responsabile del procedimento concorda con gli interessati tempi e modalità per l'esame dei documenti e per il rilascio di copia comma 2 . Il diritto di accesso del consigliere non può configurarsi come generalizzato e indiscriminato. Tutti o documenti, oggetto del diritto, devono essere concretamente individuati dal richiedente oppure essere individuabili comma 2bis . I consiglieri comunali sono esentati dal pagamento dei costi di produzione nonché di qualsiasi altro diritto comma 3 . Nel caso in cui le richieste abbiano ad oggetto l'estrazione di copie di atti elaborati, la cui fotoriproduzione comporti un costo elevato, quali ad esempio le tavole dei piani regolatori, le tavole di varianti urbanistiche e quant'altro abbia ad oggetto planimetrie di dimensioni consistenti, sono previste modalità alternative quali la riproduzione su CD-rom in formato PDF, non modificabile comma 3bis . Nelle copie di atti e documenti rilasciate ai consiglieri comunali dovrà essere indicato che trattasi di copie destinate agli usi esclusivamente inerenti alla carica ricoperta dal richiedente quest'ultimo comma, nelle copie del provvedimento depositate sia dal ricorrente che dall'Amministrazione Comunale, è indicato come 6 e non 4 per un presumibile errore materiale . Il suesposto provvedimento di modifica dell'articolo 18 del Regolamento è stato approvato dal Consiglio Comunale con nove voti favorevoli, 2 contrari e un astenuto. Il Consigliere Compagno ha espresso voto contrario, dando origine ad un'articolata discussione verbalizzata come segue Il Consigliere Compagno Luciano afferma che si tratta di una proposta di regime. Poiché c'è stata un'anticipazione telefonica il parere è stato pilotato. Prosegue il suo intervento dando lettura di un articolo apparso su Il Sole 24 ore il quale va nella direzione opposta rispetto a quella voluta con la presente proposta di deliberazione. Il Consigliere, poi, dà lettura del parere del ministero dell'Interno che, nelle premesse, ammette le oggettive difficoltà di pronunciarsi in una materia ove abbondano sentenze contrarie. Lo stesso Consigliere prosegue affermando l'impossibilità di limitare l'accesso dei consiglieri e che, per tale ragione, un ricorso contro la presente proposta di deliberazione potrebbe trovare fondamento. A conclusione del suo intervento osserva che il costo per la riproduzione delle cartografie non può essere addossato ai consiglieri. Chiede, pertanto, il ritiro della proposta consiliare nonché l'allegazione dell' articolo citato al verbale allegato B .Il Consigliere Gastaldi Laura afferma che con la presente modifica non si impongono spese. Le delibere, le determine e quant'altro sia riproducibile con i mezzi in dotazione al Comune, infatti, continueranno ad essere fornite, ma le planimetrie sfuggono a questa possibilità per esse il Comune non possiede macchinari per la riproduzione e quindi esternalizzare questo servizio provoca costi che il Comune non può sostenere. Si forniranno, pertanto, copie non cartografiche, ma su CD-ROM in PDF non modificabile. In questo modo il supporto informatico consentirà all'Ente di risparmiare denaro pubblico ed al Consigliere di ottenere l'accesso voluto. Il Consigliere Compagno Luciano replica affermando che non crede che il PRG sia costituito da 100 planimetrie. I costi vengono sostenuti altrove. Anche le lettere inviate ai diciottenni, infatti, hanno un loro costo ed in questo caso vengono spesi i soldi dei cittadini, mentre per la minoranza vengono introdotti dei paletti allo svolgimento del mandato. Il Consigliere Boscaro Federica osserva che gli inviti ai diciottenni sono una scelta e che non vi sono dei motivi per cui la stessa non possa essere effettuata. Anche presso altri Comuni si dà il benvenuto alle nuove famiglie con una lettera. Si tratta di una scelta di cultura civica. Il Consigliere Compagno Luciano afferma di rispettare ma di non condividere la scelta. Chiede, pertanto, il ritiro della proposta di deliberazione pena la proposizione di un ricorso al Tar. Chiede, infine, che le spese legali siano addebitate non al Sindaco ma al Sig. Carraro Guido. Il Sindaco chiede quale sia la differenza posto che la responsabilità patrimoniale ha solitamente riverberi sulla sfera personale. Chiede, infine, al Consigliere Compagno Luciano se abbia un personal computer. Il Consigliere Compagno Luciano risponde di possedere quello di suo figlio. Il Sindaco chiede la dichiarazione di voto . 1.2. Ciò posto, con il ricorso in epigrafe il Compagno chiede l'annullamento della sopradescritta deliberazione consiliare n. 29 del 2006 limitatamente alla disposta inserzione nel testo dell'anzidetto articolo 18 del comma 3bis, in forza del quale - come si è visto innanzi - nel caso in cui le richieste abbiano ad oggetto l'estrazione di copie di atti elaborati, la cui fotoriproduzione comporti un costo elevato, quali ad esempio le tavole dei piani regolatori, le tavole di varianti urbanistiche e quant'altro abbia ad oggetto planimetrie di dimensioni consistenti, sono previste modalità alternative quali la riproduzione su CD-rom in formato PDF, non modificabile . Con un primo ordine di censure il ricorrente deduce al riguardo l'avvenuta violazione degli articoli 7, 42 e 43, comma 2, del Tu approvato con D.Lgs 267/00, l'avvenuta violazione dei principi discendenti dagli articoli 1 e 97 Costituzione, nonché eccesso di potere per sviamento, irragionevolezza, ingiustizia manifesta e violazione del principio di proporzionalità. Secondo la prospettazione del ricorrente, il provvedimento impugnato recherebbe un'errata interpretazione della natura e della funzione del diritto dei consiglieri comunali che con esso si intenderebbe disciplinare o, meglio, limitare. Nonostante le enunciazioni di principio contenute nella delibera, l'esercizio del diritto di accesso a documenti, notizie, informazioni utili all'espletamento del mandato sarebbe, nella sostanza, ricondotto ad un'ottica privatistica, di interesse del singolo consigliere comunale che risulterebbe in tal modo coordinato con l'esigenza di non intralciare lo svolgimento dell'attività amministrativa e il regolare funzionamento degli uffici comunali cfr. pag. 3 dell'atto introduttivo del presente giudizio . Quest'ottica, peraltro, ad avviso del medesimo ricorrente configgerebbe con giurisprudenza, ormai consolidata, che configura l'accesso del consigliere comunale alla documentazione amministrativa e alle informazioni utili all'esercizio del proprio mandato, affermato dall'articolo 43 del Tu approvato con D.Lgs 267/00, quale diritto soggettivo pubblico funzionalizzato, ossia quale posizione che implica l'esercizio di facoltà deputate al pieno ed effettivo svolgimento delle funzioni assegnate dalla legge al Consiglio Comunale, con la conseguenza che tale diritto può anche consistere nella pretesa che gli uffici dell'Amministrazione interpellati al riguardo eseguano elaborazioni dei dati e delle informazioni in loro possesso cfr., ad es., CdS, Sezione V, 4471/05 . Dalla lettura della deliberazione consiliare impugnata, si trarrebbe infatti la conclusione che il diritto soggettivo di cui trattasi si ridurrebbe, in buona sostanza, ad un'azione quasi molesta che mette a repentaglio il buon andamento degli uffici cfr. ibidem, pag. 8 In particolare, il ricorrente reputa puramente suggestivo cfr. ibidem l'accostamento del nuovo comma 2bis, che di per sé recepisce indicazioni giurisprudenziali note, emesse in relazione a richieste di accesso emulative come l'istanza di ottenere copia di decine di falconi di pratiche amministrative senza curarsi di visionarle preventivamente per individuare gli elementi di interesse cfr. ibidem , al comma 3bis qui segnatamente reso oggetto di contestazione, posto che quest'ultimo non riguarda le anzidette richieste emulative, ma attiene alla riproduzione di atti elaborati la cui fotoriproduzione comporti un costo elevato cfr. ibidem . Il ricorrente reputa tale ultima espressione molto generica in quanto in prima battuta sembrerebbe riferirsi alla riproduzione di atti dal contenuto elaborato e comunque di notevoli dimensioni, restando comunque imprecisato cosa si intenda per costo elevato , nel mentre dalla successiva esemplificazione sembrerebbe invece che ci si volesse riferire piuttosto ad elaborati grafici, quali appunto tavole di piani regolatori o di varianti urbanistiche , nel mentre permarrebbe comunque un'incertezza di fondo sulla esatta nozione di atti elaborati la cui fotoriproduzione comporti un costo elevato cfr. ibidem . Sempre secondo il ricorrente, il comma in esame introdurrebbe inoltre limitazioni alle copie di planimetrie di dimensioni consistenti , non potendosi peraltro capire quali possano essere le dimensioni consistenti di una sola planimetria tali da comportarne un costo elevato di riproduzione. Ad avviso del ricorrente, quindi, la formulazione generica ed incerta sul discrimine della modalità alternativa alla riproduzione comporterebbe una prima lesione al diritto di accesso dei consiglieri comunali, stante l'inevitabile conseguenza che il diritto d'accesso ai documenti venga in tal modo limitato o comunque regolato e concesso arbitrariamente da parte del Comune cfr. ibidem . Inoltre, proponendo modalità alternative di riproduzione come quella su CD-Rom in formato PDF non modificabile, di fatto si obbligherebbe il soggetto avente diritto all'esame di quei documenti ad avere a disposizione un personal computer e oltre al costo del computer bisogna naturalmente che l'interessato lo sappia usare, che disponga del software per la lettura del file PDF e che sappia far funzionare il tutto e alla fine rimarrebbe, comunque una visione parcellizzata della planimetria visibile dal monitor del computer. Chi esamini una planimetria di uno strumento urbanistico magari perché deve esprimere il suo voto in seno al consiglio comunale in merito alla sua approvazione deve poter comprendere il disegno complessivo dell'intero territorio comunale e la coerenza generale della nuova pianificazione. Appare evidente, a questo punto, come non si possa certo chiedere ad un Consigliere di un piccolo comune che riceve pochi euro per la precisione euro 18,60 per partecipare alle sedute di consiglio di munirsi di un personal computer per poter adempiere al proprio mandato, costringendolo comunque alla faticosa comprensione della tavola grafica per le ridotte dimensioni del monitor di un computer. E' evidente quindi che alla fine il consigliere sarà costretto a ricercare un centro di fotoriproduzione, sostenere le spese per stampare il file della tavola grafica contenuto del CD rom. In qualsiasi modo, quindi, il Comune ha scaricato sui consiglieri di minoranza il costo di riproduzione delle tavole grafiche sia per quanto riguarda l'uso di un personal computer, sia in termini di tempi e costi per trovare un centro specializzato in fotoriproduzione ponendo un serio ostacolo all'esercizio delle prerogative del Consiglio e all'efficacia del controllo sull'operato dell'amministrazione comunale cfr. ibidem, pag. 8 . Il ricorrente rileva che non è riportato nel contesto dell'articolo 43 del Tu approvato con D.Lgs 267/00 l'obbligo - contemplato, per contro, dall'articolo 10 del medesimo Tu - del pagamento dei costi di rilascio delle copie degli atti ottenuti in sede di accesso, e che da ciò consegue che ai Consiglieri Comunali e Provinciali non deve essere addebitato il pagamento dei costi di riproduzione, né alcun altro tipo di costo. Il ricorrente rimarca in tal senso che l'accesso dei consiglieri medesimi attiene, per quanto detto innanzi, alla funzione pubblica di cui essi sono portatori cfr. sul punto, ex multis, Tar Lazio, Sezione seconda, 1712/99 e Tar Lombardia, Brescia, 690/04 , e che gli Enti Locali, al pari di tutte le pubbliche amministrazioni, sono tenuti a curare tutti gli adempimenti a loro carico e, quindi, a dotarsi di tutti i mezzi personale, strumentazioni tecniche e materiali vari necessari all'assolvimento dei loro compiti cfr., su quest'ultimo punto, CdS, Sezione quinta, 2716/04 . Il ricorrente, in conseguenza di tutto ciò, deduce quindi con un secondo ordine di censure l'avvenuta violazione del comma 3 del medesimo articolo 18 del Regolamento del Comune di Fossò in materia di diritto di accesso, laddove - per l'appunto - si dispone che i Consiglieri Comunali sono esentati dal pagamento dei costi di produzione nonché di qualsiasi altro diritto . 2.1 Ciò posto, il Collegio deve farsi innanzitutto carico di disaminare l'eccezione di inammissibilità del ricorso dedotta dal resistente Comune di Fossò . Secondo l'Amministrazione intimata, l'impugnativa del Compagno risulterebbe infatti proposta avverso un atto che non inciderebbe in via diretta sullo ius ad officium del singolo consigliere comunale e che, comunque, non comporterebbe - allo stato - una lesione della posizione giuridica della parte ricorrente, mancando nella specie un atto con il quale l'Amministrazione Comunale medesima consegna al Compagno documentazione amministrativa su supporto informatico in luogo della forma cartacea. 2.2. Il Collegio respinge tale eccezione, innanzitutto con riguardo all'indubbia incidenza che il provvedimento impugnato riveste nei confronti dell'esercizio delle funzioni connesse allo ius ad officium proprio del consigliere comunale, risultando ben evidente che la disposizione regolamentare in esame è deputata a disciplinare le modalità di prestazione dell'Amministrazione nei confronti di un diritto attribuito ex lege al consigliere medesimo, e in secondo luogo poiché - come è ben noto - ai fini dell'impugnazione di un regolamento occorre accertarne l'immediata e concreta lesività, con riferimento all'entità e alle modalità dell'incidenza effettuale - e non semplicemente ipotetica ed eventuale - sulla sfera giuridica dei ricorrenti cfr. sul punto, ex multis, CdS, Sezione sesta, 556/95 . Nel caso di specie, l'immediatezza della lesione sussiste con ogni evidenza, posto che il ricorrente documenta agli atti di causa di aver chiesto all'Amministrazione Comunale in data 6 giugno 2006 il rilascio di copia cartografica di tutti gli atti relativi alla delibera rectius proposta di deliberazione di adozione del P.A.T.I. - Piano di assetto del territorio intercomunale per i Comuni di Camponogara e Fossò , a quel tempo iscritta all'ordine del giorno del Consiglio cfr. docomma di parte ricorrente , e che la medesima Amministrazione Comunale documenta - a sua volta, ed in evidente contraddizione con quanto da essa sostenuto nella sua memoria di costituzione - di aver accolto tale istanza del Compagno consegnando a questi in data 27 giugno 2006 un CD rom in formato PDF non modificabile recante i contenuti dello strumento urbanistico anzidetto cfr. docomma di parte resistente depositato dalla difesa del Comune all'odierna camera di consiglio . Ciò posto, risulta ben evidente che non è interesse del ricorrente rimuovere gli effetti di un provvedimento che accoglie comunque la sua istanza di accesso, sia pure mediante l'utilizzo di modalità da lui contestate, nel mentre sussiste l'interesse del ricorrente medesimo a rimuovere il provvedimento presupposto - ossia la disciplina di fonte regolamentare qui, per l'appunto, impugnata - che contempla in via generale le modalità in questione e che risulta già applicata nei suoi confronti dall'Amministrazione Comunale. 3.1. Tutto ciò premesso, il ricorso in epigrafe va respinto. 3.2. Il Collegio precisa - innanzitutto - che nella fattispecie in esame non è ravvisabile, a differenza di quanto prospettato dal ricorrente, un'ipotesi di materiale diniego del diritto soggettivo pubblico dei membri degli organi consiliari, affermato dall'articolo 43, comma 2, del D.Lgs 267/00, di ottenere dagli uffici, rispettivamente, del comune e della provincia, nonché dalle loro aziende ed enti dipendenti, tutte le notizie e le informazioni in loro possesso, utili all'espletamento del proprio mandato né - e sempre a differenza di quanto affermato dal ricorrente - il nuovo comma 3bis dell'articolo 18 del regolamento anzidetto va riguardato quale specificazione della disciplina contestualmente introdotta dalla deliberazione qui impugnata con il nuovo comma 2bis dell'articolo 18 del medesimo regolamento comunale in materia di accesso alla documentazione amministrativa, laddove si dispone che il diritto di accesso del consigliere non può configurarsi come generalizzato ed indiscriminato. I documenti, oggetto del diritto, devono essere concretamente individuati dal richiedente oppure essere individuabili . Va infatti rilevato in proposito che la disciplina del diritto di accesso di cui all'anzidetto articolo 43,comma 2, del Tu approvato con D.Lgs 267/00 si conferma come del tutto speciale rispetto all'istituto generale dell'accesso alla documentazione amministrativa proprio in quanto l'articolo 22, comma 4, della legge 241/90 dispone ora, nel nuovo testo conseguente alla sostituzione di testo operata dall'articolo 15 della legge 15/2005, che non sono accessibili le informazioni in possesso di una pubblica amministrazione che non abbiano forma di documento amministrativo , nonché in considerazione del fatto che, a' sensi dell'articolo 24, comma 3, della medesima legge 241/90 - a sua volta sostituito per effetto dell'articolo 16 della legge 15/2005 - non sono ammissibili istanze di accesso preordinate ad un controllo generalizzato dell'operato delle pubbliche amministrazioni , e che a' sensi dell'articolo 2, comma 2, ultima parte del Dpr 184/06 - recante, a sua volta, disposizioni regolamentari in materia di accesso alla documentazione amministrativa conseguenti all'entrata in vigore dell'anzidetta legge 15/2005 - la pubblica amministrazione non é tenuta ad elaborare dati in suo possesso al fine di soddisfare le richieste di accesso . Questo triplice ordine di limitazioni non risulta, infatti, estensibile alla specialità propria della disciplina di cui al predetto articolo 43, comma 2, del Tu approvato con D.Lgs 267/00, se non altro in considerazione del fatto che l'accesso è ivi esplicitamente garantito anche nei confronti delle notizie e informazioni in possesso del comune e della provincia, nonché delle loro aziende ed enti dipendenti che risultano comunque utili all'espletamento del mandato consiliare. Nel caso proposto all'esame del Collegio si pone - per contro - la questione se l'imposizione, in talune circostanze, dell'utilizzo di supporti informatici da parte dell'Amministrazione Comunale al fine di sovvenire alle richieste di accesso da parte dei membri dell'organo consiliare si configura, o meno, quale oggettivo ostacolo - sia sotto il profilo degli adempimenti materiali richiesti agli aventi titolo all'accesso medesimo, sia sotto il profilo dei costi ad essi addossati - al pieno esercizio della posizione di diritto soggettivo pubblico funzionalizzato dei consiglieri comunali e provinciali così come ribadita dall'ormai costante giurisprudenza, ivi compresa quella diffusamente citata dallo stesso ricorrente nell'atto introduttivo del presente giudizio cfr., in particolare ivi la pag. 4 e ss., con particolare riguardo alla predetta decisione di CdS, Sezione quinta, 4471/05 . Ciò posto, va evidenziato che al riguardo non sono a tutt'oggi ravvisabili disposizioni normative o pronunce della Commissione per l'accesso ai documenti amministrativi costituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri che affrontano specificatamente tale tema. La stessa nota del ministero dell'Interno - Dipartimento per gli affari interni e territoriali - Direzione centrale per le Autonomie - Sportello delle Autonomie Prot. n. 15900/545/L.142/1 Bis/ 5.10 /n. 2005/12013/222 EE.LL., citata nelle premesse della deliberazione qui impugnata a conforto della sua adozione ed allegata quale parte integrante del relativo verbale non evidenzia puntuali indicazioni al riguardo, limitandosi ad affermare - in buona sostanza - l'esigenza, da un lato, che gli Enti Locali, al pari di tutte le Pa curino tutti gli adempimenti a loro carico , essendo tenuti a dotarsi di tutti i mezzi personale, strumentazioni tecniche, materiali vari necessari all'assolvimento dei loro compiti finalizzati a garantire il diritto di accesso di cui al predetto articolo 43, comma 2, del Tu approvato con D.Lgs 267/00 cfr. sul punto la dianzi citata decisione di CdS, Sezione quinta, 2716/04 e, dall'altro, il generale dovere della Pubblica Amministrazione di ispirare la propria attività al principio di economicità che incombe non solo sugli uffici tenuti a provvedere, ma anche sui soggetti che richiedono prestazioni amministrative, i quali - specie se appartenenti alla stessa amministrazione - sono tenuti, in un clima di leale cooperazione - a modulare le proprie richieste cfr. parere della Commissione per l'accesso ai documenti amministrativi costituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri dd. 10 dicembre 2002, resa al Comune di Rocca di Papa . Dal contemperamento di tali opposte esigenze viene ricavata la conseguenza della legittimità della misura introdotta nella fonte regolamentare del Comune di Fossò. Conclusivamente - afferma infatti la predetta nota del ministero dell'Interno - e soprattutto nel caso in cui il Consigliere Comunale chieda anche l'estrazione di copie di atti, la cui fotoriproduzione comporti, come nella fattispecie, un costo elevato e l'oggettiva difficoltà della mancanza di una strumentazione idonea, si ritiene che l'Ente possa senz'altro prevedere nell'emanando regolamento sulle modalità di accesso agli atti, alcuni precisi temperamenti o modalità alternative rispetto a quelli usuali, come ad esempio quello illustrato riproduzione delle planimetrie su CD-rom in versione PDF non modificabile che possano ovviare ai problemi sopra illustrati, assicurando, al contempo, il diritto di accesso del richiedente ed il regolare svolgimento dell'attività amministrativa dell'ente cfr. nota cit., pag. 6 . Né offre maggiori spunti la decisione di CdS, Sezione quinta, 2716/04 che il Compagno ha chiesto ed attenuto di allegare al medesimo processo verbale della seduta consiliare, peraltro nella forma di un articolo di stampa che ne commenta il contenuto, e che si limita - nella sostanza - a ribadire il già dianzi considerato assunto della giurisprudenza secondo il quale gli Enti Locali sono tenuti a curare tutti gli adempimenti a loro carico e, quindi, a dotarsi di tutti i mezzi necessari all'assolvimento dei loro compiti cfr. ivi . Più conferente al caso di specie risulta invece il parere n. 1 dd. 12 marzo 2004 reso a' sensi dell'articolo 7, comma 8, della legge 131/03 dalla Sezione di Controllo della Corte dei Conti per la Liguria su richiesta del Sindaco del Comune di Bargagli Genova tale pronuncia è citata nella nota Prot. n. 1433/05wa/ area II dd. 14 luglio 2005 a firma del Prefetto di Venezia e inviata al Presidente dell'Amministrazione Provinciale di Venezia e ai Sindaci della provincia medesima cfr. docomma di parte resistente ed è integralmente consultabile nel sito www.corteconti.it//Sezioni-re/Liguria/Pareri/Anno-2004. Ivi si legge - per quanto qui segnatamente interessa - che appare estremamente arduo ipotizzare danni di natura patrimoniale in relazione ai costi che gravano sull'amministrazione per l'estrazione di copie di atti effettuata a richiesta del consigliere di minoranza , dovendosi opportunamente rammentare che per danno patrimoniale in senso giuscontabile deve intendersi non una qualsiasi diminuzione del patrimonio dell'ente, ma un evento economicamente lesivo che si riveli oggettivamente ingiusto per l'Amministrazione danno ingiusto potrebbe essere un costo che per un verso risulti oggettivamente privo, in tutto o in parte, di corrispondente utilità per l'ente o per la collettività amministrata e per altro verso si ponga in relazione causale con una condotta antigiuridica violazione dolosa o gravemente colposa di doveri di servizio . La latitudine del diritto di accesso ai documenti amministrativi di cui sono titolari i consiglieri comunali in quanto componenti dell'organo elettivo indurrebbe a far presumere che la richiesta di atti, anche in copia, da loro avanzata sia effettivamente strumentale, in una situazione di normale dialettica istituzionale all'interno dell'ente, all'espletamento del mandato politico-amministrativo. Una tale presunzione potrebbe essere vinta solamente da prove certe in senso contrario una situazione di danno patrimoniale ingiusto potrebbe, cioè, sussistere ove risultasse effettivamente dimostrato che il diritto pretensivo del consigliere sia stato esercitato o consentito in modo non corretto in contrasto con la finalità della legge, così che i documenti acquisiti in copia non sono risultati utili né per l'esercizio del mandato amministrativo, né per i fini di questo. Ciò accadrebbe se, ad esempio, il consigliere chiedesse ed ottenesse, esorbitando dai limiti delle proprie facoltà, copia di atti amministrativi per fini esclusivamente personali e, dunque, estranei alla funzione pubblica di controllo che a lui spetta in quanto membro del corpo elettivo o, ancora peggio, per porre in essere una condotta emulativa al fine di recare molestia e intralcio al funzionamento degli uffici comunali con l'uso spropositato e dispendioso della macchina fotocopiatrice. In tali casi sorgerebbe l'obbligo di denuncia al Procuratore Regionale della Corte dei Conti, che è l'organo pubblico al quale l'ordinamento affida poteri istruttori per l'accertamento dei fatti causativi di danno patrimoniale alla pubblica amministrazione ad opera di dipendenti o di amministratori pubblici ai fini dell'eventuale esercizio dell'azione di responsabilità amministrativa. La Sezione ritiene di potere osservare come richieste indiscriminate di copia di deliberazioni possano risultare esorbitanti rispetto alle esigenze cognitive che il doveroso esercizio della funzione di controllo sull'amministrazione impone alla vigile attenzione di ogni consigliere comunale, sia di minoranza che di maggioranza si pensi a quegli atti di cui sarebbe superflua, ai fini dell'espletamento del mandato rappresentativo, l'acquisizione documentale, potendo rivelarsi più che sufficiente averne sommaria visione si pensi, ancora, agli atti deliberativi particolarmente complessi dei quali fanno parte integrante corposi allegati amministrativi e tecnici, la cui riproduzione implicherebbe costi notevoli di copiatura per l'Amministrazione ad esempio atti approvativi di piani regolatori generali . Situazioni del genere suggerirebbero la opportunità di adottare una specifica disciplina regolamentare che valga a realizzare un razionale e giusto contemperamento fra le esigenze di garanzia e di controllo cui è informato il diritto di accesso spettante ratione officii a ciascun consigliere comunale e l'esigenza non meno rilevante per la finanza dell'ente locale a maggior ragione se trattasi di un piccolo Comune di un tendenziale contenimento dei costi nel rispetto del principio di economicità della attività amministrativa articolo 7 del Tu 267/00 e articolo 1 della legge 241/90 . Del resto, ad una disciplina statutaria o regolamentare rinvia, come già accennato, l'articolo 125 del Tu approvato con D.Lgs 267/00 a proposito delle forme da osservarsi per la messa a disposizione dei consiglieri dei testi delle deliberazioni adottate dalla Giunta. La Sezione di controllo esprime conclusivamente l'avviso che il Comune, nell'esercizio della potestà regolamentare oggi prevista in modo più ampio dal novellato articolo 117 della Costituzione, - fatto salvo il diritto del consigliere di prendere visione di tutti gli atti utili all'espletamento del mandato salvi il dovere di segretezza per quelli riservati nei casi previsti dalla legge e il divieto di divulgazione dei dati personali - possa regolare le modalità di esercizio del diritto in modo che il rilascio di copia delle deliberazioni comunali e delle determinazioni dei responsabili di servizio ed eventualmente di ogni altro documento di cui l'ente sia in possesso avvenga con il minore aggravio possibile, sia organizzativo che economico, per gli uffici comunali . Il giudice amministrativo - a sua volta - deve, all'evidenza, muovere da presupposti diversi rispetto a quelli propri del danno erariale viceversa utilizzati dalla Corte dei Conti e, comunque - e per quanto rilevato innanzi - non omologanti i casi delle richieste di accesso cc.dd. emulative con le richieste di accesso ai corposi allegati amministrativi e tecnici testè citati e dei quali qui - per l'appunto - si discute ma la conclusione a cui si perviene è, nella sostanza, analoga. A tale riguardo giova innanzitutto evidenziare che l'ormai consolidata esistenza, nell'ambito del nostro ordinamento, di un compiuto sistema di disposizioni normative finalizzate al diffuso utilizzo dell'informatica al fine del conveniente esercizio delle varie azioni di competenza delle pubbliche amministrazioni cfr. al riguardo, ex multis, il D.Lgs 39/1993 e succ. modd. e intt., l'articolo 176 del D.Lgs 196/03, il D.Lgs 343/03 e il D.Lgs 82/2005, recante quest'ultimo il codice dell'amministrazione digitale, con le conseguenti disposizioni applicative per gli enti locali cfr., segnatamente, l'articolo 12 del Tu approvato con il D.Lgs 267/00. nonché il progetto di e-government per essi predisposto e in corso di attuazione, il cui contenuto di massima è ricavabile dal sito http /www.cnipa.gov.it/ rende del tutto apodittica, e per certo non conforme ai principi direttivi dell'imparzialità e del buon andamento dell'azione amministrativa articolo 97 Costituzione , l'affermazione secondo la quale tutto ciò può riguardare i reciproci rapporti posti in essere tra le pubbliche amministrazioni medesime nonché i rapporti da esse intrattenuti con l'utenza privata, ma non i rapporti tra le stesse amministrazioni e i componenti eletti nei loro organi consiliari. Del resto, proprio l'ormai generalizzata diffusione degli strumenti informatici presso i soggetti pubblici e privati, conforta l'intrinseca correttezza della definizione di documento amministrativo contenuta nell'attuale testo dell'articolo 22 della legge 241/90, laddove per l'appunto si legge - in termini sostanzialmente consonanti rispetto a quanto a sua volta disposto dall'articolo 1 del Tu approvato con Dpr 445/00 - che esso consiste in ogni rappresentazione grafica, fotocinematografica, elettromagnetica o di qualunque altra specie del contenuto di atti, anche interni o non relativi ad uno specifico procedimento, detenuti da una pubblica amministrazione e concernenti attività di pubblico interesse, indipendentemente dalla natura pubblicistica o privatistica della loro disciplina sostanziale . In tal modo è stata pertanto equiparata la produzione della documentazione amministrativa in via informatica rispetto alla tradizionale produzione cartacea, con la possibilità - ove del caso - della validazione del supporto informatico rispetto all'originale informatico o cartaceo cfr. al riguardo l'articolo 1, lettera p , nonché la Sezione seconda, capo terza e capo quarta del D.Lgs 82/2005, nonché la deliberazione C.N.I.P.A. del 17 febbraio 2005 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 51 dd. 3 marzo 2005 e il D.P.C.M. 13 gennaio 2004, a sua volta pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 27 aprile 2004 n. 98 . Pare addirittura superfluo rimarcare come mediante il generalizzato uso dello strumento informatico le pubbliche amministrazioni realizzano risparmi - per così dire - di scala pur a fronte dell'iniziale investimento per le acquisizioni sia dell'hardware che del software, con la conseguenza - per quanto qui segnatamente interessa - che la formazione di copie della documentazione amministrativa con modalità informatica comporta, all'evidenza, non soltanto minori spese ma anche minori tempi di lavorazione, con conseguente possibilità di una più conveniente utilizzazione del personale preposto alle relative incombenze. Secondo la prospettazione del ricorrente, a tali risparmi conseguiti dall'Amministrazione Comunale corrisponderebbe una traslazione nei suoi confronti dei relativi oneri economici. In buona sostanza - e come si è visto innanzi - il ricorrente lamenta che in questo modo si obbligherebbe coloro che chiedono di accedere alla documentazione detenuta dall'Amministrazione comunale ad avere a disposizione un personal computer, evidenziando - altresì - che oltre al costo del computer bisogna naturalmente che l'interessato lo sappia usare, che disponga del software per la lettura del file PDF e che sappia far funzionare il tutto che alla fine rimarrebbe, comunque una visione parcellizzata della planimetria visibile dal monitor del computer , posto che chi esamini una planimetria di uno strumento urbanistico magari perché deve esprimere il suo voto in seno al consiglio comunale in merito alla sua approvazione deve poter comprendere il disegno complessivo dell'intero territorio comunale e la coerenza generale della nuova pianificazione , e che non si potrebbe certo chiedere ad un Consigliere di un piccolo comune che riceve pochi euro per la precisione euro 18,60 per partecipare alle sedute di consiglio di munirsi di un personal computer per poter adempiere al proprio mandato, costringendolo comunque alla faticosa comprensione della tavola grafica per le ridotte dimensioni del monitor di un computer , con l'asseritamente scontata conseguenza che alla fine il consigliere sarà costretto a ricercare un centro di fotoriproduzione, sostenere le spese per stampare il file della tavola grafica contenuto del CD rom . Il complessivo ragionamento del ricorrente, testè riportato, non trova l'adesione del Collegio. Dirimente al riguardo non è la circostanza - emersa, come si è visto, nel corso della discussione nell'aula consiliare prodromica all'approvazione della deliberazione qui impugnata - secondo la quale il Compagno potrebbe fruire del personal computer domestico del figlio, ma il fatto che la forza politica di riferimento del medesimo ricorrente, ossia la Lista Solidarietà Fossò - Sandon intrattiene correntemente rapporti epistolari mediante l'utilizzo di un sistema computerizzato, comprensivo anche del logo - a sua volta computerizzato - che compare sulla sua carta intestata cfr. docomma di parte resistente, costituito dalla nota inoltrata in data 18 dicembre 2004 dallo stesso Compagno al Prefetto di Venezia . Del resto, non appare intrinsecamente credibile l'assunto sottinteso al suesposto ragionamento del Compagno - il quale, oltre a tutto, concomitantemente svolge pure le funzioni di Consigliere della Provincia di Venezia - secondo il quale la modestia del gettone percepito per la sua partecipazione alle sedute del Consiglio Comunale di Fossò implicherebbe la necessitata utilizzazione di strumenti tecnologicamente non avanzati per svolgere la propria azione politica. È ben noto - per contro - che proprio la comunicazione politica e la conseguente ricerca di consenso presso la pubblica opinione e, soprattutto, presso il corpo elettorale si fonda attualmente sulla diffusa utilizzazione dell'informatica e dei conseguenti strumenti che quest'ultima rende a sua volta disponibili e la stessa, complessiva posizione politica occupata dal Compagno non disgiunta dalla predetta, documentata esistenza di corrispondenza della propria formazione politica di riferimento redatta su supporto informatico consente, quindi, di presumere nella specie che il medesimo ricorrente in realtà disponga di tutti i mezzi per poter convenientemente adeguarsi, senza aggravi di sorta, alla nuova disciplina di accesso alla documentazione amministrativa posta in essere per i consiglieri comunali di Fossò. Né può sostenersi che la consultazione della documentazione sia comunque più difficoltosa, posto che altrettanto notoriamente tutte le tipologie di personal computer, anche di meno recente fabbricazione e di prezzo più accessibile, contengono softwares che consentono sia la lettura dei documenti in formato PDF non modificabile, sia l'ingrandimento e la stampa delle cartografie in modo da ovviare alla parcellizzazione visiva delle medesime. In definitiva, quindi, il ricorrente non può ragionevolmente sostenere che, nella specie, i costi per la riproduzione della documentazione sono stati traslati a suo carico, posto che i costi medesimi sono stati comunque già affrontati da lui, ovvero dalla sua formazione politica, agli effetti dell'acquisizione di quegli stessi strumenti informatici che gli hanno fornito - e gli forniscono - un supporto non indifferente per l'acquisizione del consenso da parte del proprio elettorato. Semmai, l'unico profilo che richiede attenzione è la nozione - utilizzata, in chiave expressis verbis esemplificativa, nella disposizione qui resa oggetto di impugnazione - di atti elaborati, la cui fotoriproduzione comporti un costo elevato, quali le tavole dei piani regolatori, le tavole di varianti urbanistiche e quant'altro abbia ad oggetto planimetrie di dimensioni consistenti . La mancanza di una puntuale individuazione delle ipotesi di ricorso alla riproduzione della documentazione mediante supporto informatico non rende peraltro la disposizione surriportata illegittima, posto che - anche a fronte della dianzi comprovata inesistenza di insormontabili incombenze per i consiglieri che esercitano al riguardo il loro diritto di accesso - rientra nelle normali incombenze del Segretario Comunale l'emanazione delle disposizioni che materialmente individuino le tipologie di documentazione per le quali risulta conveniente utilizzare il sistema di rilascio di copia informatica, avendo riguardo in tal senso alle concrete esigenze economico-funzionali dell'Amministrazione, È addirittura superfluo precisare che l'applicazione di tali misure dovrà essere rigorosamente omogenea per tutti i consiglieri comunali, sia di maggioranza che di opposizione, ben potendo il ricorrente reagire con tutti gli strumenti apprestati dall'ordinamento nelle ipotesi in cui ravvisi al riguardo casi di disparità di trattamento. 4. Le spese e gli onorari del giudizio possono essere integralmente compensati tra le parti, stante la novità della questione sottoposta all'esame del Collegio. PQM Il Tar per il Veneto, prima sezione, definitivamente pronunciando sul ricorso in epigrafe, respinta ogni contraria istanza ed eccezione, lo respinge. Compensa integralmente tra le parti le spese e gli onorari del giudizio. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità amministrativa.