Il plenum affronta il nodo dei rientri in servizio

Saltata la sospensiva dell'articolo 3 della legge Castelli, restituiti agli incarichi di provenienza anche se soppressi i magistrati collocati fuori ruolo. Ma resta aperta la strada per ulteriori approfondimenti sulla partecipazione a concorsi

Se nel disegno di legge sulla sospensiva dei decreti delegati della riforma della giustizia fosse passato anche l'articolo 3 tanti problemi non ci sarebbero stati. Ieri il plenum del Consiglio superiore della magistratura ha approvato la delibera sul rientro in ruolo dei consiglieri togati il documento è leggibile tra i correlati . L'aula Bachelet si è dovuta confrontare con le disposizioni contenute nella legge voluta da Castelli 44/2002 sul riordino del Consiglio superiore della magistratura che, tra le altre cose, oltre a stabilire nuove modalità per il voto dei consiglieri, oltre a ridurre il numero dei componenti, stabiliva anche uno stop di due anni per i consiglieri uscenti prima di ricoprire un altro incarico direttivo o un altro periodo di fuori ruolo. Una norma definita dal presidente del Tribunale di Roma e attuale sottosegretario alla giustizia, Luigi Scotti, punitiva nei confronti dei magistrati. Tanto che a giugno, quando è stato presentato il disegno di legge che sospendeva l'efficacia dei decreti delegati della riforma dell'ordinamento giudiziario, l'esecutivo presentò anche, all'articolo 3 del provvedimento un richiamo all'articolo 30 del Dpr 916/58 come modificato dall'articolo 14 della legge 74/1990 vedi tra gli arretrati del 13 giugno 2006 . Una implicita abrogazione della disposizione introdotta invece dalla legge Castelli, che ha scatenato le proteste dei parlamentari di Centrodestra. Come sia andata poi la discussione della sospensiva è cosa nota il Centrosinistra pur di trovare un accordo con l'opposizione è scesa a patti, ha modificato i decreti delegati su riassetto delle Procure e disciplinare, sospendendo solo quello riguardante l'accesso e la progressione, sacrificando soprattutto l'articolo 3. A darne notizia in Aula è stato il relatore al provvedimento, Cesare Salvi Ds , fratello del procuratore Salvi nonché consigliere uscente al Csm vedi tra gli arretrati del 4 ottobre 2006 . Ieri il consiglio si è dovuto confrontare con la norma Castelli, incontrando non pochi problemi di interpretazione. Infatti il decreto legislativo 160/06, per il ricollocamento in ruolo non richiama il disposto della legge 44/2002 ma l'articolo 30 del Dpr 916/58 nella sua formulazione originaria. Per questo motivo ulteriori questioni interpretative in relazione alla successiva partecipazione a concorsi ed al collocamento fuori ruolo dei componenti del Csm saranno oggetto di approfondimento specifico . Soprattutto perché, dice la delibera l'applicazione della legge 44/2002, nella parte in cui prevede il divieto, valido per due anni a far data dalla cessazione dell'appartenenza al Consiglio, che i consiglieri uscenti accedano a funzioni direttive o semidirettive diverse da quelle eventualmente ricoperte prima dell'elezione o siano nuovamente collocati fuori ruolo per lo svolgimento di funzioni diverse da quelle giudiziarie ordinarie, pone dubbi di incostituzionalità incidenti sulla carriera di chi ha rivestito la carica di consigliere togato del CSM avuto riguardo alle norme di cui agli artt. 3 e 107 Cost. . Per il momento, dunque, tutti i consiglieri uscenti torneranno nel posto precedentemente occupato, compresi Luigi Marini e Giovanni Mammone, che svolgeranno funzioni di magistrati di appello destinati alla Corte di cassazione, nonostante il decreto legislativo 24/2006 che ha modificato l'organico dei magistrati addetti alla Suprema corte abbia soppresso i trenta posti di magistrati di appello presso la stessa ma aumentando di quindici posti i consiglieri di Cassazione. Dovendo i due consiglieri essere ricollocati nella sede di provenienza e nelle funzioni precedentemente esercitate, l'avvenuta soppressione del posto di provenienza - dice il Csm - non costituisce ostacolo al loro ricollocamento in tale posizione, al limitato fine di una loro diversa destinazione o mediante conferimento delle funzioni di legittimità secondo il procedimento disciplinato dall'articolo 5 del DLgs 24/2006 oppure mediante la proposizione di una diversa domanda di tramutamento secondo la disciplina transitoria delineata dalla delibera consiliare del 5 luglio 2006 e con il limite legislativo relativo al divieto di essere nominato ad ufficio direttivo o semidirettivo prima che siano decorsi due anni dal giorno in cui il magistrato ha cessato di essere componente del Csm . Mammone e Marini avranno trenta giorni di tempo da oggi per formulare la dichiarazione di disponibilità all'attribuzione delle funzioni di legittimità oppure presentare altra domanda di tramutamento nei termini sopra delineati. p.a.

Consiglio Superiore della Magistratura Rientro in ruolo dei magistrati eletti componenti del Consiglio superiore della magistratura per il quadriennio 2002/2006 Fascicolo 788/VA/2006 - relatore Michele Saponara Approvato l'8 novembre 2006 Il Consiglio, premesso che il ricollocamento in ruolo dei magistrati eletti componenti del Consiglio Superiore della Magistratura è disciplinato dalla legge n. 44 del 28 marzo 2002 e dalla circolare del Consiglio Superiore della Magistratura 30/11/93 n. 15098 rilevato che l'art. 30 comma 2 del D.P.R. n. 916 del 16 settembre 1958 prevede che alla cessazione della carica, il Consiglio Superiore della Magistratura dispone, eventualmente anche in soprannumero, il rientro in ruolo dei magistrati nella sede di provenienza e nelle funzioni precedentemente esercitate ritenuto che il regime relativo al ricollocamento in ruolo dei magistrati eletti componenti del Consiglio Superiore della Magistratura sia tuttora definito secondo le modalità indicate dall'art. . 30 comma 2 del D.P.R. n. 916 del 16 settembre 1958 , come da ultimo modificato dall'articolo co. 1 della L.n. 44 del 28 marzo 2002, in quanto il richiamo a detta disciplina contenuto nella disposizione di cui all'art. 50 co. 4 del D.L.vo 160/2006 non ne determina la sospensione dell'efficacia per effetto della legge 269/2006. Peraltro, diversamente opinando, si verserebbe nell'assoluta assenza di normativa utile a disciplinare il ricollocamento in ruolo dei componenti del Consiglio Superiore della Magistratura infatti l'art. 50 co. 4 del D.L.vo 160/2006 richiama non semplicemente la modifica al regime di ricollocamento disposto con la legge 44/2002 bensì l'art. 30 del DPR numero /1958 nella sua formulazione originaria e in tutte le sue successive modificazioni, di modo che una sua sospensione di efficacia determinerebbe un inammissibile vuoto normativo considerato infine che le ulteriori questioni interpretative poste dal regime sopra richiamato in relazione alla successiva partecipazione a concorsi ed al collocamento fuori ruolo dei componenti del Consiglio Superiore della Magistratura saranno oggetto di approfondimento specifico, anche perché l'applicazione della norma introdotta dalla L. 28 marzo 2002, n. 44, nella parte in cui prevede il divieto, valido per due anni a far data dalla cessazione dell'appartenenza al Consiglio, che i consiglieri uscenti accedano a funzioni direttive o semidirettive diverse da quelle eventualmente ricoperte prima dell'elezione o siano nuovamente collocati fuori ruolo per lo svolgimento di funzioni diverse da quelle giudiziarie ordinarie, pone dubbi di incostituzionalità incidenti sulla carriera di chi ha rivestito la carica di consigliere togato del CSM avuto riguardo alle norme di cui agli artt. 3 e 107 Cost. - quanto al ricollocamento in ruolo dei dottori MAMMONE e MARINI visto l'articolo 30 del D.P.R. 916/1958 come modificato dalla legge 28.3.2002 nr.44, premesso che i predetti magistrati svolgevano, prima del collocamento fuori del ruolo organico della magistratura al fine di esercitare il mandato di componenti elettivi del CSM, le funzioni di magistrati di appello destinati alla Corte di Cassazione, rilevato che Part 5 del decreto legislativo nr.24/2006 relativo alla modifica dell'organico dei magistrati addetti alla Corte di Cassazione a norma dell'articolo 1, comma 1 lett.e della legge 25 luglio 2005 nr.150, disciplina in particolare, sul presupposto della soppressione dei trenta posti di magistrato di appello presso la Corte di Cassazione con il contestuale aumento di quindici posti di consigliere di cassazione, il procedimento per il conferimento a detti magistrati delle funzioni di legittimità, lette in proposito le delibere del Consiglio Superiore della Magistratura nelle quali, in applicazione del citato art. 5, si dava avvio delibera del 23 marzo 2006 al procedimento per il conferimento delle funzioni di legittimità ai magistrati in servizio con funzioni di magistrato di appello destinato alla Corte di Cassazione e successivamente delibera del 5 luglio 2006 da un lato, si procedeva al conferimento delle funzioni di legittimità ai magistrati in servizio nei soppressi posti, previa verifica della sussistenza dei presupposti normativi, e, dall'altro, si delineava il regime transitorio applicabile ai magistrati che non avessero manifestato la volontà di essere valutati per il conferimento delle funzioni di legittimità ovvero che non fossero stati in possesso dei requisiti ivi previsti, ritenuto che, nei casi di specie, occorre coordinare la previsione dell'art. 30 d.p.r. 916/1958 nel testo attualmente vigente con l'avvenuta soppressione dei posti di provenienza dei dottori Mammone e Marini, considerato in proposito che, dovendo i dottori Marini e Mammone essere ricollocati nella sede di provenienza e nelle funzioni precedentemente esercitate , l'avvenuta soppressione del posto di provenienza non costituisce ostacolo al loro ricollocamento in tale posizione, magistrati di appello destinati alla Corte di Cassazione, al limitato fine, trattandosi appunto di posto soppresso, di una loro diversa destinazione o mediante il conferimento delle funzioni di legittimità secondo il procedimento disciplinato dall'art. 5 del decreto legislativo 24/2006, a quel punto applicabile anche ai dottori Marini e Mammone, trattandosi di magistrati rientrati in servizio , ovvero mediante la proposizione di una diversa domanda di tramutamento secondo la disciplina transitoria delineata dalla delibera consiliare del 5 luglio 2006 e con il limite legislativo relativo al divieto di essere nominato ad ufficio direttivo o semidirettivo prime che siano decorsi due anni dal giorno in cui il magistrato ha cessato di essere componente del CSM, ritenuto che dunque i dottori Marini e Mammone devono essere ricollocati al posto di provenienza di magistrato di appello destinato alla Corte di Cassazione ove, preso possesso dell'ufficio, potranno nel termini di giorni trenta dalla presente deliberazione formulare la dichiarazione di disponibilità all'attribuzione delle funzioni di legittimità, accompagnata dalla documentazione indicata nella delibera consiliare del 23 marzo 2006 che si richiama integralmente sul punto, ovvero presentare altra domanda di tramutamento nei termini sopra delineati. delibera - il richiamo in ruolo del dott. Ernesto AGHINA, magistrato dichiarato idoneo ad essere ulteriormente valutato ai fini della nomina a magistrato di cassazione collocato fuori del ruolo organico della magistratura perché eletto componente del Consiglio Superiore della Magistratura e la riassegnazione del medesimo al Tribunale di Napoli con funzioni di giudice posto vacante non pubblicato - il richiamo in ruolo del dott. Paolo ARBASINO, magistrato dichiarato idoneo ad essere ulteriormente valutato ai fini della nomina alle funzioni direttive superiori collocato fuori del ruolo organico della magistratura perché eletto componente del Consiglio Superiore della Magistratura e la riassegnazione del medesimo al Tribunale di Milano con funzioni di presidente di sezione posto vacante non pubblicato - il richiamo in ruolo della dott.ssa Maria Giuliana CIVININI, magistrato dichiarato idoneo ad essere ulteriormente valutato ai fini della nomina a magistrato di cassazione collocato fuori del ruolo organico della magistratura perché eletto componente del Consiglio Superiore della Magistratura e la riassegnazione della medesima, in sovrannumero riassorbibile con le successive vacanze, alla Corte di Cassazione con funzioni di magistrato di tribunale - il richiamo in ruolo del dott. Marco DEVOTO, magistrato dichiarato idoneo ad essere ulteriormente valutato ai fini della nomina alle funzioni direttive superiori collocato fuori del ruolo organico della magistratura perché eletto componente del Consiglio Superiore della Magistratura e la riassegnazione del medesimo al Tribunale di Genova con funzioni di presidente di sezione posto vacante non pubblicato - il richiamo in ruolo del dott. Giuseppe FICI, magistrato dichiarato idoneo ad essere ulteriormente valutato ai fini della nomina a magistrato di cassazione collocato fuori del ruolo organico della magistratura perché eletto componente del Consiglio Superiore della Magistratura e la riassegnazione del medesimo alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo con funzioni di sostituto posto vacante non pubblicato - il richiamo in ruolo del dott. Francesco LO VOI, magistrato dichiarato idoneo ad essere ulteriormente valutato ai fini della nomina a magistrato di cassazione collocato fuori del ruolo organico della magistratura perché eletto componente del Consiglio Superiore della Magistratura e la riassegnazione del medesimo, in sovrannumero riassorbibile con le successive vacanze, alla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d'Appello di Palermo con funzioni di sostituto procuratore generale - il richiamo in ruolo del dott. Wladimiro DE NUNZIO, magistrato dichiarato idoneo ad essere ulteriormente valutato ai fini della nomina alle funzioni direttive superiori collocato fuori del ruolo organico della magistratura perché eletto componente del Consiglio Superiore della Magistratura e la riassegnazione del medesimo, in sovrannumero riassorbibile con le successive vacanze, alla Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Cassazione con funzioni di sostituto procuratore generale - il richiamo in ruolo del dott. Giuseppe MELIADO', magistrato dichiarato idoneo ad essere ulteriormente valutato ai fini della nomina a magistrato di cassazione collocato fuori del ruolo organico della magistratura perché eletto componente del Consiglio Superiore della Magistratura e la riassegnazione del medesimo, in sovrannumero riassorbibile con le successive vacanze, alla Corte d'Appello di Catania con funzioni di consigliere della sezione lavoro - il richiamo in ruolo del dott. Francesco MENDITTO, magistrato dichiarato idoneo ad essere ulteriormente valutato ai fini della nomina a magistrato di cassazione collocato fuori del ruolo organico della magistratura perché eletto componente del Consiglio Superiore della Magistratura e la riassegnazione del medesimo al Tribunale di Napoli con funzioni di giudice posto vacante non pubblicato - il richiamo in ruolo del dott. Leonida PRIMICERIO, magistrato dichiarato idoneo ad essere ulteriormente valutato ai fini della nomina a magistrato di cassazione collocato fuori del ruolo organico della magistratura perché eletto componente del Consiglio Superiore della Magistratura e la riassegnazione del medesimo, in sovrannumero riassorbibile con le successive vacanze, alla Procura Generale della Repubblica presso la Corte d'Appello di Salerno con funzioni di sostituto procuratore generale - il richiamo in ruolo del dott. Luigi RIELLO, magistrato dichiarato idoneo ad essere ulteriormente valutato ai fini della nomina a magistrato di cassazione collocato fuori del ruolo organico della magistratura perché eletto componente del Consiglio Superiore della Magistratura e la riassegnazione del medesimo alla Corte d'Appello di Napoli con funzioni di consigliere posto vacante non pubblicato - il richiamo in ruolo del dott. Giuseppe SALME', magistrato dichiarato idoneo ad essere ulteriormente valutato ai fini della nomina alle funzioni direttive superiori collocato fuori del ruolo organico della magistratura perché eletto componente del Consiglio Superiore della Magistratura e la riassegnazione del medesimo alla Corte di Cassazione con funzioni di consigliere posto vacante non pubblicato - il richiamo in ruolo del dott. Giovanni SALVI, magistrato dichiarato idoneo ad essere ulteriormente valutato ai fini della nomina a magistrato di cassazione collocato fuori del ruolo organico della magistratura perché eletto componente del Consiglio Superiore della Magistratura e la riassegnazione del medesimo, in sovrannumero riassorbibile con le successive vacanze, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma con funzioni di sostituto - il richiamo in ruolo del dott. Carmine STABILE, magistrato dichiarato idoneo ad essere ulteriormente valutato ai fini della nomina alle funzioni direttive superiori collocato fuori del ruolo organico della magistratura perché eletto componente del Consiglio Superiore della Magistratura e la riassegnazione del medesimo, in sovrannumero riassorbibile con le successive vacanze, alla Corte d'Appello di Roma con funzioni di consigliere - il richiamo in ruolo del dott. Giovanni MAMMONE, magistrato dichiarato idoneo ad essere ulteriormente valutato ai fini della nomina alle funzioni direttive superiori collocato fuori del ruolo organico della magistratura perché eletto componente del Consiglio Superiore della Magistratura e la riassegnazione del medesimo, alla Corte di Cassazione con funzioni di magistrato di appello in sovrannumero nel ruolo ad esaurimento , ai sensi dell'art. 1 co. 1 lett. a e b del D.Lvo 24/06 - il richiamo in ruolo del dott. Luigi MARINI, magistrato dichiarato idoneo ad essere ulteriormente valutato ai fini della nomina a magistrato di cassazione collocato fuori del ruolo organico della magistratura perché eletto componente del Consiglio Superiore della Magistratura e la riassegnazione del medesimo, alla Corte di Cassazione con funzioni di magistrato di appello in sovrannumero nel ruolo ad esaurimento , ai sensi dell'art. 1 co. 1 lett. a e b del D.Lvo 24/06.