Bocciato l'albo per le discipline bio-naturali voluto dalla Liguria

Le Regioni non possono istituire elenchi di singoli operatori, ma devono attenersi all'articolo 117 della Costituzione

Professioni sanitarie bio-naturali, spetta allo Stato e non alle Regioni individuarle. Così la Corte costituzionale con la sentenza 40/2006 depositata lo scorso 8 febbraio, redatta da Franco Bile e qui leggibile nei documenti correlati ha dichiarato illegittime alcune norme della legge della Liguria 18/2004 in materia di professioni non convenzionali. A sollevare la questione era stato il Governo nella parte in cui la normativa regionale individua come discipline bio-naturali - e attribuisce alla Regione l'istituzione e la regolamentazione dei relativi corsi di formazione - lo shiatsu, la riflessologia, lo watsu, la pranoterapia, lo yoga, la kinesiologia e le altre pratiche omologhe. La Consulta nel dichiarare fondata la questione ha fornito importanti chiarimenti. Le Regioni, hanno ammesso i giudici delle leggi, quando varano leggi nelle materie di competenza concorrente indicate all'articolo 117 della nostra Carta fondamentale devono rispettare i principi fondamentali fissati nelle leggi dello Stato. Del resto, ha incalzato la Corte, l'individuazione delle figure professionali, con i relativi profili ed ordinamenti didattici e l'istituzione di nuovi Albi è riservata allo Stato. Pertanto, la legge ligure è incostituzionale nella parte in cui definisce le discipline bio-naturali, istituisce l'elenco dei singoli operatori, definisce il percorso formativo per il riconoscimento della qualifica di operatore in ciascuna delle singole discipline, fissa durata, materie e modalità di svolgimento dei corsi per coloro che vogliono divenire operatori. Ma non solo, è illegittima anche nella parte in cui commina sanzioni amministrative per coloro che esercitano l'attività senza essere iscritti all'elenco regionale o svolgono una disciplina diversa da quella per la quale risultano iscritti nell'elenco. cri.cap

Corte costituzionale - sentenza 25 gennaio - 8 febbraio 2006, n. 40 Presidente Marini - relatore Bile Ritenuto in fatto 1. - Con ricorso notificato il 13 gennaio 2005 e depositato il successivo 20 gennaio, il Presidente del Consiglio dei ministri ha impugnato, in via principale, la legge della Regione Liguria 18/2004 Norme regionali sulle discipline bionaturali per il benessere , con la quale - definite tali discipline - è stato, tra l'altro, istituito il relativo Elenco regionale dei singoli operatori e delle organizzazioni con finalità didattiche, delle associazioni e delle scuole di formazione ne sono stati disciplinati requisiti e modalità d'iscrizione è stato istituito un Comitato regionale con funzioni di indirizzo sulla materia nel territorio regionale e poteri disciplinari. In particolare le censure del ricorrente si rivolgono a all'articolo 1, che attribuisce alla Regione il riconoscimento della qualifica di operatore in ciascuna delle discipline bio-naturali per il benessere di cui all'articolo 2 b all'articolo 2, che individua come discipline bio-naturali lo shiatsu e il massaggio tradizionale e altre sei pratiche omologhe, demandando alla Giunta regionale l'individuazione di nuove discipline bio-naturali c all'articolo 3, che istituisce presso la Giunta regionale l'elenco delle discipline bio-naturali d all'articolo 6, che definisce il percorso formativo per il riconoscimento della qualifica di operatore in ciascuna delle singole discipline d agli articoli 7, 9, 10 e 11, che sono funzionalmente collegati ai precedenti e sono volti al raggiungimento dei fini della legge impugnata. La difesa erariale deduce che la legge impugnata eccede le competenze regionali e si pone in contrasto con l'articolo 117, terzo comma, della Costituzione, in quanto regolamenta figure professionali delle quali alcune, peraltro, genericamente definite e non identificate che sono da ascriversi nell'ambito delle professioni sanitarie, anche non convenzionali, la cui individuazione, con i relativi profili e ordinamenti didattici spetta allo Stato come affermato da questa Corte con la sentenza 353/03 , secondo il principio fondamentale stabilito dall'articolo 6, comma 3, del D.Lgs 502/92 poi confermato dall'articolo 124, comma 1, lettera b del D.Lgs 112/98 e dall'articolo 1, comma 2, della legge 42/1999 . Considerato in diritto 1. - Il Presidente del Consiglio dei ministri impugna la legge della Regione Liguria 18/2004 Norme regionali sulle discipline bionaturali per il benessere . Secondo il ricorrente, gli articoli 1, 2, 3 e 6 ed i successivi articoli 7, 9, 10 e 11 funzionalmente collegati ai precedenti della predetta legge si pongono in contrasto con l'articolo 117, terzo comma, della Costituzione, in quanto realizzano un intervento normativo regionale in materia di professioni sanitarie non convenzionali, la cui individuazione e regolamentazione, con i relativi profili e ordinamenti didattici, spetta invece allo Stato come affermato da questa Corte nella sentenza 353/03 , secondo il principio fondamentale stabilito dall'articolo 6, comma 3, del D.Lgs 502/92 poi confermato dall'articolo 124, comma 1, lettera b , del D.Lgs 112/98 e dall' articolo 1, comma 2, della legge 42/1999 . 2. - La questione è fondata. 2.1. - Con la legge 18/2004 la Regione Liguria, allo scopo di migliorare la qualità della vita e contribuire a realizzare il benessere dei propri cittadini articolo 1, comma 1 , pone una regolamentazione complessiva delle discipline bionaturali per il benessere, con l'obiettivo di educare la persona a stili di vita salubri e rispettosi dell'ambiente e di prevenire gli stati di disagio fisici e psichici stimolando le risorse vitali proprie di ciascun individuo senza perseguire finalità terapeutiche o curative articolo 1, comma 2 . In particolare, con le norme impugnate, la Regione a riconosce la qualifica di operatore articolo 1, comma 1 nelle seguenti discipline bio-naturali per il benessere lo shiatsu, la riflessologia, lo watsu, la pranoterapia, la naturopatia, lo yoga, la kinesiologia ed il massaggio tradizionale articolo 2, comma 1 b demanda alla Giunta regionale, sentito il competente Comitato regionale, la possibilità di iscrivere nuove discipline nell'istituito Elenco regionale per le discipline bio-naturali per il benessere articolo 2, comma 2, e articolo 3, comma 1 c prevede la suddivisione di tale Elenco in due sezioni l'una riguardante le Organizzazioni con finalità didattiche, Associazioni e Scuole di formazione, come individuate nei successivi articoli 4 e 5 articolo 3, comma 2, lettera a l'altra relativa ai singoli operatori delle discipline bio-naturali per benessere articolo 3, comma 2, lettera b d riconosce la qualifica di operatore in ciascuna delle singole discipline bio-naturali per il benessere a coloro che abbiano superato la prova di esami di specifici corsi teorico-pratici organizzati da associazioni o da imprese scritte nella prima sezione dell'Elenco regionale articolo 6, commi 1 e 2 e attribuisce alla Giunta regionale di definire, per ogni singola disciplina, le materie oggetto del corso, la durata e le modalità del suo svolgimento e del relativo esame finale articolo 6, comma 3 f prevede che l'esercizio nel territorio della Regione delle attività di operatore in ciascuna delle discipline bio-naturali per il benessere è subordinato alla preventiva iscrizione nella sezione seconda dell'Elenco regionale, disciplinata dal successivo articolo 8 articolo 7 g istituisce presso la Regione il Comitato regionale delle discipline bio-naturali per il benessere, stabilendone composizione e compiti articolo 9 e articolo 10 h commina sanzioni amministrative per coloro che esercitano l'attività di operatore in una delle discipline bio-naturali per il benessere senza essere iscritti nell'Elenco regionale articolo 11, comma 1 , ovvero che esercitano una disciplina bio-naturale diversa da quella per la quale risultano iscritti nell'Elenco medesimo articolo 11, comma 2 . 2.2. - Come già rilevato nella sentenza 424/05 - a sostegno della dichiarata illegittimità costituzionale della analoga legge della Regione Piemonte 13/2004, anch'essa emanata per la regolamentazione delle discipline bio-naturali - l'impianto complessivo, lo scopo ed il contenuto precipuo della legge oggi impugnata rendono palese che l'oggetto della normativa in esame e conseguentemente della proposta questione di legittimità costituzionale debba essere ricondotto propriamente alla materia concorrente delle professioni . Rispetto ad essa, peraltro, non assume rilievo la circostanza che il ricorrente ne riconduca il contenuto precettivo all'ambito delle professioni sanitarie anche non convenzionali , giacché l'individuazione di una specifica area caratterizzante la professione è ininfluente ai fini della regolamentazione delle competenze derivante dall'applicazione nella materia in esame del terzo comma dell'articolo 117 Costituzione sentenze n. 424 e n. 355 del 2005 . 2.3. - Pertanto anche la presente questione deve essere risolta alla stregua dei principi affermati in materia da questa Corte sentenze n. 424, n. 355 e n. 319 del 2005 e n. 353 del 2003 . In termini generali, è sufficiente ribadire che - spettando allo Stato la determinazione dei principi fondamentali nelle materie di competenza concorrente previste dall'articolo 117, terzo comma, Costituzione - qualora non ne siano stati formulati di nuovi, la legislazione regionale deve svolgersi ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 131/03 nel rispetto di quelli comunque risultanti anche dalla normativa statale già in vigore. E da essa non si trae alcuno spunto che possa consentire iniziative legislative regionali nell'ambito cui si riferisce la legge impugnata sentenza 424/05 . Parimenti, va riaffermato che la potestà legislativa regionale nella materia concorrente delle professioni deve rispettare il principio secondo cui l'individuazione delle figure professionali, con i relativi profili ed ordinamenti didattici, e l'istituzione di nuovi albi sentenza 355/05 è riservata allo Stato. Tale principio, al di là della particolare attuazione ad opera di singoli precetti normativi, si configura infatti quale limite di ordine generale, invalicabile dalla legge regionale sentenze n. 424 e n. 319 del 2005 . Le norme impugnate devono quindi essere dichiarate incostituzionali, per violazione del parametro evocato. 2.4. - L'intera legge regionale in esame è inscindibilmente connessa con le disposizioni specificamente censurate dal ricorrente, in quanto gli articoli 4, 5, 8, 12 e 13, non impugnati, sono palesemente funzionali al raggiungimento dello scopo della legge stessa. Pertanto, ai sensi dell'articolo 27 della legge 87/1953, la declaratoria di illegittimità costituzionale deve essere estesa, in via consequenziale, anche a tali disposizioni. PQM La Corte costituzionale dichiara l'illegittimità costituzionale degli articoli 1, 2, 3, 6, 7, 9, 10 e 11 della legge della Regione Liguria 18/2004 Norme regionali sulle discipline bionaturali per il benessere dichiara, ai sensi dell'articolo 27 della legge 87/1953, l'illegittimità costituzionale in via consequenziale degli articoli 4, 5, 8, 12 e 13 della medesima legge regionale. ?? ?? ?? ?? 1 1