Inps, risarcimento totale con la transazione

L'istituto di previdenza recupera dalla compagnia assicuratrice tutto ciò che ha corrisposto al lavoratore coinvolto in un incidente stradale. Anche in presenza di un accordo omnicomprensivo

Infortunio in itinere, surroga dell'Inps ad ampio raggio. Infatti in presenza di una transazione omnicomprensiva, l'istituto recupera, dalla compagnia di assicurazione, tutto quello che ha corrisposto al lavoratore coinvolto in incidente stradale, anche a titolo di danno biologico e morale. In questi casi, ha spiegato la Cassazione con la sentenza 13753/06 depositata il 14 giugno e qui leggibile tra gli allegati, cade il principio, ormai consolidato in sede di legittimità, secondo cui l'assicuratore sociale non può surrogarsi al diritto del danneggiato per quei danni alla persona che non siano coperti dall'assicurazione sociale, ad esempio danno biologico e morale. È la vicenda di un uomo che, rimasto ferito in un incidente stradale durante una trasferta di lavoro, aveva percepito dall'Inps l'indennità di malattia. L'istituto aveva poi adito, di fronte al giudice di pace, una nota compagnia di assicurazione per essere rimborsato di quanto corrisposto al suo assicurato. Dal canto suo l'assicurazione si rifiutava di pagare la somma intera, perché, aveva detto, da tale somma andavano detratte le voci diverse dal mero danno patrimoniale da inabilità temporanea. Il giudice onorario prima e il Tribunale poi avevano dato ragione all'Inps, sul presupposto che il danneggiato aveva firmato una transazione, con la compagnia privata, ominicomprensiva. Allora la lite è arrivata in Cassazione il Collegio ha confermato la decisione dei giudici di merito e respinto il ricorso dell'assicuratore poiché, si legge nelle motivazioni, in nessun modo l'esercizio del diritto di rivalsa da parte dell'Inps, in presenza di una transazione omnicomprensiva, può mettere in discussione il principio giurisprudenziale relativo all'impossibilità per l'assicuratore sociale di surrogarsi al diritto del danneggiato per quei danni alla persona che o non sono coperti dall'assicurazione sociale come ad esempio il danno biologico e morale ovvero che, seppure astrattamente coperti dall'assicurazione sociale non siano stati effettivamente risarciti . E infatti agli atti risulta, come ha evidenziato il Tribunale, come le parti avessero espressamente previsto che la rivalsa eventualmente esercitata dall'Inps per effetto dell'avvenuta attribuzione al dipendente dell'indennità di malattia, sarebbe gravata esclusivamente sulla compagnia di assicurazione privata. deb.alb.

Cassazione - Sezione terza civile - sentenza 14 febbraio-14 giugno 2006, n. 13753 Presidente Fiduccia - Relatore Bisogni Pm Scardaccione - conforme - Ricorrente Lloyd Adriatico Spa - Controricorrente Inps Svolgimento del processo Con atto di citazione del 31 marzo 1999 l'Inps - Istituto Nazionale della Previdenza Sociale chiamava in giudizio la Lloyd Adriatico Spa davanti al Giudice di pace di Tolmezzo per sentirla condannare al pagamento della somma di lire 8.600.000 corrispondente alla quota di indennità di malattia corrisposta dall'Inps al suo assicurato Battista Spangaro e non ancora rimborsata all'Inps dalla Lloyd Adriatico Spa. Rilevava l'Inps che il sig. Spangaro era stato coinvolto, nel corso della sua attività lavorativa, in un incidente stradale verificatosi Il 24 giugno 1995 e ascrivibile a colpa concorrente dello Spangaro e del sig. Michele Menosso proprietario dell'autovettura Renault 9 coinvolta nel sinistro e assicurata presso la Lloyd Adriatico. La Lloyd Adriatico si opponeva alla domanda ritenendo che dalla somma spettante al sig. Spangaro di cui l'Inps chiedeva l'attribuzione in via surrogatoria dovessero detrarsi le voci risarcitorie diverse dal mero danno patrimoniale da inabilità temporanea. Il Giudice di pace di Tolmezzo, con sentenza n. 9/2000 del 14/16 febbraio 2000, accoglieva la domanda dell'Inps e condannava la Lloyd Adriatico al pagamento della somma di lire 9.018.033, oltre interessi legali e rivalutazione sino al saldo e al pagamento delle spese processuali. contro la sentenza di primo grado proponeva appello la Lloyd Adriatico Spa ribadendo che il diritto di surroga dell'Inps doveva essere circoscritto alla somma effettivamente corrisposta a titolo di indennità per inabilità temporanea. Resisteva all'appello l'Inps rilevando che il sig. Spangaro al momento della sottoscrizione della transazione e della quietanza aveva fatti salvi i diritti dell'Inps e che l'ammontare del danno risarcibile, tenuto conto del concorso di colpa, ammontava alla ben superiore cifra di lire 44.0000.000. Con sentenza n. 327/2001 del 3 / 4 ottobre 2001 il Tribunale di Tolmezzo ha respinto l'appello e condannato la Spa Lloyd Adriatico al pagamento delle spese processuali del grado. Nella sua motivazione il Tribunale ha affermato che sebbene debba senz'altro condividersi il principio per cui il diritto di surroga dell'assicuratore sociale incontra il limite della priorità riconosciuta al danneggiato nell'ottenimento del risarcimento del danno alla persona altrimenti non risarcito, tale principio non è operante nella fattispecie per cui si controverte. infatti dalla documentazione in atti emerge che il danneggiato ha già ottenuto il risarcimento del danno in via transattiva e omnicomprensiva in virtù di un accordo in cui si previde che il Lloyd Adriatico avrebbe tenuto manlevato il sig. Battista Spangaro da ogni eventuale richiesta dell'Inps. Il Tribunale ha altresi rilevato che, da parte del Lloyd Adriatico, non era stata avanzata alcuna deduzione istruttoria idonea a quantificare la quota di risarcimento ascrivibile all'indennizzo della inabilità temporanea e ha ritenuto che la richiesta. di rivalsa dell'Inps fosse comunque ampiamente ricompresa nella somma riconosciuta come dovuta dall'autore del danno, assicurato dal Lloyd Adriatico. Ricorre per cassazione contro la decisione del Tribunale di Tolmezzo la Spa Lloyd Adriatico deducendo due motivi di impugnazione relativi rispettivamente alla violazione e falsa applicazione degli articoli 1916 e 2697 del codice civile. Si difende con controricorso l'Inps. Motivi della decisione Con il primo motivo di ricorso la Lloyd Adriatico SpA rileva che il giudice di appello ha errato in quanto, oltre a non aver tenuto conto e applicato l'insegnamento della Corte di cassazione secondo cui l'assicuratore sociale non può surrogarsi nel diritto del danneggiato per quei danni alla persona che o non siano coperti dall'assicurazione sociale ovvero, pur astrattamente coperti, non siano effettivamente stati risarciti Cassazione terza Sezione civile 4677/98 , non ha altresì tenuto conto dell'esistenza di un concorso di colpa circostanza che comporta la possibilità di esercitare la surroga previdenziale relativa all'indennità di malattia esclusivamente sulla posta risarcitoria relativa al danno patrimoniale da inabilità temporanea, necessariamente decurtata, però, in misura corrispondente al grado di colpa del danneggiato stesso, venendo altrimenti a mancare la capienza per soddisfare la rivalsa previdenziale, con la conseguenza dell'illegittima esposizione del danneggiante e dell'assicuratore ad esborsi superiori rispetto all'entità del danno effettivamente arrecato. Con il secondo motivo la società ricorrente deduce che, trattandosi di infortunio occorso a lavoratore dipendente, l'onere della prova in ordine alla sussistenza, nell'ambito complessivo del credito risarcitorio, della componente riferibile alla perdita patrimoniale da inabilità temporanea, incombeva non già in capo all'assicuratore del responsabile bensì sull'Istituto previdenziale Cassazione sezione terza civile 12686/99 e 10697/95 . Nella fattispecie concreta, avendo il Lloyd Adriatico riconosciuto la sussistenza di un danno patrimoniale da inabilità temporanea di entità corrispondente a quella dell'indennità di malattia erogata dall'Inps, la somma attribuibile in via di surroga non poteva superare la metà di detto importo e tale somma in effetti era stata già erogata dal Lloyd all'Inps antecedentemente all'instaurazione del giudizio. I due motivi possono essere trattati congiuntamente e sono entrambi infondati. La sentenza del Tribunale di Tolmezzo che costituisce l'oggetto del ricorso per cassazione ha deciso la controversia sulla base di una specifica attribuzione di efficacia all'accordo transattivo intercorso fra il sig. Spangaro e la Lloyd Adriatico. Sulla base del riscontro della documentazione agli atti corrispondenza intercorsa fra la Lloyd Adriatico e il legale del sig. Spangaro il Tribunale ha infatti ritenuto che, all'atto della corresponsione della somma omnicomprensiva di lire 25.000.000, le parti avessero espressamente previsto che la rivalsa eventualmente esercitata dall'Inps per effetto dell'avvenuta attribuzione allo Spangaro dell'indennità di malattia sarebbe gravata esclusivamente sulla Lloyd Adriatico. Coerentemente a tale interpretazione il Tribunale ha quindi ritenuto che in nessun modo l'esercizio del diritto di rivalsa da parte dell'Inps potesse mettere in discussione il principio giurisprudenziale relativo alla impossibilità per l'assicuratore sociale di surrogarsi al diritto del danneggiato per quei danni alla persona che o non siano coperti dallo assicurazione sociale come ad esempio il danno biologico o morale ovvero che, seppure astrattamente coperti dall'assicurazione sociale, non siano stati effettivamente risarciti Cassazione Sezione terza civile 4677/98 . Sempre dall'interpretazione dell'accordo transattivo recepita dal giudice di appello discende l'irrilevanza della determinazione della quota di risarcimento direttamente imputabile all'inabilità temporanea. Ugualmente il Tribunale di Tolmezzo ha escluso che la rivalsa dell'Inps potesse comportare l'attribuzione di una somma superiore a quella spettante al danneggiato corresponsabile dell'incidente ai sensi dell'articolo 2054 del Cc. Correttamente il Tribunale ha ricordato altresì che, secondo il costante e consolidato orientamento della Suprema Corte, l'Istituto assicuratore non è soggetto, in caso di concorso di colpa dell'infortunato, a riduzione della somma, spettante in via di rivalsa, in misura proporzionale al grado del concorso stesso, ma trova come unico limite quantitativo il complessivo ammontare del risarcImento che sarebbe dovuto dal responsabile all'infortunato secondo le norme generali sul danni da fatto illecito Cassazione, Sezione lavoro, sentenza 7669/96, rv 499270 . Nella specie l'ammontare del risarcimento è stato determinato in via transattiva cosicché non può ritenersi tenuto il giudice a una valutazione del predetto del predetto limite quantitativo. Il ricorso va pertanto rigettato con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali del presente PQM La Corte rigetta il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di cassazione che liquida in complessivi euro 1500 oltre 100 euro per spese.