""Il sistema (informatico) tiene. Ma solo fino a giugno""

Da via Arenula rassicurazioni al Csm recuperati dieci milioni di euro per garantire tre mesi di assistenza al settore operativo. Poi, ci pensarà il nuovo governo

Del rischio di un eventuale blocco delle attività degli uffici giudiziari per il settore informatico se ne dovrà occupare il prossimo esecutivo. Martedì scorso il capo Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria del ministero della Giustizia, Nicola Cerrato, è stato ascoltato dal Consiglio superiore della magistratura riguardo le spese per i servizi informatici del dicastero. Il 26 gennaio scorso, infatti, Palazzo dei Marescialli lanciò l'allarme stanziamenti per il settore informatico, approvando una risoluzione con la quale si chiedeva al Guardasigilli, Roberto Castelli, un sollecito confronto vedi tra gli arretrati del 26 e 27 gennaio 2006 . La risposta è arrivata martedì tramite l'audizione di Cerrato che ha assicurato l'organo di autogoverno circa la tenuta del sistema, ma solo fino a giugno. La Finanziaria, come aveva sottolineato la risoluzione approvata da Palazzo dei Marescialli, ha ridotto del 42 per cento le spese correnti per i servizi informatici del ministero della Giustizia, in particolare del 46 per cento i finanziamenti per l'assistenza dei sistemi e della rete. Secondo Cerrato queste voci saranno coperte fino a giugno ma solo all'85 per cento grazie al reperimento di oltre dieci milioni di euro stornati da altre voci, mentre per i mesi successivi il ministero sta cercando altre risorse almeno 20 milioni di euro tramite un assestamento di bilancio. L'ennesima difficoltà che si va ad aggiungere ai tagli previsti per gli investimenti nel settore informatico decisi dalla Finanziaria e pari al 30 per cento, è quella dei due concorsi per 136 nuove assunzioni di personale informatico, ormai una chimera infranta dal ministero della Funzione pubblica. Il sistema pertanto verrà tenuto in piedi giusto il tempo necessario per passare la palla al prossimo governo che si troverà a gestire una serie di progetti vedi il processo civile telematico che sta partendo in varie sedi senza mezzi, risorse e personale necessario. Consiglieri candidati. Presentate ed accolte le dimissioni di tre consiglieri, due laici ed un togato, candidati alle prossime politiche. Nicola Buccico, laico in quota An, sarà capolista al Senato in Basilicata per il partito di Gianfranco Fini. Gianfranco Schietroma, laico dello Sdi è candidato con la Rosa nel Pugno nel collegio Campania 2 per la Camera dei Deputati. Lanfranco Tenaglia si candida invece in Abruzzo nella lista uniti per l'Ulivo un bel terzo posto per il togato di Unicost che segue Romano Prodi e Piero Fassino. In questo ultimo scorcio di consiliatura le elezioni per il rinnovo dell'organo di autogoverno si svolgeranno a luglio verrà sostituito solo il togato di Unicost al quale subentrerà il giudice di Genova Marco Devoto, sempre di Unità per la Costituzione, primo dei non eletti alle votazioni del 2002. Palazzo dei Marescialli ha anche concesso l'aspettativa per ragioni elettorali ad Enrico Ferri, magistrato in servizio presso la Procura generale della Cassazione e capolista alla Camera per l'Udeur in Toscana, passato alla storia per il famoso limite di 110 chilometri orari in autostrada. Rimarrà invece in servizio Marianna Li Calzi già sottosegretario alla Giustizia con i ministri Oliviero Diliberto e Piero Fassino durante i governi D'Alema e Amato che si era fatta collocare in aspettativa per ragioni elettorali e che invece andrà al Secit non avendo accettato alcuna candidatura.