Nei siti dei Comuni le ordinanze dei TSO: è illecito trattamento di dati sanitari

I dati sulla salute sono assolutamente personali, non possono essere diffusi. Il Garante della Privacy ha reso noto, con comunicato stampa del 12 marzo 2013, l’ordine di rimozione delle ordinanze di 10 Comuni dai vari siti istituzionali e dai motori di ricerca. Secondo il Presidente dell’Autorità, Antonello Soro, è sacrosanta la necessità di trasparenza della PA, ma non può trasformarsi in una grave lesione per la dignità dei cittadini interessati .

Con un comunicato stampa del 12 marzo 2013, l’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali ha reso noto che sono in arrivo sanzioni per i 10 Comuni che hanno pubblicato online le ordinanze dispositive di trattamenti sanitari obbligatori. TSO online con tutti i dettagli. Con tali provvedimenti veniva disposto il ricovero immediato di diversi cittadini. Il sindaco ne ha il potere, quale autorità sanitaria, ma deve comunque rispettare le norme di legge. Il problema, in questo caso, è che sono state pubblicate sui siti comunali tali ordinanze, con in chiaro non solo i dati anagrafici e di residenza, ma anche la patologia che ha portato all’obbligo di ricovero, come ad esempio l’infermità mentale, per arrivare fino all’indicazione di dettagli palesemente eccessivi, come ad esempio l’indicazione di persona affetta da manifestazioni di ripetuti tentativi di suicidio . Documenti reperibili anche con motori di ricerca. Tali documenti non solo erano visibili e consultabili sui siti comunali, ma erano anche facilmente reperibili tramite motori di ricerca, con la semplice digitazione di nome e cognome. Le Linee Guida sulla trasparenza online della PA . Il Garante ricorda le Linee Guida sulla trasparenza online della PA, emanate il 2 marzo 2011, pubblicate nella Gazzetta Ufficiale n. 64 del 19 marzo 2011. E' necessario verificare se i dati personali contenuti in atti e documenti messi a disposizione sul sito istituzionale devono essere resi conoscibili all'intera collettività dei consociati quindi liberamente reperibili da chiunque sul sito istituzionale , ovvero ai soli utenti che hanno richiesto un servizio, ovvero agli interessati o ai contro interessati in un procedimento amministrativo utilizzando in tale caso regole per garantire un'accessibilità selezionata . Secondo le Linee Guida deve essere tenuto presente anche il rischio di eccessiva diffusione di un dato tramite i motori di ricerca, che può peraltro essere riportato modificato ed in maniera decontestualizzata. Il divieto di diffusione dei dati sanitari. Il Codice della Privacy, d.lgs. n. 196/2003, prevede, all’art. 22, comma 8, che i dati idonei a rivelare lo stato di salute non possono essere diffusi . L’art. 68, comma 3, prevede che anche nel caso di interesse pubblico alla diffusione dei trattamenti di elargizione di benefici economici, resta fermo il divieto di diffusione dei dati sanitari. I Comuni dovranno prestare più attenzione in futuro. L’Autorità ha disposto, quindi, ai Comuni il divieto di ulteriore diffusione dei dati, l’obbligo di oscurare i dati personali delle ordinanze e l’obbligo di attivarsi presso i responsabili dei motori di ricerca per fare in modo che i documenti non siano più reperibili. Specificando che intanto verranno irrogate le dovute sanzioni per trattamento illecito di dati personali, l’Autorità ribadisce ai Comuni che per il futuro dovranno far sì che la pubblicazione di atti e documenti in Internet avvenga nel rispetto della normativa privacy e delle Linee Guida in materia di trasparenza online della PA . Prima di pubblicare, pensa! Il Presidente Antonello Soro ha commentato che le amministrazioni pubbliche dovrebbero pensare prima di agire, domandandosi se stanno agendo nel rispetto delle regole, in particolare di quelle in materia di tutela della privacy. L’avviso va rivolto soprattutto ai Comuni, quali amministrazioni più vicine al cittadino, che dovrebbero quindi cercare di evitare di recare ingiustificato pregiudizio ai cittadini che amministrano .