Gli avvocati devono anticipare le spese di notifica della diffida per la parcella

Il Ministero della Giustizia con la circolare 15 maggio 2017 ha reso nota la decisione circa la mancanza di gratuità della notifica a mezzo dell’Ufficiale Giudiziario della missiva con cui si diffida il cliente ad adempiere al pagamento delle competenze professionali maturate dall’avvocato d’ufficio.

Così la circolare 15 maggio 2017 del Ministero della Giustizia. Quesito. Il quesito pervenuto alla Direzione Generale della Giustizia Civile è stato formulato da un avvocato del Foro di Lecce il quale ha chiesto chiarimenti circa l’esistenza o meno, ex art. 32 disp. att. c.p.p., della gratuità della notifica a mezzo dell’Ufficiale Giudiziario della missiva con cui si diffida il cliente/debitore ad adempiere al pagamento delle competenze professionali maturate dal difensore d’ufficio. Anticipo spese. La Direzione Generale della Giustizia Civile nell’affrontare la questione ha affermato che, in virtù anche di quanto dispone l’art. 32 Testo Unico delle spese di giustizia, si fissa il principio generale per il quale le spese di notifica, effettuata a mezzo dell’ufficiale giudiziario, devono essere anticipate dalla parte richiedente . L’esenzione di dette spese non si estende, infatti, fino a ricomprendere anche i crediti professionali vantati dai difensori d’ufficio, mancando in tal senso un’esplicita menzione degli stessi nel testo normativo. Pertanto, la diffida ad adempiere al cliente/debitore, notificata a mezzo dell’Ufficiale Giudiziario, pur rientrando nell’attività che il difensore d’ufficio è tenuto ex lege ad espletare per il recupero dei propri crediti professionali, non può rientrare nel regime di esenzione, con conseguenti oneri a carico dell’erario, per mancanza di espressa previsione normativa e dovrà rientrare, in qualità di spesa inerente l’attività di notifica richiesta al competente Ufficio NEP .