Il giorno dell'agitazione

Assemblea nazionale a Roma indetta per stamane dall'Organismo unitario. La reazione dell'Associazione italiana giovani legali

Riportare la giustizia al centro della politica, è questo lo scopo che oggi si propone l'assemblea nazionale dell'Avvocatura riunita a Roma, presso la Sala Capranica. Quest'assemblea - ha detto ieri Michelina Grillo, presidente dell'Oua - voleva essere non una manifestazione contro qualcuno ma una manifestazione di denuncia e proprio il fatto che venisse fatta immediatamente prima delle elezioni stava a dimostrare che non era contro nessuno . Del resto, ha incalzato Grillo, motivi di lamentela sia nei confronti della destra che della sinistra. Il leader dell'Organismo politico si è detto molto dispiaciuto di non aver potuto continuare sulla strada dell'astensione, e non certo per i rilievi puramente formali mossi dalla Commissione di garanzia, che sarebbero stati facilmente superabili, ma per la divisione all'interno della stessa Avvocatura. Lunedì sera, ancora una volta, ha continuato Michelina Grillo, nel confronto tra i due candidati premier Romano Prodi e Silvio Berlusconi la Giustizia e le professioni non hanno avuto alcuno spazio. Le uniche espressioni dette in proposito sono state frasi fatte, praticamente slogan. È chiaro - ha aggiunto il presidente - che a tutti piacerebbe una giustizia più veloce ma si tratta di vedere come . Inoltre, esiste un problema enorme di risorse del quale anche oggi nel corso dell'assemblea i legali discuteranno la situazione è assolutamente sconcertante. Proprio per questo, ha detto il leader dell'Oua, visto che avevamo già oltre 50 delibere di adesione da parte degli Ordini, tra i più grossi avremmo potuto dare vita una grande manifestazione che avrebbe segnato il risveglio dell'Avvocatura . Il fallimento, però, ha affermato il presidente, è dovuto al fatto che qualcuno non ha gradito questa manifestazione, dapprima era apparso d'accordo poi in un secondo momento ha preso le distanze. E ha continuato Mi dispiace io credo che sia stato un grande errore proprio perché non ha consentito che la categoria desse una prova, una dimostrazione di grande unità, di grande forza in un momento così importante . Quello che è ancora più sorprendente, ha spiegato Michelina Grillo, è che le motivazioni dell'agitazione sono condivise da tutti le componenti dell'Avvocatura. Le dichiarazioni che sono state date alla stampa dal presidente del Cnf Guido Alpa e dal leader dell'Aiga Valter Militi sono assolutamente condivise e non è che nel frattempo noi abbiamo avuto qualche cambiale firmata o qualche impegno preciso non abbiamo avuto nulla . È incomprensibile, ha detto ancora Grillo, che condividendo le ragioni semplicemente perché l'Oua - sostenuto da un numero enorme di Ordini tra i quali Torino, Milano, Roma, Napoli, Palermo e Catania, che solo quelli fanno abbondantemente più di un terzo, un quarto dell'Avvocatura - ha scelto una forma forte di protesta alcune componenti del mondo forense hanno prese le distanze. L'Avvocatura, almeno secondo il leader dell'Organismo politico, avrebbe avuto molta più forza se alcune componenti del mondo forense avessero evitato, nei giorni scorsi, di rendere di pubblico dominio un confronto che vedeva da un lato chi legittimamente non condivideva la scelta di una forma forte di protesta e dall'altro chi raccoglieva una richiesta che arrivava in modo massiccio dai Consigli dell'Ordine quella di far sentire la voce degli avvocati attraverso una grande mobilitazione con astensione dalle udienze. Purtroppo così non è stato. Per senso di responsabilità, nell'ottica di una visione unitaria della rappresentanza e proprio per evitare una lacerazione ancora più grave l'Organismo unitario ha fatto un passo indietro. Auspichiamo - ha concluso Michelina Grillo -che si faccia tesoro di quanto avvenuto, anche in prospettiva del Congresso nazionale forense previsto nella Capitale dall'8 all'11 giugno . In quella sede si dovrà fare un bilancio della mobilitazione, elaborare un documento unitario, democraticamente condiviso, che delinei un credibile progetto di riforma dell'ordinamento professionale, e ipotizzare le tappe di una ampia campagna di iniziative politiche e di protesta . La posizione dell'Aiga. I giovani legali questa mattina non prenderanno parte alla mobilitazione e alla protesta nazionale indetta dall'Oua. Le sostanziali modifiche - ha detto Valter Militi, presidente dell'Aiga - apportate alla direttiva Bolkestein, la risoluzione sulle professioni legali licenziata dal Parlamento europeo, nonché il rinnovato impegno dell'intera classe politica italiana a prendere nella giusta e corretta considerazione le istanze formulate dall'Avvocatura hanno determinato un apprezzabile miglioramento delle condizioni da cui presero vita la mobilitazione del 17 dicembre 2005 e le assemblee circondariali sul territorio nazionale del 10 febbraio scorso . Senza dire - ha continuato Militi - che l'imminente scadenza elettorale rende obiettivamente intempestiva la protesta, soprattutto se non accompagnata da un unitario e condiviso progetto politico delineato dalle componenti istituzionali ed associative dell'Avvocatura . Così stando le cose - ha concluso il leader dei giovani avvocati - l'ostinata volontà dell'Oua di continuare nel percorso iniziato con la proclamazione dell'astensione, altro non è che il sintomo di una evidente propensione all'autoreferenzialità e segna, nei fatti e nelle idee, la distanza dell'Organismo dal mondo dell'Avvocatura . cri.cap