Imprese alluvionate del Piemonte: contributi speciali solo a chi già ""aiutato"" in precedenza

Le aziende danneggiate nel 2000 possono ottenere gli aiuti a condizione di aver già fruito di quelli per la calamità di sei anni prima il nuovo contributo tende a ristorare il danno della precedente ricostruzione vanificata dal nuovo evento naturale

Regione Piemonte, le imprese danneggiate dall'alluvione del 2000 possono ottenere i contributi per la ricostruzione, a condizione, però, che abbiano beneficiato degli aiuti in occasione della calamità idrogeologica del 1994. A chiarirlo è stata la quinta sezione del Consiglio di Stato con la decisione 19/2007 depositata lo scorso 8 gennaio e qui leggibile nei documenti correlati . Palazzo Spada ha accolto il ricorso della Regione Piemonte che si era vista annullare dal Tar piemontese la delibera con cui aveva negato ad alcune aziende colpite dall'alluvione del 2000 il contributo a fondo perduto fino alla concorrenza del 100 per cento dell'entità dei danni subiti. I giudici di piazza Capo di Ferro hanno spiegato che l'articolo 4bis della legge 365/00 stabilisce le condizioni necessarie per la concessione dei contributi in favore delle popolazioni della Regione Piemonte, colpite dalle esondazioni dei corsi d'acqua che attraversano il territorio. Tuttavia, hanno continuato i consiglieri di stato, il trattamento di maggiore favore trova la sua ragion d'essere proprio in considerazione della fruizione di precedenti contributi necessari alla ricostruzione dell'impresa, nuovamente vanificati dal secondo evento alluvionale. Per cui, ha concluso la magistratura amministrativa, solo l'accertamento del precedente danneggiamento permette di verificare il concreto coinvolgimento nell'alluvione del 1994. Ne deriva quindi che le aziende colpite dall'alluvione del 1994 ma che non hanno beneficiato dei relativi aiuti non possono essere ricompresi tra le imprese che, danneggiate una seconda volta in occasione della calamità del 2000, hanno diritto ai contributi speciali erogati per la ricostruzione. cri.cap

Consiglio di Stato - Sezione quinta - decisione 17 ottobre 2006-8 gennaio 2007, n. 19 Presidente Iannotta - Estensore Lipari Ricorrente Regione Piemonte Fatto La sentenza impugnata, in accoglimento del ricorso proposto da R.E.A. Srl e AUTOMECK Srl, in persona del sig. Stefano Tocci, legale rappresentante, CAR FRANCE Srl, SICA Srl, STAR CAR Srl, IMMOBILIARE CAVAZZA Srl, in persona del loro legale rappresentante sig. Luca Tocci, e AUTOVALLERE Spa, in persona del legale rappresentante, sig. Augusto Tocci, ha annullato i provvedimenti relativi al diniego delle provvidenze economiche in favore dei soggetti colpiti dagli eventi alluvionali dell'autunno del 2000. La Regione Piemonte ha appellato la sentenza. Le parti private intimate si sono costituite in giudizio, resistendo al gravame e proponendo un appello incidentale. Le amministrazioni statali resistono all'appello incidentale. Diritto Le società appellate, ricorrenti, in primo grado, operanti nel settore del commercio, in particolare degli autoveicoli, con l'eccezione della Immobiliare Cavazza Srl, che è proprietaria degli immobili dove vengono svolte le altre attività, affermano che, nel novembre del 1994, avevano subito gravi danni a seguito degli eventi alluvionali verificatisi in Piemonte, ma avevano deciso di non presentare alcuna domanda di contributo per il ripristino degli impianti e delle strutture aziendali danneggiate, secondo le previsioni contenute nella legge statale 35/1995. Le ricorrenti di primo grado affermano di essere state coinvolte nuovamente nei fenomeni alluvionali accaduti nell'autunno dell'anno 2000. In tale circostanza, le interessate presentavano istanza per l'erogazione del contributo contemplato dalla legge 365/00, richiedendo, in base all'articolo 4bis, comma 5, in qualità di imprese già danneggiate dagli eventi alluvionali verificatisi nella prima decade del mese di novembre 1994 in Piemonte, un contributo a fondo perduto fino alla concorrenza del 100% dell'entità dei danni subiti. La misura di tali danni era quantificata rispettivamente in . 2.070.600.000 per la società P.R.E.A. Srl in . 1.142.400.000 per la società Car France. Srl in . 2.099.160.000 per la società Sica Srl in . 1.586.100.000 per la società Star Car Srl in . 2.070.600.000 per la società Immobiliare Cavazza Srl in . 1.104.660.000 per la società Automeck Srl, in . 7.653.060.000 per la società Autovallere Srl. Peraltro, con determinazione dirigenziale n. 217, in data 25 luglio 2000, pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione, supplemento al n. 36 del 5 settembre 2001, assunta dal Direttore regionale competente, era approvato l'elenco dei beneficiari danneggiati dagli eventi alluvionali, comprensivo, per ciascuno di essi, degli importi effettivamente riconosciuti. Da tale atto e dalle note individualmente indirizzate a ciascuna di esse, le società ricorrenti in primo grado prendevano conoscenza che le contribuzioni ad esse riconosciute ammontavano ad un importo pari a . 470.000.000, valore peraltro identico per ognuna di esse. 7. Le imprese interessate proponevano ricorso al TAR, per ottenere l'annullamento della determinazione dirigenziale ad essi sfavorevole. 8. Con atto concernente motivi aggiunti, notificato in data 12 febbraio 2002, le società ricorrenti in primo grado impugnavano ulteriori atti generali incidenti sulla richiesta dei pretesi benefici economici. 9. La sentenza impugnata, disattendendo alcune eccezioni preliminari della Regione Piemonte, ha accolto il ricorso, annullando i provvedimenti regionali impugnati. Ha respinto la domanda di risarcimento del danno. 10. La Regione articola un ampio atto di appello, con cui contesta il merito della pronuncia di primo grado e ripropone una serie di eccezioni di inammissibilità e irricevibilità dell'originario ricorso. 11. La parte appellante ha poi fatto presente che, nelle more del giudizio di appello, i provvedimenti di concessione delle provvidenze economiche alle imprese appellate sono stati revocati dall'amministrazione, per mancanza dei prescritti presupposti, e gli atti di revoca sono divenuti inoppugnabili in seguito alla reiezione dei ricorsi straordinari proposti dai soggetti interessati. 12. Inoltre, la Regione riferisce di avere stipulato una transazione con le parti private, diretta a definire le controversie in atto, compresa quella dinanzi al giudice amministrativo. 13. Infine, secondo le affermazioni della Regione, prima della discussione del presente appello, i titolari delle imprese appellate sono stati rinviati a giudizio dinanzi al Tribunale di Torino, per reati concernenti l'illecita fruizione dei benefici economici. 14. La Sezione ritiene che, per esigenze di economia processuale, sia opportuno accantonare l'esame delle vicende sopravvenute, che pure sembrerebbero idonee a determinare la sopravvenuta carenza di interesse all'originario ricorso, con il conseguente annullamento senza rinvio della sentenza appellata. 15. È invece opportuno esaminare i motivi di gravame proposti con l'appello principale, a cominciare da quelli che investono il merito della decisione del tribunale. L'accoglimento di tale censura renderebbe superfluo l'esame degli altri motivi di gravame e delle altre questioni riguardanti la possibile improcedibilità del ricorso. 16. La legge 365/00, di conversione, con modificazioni, del Dl 279/00, recante interventi urgenti per le aree a rischio idrogeologico molto elevato e in materia di protezione civile, nonché a favore di zone colpite da calamità naturali, ha previsto provvidenze in favore dei soggetti privati, ovvero operatori economici, a vario titolo coinvolti dalle alluvioni verificatesi in alcune zone del Paese. 17. In particolare, l'articolo 4bis, rubricato interventi urgenti a favore delle zone danneggiate dalle calamità idrogeologiche dell'ottobre e del novembre 2000, stabilisce le condizioni necessarie per la concessione dei contributi in favore delle popolazioni della Regione Piemonte, investite dalle esondazioni dei corsi d'acqua che attraversano la regione stessa. 18. La norma individua diverse categorie di potenziali beneficiari delle contribuzioni connesse ai danni subiti per effetto della calamità alluvionale dell'anno 2000 e precisamente a le attività produttive, che hanno subìto una riduzione del volume di affari di almeno il trenta per cento rispetto all'equivalente periodo dell'anno precedente per effetto della interruzione delle comunicazioni protrattasi per oltre trenta giorni in conseguenza alle calamità di cui al comma 1 , alle quali sono concessi contributi a fondo perduto al 75 per cento dei minori introiti b i soggetti proprietari o titolari di diritti reali di immobili residenziali, già danneggiati dagli eventi alluvionali della prima decade del mese di novembre 1994 verificatisi in Piemonte, è assegnato un contributo a fondo perduto fino al 100 per cento della spesa necessaria per la riparazione dei danni alle abitazioni principali e fino al 60 per cento per ogni altra unità immobiliare ad uso abitativo c le imprese, i soggetti che esercitano libera attività professionale, le organizzazioni di volontariato e del terzo settore, già danneggiati dagli eventi alluvionali della prima decade del mese di novembre 1994 verificatisi in Piemonte , ai quali è assegnato un contributo a fondo perduto fino al 100 per cento dell'entità dei danni subiti . 19. Non vi è dubbio che, come evidenziato correttamente dal tribunale, tra le categorie appena enumerate, la legge riservi una posizione di particolare favore proprio a quei soggetti che già subirono danni patrimoniali per effetto degli eventi alluvionali verificatisi nella Regione piemontese nell'autunno del 1994. 20. In particolare, per quanto di interesse ai fini del giudizio, il comma 5, dell'articolo 4bis della legge 365/00 di cui le società ricorrenti in primo grado invocano l'applicazione, stabilisce che Alle imprese, ai soggetti che esercitano libera attività professionale, alle organizzazioni di volontariato e del terzo settore, già danneggiati dagli eventi alluvionali della prima decade del mese di novembre 1994 verificatisi in Piemonte, è assegnato un contributo a fondo perduto fino al 100 per cento dell'entità dei danni subiti. Le imprese, beneficiarie dei finanziamenti agevolati di cui al Dl 691/94, convertito, con modificazioni, dalla legge 35/1995, danneggiate nuovamente dall'evento alluvionale del mese di ottobre 2000, che ricorrono alle provvidenze di cui al comma 8 dell'articolo 4, possono estinguere il mutuo contratto ai sensi del citato Dl 691/94, convertito, con modificazioni, dalla legge 35/1995, con oneri a carico e nei limiti delle disponibilità residue del medesimo decreto . 21. Ora, dal contesto complessivo della disposizione, interpretata secondo il necessario rigore imposto dal contenuto di favore della norma, è agevole ottenere il risultato secondo cui la disposizione intende semplicemente richiamare la categoria dei soggetti che siano stati già qualificati come danneggiati dagli eventi alluvionali della prima decade del mese di novembre 1994 verificatisi in Piemonte, all'esito delle prescritte procedure amministrative svolte per l'attribuzione delle diverse provvidenze economiche a suo tempo previste. 22. È forse vero che una isolata esegesi letterale della disposizione potrebbe suggerire di considerare il concetto di soggetto già danneggiato in una prospettiva del tutto materiale, equivalente a quella di soggetto coinvolto, per la seconda volta, nelle conseguenze negative del fenomeno alluvionale. 23. Ma è palese l'incongruenza di tale interpretazione, nonostante la pronuncia appellata si sia sforzata di trovare una plausibile giustificazione logica, ricondotta alla circostanza che, in fondo, il soggetto materialmente bi-alluvionato sarebbe meritevole, per ciò solo, di un trattamento privilegiato. 24. Al contrario, si deve osservare che a il trattamento di maggiore favore si spiega proprio in considerazione della fruizione di precedenti provvidenze che hanno sostenuto le attività di ricostruzione dell'impresa, nuovamente vanificate dal secondo evento alluvionale b solo l'avvenuto accertamento del precedente stato di alluvionato permette di appurare il concreto coinvolgimento nelle conseguenze dannose dell'alluvione del 1994, anche in considerazione del lungo periodo di tempo trascorso. 25. Risulta quindi pienamente condivisibile la nota del Direttore dell'Agenzia di Protezione civile del 15 marzo 2001, secondo cui non possono essere ricompresi, tra i soggetti bi-alluvionati, i casi di coloro che pur avendo subito danni in occasione dell'alluvione del novembre 1994, non abbiano poi percepito alcun beneficio . E ciò in quanto l'effettivo percepimento del contributo a suo tempo previsto, infatti, risulta l'unico criterio applicabile per individuare l'avente diritto e la sua caratteristica di soggetto bi-alluvionato . 26. E' quindi inesatta l'affermazione del tribunale, secondo cui la qualità di soggetto bi-alluvionato non è sottoposta ad alcuna ulteriore condizione o specificazione . 27. Non vale nemmeno affermare che l'Amministrazione, ponendosi su un terreno lasciato del tutto impregiudicato dalla legge, avrebbe potuto imporre ai richiedenti una prova rigorosa dell'effettività dei danni subiti, ad esempio attraverso la produzione della documentazione dei costi sostenuti per il ripristino dei beni danneggiati, ovvero del risarcimento eventualmente conseguito in forma assicurativa, senza per questo incidere direttamente e illegittimamente sulla qualità di soggetto bi-alluvionato che, per le ragioni appena espresse, non è suscettibile di compressione o condizionamento alcuno. 28. L'accoglimento del principale motivo articolato dalla Regione con l'appello principale rende superfluo l'esame dell'appello incidentale. 29. Infatti, è irrilevante stabilire se i provvedimenti adottati dalla Regione, impugnati in primo grado, abbiano, come presupposto indefettibile, la direttiva del Ministro dell'interno 30 gennaio 2001, la direttiva 30 gennaio 2001 della Presidenza del Consiglio dei MinistriDipartimento della protezione civile, la nota del Direttore dell'Agenzia della Protezione Civile del 15 marzo 2001 prot. APC/345/2001/DIR . 30. Pertanto, le società ricorrenti in primo grado non hanno alcun concreto interesse a censurare la sentenza, nella parte in cui esso ha dichiarato parzialmente inammissibile il gravame. 31. L'accoglimento dell'appello principale, inoltre, comporta la reiezione dell'appello incidentale, proposto contro il capo della sentenza impugnata concernente il rigetto della domanda risarcitoria. 32. In definitiva, l'appello principale deve esser accolto. Pertanto, in riforma della sentenza appellata, il ricorso di primo grado deve essere respinto. 33. Le spese vanno compensate, tenuto conto della complessità delle questioni trattate. PQM Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione Quinta, accoglie l'appello n. 4649-2003 e, in riforma della sentenza appellata, respinge il ricorso proposto in primo grado, compensando le spese ordina che la presente decisione sia eseguita dall'Autorità amministrativa. 2 N . RIC. 3 N . RIC.4649/2003 FDG