Condanna in un’udienza svolta 6 giorni prima rispetto all’avviso di cancelleria: violato il diritto di difesa

La mancata presenza del difensore dell’imputato all’udienza di discussione, nella quale il processo è stato deciso, è chiaramente dovuta alla comunicazione ingannevole della cancelleria. Di fatto è stato impedito l’esercizio del diritto di difesa dell’imputato.

Con la sentenza n. 16262, depositata il 10 aprile 2013, la Corte di Cassazione, rilevando l’errore, ha annullato con rinvio la decisione del Tribunale. Lesioni colpose in strada. Un uomo è imputato per lesioni colpose, cagionate in violazione delle norme di circolazione stradale. Il Giudice di Pace lo condanna al risarcimento danni in misura percentuale. Il Tribunale, riconosciuta la sua esclusiva responsabilità, lo condanna all’integrale risarcimento dei danni nei confronti della parte civile. Avviso di cancelleria sul rinvio e sulla data. Ma davanti alla Corte di Cassazione, il condannato lamenta la violazione del proprio diritto di difesa, costituzionalmente garantito. Infatti, l’udienza in cui è stato condannato, si è svolta senza la presenza del proprio avvocato di fiducia. Questo aveva infatti sottoscritto la postilla per consenso alla chiamata anticipata , con cui dichiarava di aver ricevuto l’avviso della cancelleria, in cui veniva comunicato, il 2 marzo, che all’udienza del 6 marzo si sarebbe operato un mero rinvio del procedimento, con udienza di discussione fissata al 18 giugno. In assenza dell’imputato o dell’avvocato di fiducia, il rinvio si svolge con il difensore d’ufficio di turno. 6 giorni fanno la differenza. E’ tutto regolare, senonchè l’udienza di discussione si è poi tenuta il 12 giugno, ben 6 giorni prima rispetto a quanto comunicato. Nullità violato il diritto di difesa. La S.C. rileva che dagli atti risulta in maniera evidente l’errore della cancelleria, il che dà luogo ad una nullità insanabile, essendo stato di fatto impedito l’esercizio del diritto di difesa dell’imputato. L’art. 179 c.p.p. prevede infatti come nullità assoluta quella derivante dall’omessa citazione dell’imputato o dall’assenza del suo difensore nei casi in cui ne è obbligatoria la presenza . Diritto ad essere difeso dall’avvocato di fiducia. La Corte richiama a tal proposito un proprio precedente, la sentenza n. 6240/2009, che aveva sancito che l’omessa notificazione dell’avviso di dibattimento al difensore di fiducia dell’imputato determina nullità d’ordine generale insanabile, a nulla rilevando che la notifica sia stata effettuata al difensore d’ufficio, non potendo l’imputato essere privato del diritto di affidare la propria difesa alla persona che riscuota la sua fiducia . Rinvio. Visto che la nullità di un atto rende invalidi gli atti consecutivi che dipendono da quello dichiarato nullo, come previsto dall’art. 185 c.p.p., la Corte di Cassazione annulla la sentenza impugnata con rinvio al Tribunale per la celebrazione del giudizio di appello.

Corte di Cassazione, sez. IV Penale, sentenza 20 marzo 10 aprile 2013, n. 16262 Presidente Brusco Relatore Esposito Ritenuto in fatto Con sentenza del 12/6/2012 il Tribunale di Pesaro, a seguito di appello dell'imputato e di appello incidentale della parte civile, in parziale riforma della sentenza di primo grado che aveva affermato la responsabilità dell'imputato per il reato di lesioni colpose commesso con violazione delle norme sulla circolazione stradale, condannandolo al risarcimento dei danni in misura percentuale, dichiarava l'esclusiva responsabilità del predetto, condannandolo all'integrale risarcimento dei danni nei confronti della parte civile. Avverso la sentenza propone ricorso per cassazione l'imputato, deducendo, con il primo motivo, la violazione degli artt. 178 e 179 c.p.p. e la conseguente nullità della sentenza. Rileva che aveva ricevuto dalla cancelleria del Tribunale avviso riguardo all'attività di mero rinvio che sarebbe stata compiuta all'udienza fissata, contenente indicazione errata dell'udienza di rinvio. Tale udienza, pertanto, si era tenuta in data anteriore, in assenza del difensore. Ciò aveva comportato lesione del diritto di difesa, con conseguente nullità della sentenza. Deduce, ancora, il ricorrente vizio motivazionale e violazione degli artt. 521 e 522 c.p.p. Osserva che il giudice d'appello, sul rilievo del contrasto tra le dichiarazioni della parte offesa e quelle del teste oculare, aveva reinterpretato il fatto di cui all'imputazione, violando il principio di correlazione tra imputazione e sentenza. Deduce, inoltre, che, sulla scorta delle dichiarazioni della parte civile, valutate credibili solo in parte, era stata offerta motivazione incongrua in relazione alla dinamica del sinistro. Considerato in diritto È fondato il primo motivo di ricorso. Risulta in atti, invero, un avviso di cancelleria datato 2/3/2012 e indirizzato alla cortese attenzione dell'avv. Renato Brualdi, difensore dell'imputato, del seguente tenore In riferimento all'udienza del 6/3/2012 riguardante l'imputato in oggetto prevista per le ore 10.45 si comunica che l'udienza sarà tenuta dal Dott. Mannelli che provvederà a rinviare il processo al 18/6/2012 alle ore 13.45 per i medesimi incombenti. Per agevolare il lavoro della cancelleria si prega cortesemente di inviare con urgenza a mezzo fax il consenso alla chiamata anticipata. Qualora non sarete presenti personalmente o tramite un sostituto processuale, si provvederà al rinvio con il difensore d'ufficio di turno . In calce all'avviso predetto è posta la postilla per consenso alla chiamata anticipata , con sottoscrizione dell'avv. Renato Brualdi, ad attestare l'avvenuta ricezione dell'avviso. In tale situazione emerge con evidenza che la mancata presenza del difensore dell'imputato all'udienza di discussione del 12/6/2012, nella quale il processo è stato deciso, fu dovuta alla comunicazione ingannevole della cancelleria, mediante indicazione con riferimento all'udienza effettiva nella quale soltanto si sarebbe dovuta svolgere attività processuale di una data errata e successiva a quella di celebrazione. La descritta situazione da luogo a nullità insanabile, avendo di fatto impedito l'esercizio del diritto di difesa dell'imputato. L'omessa notificazione al difensore di fiducia dell'imputato dell'avviso di dibattimento comporta, infatti, una nullità riconducibile nell'ambito dell'art. 185 n. 3 cod. proc. pen, in tal senso il consolidato orientamento di questa Corte ex plurimis Cass. n. 6240 del 14/01/2009 Rv. 242530 l'omessa notificazione dell'avviso di dibattimento nella specie per il giudizio d'appello al difensore di fiducia dell'imputato determina nullità d'ordine generale insanabile, a nulla rilevando che la notifica sia stata effettuata al difensore d'ufficio, non potendo l'imputato essere privato del diritto di affidare la propria difesa alla persona che riscuota la sua fiducia . Alla nullità dichiarata consegue la nullità di tutte le attività successive al compimento dell'atto nullo. Per le ragioni enunciate la sentenza va annullata con rinvio al Tribunale di Pesaro per la celebrazione del giudizio di appello, rimanendo assorbiti nella decisione gli altri motivi di ricorso. P.Q.M. La Corte annulla la sentenza impugnata con rinvio al Tribunale di Pesaro per la celebrazione del giudizio di appello.