Il CNF scrive una lettera per lasciare aperte le porte dei Tribunali

Lunedì 25 marzo il Consiglio Nazionale Forense ha inviato una lettera al Ministro della Giustizia affinché, con il Parlamento, provveda a una congrua proroga del termine di entrata in vigore del decreto legislativo n. 155/2012, che disciplina la nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli uffici del pubblico ministero. Per il CNF, infatti, sarebbe opportuno, perlomeno, attendere gli esiti dei giudizi costituzionali, così da evitare possibili impasse istituzionali.

Il CNF, con la lettera inviata al Ministro della Giustizia Paola Severino, ha formalmente avanzato la richiesta di prorogare l’entrata in vigore della revisione della geografia giudiziaria. Il 13 settembre 2013 chiuderanno 31 tribunali e 220 sezioni distaccate. Quello del CNF è un appello fermo all’Esecutivo e al nuovo Parlamento affinché, senza indugio dispongano la necessaria e congrua proroga del termine di entrata in vigore della revisione della geografia giudiziaria, prevista per il 13 settembre 2013. Il CNF chiede di attendere l’esito dei giudizi costituzionali. Questioni di opportunità , infatti si legge sul sito del Consiglio - suggerirebbero di attendere gli esiti dei giudizi costituzionali per evitare possibili, se non addirittura probabili, impasse istituzionali e, nel frattempo, di promuovere un progetto di revisione della geografia giudiziaria che garantisca il pieno esercizio della funzione giurisdizionale . Inoltre, il Consiglio sottolinea che appena poco più di 20 giorni dopo l’entrata in vigore della soppressione delle sedi giudiziarie, cioè l’8 ottobre 2013, sarà discussa davanti alla Consulta la questione di legittimità del decreto legislativo 155/2012, sollevato dal Tribunale di Pinerolo. Verrebbe calpestato il diritto dei cittadini. Il CNF, infine, nel condividere pienamente la preoccupazione e disagio che affligge gli operatori di giustizia e i cittadini dei territori interessati, sottolinea che in questo modo, da un lato l’accesso alla giurisdizione viene compromesso ben prima delle soppressioni e, dall’altro, si calpesta il diritto dei cittadini di quelle circoscrizioni ai servizi loro dovuti .