Inaugurazione dell'anno giudiziario: in Cassazione prevista una cerimonia quasi sottotono

Nessuna banda suonerà l'inno nazionale, come desiderava il Guardasigilli, e non ci sarà un Primo presidente a fare gli onori di casa. A ricevere Napolitano e Mastella provvederà Gaetano Nicastro, il presidente di sezione più anziano

Quasi sottotono, senza inno e con meno guide rosse del solito, prenderà il via ufficialmente - oggi alle undici in una Cassazione funestata dalla mancata nomina del Primo presidente e da una spiacevole sequela di ricorsi amministrativi che hanno irritato il Quirinale - la cerimonia per l'inaugurazione dell'anno giudiziario 2007. Nessuna banda, infatti, suonerà l'inno nazionale come avrebbe - invece - voluto il ministro della Giustizia Clemente Mastella che, lo scorso otto gennaio, aveva annunciato il ritorno delle note di Mameli eseguite dalla Polizia penitenziaria. Pare che una volontà più forte si sia opposta a quella del Guardasigilli e non si rinviene nessuna traccia di musica nel protocollo del cerimoniale al quale, alacremente, si sta lavorando negli uffici della Suprema Corte che questo anno subisce - per la prima volta - l'impasse di non avere un Primo presidente a fare gli onori di casa. Il compito di ricevere Napolitano e Mastella nel cortile d'onore del 'Palazzaccio' - nonchè l'onere di leggere nell'Aula magna la relazione sullo stato della giustizia - toccherà al presidente di sezione piu' anziano, ossia a Gaetano Nicastro, titolare della Terza sezione civile. Siciliano di Acireale, dove è nato settantaquattro anni fa, Nicastro - sguardo vivace e temperamento cordiale - è entrato in magistratura nel 1959 e dal 1987 è inquadrato nei ranghi della Cassazione. Oltre ad essere un esperto in contratti e responsabilità professionale, soprattutto medica, è uno studioso di storia della Chiesa, storia del diritto canonico e dei rapporti tra Stato e Chiesa. Sarà lui che proclamerà ufficialmente aperto l'anno giudiziario ad ascoltarlo nelle prime - ma non primissime - file del parterre ci sara' anche Vincenzo Carbone, il Presidente aggiunto della Cassazione, bocciato dal Csm nel concorso a Primo presidente sulla poltrona occupata da Nicola Marvulli fino allo scorso 29 ottobre. Fatale gli è stato un incarico universitario non autorizzato. E ancora più l'aver adombrato, nel suo ricorso al Tar, irregolarità nello svolgimento della votazione che lo ha stroncato e che era presieduta da Napolitano. Proprio dal Quirinale, il 30 dicembre, è arrivato lo 'stop' all'ipotesi che fosse Carbone - in quanto toga più alta della Suprema Corte - a fare le veci del Primo presidente. In quaranta minuti Nicastro illustrerà la situazione, sempre difficile, delle aule di giustizia e dei processi lumaca ieri ha dato l'ultima limatura per prendere atto del sospirato 'requiem', pronunciato dalla Consulta, alla legge Pecorella tanto avversata dai giudici. Dopo di lui parleranno il vicepresidente del Csm Nicola Mancino, il Procuratore generale Mario Delli Priscoli, il ministro Mastella, l'Avvocato generale dello Stato Oscar Fiumara, il Presidente del Consiglio Forense Guido Alpa. Hanno otto minuti di tempo per i loro interventi al cospetto - oltre che di Napolitano seduto sulla poltrona damascata rossa e di 13 ministri comunitari colleghi di Mastella - del premier Romano Prodi, dei Presidenti di Camera e Senato Fausto Bertinotti e Franco Marini.