Per fare la riforma ci vuole un tavolo

Il Cup chiede al Guardasigilli di aprire le consultazioni per una 2più attenta valutazione del Ddl. Sirica le innovazioni previste producono precarietà e negano l'autonomia

Riforma delle professioni, il Cup chiede al Guardasigilli di aprire un tavolo di consultazione con le categorie il testo del disegno di legge anche se apprezzabile in alcune parti richiede una più attenta valutazione. Il progetto, infatti - si legge nella lettera inviata lo scorso 13 novembre dal presidente del Cup Comitato unitario permanente degli ordini e collegi professionali Raffaele Sirica al ministro della Giustizia Clemente Mastella - trascura una serie di questioni che il dibattito di questi anni ha fatto emergere. Lunedì scorso, il Cup ha inviato a Via Arenula le proprie osservazioni constatando che sono venute meno quelle disposizioni che declinavano la specificità delle professioni intellettuali, quale attività autonoma e distinta rispetto all'impresa e alle stesse professioni il testo degli emendamenti è qui leggibile nei documenti correlati . Ma non solo, ha continuato Sirica nella missiva sono anche venute meno le disposizioni che riconoscevano la natura pubblica degli Ordini e dei collegi a fronte della previsione di un organismo pubblico, il cui ruolo e i compiti sembrano sovrapporsi a quelli tradizionalmente esercitati dai Ministeri e dal sistema ordinistico . Inoltre, non vi è più traccia, ha continuato il Cup, di quelle norme che salvaguardano il diritto al lavoro degli attuali iscritti agli Albi, attraverso il mantenimento delle professioni esistenti da riordinare e riformare . Tuttavia, queste tre innovazioni, ha sottolineato il presidente del Comitato unitario delle professioni, non solo destano grandi riserve nel modo professionale poiché precarizzano il settore e ne negano ogni autonomia ma ben lungi dal potenziare le professioni intellettuali come risorsa socio-economica del Paese ne indeboliscono la stessa funzione . Il testo, inoltre, trascura di precisare la ripartizione di competenze tra Stato e Regioni, indispensabile per dare certezza al quadro normativo ed evitare il continuo ricorso alla Corte costituzionale. Ma non finisce qui. Il disegno di legge messo a punto da Via Arenula affida il compito di potenziare i giovani e, più in generale il settore, agli Ordini indicando nel loro patrimonio la risorsa prima. Vero è, però - ha continuato Raffaele Sirica - che tale patrimonio è costituito dalle quote degli iscritti, per cui è affatto insufficiente a svolgere efficacemente il ruolo di volano . Piuttosto, ha proposto il Comitato unitario delle professioni sarebbe necessario prevedere la possibilità per i professionisti di accedere alle misure economiche previste per le piccole imprese, ma non solo. Sarebbe anche indispensabile rivedere i contratti con i quali i professionisti possono operare e fare in modo che lo studio professionale assuma rilevanza economica, anche ai fini dell'accesso al credito bancario. Quello da cui, tuttavia, non si può prescindere per arrivare a un progetto di riforma ampiamente condiviso è un confronto serio. Del resto, ha concluso Sirica, gli emendamenti che il Cup ha sottoposto al Guardasigilli, costituiscono la cornice indispensabile, ma non esauriscono certo i profili da trattare . Cristina Cappuccini

Consiglio unitario permanente degli ordini e collegi professionali Emendamenti alla bozza di Dl recante la riforma delle professioni intellettuali All'articolo 1 si aggiunge il seguente comma 6. Le Regioni, nel rispetto dell'articolo 117, comma 2, della Costituzione, non possono prevedere una disciplina diversa da quella emanata ai sensi della presente legge in relazione all'individuazione e riconoscimento delle nuove professioni alle condizioni e regole di accesso all'esercizio professionale alla abilitazione e attribuzioni di competenze professionali. Resta ferma la competenza esclusiva dello Stato a disciplinare gli esami e i titoli di studio richiesti per l'esercizio delle professioni intellettuali i contratti per l'esercizio, a titolo individuale e in forma associata e societaria, delle professioni l'organizzazione delle professioni di interesse generale e gli ordini 1 . - All'articolo 2 comma 1 lettera c articolo 3, comma 1, lettera c articolo 4, comma 1, lettera a articolo 5, comma 1, lettera a le parole interessi pubblici sono sostituite con le parole interessi generali 2 - all'articolo 2, comma 1, lettera c è abrogato il periodo che comincia con la parola anche e termina con le parole di tali attività 3 - all'articolo 2, comma 1, lettera f il periodo che comincia con la parola con e termina con la parola parti è sostituito con il seguente periodo ai sensi dell'articolo 2233 del Cc 4 - all'articolo 2, comma 1 lettera f dopo la parola determinazione si aggiunge il seguente periodo le prestazioni riservate o soggette a procedure di evidenza pubblica possono essere oggetto di tariffe, predisposte dai ministeri competenti su proposta degli ordini interessati e sentiti gli operatori del settore 5 - all'articolo 2, comma 1, dopo la lettera h si aggiunge la seguente lettera i riordinare le professioni che sono oggetto di regolamentazione ai sensi dell'articolo 2229 del Cc nel rispetto dei principi fondamentali dei relativi ordinamenti, salvaguardando il diritto di coloro che sono iscritti all'albo alla data di entrata in vigore della presente legge a continuare ad esercitare l'attività con riferimento alla quale sono stati abilitati 6 . - All'articolo 3 comma 1 lettera c la parola è è sostituita con la parola o 7 . - All'articolo 4, comma 1, lettera a prima della parola prevedere è aggiunto il seguente periodo per le professioni che sono attualmente regolamentate, che sono fatte salve 8 - All'articolo 4, comma 1, lettera a dopo la parola ordini sono aggiunte le parole e collegi 9 - All'articolo 4, comma 1 lettera b dopo la parola ordini si aggiungono le seguenti parole quali enti pubblici nazionali a carattere associativo 10 - All'articolo 4, comma 1, lettera b le parole in organi nazionali e territoriali sono sostituite con le seguenti parole a livello centrale e territoriale 11 - All'articolo 4, comma 1, lettera b dopo la parola pubbliche si aggiungono le seguenti parole a seguito della entrata in vigore della presente legge i collegi sono trasformati in ordini 12 - all'articolo 7, comma 1, è soppressa la lettera a 13 - all'articolo 7 si aggiunge il seguente comma 2. Ai fini del presente articolo, per professione intellettuale si intende l'attività economica, anche organizzata, non regolamentata diretta al compimento di atti giuridici, alla prestazione di servizi o opere a favore di terzi esercitata, abitualmente e in via prevalente, con lavoro intellettuale 14 . - All'articolo 8 comma 1 lettera d la parola dai è abrogata e dopo la parola solo sono aggiunte le seguenti parole sotto la direzione e responsabilità personale dei 15 all'articolo 8 dopo il comma 5 è aggiunto il seguente comma 6. Fatto salvo quanto previsto all'articolo 2238 del Cc, alla professione in qualunque forma esercitata, non si applicano le disposizioni sull'impresa . - Dopo l'articolo 8 si aggiunge, altresì, il seguente articolo Articolo 9 1. Il Governo è delegato a a riformare in modo organico la disciplina dei contratti che hanno ad oggetto le prestazioni professionali, anche novellando le disposizioni del Cc, per perseguire l'obiettivo di favorire la competitività dei professionisti, in particolare introducendo forme, anche temporanee, di accordo tra professionisti per lo svolgimento di specifici incarichi o l'accesso a determinati mercati, interni e internazionali b riformare le disposizioni della legge sul diritto d'autore, per assicurare la compiuta protezione delle opere intellettuali rese dal professionista c dettare condizioni e limiti per il trasferimento tra vivi e a causa di morte dell'insieme dei rapporti, attivi e passivi, che sono comunemente denominati studio professionale, tale per cui quest'ultimo costituisca una prioritaria risorsa economica per il professionista e la sua famiglia, in ogni caso salvaguardando il rapporto fiduciario con il cliente d dettare una specifica disciplina dei segni distintivi dello studio professionale, che ne assicuri la protezione e l'utilizzazione anche economica nel rispetto del decoro della professione e dettare una disciplina dei rapporti di collaborazione nell'ambito dell'organizzazione interna dello studio professionale, tenendo conto delle esigenze di tutela dei diversi interessi coinvolti f riordinare la legislazione che dispone finanziamenti, agevolazioni e incentivi, di qualunque natura, per le imprese al fine di estenderla, per quanto compatibile e nel rispetto dell'articolo 117 della Costituzione e dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario, ai professionisti, con particolare riferimento ai giovani. 2. I decreti di cui al comma precedente indicano condizioni e limiti all'applicazione delle disposizioni ivi previste in ragione delle specificità delle singole professioni e a salvaguardia degli interessi generali connessi al relativo esercizio 17 . Note 1. La disposizione si rende necessaria in quanto la materia oggetto della riforma è oggetto anche della legislazione esclusiva dello Stato. 2. La modifica tiene conto del fatto che secondo la Corte costituzionale le professioni incidono anche su interessi generali meritevoli di protezione. 3. Il testo non consente di comprendere ruolo e funzione di questa Authority, i cui compiti si sovrappongono a quelli dei ministeri e degli ordini. 4. La disposizione nulla aggiunge all'articolo 2233 Cc, per cui il suo espresso richiamo soddisfa l'esigenza di certezza del diritto. 5. La disposizione introduce un principio condiviso dalla stessa Corte di giustizia europea, demandando al Governo ogni decisione di merito. 6. La disposizione si rende necessaria perché consente al Governo di procedere alla riforma del settore senza pregiudicare il diritto al lavoro dei professionisti attualmente iscritti agli albi. 7. Si ritiene che i due criteri non debbano essere concorrenti. 8. La disposizione assicura che le attuali professioni possano continuare ad essere riconosciute ed esercitate, fatto salvo il potere del Governo di procedere alla loro riforma ai sensi della delega. 9. Così come formulato, il testo non chiarisce che la riforma concerne anche i collegi professionali. 10. La disposizione chiarisce la natura pubblica degli ordini e legittima l'esercizio della potestà legislativa dello Stato ai sensi dell'articolo 117 Costituzione. 11. La disposizione si rende necessaria per salvaguardare l'autonomia delle articolazioni territoriali. 12. Il testo omette di prendere posizione sul punto. 13. La abrogazione risponde all'esigenza di distinguere il sistema associativo da quello ordinistico. 14. Nel testo manca la definizione di professione intellettuale per cui la delega rischia di essere incostituzionale. 15. La disposizione tiene conto del fatto che nelle società è contraddittorio pretendere che le prestazioni siano rese personalmente dai soci. Il principio di professionalità specifica è garantito dal fatto che la prestazione resa dall'organizzazione societaria deve in ogni caso essere diretta da un professionista socio, che ne risponde. 16. La norma esonera le professioni dal regime dell'impresa, salvaguardandone la specificità. 17. La disposizione si rende necessaria per procedere alla riforma delle modalità di esercizio delle professioni e per potenziare le professioni medesime come risorsa economico-sociale del Paese. La materia non è trattata nel testo.