Il depresso può avere bisogno di un amministratore di sostegno

E se i parenti si trovano in situazioni di conflitto il giudice nomina un soggetto terzo

Un profondo stato di disagio esistenziale dovuto, nella specie, a sindrome depressiva tale da sfumare - sin quasi ad annullare - ogni autonomia volitiva e razionale, giustifica la nomina di un amministratore di sostegno. Qualora, in fase endoprocedimentale, i parenti stretti del beneficiario nella specie, le figlie dichiarino la propria indisponibilità ad assumere l'incarico di amministratore di sostegno, ragionevolmente paventando spiacevoli situazioni conflittuali in seno alla famiglia e comunque potenzialmente pregiudizievoli anche per l'equilibrio esistenziale del beneficiario stesso, si rende opportuno attribuire l'incarico ad un soggetto terzo. Per la diversa ipotesi di ingiustificato rifiuto ad assumere l'incarico, cfr. Trib. Modena, Giud. Tutelare Dott. Stanzani G., 2 novembre 2005, secondo cui L'amministrazione di sostegno è un ufficio di diritto privato, essenzialmente gratuito, permeato di significativi interessi pubblicistici caratterizzato dall'obbligatorietà, sicché l'ingiustificato rifiuto dell'incaricato di prestare il giuramento a norma dell'art. 349 c.c. nel richiamo di cui al novellato art. 411, co. 1, c.c. e, perciò, di assumere la funzione demandatagli, configura il reato di mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice Nel caso di specie, ad un soggetto affetto da sindrome demenziale veniva nominato un amministratore di sostegno con funzioni afferenti la sfera economica-patrimoniale del beneficiario, e un coamministratore di sostegno col compito di sovraintenderne alla cura della salute del beneficiario e di prestargli ausilio per ogni esigenza assistenziale e sanitaria del vivere quotidiano. Poiché il coamministratore rifiutava di prestare giuramento adducendo l'avvenuta proposizione da parte sua di reclamo - ancora sub iudice - avverso il decreto con cui era stato nominato, il Giudice Tutelare, in applicazione del principio di cui in massima, incaricava l'amministratore di sostegno di proporre querela, in nome e per conto del beneficiario, nei confronti del coamministratore con riferimento alla fattispecie criminosa di cui all'art. 388 c.p. .

Tribunale di Modena - Sezione civile - decreto 10 maggio 2006 Giudice Stanzani Premesso a Con ricorso depositato in data 21 marzo 2006, [figlia] e [figlia] hanno chiesto la nomina di amministratore di sostegno alla propria madre [beneficiaria], settantacinquenne, vedova, con una terza figlia, [figlia], con una pensione mensile di poco più di euro 1.000,00, senza patrimonio immobiliare e mobiliare, che vive in Modena con la figlia [figlia] in un appartamento condotto in locazione. b A supporto della richiesta le ricorrenti hanno precisato che la propria madre ha svolto, e svolge. da quasi trent'anni e dopo aver iniziato quale coadiutore del coniuge defunto da quasi un quarto di secolo, attività libero-professionale di amministratore di condomini che nell'ultimo decennio progressive difficoltà nella gestione dell'attività hanno comportato l'accumularsi di passività finanziarie nascoste per lungo tempo ai famigliari che negli ultimi anni ha cominciato a chieder loro con sempre maggiore frequenza ingenti somme di denaro lamentando la mancanza di fondi nelle gestite casse condominiali che non ha mai voluto ammettere, peraltro, la reale entità delle passività né ha mai inteso chiudere l'attività e ripianare la gestione finanziaria nonostante esse figlie avessero sollecitato e consentito la vendita degli unici immobili della famiglia un primo appartamento di sua proprietà esclusiva ed un secondo, in comproprietà con esse figlie, costituente la sua casa di abitazione forzatamente abbandonata tanto da dover vivere oggi loro ospite. c Hanno aggiunto le istanti che il quadro materno si è progressivamente aggravato per intervenute disabilità fisiche diabete, ipertensione, vasculopatia cerebrale e psichico-comportamentali confusione mentale e stato depressivo con atteggiamenti incongrui e incontrollabili quali, segnatamente, avventate iniziative economiche non solo inadeguate a risolvere una sempre più acuta situazione debitoria ma gravemente pregiudizievoli per la persona tutt'ora titolare di posizioni bancarie relative ai conti correnti sia propri che condominiali. d Per il che, secondo le due figlie ricorrenti, questo coacervo di disabilità determinerebbero per la propria madre una impossibilità ormai sostanzialmente totale e stabile, di provvedere ai propri interessi riguardanti la sfera della sua attività professionale con conseguente necessità di sostegno per sostituirla nel compimento dei seguenti atti 1 redazione dei rendiconti di bilancio di tutti i condomini ancor oggi amministrati con fissazione delle assemblee per le relative approvazioni e con nomina di un nuovo amministratore cui effettuare il passaggio delle consegne 2 gestione, nelle more, dei conti correnti condominiali provvedendo a compensare le posizioni debitorie con eventuali crediti, se esistenti 3 gestione del conto corrente personale allo scopo di evitare l'emissione di assegni in carenza di provvista. Osservato e deliberato a In sede di esame della beneficiaria, effettuato da questo Giudice in data 4 maggio 2006, è emerso che la descrizione effettuata dalle figlie in sede di ricorso e confermata nella stessa udienza dalle dichiarazioni rese non soltanto dalle due ricorrenti ma anche dalla terza figlia della beneficiaria [figlia] corrisponde al vero peccando, semmai, di omissioni dovute alla comprensibile ritrosia propria del turbamento connesso ad una pubblica denuncia di comportamenti anomali di un proprio familiare stretto. b Nel corso dell'interrogatorio meglio, del colloquio, che tale è stata l'effettiva caratterizzazione del rapporto che il giudicante ha instaurato con la persona in sede di udienza [beneficiaria] ha manifestato il suo profondo stato di disagio esistenziale maturato in anni ed anni di attività professionale costellata di errori, incapacità e tentativi vani di rimediare a situazioni sempre più economicamente compromesse il tutto nel segno dell'orgoglio di non voler rivelare a terzi condomini clienti e istituti di credito un sempre più profondo fallimento e il tormento di dilapidare il proprio patrimonio contestualmente intaccando le sostanze delle proprie figlie. c All'udienza del 4 maggio 2006 ha presenziato la Dott. Patrizia Grassi, psichiatra che ha in cura [beneficiaria] il medico ha confermato le impressioni di cui si è dato conto nel capo che precede ed ha chiarito che l'attuale stato psicologico della persona è tale, per l'angoscia che ne qualifica ormai ogni comportamento, da sfumarne, sin quasi all'annullamento, ogni autonomia volitiva e razionale rispetto agli incombenti propri della sua ordinaria attività professionale. d Il quadro tracciato impone dunque di ravvisare, nella fattispecie, i presupposti di legge che, pur nell'attenta ablazione minima della capacità d'agire della persona, esigono prima ancora di giustificare nel nome della tutela dei suoi primari interessi esistenziali, che le si nomini un amministratore di sostegno con potere di compiere in suo nome e per conto gli atti di cui alla parte dispositiva. e L'opportunità di una sostituzione si radica, da un lato, nell'esigenza di iniziative rapide ed indifferibili e, dall'altro, nello stato di apatia e di depressione della beneficiaria, due aspetti, cioè, che segnalano la prevedibile scarsezza di risultati cui potrebbe dar luogo una mera assistenza. Considerato e ritenuto 1 Entrambe le ricorrenti figlie della beneficiaria nonché la terza loro sorella hanno dichiarato la propria indisponibilità ad assumere l'incarico di amministratore di sostegno della propria madre argomentando sulla delicatezza umana della situazione e col fatto che i compiti dell'incaricato potrebbero presumibilmente innescare spiacevoli situazioni conflittuali tanto più imbarazzanti per chi abbia veste di prossimo famigliare della persona coinvolta. 2 Ritiene questo Giudice Tutelare che le motivazioni a base del rifiuto rispondono a piene ragionevolezza con conseguente opportunità di attribuzione dell'incarico ad un professionista di propria fiducia la cui designazione viene valutata, anche in vista delle competenze tecniche presupposte dalla natura dei compiti ad esso demandati, come la più idonea, nello specifico contesto fattuale, per sopperire alle qui coinvolte esigenze della beneficiaria e per porre in essere ogni iniziativa utile per la tutela non solo e non tanto del suo patrimonio residuo ma, soprattutto, del suo equilibrio esistenziale. 3 In vista delle finalità che lo qualificano il mandato viene attribuito a tempo determinato esaurimento degli atti che ne costituiscono l'oggetto. Il Pubblico Ministero, notiziato, non e' intervenuto all'udienza PQM Nomina l'Avv. Marco Vignoli amministratore di sostegno della Sig.ra [beneficiaria] nata a [omissis] il [omissis] e residente in [omissis] con le seguenti prescrizioni 1 L'incarico è a tempo determinato esaurimento dei compiti di cui al successivo punto n. 2 2 L'amministratore di sostegno avrà il potere di compiere, in nome e per conto della beneficiaria, le seguenti operazioni - Redazione dei rendiconto di bilancio di tutti i condomini ancor oggi amministrati dalla beneficiaria con fissazione delle assemblee per le relative approvazioni con nomina di un nuovo amministratore e passaggio ad esso delle consegne - gestione, nelle more dei suddetti incombenti, dei conti correnti condominiali provvedendo a compensare le posizioni debitorie con eventuali crediti, se esistenti - gestione del conto corrente personale della beneficiaria alla quale viene tolta, con questo provvedimento ogni capacità di compiere negozi e/o atti bancari ed economici questi ultimi di valore superiore ad euro 150,00 e di operare, anche in via ordinaria sui conti correnti propri e dei condomini amministrati la beneficiaria stessa manterrà peraltro capacità piena a riscossione e disposizione della propria pensione mensile. 3 L'amministratore di sostegno a è sin da ora autorizzato, stante la peculiarità della fattispecie e la natura dei compiti demandatigli, a farsi coadiuvare articolo 379, ultima parte, Cc da un tecnico nella partecipazione alle assemblee condominiali e nella redazione dei relativi bilanci b dovrà riferire per iscritto al Giudice Tutelare con cadenza bimestrale in ordine alle iniziative assunte, agli esiti delle stesse ed alle condizioni di vita personale e sociale della beneficiaria c quando riterrà esauriti i suoi compiti relazionerà sempre per iscritto allegando un rendiconto finale e specificando quale sia la situazione esistenziale della beneficiaria d dovrà informare tempestivamente quest'ultima circa gli atti da compiere nonché il Giudice Tutelare in caso di dissenso con essa. 4 La beneficiaria conserva la facoltà di compiere senza l'amministratore di sostegno tutti gli atti per i quali la sua capacità di agire non viene limitata dal presente provvedimento.