Giustizia: ciò che fa un magistrato lo può fare meglio un ingegnere

Palazzo Chigi approva il Dpr che permette a Castelli di nominare un tecnico alla Direzione generale dei sistemi informativi automatizzati del ministero

A guidare i sistemi informativi automatizzati del ministero della Giustizia non sarà più necessariamente un magistrato e il ministro della Giustizia, Roberto Castelli potrà nominare anche un tecnico. Ieri il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto presidenziale che va a modificare il precedente Dpr, il 748 del 1994 un ritocco minimo che individua in un dirigente generale o in un magistrato ad esso equiparato la figura del responsabile per i sistemi informativi automatizzati il documento è leggibile tra i correlati . Una piccola modifica che però mette fine ad una vicenda che va avanti da dieci mesi, una diatriba scoppiata tra via Arenula, Corte dei conti e Consiglio di Stato, e legata alla successione di Floretta Rolleri alla guida della Direzione generale dei sistemi informativi automatizzati Dgsia . La storia nasce all'inizio di quest'anno, più precisamente il 16 gennaio, quando a scadenza del suo mandato, la Rolleri non viene confermata alla guida del Dgsia diventerà in seguito vice capo dipartimento per gli affari di giustizia, con decreto del Presidente del consiglio dei ministri datato 14 marzo 2005. Al suo posto il Guardasigilli vorrebbe un tecnico del nord, individuato nella figura di Mario Sacchi, laureato in fisica, specializzato nella gestione del personale. Al ministro, però, si oppone la Corte dei conti, che in un primo momento ritarda a pronunciarsi, ricordando al ministro come il regolamento istitutivo della direzione preveda alla guida del Dgsia un magistrato vedi tra gli arretrati del 28 maggio 2005 . Una decisione definitiva, comunque, i giudici contabili la rimandano alla sezione centrale di controllo di legittimità sugli atti del governo, che ufficializza il suo no alla nomina di un tecnico a luglio vedi tra gli arretrati del 9 luglio 2005 . Preso atto della decisione della Corte dei conti, il ministro seguiva quindi la strada della modifica del regolamento, inviando al Consiglio di Stato una bozza con la quale si modificava il Dpr 748/94 all'articolo 1, comma 1, lettera c , ampliando la platea dei candidati alla guida della direzione. Con il parere depositato il 29 agosto, Palazzo Spada non entrava nel merito della vicenda, senza però sbarrare la strada alle modifiche del regolamento, limitandosi semplicemente a raccomandare la massima cautela nell'affidamento di tale incarico a soggetti non aventi detta qualifica vedi tra gli arretrati del 9 settembre 2005 . Qualcuno aveva suggerito una doppia direzione, dal momento che la materia informatica trattata dal Dgsia influisce direttamente sulla giurisdizione e un tecnico magari espertissimo di sistemi automatizzati ma a digiuno di esperienza negli uffici giudiziari potrebbe incontrare qualche difficoltà a rapportarsi con la realtà del sistema. La via della doppia direzione, in realtà non sarebbe neanche nuova, perché già in occasione dell'ufficio speciale della Giustizia, si sperimentò una doppia gestione tra un ingegnere e un magistrato. Via che però in questa occasione non si è voluta percorrere e, con il provvedimento approvato da Palazzo Chigi venerdì, la strada del tecnico è decisamente spianata. Paola Alunni

Presidenza del Consiglio dei ministri Schema di decreto del Presidente della Repubblica concernente Regolamento recante modifiche all'articolo 1, comma 1, lettera c , del decreto del Presidente della Repubblica 28 ottobre 1994 numero 14 ottobre 2005 Articolo 1 1. All'articolo 1, comma1, del decreto del Presidente della Repubblica 28 ottobre 1994, numero , alla lettera c , le parole il magistrato equiparato a dirigente generale di cui all'articolo 10, comma 1, del decreto legislativo sono sostituite dalle seguenti il dirigente generale di cui all'articolo 10, comma 1, del decreto legislativo o il magistrato ad esso equiparato . Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.