Vendita di veicoli sequestrati: da via Arenula istruzioni per l'uso

di Elisabetta Rispoli

di Elisabetta Rispoli * Giunge a conclusione l'iter legislativo che ha previsto una procedura straordinaria di dismissione dei veicoli sequestrati dall'Autorità Giudiziaria, tuttora giacenti presso le depositerie autorizzate. Nella Gazzetta Ufficiale n. 230 del 3 ottobre scorso, infatti, è stato pubblicato il decreto, emesso in data 26 settembre 2005 dal Capo del Dipartimento per gli Affari di Giustizia del Ministero della Giustizia, recante disposizioni per l'alienazione dei veicoli sottoposti a sequestro da parte dell'Autorità Giudiziaria. Il nuovo provvedimento trova il suo fondamento normativo nell'articolo 1, comma 314 della legge 311/04 legge finanziaria per l'anno 2005 , che ha demandato ad un successivo decreto del ministero della Giustizia, di concerto con le altre amministrazioni interessate, l'individuazione delle modalità di svolgimento di tale alienazione, nonché delle attività ad essa funzionali. La disciplina contenuta nella legge finanziaria La custodia dei veicoli sottoposti a sequestro giudiziario è questione da tempo all'esame del Ministero della giustizia anche per i riflessi negativi che il protrarsi sine die delle custodie determinano sulla gestione finanziaria dello Stato e, significativamente, sul capitolo di bilancio relativo alle spese di giustizia. A ciò, si aggiungeva anche la pressante considerazione del degrado ambientale, anch'esso causato dal protrarsi nel tempo delle custodie. Tali esigenze hanno, dunque, indotto il legislatore a ripercorre la significativa esperienza, già attuata dal Ministero dell'Interno, inserendo nella predetta legge finanziaria una peculiare disciplina articolo 1, commi da 312 a 320 legge cit. al fine di avviare un ampio e definitivo programma di eliminazione degli autoveicoli giacenti presso i custodi a seguito dell'applicazione di provvedimenti di sequestro dell'Autorità Giudiziaria, anche se non sottoposti a confisca. Tale normativa ha, infatti, previsto, in deroga alla legislazione vigente, un procedimento straordinario di alienazione dei veicoli sequestrati mediante una cessione del bene al soggetto titolare del deposito tale procedimento è applicabile soltanto a situazioni di fatto maturate prima dell'entrata in vigore del Tu delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia Dpr 115/02 . I beni rientranti nella procedura speciale di alienazione L'alienazione, che scaturisce da una precisa disposizione di legge e che, quindi, non richiede accertamenti costitutivi, concerne i veicoli che presentino tutte le condizioni elencate nell'articolo 1, comma 312 della legge finanziaria. In particolare, la cessione riguarda gli autoveicoli per i quali a siano ritenute cessate, con ordinanza dell'Autorità Giudiziaria da comunicare all'avente diritto alla restituzione, le esigenze che avevano motivato l'adozione del provvedimento di sequestro b siano immatricolati per la prima volta da oltre cinque anni e siano privi di interesse storico e collezionistico c siano comunque custoditi da oltre due anni alla data del 1 luglio 2002 d siano trascorsi sessanta giorni dalla comunicazione all'avente diritto alla restituzione dell'ordinanza di cui alla lettera a senza che questi abbia provveduto al ritiro. La speciale disciplina prevista dalla legge finanziaria si applica, altresì, ai veicoli in possesso dei suddetti requisiti per i quali la procedura di alienazione o rottamazione sia stata già avviata secondo la disciplina ordinaria, purché questa non sia stata ancora conclusa, nonché alle istanze di liquidazione dei compensi presentati dai custodi, qualora esse riguardino i medesimi veicoli articolo 1, comma 321, legge cit. . La commissione L'articolo 2 del decreto dirigenziale ha attribuito la competenza all'alienazione dei veicoli sopra descritti ed allo svolgimento delle correlative attività strumentali ad una apposita commissione costituita presso i tribunali, presso le sezioni distaccate dei tribunali, presso i tribunali per i minorenni articolo 1 D.D. . La commissione è composta dal Presidente del Tribunale, o da un Giudice dallo stesso delegato, che ne assume la presidenza, dal Procuratore della Repubblica presso il medesimo tribunale, o da un Magistrato dallo stesso delegato, e da due funzionari in servizio presso il Tribunale o presso la Procura della Repubblica, nominati, rispettivamente dal Presidente del Tribunale e dal Procuratore della Repubblica. Ai lavori della commissione possono partecipare anche i rappresentati di altri uffici, qualora ciò sia ritenuto utile dalla stessa commissione articolo 2 D.D. . I compiti della commissione Il primo adempimento della commissione è quello di predisporre degli elenchi dei veicoli da alienare a favore di ogni singolo custode, individuando, in primis, quelli da destinare alla rottamazione. A tal fine, il Presidente della Commissione deve invitare i custodi a trasmettere un elenco degli autoveicoli, privi di interesse storico-collezionistico, che hanno in custodia da oltre due anni alla data del 1 luglio 2002 e che siano stati immatricolati per la prima volta da oltre cinque anni articolo 3, comma 2, D.D. . Da tale momento decorre il termine di sei mesi per la conclusione di tutto il procedimento di alienazione straordinaria articolo 7 D.D. . I custodi, nei sessanta giorni successivi al ricevimento dell'invito, devono comunicare i dati richiesti, indicando, altresì, l'organo di polizia giudiziaria che ha proceduto all'affidamento in custodia. Se non risultano altri elementi identificativi, i veicoli sono individuati secondo il tipo, il modello, il numero di targa, il telaio articolo 3 D.D. . Sulla base della documentazione acquisita, la commissione dovrà poi verificare, eventualmente demandando l'accertamento al giudice competente, che per i beni in questione siano cessate le esigenze che avevano motivato l'adozione del provvedimento di sequestro, e che siano trascorsi sessanta giorni dalla comunicazione all'avente diritto alla restituzione dell'ordinanza di dissequestro senza che questi abbia provveduto al ritiro. La determinazione del corrispettivo dell'alienazione Per la determinazione del corrispettivo dell'alienazione, la procedura prevede una sorta di compensazione tra le risultanze della valutazione dei veicoli e le somme dovute ai custodi per il servizio prestato. Conseguentemente, la commissione, una volta predisposti gli elenchi dei veicoli da alienare, anche ai soli fini della rottamazione, deve, innanzitutto, procedere alla loro stima distinguendo a i veicoli immatricolati per la prima volta da oltre 10 anni alla data del 30 settembre 2004 che siano privi di interesse storico e collezionistico, nonché quelli per i quali, indipendentemente dalla data di prima immatricolazione, lo stato di conservazione risulti irrimediabilmente compromesso ai fini della circolazione b i veicoli che conservino ancora un valore di mercato. La predetta distinzione è rilevante per la determinazione del corrispettivo di vendita. Invero per i primi, che sono alienati ai soli fini della rottamazione, è prevista una sorta di valutazione a peso. Il prezzo di acquisto, infatti, è stabilito in base alla quotazione di rottame dei ferri vecchi leggeri elaborata dalla camera di commercio territorialmente competente, tenendo conto delle categorie e del peso, forfettariamente stabilito dalla tabella allegata al decreto dirigenziale. Per gli altri veicoli, invece, la stima è determinata operando la media delle quotazioni riportate da due riviste specializzate e qualificate del settore, ridotta del 30% articolo 4 D.D. Il corrispettivo deve essere determinato in modo cumulativo per il totale dei veicoli esistenti presso ogni custode. Da tale valutazione cumulativa devono essere detratti il corrispettivo complessivo riconosciuto al custode acquirente per la custodia ed il trasporto di ciascun veicolo, calcolato secondo le speciali tariffe di cui all'articolo 1, comma 310 della legge finanziaria, nonché gli oneri derivanti dalla rottamazione. Il prezzo così individuato deve essere versato dal custode entro sessanta giorni dalla comunicazione sul capitolo 3530 dello stato di previsione del ministero della Giustizia, utilizzando l'apposito modello F23. Al contrario, nell'ipotesi in cui dalla compensazione operata ne derivi un debito dell'Amministrazione nei confronti del custode-acquirente, la differenza dovrà essere corrisposta dagli uffici interessati ai custodi, ma in cinque ratei costanti a decorrere dall'anno 2006. Ciò, al fine di evitare nell'immediato un incremento delle spese di giustizia. Il provvedimento di alienazione Una volta approvato in via definitiva l'elenco dei veicoli da alienare, la commissione procede alla conclusione della procedura straordinaria con l'adozione del provvedimento di alienazione dal quale risulta la determinazione a vendere da parte dell'ufficio giudiziario competente. Tale provvedimento deve essere notificato al custode acquirente articolo 6, comma 2, D.D. . Da tale momento, l'alienazione si perfeziona dal punto di vista giuridico attuandosi, così, il previsto trasferimento del diritto di proprietà dei beni individuati negli elenchi in capo ai custodi a prescindere da qualsivoglia ulteriore loro manifestazione di volontà. Il provvedimento di alienazione è, altresì, comunicato, a cura della commissione, all'Autorità Giudiziaria che aveva disposto il sequestro per le relative annotazioni sull'apposto registro di cancelleria modello 42 registro delle cose sequestrate ed affidate in custodia a terzi , nonché al pubblico registro automobilistico per il conseguente aggiornamento, senza alcun onere per l'Amministrazione, delle relative iscrizioni articolo 6, commi 3 e 4, D.D. . *Magistrato

Ministero della Giustizia Dipartimento per gli Affari di giustizia Decreto 26 settembre 2005 in GU n. 230 del 3 ottobre 2005 Individuazione delle modalità di svolgimento dell'attività di alienazione e delle attività ad essa funzionali e connesse dei veicoli giacenti a seguito di provvedimenti di sequestro da parte dell'autorità giudiziaria, di cui all'articolo 1, commi da 312 a 320, della legge 30 dicembre 2004, n. 311. Articolo 1 Oggetto 1. Il presente decreto disciplina il procedimento di alienazione, anche ai soli fini della rottamazione, dei veicoli giacenti presso i custodi a seguito dell'applicazione di provvedimenti di sequestro dell'autorità giudiziaria, previsto dall'articolo 1, commi da 312 a 320 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, di seguito indicato come articolo 1. Articolo 2. Commissione per l'espletamento delle attività di cui all'articolo 1 1. Per lo svolgimento delle attività connesse al procedimento di cui all'articolo 1, è istituita presso i tribunali, le sezioni distaccate dei tribunali ed i tribunali per i minorenni la commissione per l'espletamento delle attività indicate all'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, il cui funzionamento si ispira ai principi di cui al capo IV della legge 7 agosto 1990, n. 241. 2. La commissione è composta dal Presidente del Tribunale, o da un Giudice dallo stesso delegato, che ne assume la Presidenza, dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale, o da un Magistrato dallo stesso delegato, e da due Funzionari, in servizio presso il Tribunale e presso la Procura della Repubblica, nominati, rispettivamente, dal Presidente del Tribunale e al Procuratore della Repubblica. 3. Il presidente della commissione ha facoltà di invitare alle sedute i rappresentanti degli uffici la cui partecipazione è ritenuta indispensabile ai fini dell'adozione del provvedimento. Articolo 3 Predisposizione degli elenchi 1. Sulla base degli atti in possesso dei competenti uffici giudiziari attestanti la sussistenza delle condizioni di cui all'articolo 1, comma 312, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, la commissione predispone gli elenchi dei veicoli da alienare a favore di ogni singolo custode, individuando prioritariamente quelli destinati alla rottamazione come prevista dal successivo articolo 4. 2. A questo fine, il presidente della commissione invita i custodi ad indicare i veicoli in custodia che si trovano nelle condizioni di cui all'articolo 1, comma 312, lettere b e c della legge 30 dicembre 2004, n. 311. 3. I custodi, entro sessanta giorni dal ricevimento dell'invito, comunicano i dati richiesti indicando, altresì, l'organo di polizia giudiziaria che ha proceduto all'affidamento in custodia. I veicoli, ove non risultino altri elementi identificativi, sono individuati secondo il tipo, il modello, il numero di targa o di telaio. 4. La comunicazione è effettuata in conformità delle disposizioni previste dall'articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, secondo il modello allegato sub-1 al presente decreto. 5. Sulla base della documentazione di ufficio e di quella eventualmente acquisita, la commissione procede alla verifica dei dati, anche senza documentazione in ordine allo stato di conservazione, anche avvalendosi degli organi di polizia giudiziaria che hanno proceduto all'affidamento in custodia. Articolo 4 Modalità di alienazione e criteri di valutazione 1. L'alienazione dei veicoli al custode-acquirente viene effettuata in conformità delle modalità e con l'osservanza dei criteri di seguito indicati. 2. I veicoli immatricolati per la prima volta da oltre dieci anni alla data del 30 settembre 2004 che siano privi di interesse storico e collezionistico sono alienati ai soli fini della rottamazione. 3. Sono, altresì, alienati ai soli fini della rottamazione, indipendentemente dalla data di prima immatricolazione, quei veicoli il cui stato di conservazione risulti irrimediabilmente compromesso ai fini della circolazione, come nel caso di veicoli bruciati, gravemente incidentati ovvero privi di parti rilevanti. 4. Il prezzo di acquisto dei veicoli da rottamare è stabilito in base alla quotazione di rottame dei ferri vecchi leggeri elaborata dalla camera di commercio territorialmente competente, tenendo conto delle categorie e del peso, forfettariamente stabilito, come indicati nella tabella allegata sub. 2 al presente decreto. 5. La valutazione dei veicoli che non si trovano nelle condizioni di cui ai commi 2 e 3 è determinata dalla media delle quotazioni riportate da almeno due riviste specializzate e qualificate del settore, ridotta del 30%. Articolo 5 Determinazione del corrispettivo dell'alienazione 1. Il corrispettivo dell'alienazione è determinato in modo cumulativo per il totale dei veicoli esistenti presso ogni custode, tenuto conto della valutazione dei veicoli effettuata secondo i criteri di cui all'articolo 4. 2. Da tale importo vanno detratti a il corrispettivo complessivo riconosciuto al depositario-acquirente per la custodia ed il trasporto di ciascun veicolo, così come stabilito dall'articolo 1, comma 318, della legge 30 dicembre 2004, n. 311 b gli eventuali oneri di rottamazione che possono gravare sul medesimo depositario-acquirente. 3. Il corrispettivo verrà versato entro sessanta giorni dalla comunicazione sul capitolo 3530 dello stato di previsione dell'entrata del Ministero della giustizia, utilizzando l'apposito modello F23. 4. Nel caso in cui l'importo dovuto per le spese di custodia sia superiore al valore del veicolo, la differenza verrà corrisposta dagli uffici giudiziari interessati, secondo il prospetto di calcolo che sarà allegato al provvedimento di alienazione, con le modalità previste dall'articolo 1, comma 320, della legge 30 dicembre 2004, n. 311. 5. Tutte le necessarie operazioni sono effettuate dalla commissione. Articolo 6 Provvedimento di alienazione 1. Il presidente della commissione adotta il provvedimento di alienazione, previa approvazione dell'elenco dei veicoli da alienare, predisposto secondo le modalità di cui all'articolo 3, per il corrispettivo fissato ai sensi dell'articolo 5. 2. L'alienazione si perfeziona con la notifica del provvedimento al custode acquirente. 3. Il provvedimento di alienazione è comunicato all'autorità giudiziaria che aveva disposto il sequestro. 4. Del provvedimento, corredato degli estremi della notifica al custode acquirente, è data altresì comunicazione al pubblico registro automobilistico competente per il conseguente aggiornamento, senza oneri, delle iscrizioni. Articolo 7 Durata del procedimento 1. Il procedimento di alienazione di cui all'articolo 1 deve concludersi entro il termine di sei mesi dalla data di invito ai custodi-acquirenti. 2. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo alla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Allegato 1 TABELLA I veicoli da rottamare sono divisi nelle seguenti categorie A. completi B. privi di parti rilevanti C. gravemente incidentati D. bruciati E. a due o tre ruote F. roulottes ed altri veicoli non riciclabili. Il peso dei suddetti veicoli viene forfettariamente stabilito in a. kg. 700 per i veicoli completi b. kg. 500 per i veicoli privi di parti rilevanti c. kg. 500 per i veicoli gravemente incidentati d. kg. 50 per i veicoli bruciati e. kg. 50 per i veicoli a due o tre ruote targati, salvo eventuale migliore valutazione tecnica f. kg. 50 per i veicoli non riciclabili.