I punti fermi di Mi in vista del nuovo Csm: ordinamento giudiziario da rivedere, stop alle proteste ""politiche"", riforme regolamentari a Palazzo dei Marescialli

di Antonio Patrono e Stefano Amore

di Antonio Patrono e Stefano Amore* Il programma elaborato da Magistratura Indipendente in previsione delle prossime elezioni del Csm 9-10 luglio 2006 si apre con una citazione di John F. Kennedy il quale, nel saggio Ritratti del coraggio, che gli valse il premio Pulitzer nel 1957, ricordava con ammirazione alcune figure di senatori degli Stati Uniti che ebbero il coraggio di assumere atteggiamenti anche impopolari pur di mantenere il giuramento di fedeltà agli interessi della loro Nazione. Da ciò ispirato dichiaratamente, il documento di Magistratura Indipendente si apre con un esplicito impegno a seguire tale criterio e con la disamina di alcuni casi che evidenziano come ogni magistrato debba essere capace di assumere anche decisioni dolorose o impopolari, pur di mantener fede al proprio ruolo nella società e conservare la fiducia dei cittadini. In tale prospettiva è manifestato il pensiero di Magistratura Indipendente in tema di associazionismo giudiziario, di correntismo e di politicizzazione della magistratura, con una dichiarata condanna dei comportamenti ispirati a sola demagogia, delle degenerazioni corporative dei gruppi associativi e del collateralismo politico. In particolare, Magistratura Indipendente rammenta nel suo programma come, nell'aprile 2005, abbia tentato di avviare un dibattito sui vizi del correntismo che, nonostante l'ampia eco sulla stampa nazionale, venne immediatamente soffocato all'interno della magistratura da reazioni minimizzanti o addirittura sdegnate delle altre correnti, che andavano dalla negazione anche solo dell'esistenza del problema fino all'ammissione della sua esistenza, ma attribuendone la responsabilità esclusivamente agli altri. Si trattava, evidentemente, di un dibattito difficile, che riguardava tutti ed in cui non poteva esistere alcun primato morale, ma il suo rifiuto evidenzia come sia necessario continuare a svolgere, almeno da parte di Magistratura Indipendente, una funzione di stimolo su temi certamente critici per il futuro dell'Anm e della stessa magistratura. Con riferimento all'Ordinamento Giudiziario, il programma richiama e fa propria l'elaborazione, ormai patrimonio comune dell'Anm, in tema di riforme da attuare concretamente in sostituzione di quella approvata nella passata legislatura, facendo riferimento, in particolare, al documento elaborato in occasione dell'ultimo congresso nazionale svoltosi a Roma nel febbraio 2006. In particolare, Magistratura Indipendente rivendica, anche in questa occasione, la propria equidistanza dalla politica che l'ha condotta a reagire con forza a tutti i tentativi di intimidazione e mortificazione della magistratura, approvando e partecipando con convinzione assoluta agli ultimi tre scioperi contro la riforma, ma anche a non condividere la decisione di non sospendere nel 2002 il primo sciopero, dopo la disponibilità manifestata per iscritto per la prima e ultima volta dal Governo di modificare significativamente l'originario disegno di legge di riforma dell'ordinamento giudiziario, anche grazie alle sollecitazioni ricevute in tal senso dal Presidente della Repubblica che aveva pure chiesto alla magistratura di recedere da quello sciopero. Indubbiamente, Magistratura Indipendente avrebbe tratto solo vantaggi sul piano della ricerca del facile consenso nel partecipare anche a quello sciopero, ma in quel difficile frangente prevalse, come sempre, l'onestà intellettuale e la fermezza nelle proprie convinzioni, che non possono essere sacrificate alla politica demagogica o a calcoli elettorali. Il programma prosegue con una parte dedicata all'individuazione delle riforme regolamentari e delle best practises che il futuro Csm dovrebbe realizzare per snellire le sue procedure e recuperare un'efficienza di gestione perduta nel recente passato. Il corretto e celere funzionamento del Csm appare vieppiù indispensabile in quanto la lentezza dei suoi processi decisionali, dovuta anche alle interferenze correntizie e politiche, influenza negativamente l'esercizio della giurisdizione, minando ulteriormente la complessiva credibilità della magistratura. Una particolare attenzione è dedicata ai problemi dei magistrati più giovani, chiamati ad esercitare le funzioni giurisdizionali in sedi disagiate, spesso tra enormi difficoltà, ed alla necessità di adeguare il livello retributivo della magistratura ordinaria a parametri tali da restituirle dignità anche in relazione alle altre magistrature, oggi ingiustificatamente privilegiate sotto tale aspetto. Non vi è, infatti, alcuna ragione per ritenere che le competenze della giurisdizione amministrativa siano ontologicamente più importanti e ne è evidente riprova la circostanza che, nel tempo, talune materie sono passate dalla competenza di una magistratura a quella dell'altra. Inoltre, il documento evidenzia che se l'autonomia è garantita dall'autogoverno Csm e la corretta retribuzione è uno degli elementi che concorrono all'autonomia, non appare neppure incongruo ipotizzare che alcune delle questioni economiche della magistratura ordinaria possano, in futuro, essere affidate dal legislatore allo stesso Csm. Il documento sottolinea, infine, la necessità che alla giustizia sia restituita in concreto efficienza, auspicando l'istituzione dell'ufficio del giudice e procedendo in un'esposizione dettagliata delle riforme che la giustizia penale e civile richiederebbero per operare in termini ragionevoli. Riforme a cui Magistratura Indipendente ha voluto dedicare, negli ultimi anni, diversi convegni ed occasioni di approfondimento, le cui locandine e programmi, insieme ad altri documenti di interesse, sono stati raccolti nella sezione finale del volume. Alla base del programma e della sua ampia diffusione vi è, poi, una convinzione maturata da Magistratura Indipendente proprio in questi anni di grande difficoltà nel rapporto tra politica e magistratura. La convinzione che le elezioni del Consiglio Superiore della Magistratura non debbano essere avvertite come un episodio di rilievo ed interesse dei soli magistrati o delle correnti associative, ma come un evento rispetto a cui è indispensabile l'attenzione e l'interesse di tutti i cittadini. *Magistrati

Elezione del Consiglio superiore della magistratura 2006 Le idee e il programma di Magistratura indipendente