Giustizia: l'Italia rischia di essere messa alla porta dall'Europa

L'Oua presenta il terzo Controrapporto al Comitato dei ministri dell'Unione. I ritardi del sistema sono ancora elevatissimi. Ed è falso che le sezioni stralcio hanno concluso il lavoro

Rischiamo di essere messi fuori dall'Europa. Così ha affermato ieri il presidente dell'Organismo unitario dell'avvocatura Michelina Grillo alla presentazione del terzo controrapporto dell'Avvocatura sui dati dell'amministrazione della giustizia italiana. La prima esperienza partì nel 2002, quando l'Oua presentò per la prima volta uno stato dell'arte diverso da quello prospettato ed inviato al Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa da parte di via Arenula. Nel 2004 seguì il secondo ed iniziarono anche i primi contatti con la direzione statistiche del ministero, guidata da Fausto De Santis. Si aprì una breve esperienza con la quale si prometteva, soprattutto da parte del ministero, un maggiore coinvolgimento dell'avvocatura. Quella collaborazione probabilmente arriverà adesso, anche perché De Santis è stato eletto alla guida della Commissione europea per l'efficienza della giustizia Cepej per i prossimi due anni vedi tra gli arretrati di martedì 12 dicembre . Il presidente Oua, infatti, ieri ha affermato che nei prossimi giorni si avvierà un lavoro comune per lo studio dei parametri di registrazione per il monitoraggio del sistema giustizia, il famoso cruscotto, composto da una commissione paritetica Ministero Csm di cui ora farà parte anche un componente dell'Oua individuato in Andrea Pasqualin. Dopo un lungo rapporto di amore odio, come lo ha definito ieri il responsabile del centro dati Oua Marco Ubertini, inizierà così una fattiva collaborazione tra il neo presidente della Cepej e l'avvocatura italiana, il cui obiettivo sarà quello di rilevare al meglio i dati che illustrano la situazione italiana per poi intervenire. L'obiettivo - ha detto Grillo - è quello di concordare nel dettaglio gli indicatori del cruscotto allo stesso tempo dovremo ragionare sui riti, perché la loro pluralità rende impossibile una rilevazione esatta. I riti nel civile sono più di venticinque, dovremmo pensare a venticinque indicatori, oppure ricondurre i riti stessi ad un modello unitario . Ubertini ha ripercorso le tappe dei nostri rapporti inviati al Comitato dei ministri il 4 è stato presentato lo scorso luglio che con la risoluzione 114 vedi documenti nel Controrapporto leggibile tra correlati ha quasi invitato l'Italia a dimettersi dal Consiglio d'Europa. Un rischio che fortunatamente non si corre ma venti anni di richiami sono sotto gli occhi di tutti. Se l'Italia continua ad eludere i richiami e le richieste di interventi riformatori fatti dal Comitato dei ministri d'Europa, è seriamente candidata ad essere sospesa da questo organismo, con tutte le conseguenze che ne derivano. Bisogna tenere alta l'attenzione su questa vicenda e anche in virtù di questa preoccupazione il 29 novembre scorso abbiamo presentato una formale petizione al Parlamento europeo per fare una sessione straordinaria sul caso Italia . Il Controrapporto non contiene dati aggiornati fermi al 2004 per questo, ha spiegato Michelina Grillo, si prende atto del cronico ritardo con cui vengono presentati . Il problema principale poi non è la denuncia ma la fase successiva, quella propositiva Noi chiediamo - ha detto Grillo - che il ministero della Giustizia istituisca e renda permanente il confronto con gli avvocati per definire i parametri condivisi di rilevamento dei dati sul sistema giustizia ma, cosa più importante, che questa questione assuma la giusta rilevanza nell'agenda politica del nostro Paese. Si organizzi una Conferenza nazionale sulla giustizia, si convochi una seduta straordinaria del Parlamento italiano ed europeo su questi temi, si avviino le riforme strutturali e si stanzino le giuste risorse dando così una risposta seria alle richieste del Comitato dei ministri d'Europa . Le sezioni stralcio. Pur non avendo dati aggiornati, Marco Ubertini, si è comunque soffermato su alcuni numeri, analizzando le tabelle pubblicate giorni fa dal ministero. Sulle sezioni stralcio, ad esempio è stato detto che le sezioni stralcio hanno concluso il loro lavoro, mentre invece dalle tabelle pubblicate leggibili tra i documenti correlati, ndr emerge che i pendenti sono circa 41 mila . Il dubbio che attanaglia allora Ubertini è che le sezioni stralcio termineranno comunque il loro lavoro, l'incarico a termine dei Goa giudici onorari aggregati , prorogato al 31 dicembre 2006 cesserà non essendoci stata nessun rinvio sarebbe stato il terzo ma tutto l'arretrato passerà ai giudici ordinari. Ingolfando ancora di più la situazione della nostra lentissima giustizia. Lo stipendio dei magistrati. I numeri sono importanti e dimostrano tante cose per Marco Ubertini. Nel 2004 i magistrati erano 8632 ed incidevano nel bilancio del ministero per 882 milioni euro nel 2005 il numero è salito a 9230 ed il costo è arrivato a 1028 milioni di euro. per trovare i soldi - ha detto Ubertini - il ministero non ha coperto i posti che si erano ridotti per pensionamenti nel personale amministrativo. Ma perché c'è stato questo aumento? Perché nel 2004 l'età pensionabile dei magistrati è stata portata a 75 anni con un risultato perverso perché un magistrato a fine carriera costa quattro volte tanto di un magistrato di tribunale. Ecco perché il famoso proclama dei mille magistrati in più non è stato ancora attuato . p.a.

Movimento procedimenti civili anno 2005