Ordinamento giudiziario a singhiozzo e si riaffaccia il plagio

Da 4 a 8 anni per chi condiziona la personalità nell'ambito di un gruppo che promuove attività che abbiano per scopo creare o sfruttare la dipendenza psicologica . Mentre prosegue l'indagine su Costituzione europea e ordinamento italiano

Tutto rinviato a martedì prossimo. L'esame della riforma dell'ordinamento giudiziario procede a singhiozzo ma il ministro della Giustizia, Roberto Castelli non si scoraggia. Ieri in Aula al Senato ha affermato che la riunione del gruppo parlamentare della Lega ha deciso di andare avanti con il calendario previsto e votato dalla Capogruppo. Se la maggioranza garantirà il numero legale risolveremo rapidamente questo esame ha detto il Guardasigilli, aggiungendo anche che il Parlamento mercoledì pomeriggio si è espresso chiaramente contro l'emendamento che avrebbe modificato in maniera sostanziale la riforma, la Cdl l'ha bocciato e ciò significa che vuole questo testo e noi siamo fermi su questo punto, si vota il testo e aspetteremo con pazienza che si vada avanti . Castelli ha però lanciato una frecciata a tutti i senatori, ricordando loro che sono stati eletti per venire a votare io ho rinunciato ad andare al G8 per garantire il mio apporto di senatore e i senatori devono venire a votare perché questo è il loro primo dovere . Il voto di ieri contro l'emendamento Salerno è stato importante, ha continuato il ministro, e la riforma non è caduta a maggior ragione - ha concluso - vado avanti e non mi dimetto, so che questo farebbe felice i massocomunisti . Reato di plagio. In mancanza della riforma della giustizia, il fronte maggioranza opposizione si è spaccato ugualmente in Aula sul provvedimento che intende ripristinare il reato di plagio il Ddl è leggibile tra i documenti correlati . Con la relazione di Guido Ziccone Fi si è aperto infatti l'esame del provvedimento sul quale però pende la pregiudiziale di incostituzionalità presentata dal Centrosinistra che ieri per mancanza del numero legale è slittato alla prossima settimana. Secondo il provvedimento, proposto da Elisabetta Alberti Casellati Fi , sottosegretario alla salute per il Berlusconi ter, chiunque con violenza, minacce, mezzi chimici, interventi chirurgici o pratiche di condizionamento della personalità, pone qualcuno in uno stato di soggezione tale da escludere la capacità di giudizio e la capacità di sottrarsi alle imposizioni altrui, al fine di fargli compiere un atto o determinare un'omissione gravemente pregiudizievoli, è punito con la reclusione da quattro a otto anni. Ad aver colpito particolarmente però, è stata la norma anti-lavaggio del cervello da parte di sette o gruppi pseudoreligiosi. Secondo il testo infatti, se il fatto è commesso nell'ambito di un gruppo che promuove attività che abbiano per scopo o per effetto di creare o sfruttare la dipendenza psicologica o fisica delle persone che vi partecipano, le pene già previste sono aumentate di un terzo. Secondo Giampaolo Zancan la pregiudiziale di incostituzionalità si baserebbe proprio sulla sentenza della Corte costituzionale 96/1981, citata dallo stesso relatore per opposte considerazioni, che espunse il reato di plagio dal Codice penale. Nel corso di questi ultimi mesi - ha detto il relatore Ziccone in Aula - sono pervenute decine di messaggi di associazioni e centinaia, se non migliaia di altri messaggi di persone e famiglie che, incappate in questa situazione che sconvolge le comunità e le famiglie per la gravità di ciò che si è determinato e si continua a verificare, invocano un rapido esame da parte del Senato . La famosa sentenza della quale fu estensore Edoardo Volterra, ha spiegato in Aula Massimo Brutti, responsabile Giustizia per i Ds, muoveva proprio dal raffronto tra la vecchia norma penale sul plagio e gli articoli 25 e 21 della Costituzione della Repubblica la norma in esame reintroduce il reato di plagio del Codice penale del 1930 . Passando quindi alla disanima dei due schemi concettuali di suggestione e persuasione, esaminando la famosa sentenza, Brutti ha ribadito quindi l'incostituzionalità della norma in esame sulla quale l'Aula si dovrà pronunciare la prossima settimana. Indagine conoscitiva su Costituzione europea e ordinamento italiano. È proseguita ieri alla commissione Affari costituzionali, l'indagine conoscitiva su Costituzione europea e ordinamento italiano con l'audizione dell'Unione Camere penali italiane. Impossibilitato a partecipare il presidente Ettore Randazzo, ad illustrare la posizione dei penalisti sono stati il segretario Valerio Spigarelli e il componente della giunta e consulente del commissario europeo Franco Frattini, Daniele Grasso.I penalisti hanno ribadito tutte le loro perplessità rispetto sia al trattato della Costituzione europea che alle altre iniziative riguardanti la cooperazione giudiziaria come il mandato d'arresto europeo. Il presidente di commissione, Andrea Pastore Fi riferendosi al trattato, ha ammesso che il Parlamento italiano lo ha un tantino sottovalutato . Dal momento che già la prossima settimana i penalisti dovrebbero presentare un loro scritto con le proposte per una cooperazione giudiziaria nel rispetto del giusto processo, Pastore ha concluso che la commissione farà tesoro dei suggerimenti offerti. Anche alla luce degli esperti finora ascoltati - ha detto il presidente della I commissione - mi sembra che di problemi ce ne siano e molti, chiederemo al Governo una futura riflessione inserendo clausole volte al rispetto dell'articolo 111 della Costituzione . p.a.

Senato della Repubblica Disposizioni concernenti il reato di manipolazione mentale Ddl 1777/S nel testo proposto dalla commissione 16 giugno 2005 Articolo 1 1. Dopo l'articolo 613 del codice penale è inserito il seguente Art. 613bis - Manipolazione mentale . - Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, mediante tecniche di condizionamento della personalità o di suggestione praticate con mezzi materiali o psicologici, pone taluno in uno stato di soggezione continuativa tale da escludere o da limitare grandemente la libertà di autodeterminazione è punito con la reclusione da due a sei anni. Se il fatto è commesso nell'ambito di un gruppo che promuove o pratica attività finalizzate a creare o sfruttare la dipendenza psicologica o fisica delle persone che vi partecipano, ovvero se il colpevole ha agito al fine di commettere un reato, le pene di cui al primo comma sono aumentate da un terzo alla metà .