Liberalizzato il mercato della posta elettronica ibrida

La spedizione di bollette, estratti conto e fatture non sarà più affidata soltanto a Postel

Si apre alla concorrenza il mercato della posta elettronica ibrida grazie a un decreto del ministero delle Comunicazioni qui integralmente leggibile fra i documenti correlati si tratta di un segmento dei servizi di recapito di bollette, fatture ed estratti-conto utilizzati soprattutto da banche, assicurazioni e dai colossi dell'energia. Paletti stretti. Questo tipo di corrispondenza è inviata in grande quantità per via telematica presso centri di stampa che trasformano i documenti informatici in comunicazioni cartacee, la imbustano e la consegnano a Poste Italiane spa. Il gruppo guidato da Massimo Sarmi, poi, provvede a distribuire le missive ai destinatari, praticando per il servizio una tariffa più bassa rispetto alla posta ordinaria. Un decreto ministeriale del 18 febbraio 1999 poi modificato il 12 maggio successivo , però, imponeva agli operatori che intendevano fruire delle tariffe agevolate la titolarità di ferrei requisiti quantitativi almeno cinquanta milioni di invii l'anno e organizzativi la presenza di centri stampa in un numero minimo di aree territoriali di servizi . Antitrust in campo. Nel settore, finora, ha lavorato soprattutto Postel, una società che appartiene al gruppo Poste Italiane. Tanto che giusto un anno fa l'Autorità garante della concorrenza e del mercato aveva avviato contro il gruppo guidato da Sarmi un'istruttoria per un presunto abuso di posizione dominante ai sensi dell'articolo 82 del Trattato Ce . Già nel 1998, fra l'altro, un parere del Garante aveva bocciato uno schema di regolamento in materia segnalazione As174 del 26 novembre , che poi non ha avuto seguito al suo posto era invece arrivato il decreto del '99 che conteneva un' autorizzazione provvisoria all'espletamento del servizio di recapito della posta elettronica ibrida . Stop alle disparità. Ora il provvedimento emesso dal dicastero guidato da Mario Landolfi cancella la normativa precedente e riduce notevolmente le barriere all'ingresso poste agli operatori economici. Poste Italiane dovrà presentare al ministero delle Comunicazioni un piano di sconto in favore di tutte le aziende del settore, senza discriminazioni, tenendo conto che il gruppo per questo tipo di servizi affronta costi minori rispetto all'attività di recapito ordinario. E i requisiti per le tariffe agevolate? Saranno sufficienti - assicurano al Ministero - un milione di invii l'anno e un solo centro stampa .

Ministero delle Comunicazioni Decreto 17 febbraio 2006 Posta elettronica ibrida Articolo 1 Poste italiane S.p.a consente agli operatori di posta elettronica ibrida l'accesso alla propria rete postale per il recapito degli invii generati mediante l'impiego di mezzi telematici e trasformati in messaggi cartacei alle condizioni e con le modalità indicate nel presente decreto. Ai predetti fini il territorio nazionale è suddiviso in aree territoriali di servizio, corrispondenti ai comprensori postali di smistamento e di recapito individuati dai codici di avviamento postale di cui all'allegato A [ ]. Articolo 2 Il ritiro degli invii trasformati in messaggi cartacei, già imbustati e distinti per codice di avviamento postale, avviene a cura delle Poste italiane presso i centri stampa indicati dagli operatori di posta elettronica ibrida. Gli invii aventi caratteristiche di corrispondenza epistolare di cui al comma I, indirizzati ad aree territoriali di servizio diverse da quelle ove è stato effettuato il ritiro da parte di Poste italiane Spa, sono soggetti a tariffazione ordinaria. Per il recapito degli invii aventi caratteristiche di corrispondenza epistolare di cui al comma I indirizzati alle medesime aree territoriali di servizio ove è stato effettuato il ritiro, Poste italiane Spa applica a tutti gli operatori, per l'accesso alla rete postale, riduzioni rispetto alla tariffa ordinaria, che tengono conto dei minori costi effettivamente sostenuti e di una adeguata remunerazione del capitale investito, a condizioni eque, trasparenti e non discriminatorie. Tali riduzioni, che possono altresì presuppone un numero minimo di invii consegnati da uno stesso operatore, comunque tale da non costituire una significativa barriera all'entrata di nuovi operatori nel mercato della posta ibrida, devono essere comunicate, entro trenta giorni dal presente decreto ed entro quindici giorni da ogni successiva variazione, al Ministero delle comunicazioni in qualità di Autorità di regolamentazione del settore postale. Il Ministero procede alla approvazione delle riduzioni prospettate, valutata la congruità delle proposte in rapporto ai minori costi sostenuti da Poste italiane Spa rispetto al servizio ordinario di raccolta, trasporto, smistamento e consegna degli invii individuali indirizzati in aree territoriali di servizio diverse da quelle ove è stato effettuato il ritiro, tenuto conto di una adeguata remunerazione del capitale investito nella rete postale. Nel caso in cui il Ministero non si pronunci nel termine di trenta giorni dalla ricezione della comunicazione, le riduzioni si hanno per approvate. Ove sia necessario acquisire informazioni, documenti o pareri, il termine ricomincia a decorrere per non più di una volta dalla data della relativa ricezione. Fino all'approvazione delle riduzioni, la tariffa per il ritiro e il recapito di ciascun invio avente carattere di corrispondenza epistolare, di peso rientrante nel primo porto 20 grammi , indirizzato alle medesime aree territoriali di servizio ove è stato effettuato il ritiro da parte di Poste, resta fissata provvisoriamente in euro 0,37 per un numero minimo di un milione di invii su base annua. Per gli invii di corrispondenza diversa da quella epistolare si applicano condizioni economiche non discriminatorie da stipularsi tra Poste italiane S.p.a e gli operatori interessati. Articolo 3 Gli invii di natura epistolare generati mediante l'impiego di mezzi telematici e trasformati in messaggi cartacei devono essere individuali riportando in modo evidente sulla busta il logo P.E.I.E. posta elettronica ibrida epistolare , di cui all'allegato B, e l'indicazione del centro stampa di cui all'articolo 2. Articolo 4 1. Il Decreto del Ministero delle comunicazioni 18 febbraio 1999 è abrogato. ?? ?? ?? ?? 3