Idee chiare (e condivise) su come dovrà essere il futuro dell'avvocato

Raggiunto il traguardo di una mozione che vede d'accordo Cnf, Oua e Cassa forense. Riforma dell'ordinamento ribadita la distinzione fra tutte le attività professionali e quelle d'impresa

Riforma dell'ordinamento professionale, l'Avvocatura sabato scorso durante il Congresso nazionale ha approvato una mozione condivisa dal Cnf, dall'Oua e dalla Cassa forense che traccia le linee guida da seguire nel processo di modernizzazione della professione legale la mozione è qui leggibile nei documenti correlati . Gli avvocati, tuttavia, con una mozione politica finale hanno anche definito il calendario delle agitazioni e dato mandato all'Organismo politico di proclamare due settimane di sciopero cadenzate fino a dicembre. Il 12 ottobre prossimo l'Avvocatura si asterrà dalle udienze prendendo parte a Roma alla manifestazione unitaria di tutti i professionisti. Inoltre, lo sciopero proseguirà dal 13 al 18 novembre e dall'11 al 16 dicembre. Si prevedono, infine, ulteriori forme di protesta, secondo le modalità decise dagli ordini territoriali si veda in proposito l'articolo a lato . Il Congresso ha anche invitato i legali a una grande assemblea di tutta l'Avvocatura che si terrà nella capitale il prossimo 16 dicembre. Gli avvocati chiedono quindi al Governo e al Parlamento di provvedere alla sospensione dell'efficacia di alcune norme del decreto Bersani, per il tempo strettamente necessario alla concertazione ed emanazione della legge di riforma degli ordinamenti professionali e di quello forense in particolare. La mozione di riforma dell'Ordinamento professionale. Quanto alla riforma dell'ordinamento professionale nella mozione approvata sabato scorso a grande maggioranza dai delegati, l'Avvocatura ha ribadito la distinzione fra tutte le attività professionali e quelle d'impresa, sottolineando la specificità, l'autonomia e l'indipendenza del legale, la cui funzione e il cui ruolo sono costituzionalmente rilevanti. E proprio per difendere queste specificità che sono a garanzia della libertà dei cittadini che l'Ordine forense deve continuare a esistere. La riforma delle professioni, che va approvata entro l'anno partendo dai progetti di legge già depositati in Parlamento, dovrà garantire il miglioramento della qualità professionale degli avvocati, intervenendo sulla struttura della facoltà di Giurisprudenza. Quanto alle specializzazioni e alle relative forme di pubblicità informativa, spetterà alla normativa professionale stabilirne le modalità di acquisizione e di mantenimento. In quest'ambito vanno previsti sistemi efficaci di formazione permanente. Il sistema delle tariffe va difeso, pur semplificandolo per renderlo meglio comprensibile ai cittadini, mantenendo anche i minimi obbligatori per le prestazioni relative alla difesa dei diritti e degli interessi. Per cui le tariffe minime devono essere considerate obbligatorie almeno fino a quando le controversie non saranno definite in sede europea. Quanto al cosiddetto patto di quota lite, liberalizzato dalla legge Bersani, il divieto dovrà essere conservato, soprattutto a tutela dei cittadini più deboli che non sono in grado di far valere le proprie ragioni. Tuttavia, nella proposta messa a punto dall'Avvocatura, questa preclusione potrebbe essere superata per alcune materie specifiche famiglia , a condizione, però che i limiti siano precisi e le sanzioni severe. La pubblicità informativa sul servizio offerto e sui costi delle prestazioni, almeno in una fase iniziale, dovrebbe passare da un controllo preventivo del Consiglio dell'Ordine per verificare veridicità e correttezza dei messaggi. La mozione dell'Unione Triveneta. Il Congresso, inoltre, ha anche approvato la mozione presentata dall'Unione triveneta dei Consigli dell'ordine degli avvocati che, tra le altre cose, ha riaffermato la piena legittimità della protesta fin qui portata avanti dagli Avvocati in ogni sua manifestazione a fronte della lesione dei valori essenziali, anche costituzionalmente tutelati, della Giustizia e della professione e ponendo fin d'ora in evidenza un programma di nuove forme di protesta da attuare in ipotesi di mancato preventivo confronto il documento è qui leggibile nei correlati allegati . Inoltre, il XXVIII Congresso nazionale forense ha approvato anche una raccomandazione dal tema L'avvocato nella giurisdizione, oltre la giurisdizione il documento è qui leggibile nei correlati allegati . Conclusioni. Malgrado alcune contrapposizioni interne, l'Avvocatura è riuscita a mettere nero su bianco una proposta condivisa di riforma dell'ordinamento professionale. Soddisfatto Bruno Sazzini, il segretario generale dell'Anf, per la riaffermazione della centralità del Congresso, quale unico momento di determinazione della volontà dell'Avvocatura e per la partecipazione ai lavori dell'Aiga ma anche per l'intervento del Presidente delle Camere penali, Ettore Randazzo. cri.cap

XXVIII Congresso nazionale forense Seconda sessione Roma, 21-24 settembre 2006 Mozione sui principi per la riforma delle professioni e dell'ordinamento professionale forense Il XXVIII Congresso Nazionale Forense, riunito in Roma nei giorni 21 -24 settembre 2006 preso atto 1. dei documenti precedentemente approvati dall'Avvocatura, tra i quali, in particolare, i documenti emersi all'esito delle sessioni di lavoro del XXVII Congresso Nazionale Forense di Palermo ottobre 2003 , della IV Conferenza Nazionale dell'Avvocatura Napoli aprile 2005 e della prima sessione del medesimo XXVIII Congresso Nazionale Forense Milano novembre 2005 2. dei progetti noti di riforma delle professioni in attesa di esame parlamentare 3. delle ipotesi di testi di riforma dell'ordinamento professionale sino a questo momento noti e diffusi, e delle costanti elaborazioni in atto da parte di tutte le componenti dell'Avvocatura 4. dei recentissimi interventi normativi incidenti disorganicamente sulle professioni e, in particolare, su quella forense e, per l'effetto, sull'esercizio libero, indipendente ed autonomo della funzione difensiva, indica di seguito, i PRINCIPI FONDAMENTALI PER LA RIFORMA DELLE PROFESSIONI E DELL'ORDINAMENTO FORENSE A Principi comuni per la riforma delle professioni La natura stessa della prestazione professionale in cui l'elemento intellettuale è caratteristico e prevalente sull'elemento organizzativo, la distingue nettamente dall'attività d'impresa, anche di servizi, cui non può essere perciò assimilata. Il professionista, in quanto tale, si connota, nella comune accezione, come un esperto indipendente, che esprime un giudizio tecnico in scienza e coscienza. Anche per tale motivo il cittadino utente soffre di asimmetria informativa, non avendo di norma, le cognizioni e gli strumenti per riconoscere l'idoneità professionale del servizio offerto. Ne discende la necessità di un ordinamento che disciplini l'esercizio della professione, che, per le professioni incidenti su valori primari o costituzionalmente protetti, si esprime attraverso il sistema ordinistico. I recenti interventi legislativi appaiono in contrasto non solo con tali principi, ma anche con i disegni di legge giacenti in Parlamento, dal momento che, tanto in materia di tariffe, che in materia di pubblicità e di esercizio in forma interprofessionale, si limitano ad eliminare le regole tradizionali senza sostituirle con altre di nuove e più attuali, esprimendo una logica mercantilistica di equiparazione della prestazione professionale all'attività commerciale. Il mondo professionale è pronto a sostenere una riforma che trasformi ed aggiorni il sistema senza privarlo dei pilastri su cui si fonda. Il nuovo sistema, ribadita la natura esclusivamente pubblicistica dei consigli degli ordini e dei consigli nazionali delle professioni, dovrà confermare l'attribuzione agli ordini dei compiti di vigilanza deontologica, aggiornamento professionale e formazione permanente e di controllo, verifica ed attestazione della qualità della prestazione e dovrà altresì contenere meccanismi di consultazione con il Governo e forme di rappresentanza dei professionisti quale parte sociale, le quali trovano, in un contesto democratico e pluralistico che coinvolga le libere associazioni, la propria espressione in un congresso nazionale di categoria formato da delegati degli ordini territoriali designati in proporzione al numero degli iscritti e dotato di autonomia statutaria. In particolare dovrà essere garantito i l'esercizio della funzione disciplinare, attraverso appositi organi interni alle categorie, con la separazione tra funzione requirente e funzione giudicante, con la rottura del rapporto tra controllore e controllato e con le garanzie del contraddittorio ii il riconoscimento del pluralismo nell'esercizio della funzione di formazione, aggiornamento e qualificazione professionale, che, nell'ambito di direttive omogenee da parte delle istituzioni e con il loro controllo, consenta una varietà di offerte formative lasciate alla libera scelta di ciascun iscritto, coerentemente ai suoi particolari interessi professionali iii la rideterminazione dei sistemi tariffari che, resi trasparenti ed accessibili nei confronti della collettività, con il mantenimento e la conferma del controllo e dell'approvazione da parte di istituzioni pubbliche, assicurino comunque - in particolare alla professione forense per la sua rilevanza pubblica - livelli minimi e massimi e le eventuali deroghe correlate alla specificità degli ordinamenti professionali iv la previsione della possibilità di organizzare l'esercizio della professione in forma societaria anche interdisciplinare, esclusa però ogni forma di partecipazione di terzi come meri soci di capitale, a tutela dell'autonomia e indipendenza del professionista ed a garanzia dell'utente. B Principi per la riforma dell'ordinamento professionale forense 1. Natura, funzione e caratteristiche della professione forense competenze dell'avvocato a. va salvaguardata la specificità della funzione e del ruolo dell'avvocato, costituzionalmente rilevanti b. l'avvocato è un libero professionista, il quale nel rispetto delle leggi e delle norme deontologiche opera in piena libertà, autonomia e indipendenza, garantendo la tutela dei diritti individuali e degli interessi dei cittadini c. all'avvocato competono la rappresentanza, l'assistenza e la difesa del cittadino, in tutte le sedi giurisdizionali, anche non pubbliche, nonché le attività di assistenza e di consulenza professionali, ovunque si discuta di diritti d. l'avvocato, quale parte insostituibile e necessaria per l'attuazione della giustizia, svolge una funzione indispensabile al fine di garantire l'effettività della difesa del cittadino e. va affermata la necessità dell'effettività dell'esercizio della professione quale requisito per il mantenimento dell'iscrizione all'albo. F. dovranno essere previste coerenti disposizioni per l'attività degli avvocati nell'ambito dell'Unione Europea 2. Funzione e scopo dell'ordinamento forense l'ordinamento forense, in considerazione della rilevanza e specificità della funzione difensiva, deve a. regolamentare l'esercizio della professione di avvocato al fine di garantire prioritariamente gli interessi generali sui quali esso incide b. valorizzare la rilevanza economica e sociale della professione legale, favorendo la partecipazione dell'Avvocatura all'organizzazione politica, economica e sociale del paese, allo scopo di garantire, in ogni sede, la massima tutela dei diritti, delle libertà e della dignità della persona umana c. garantire l'indipendenza e l'autonomia degli avvocati, quali valori coincidenti con l'interesse generale all'effettività della difesa d. tutelare l'affidamento della clientela e della collettività, assicurando a tal fine correttezza e qualità della prestazione professionale. 3. Accesso alla professione di avvocato va regolamentato partendo dalla facoltà di Giurisprudenza e valorizzando il tirocinio, completato dalla partecipazione alle Scuole di formazione post-universitarie, al fine di consentire l'accesso alla professione soltanto a soggetti capaci, preparati e motivati, con conseguente giovamento per l'intera categoria e del sistema Italia a. quanto al percorso universitario, si ritiene essenziale condividere la distinzione tra la laurea breve triennale, senza possibilità di accesso all'albo, da quella magistrale quinquennale, unica via di accesso alla libera professione andrà peraltro previsto, per l'accesso al quadriennio della laurea magistrale, e quindi dopo il primo anno comune ai due indirizzi, un numero programmato, o quantomeno una selezione tramite test attitudinali e di verifica della preparazione di base va condivisa, e se possibile rafforzata, la previsione di inserimento tra le materie caratterizzanti il corso di laurea magistrale, della deontologia e degli ordinamenti giudiziario e forense, dell'argomentazione giuridica, nonché materie relative a strumenti di lavoro ormai imprescindibili, quali una lingua straniera, con particolare riferimento al lessico giuridico, e l'informatica giuridica b. quanto alle scuole di formazione post-universitarie, va premesso che l'avvocatura reputa siano da privilegiare, per la formazione del futuro avvocato, le scuole forensi, che stanno sorgendo sempre più numerose sull'intero territorio nazionale, rispetto alle scuole universitarie la pratica biennale va riaffermata come bagaglio ineliminabile della formazione del futuro avvocato, e deve comunque continuare ad essere svolta necessariamente presso gli studi legali dovrà risultare adeguatamente contemperata con la frequenza della scuola c. deve quindi essere nuovamente attribuita in via esclusiva all'avvocatura la titolarità della formazione forense, e quindi la funzione di trasmissione del sapere e dell'identità professionale, e conseguentemente le Istituzioni dell'avvocatura, con la partecipazione ed il concorso di tutte le componenti, e prioritariamente delle associazioni forensi, dovranno continuare ad esercitare il doveroso ruolo di formazione ed il controllo di professionalità d. vanno al più presto individuate risorse economiche pubbliche, per contribuire allo sviluppo ed al funzionamento delle scuole forensi, rivestendo la formazione dell'avvocatura, soggetto di giurisdizione, un innegabile interesse pubblico e. occorre prevedere una preselezione per l'accesso alle scuole post universitarie, unitamente a verifiche, periodiche e conclusiva, che consentano di testare adeguatamente l'idoneità del candidato all'ammissione all'esame di abilitazione il positivo superamento delle verifiche dovrà rappresentare condizione per la prosecuzione del percorso formativo f. quanto al tirocinio, appare indispensabile prevedere una pratica effettivamente professionalizzante, ossia concretamente svolta, sotto la guida del dominus ed il controllo dell'ordine territoriale vanno condivise le soluzioni già praticate in taluni Fori, con la previsione della presenza di tutors , quantomeno per gli Ordini maggiori, al fine di seguire con effettività e serietà il percorso formativo del praticante g. il ruolo del professionista dominus deve essere esaltato quale fonte di trasmissione dei saperi legati all'esercizio della professione h. lo svolgimento della pratica forense, deve risultare incompatibile con qualsiasi attività lavorativa e/o con altri contemporanei corsi abilitanti all'esercizio di altre professioni, così come va limitato tendenzialmente il numero massimo dei praticanti a due per ogni titolare di studio va previsto che il dominus, per accogliere praticanti, possa vantare un effettivo esercizio professionale continuativo per un congruo numero di anni, che vengono proposti nel numero di otto i. il praticante, al secondo anno di pratica, potrà essere abilitato all'esercizio professionale provvisorio, ma solo in sostituzione del dominus e sotto la diretta responsabilità di quest'ultimo j. va valutata l'opportunità di prevedere un equo compenso indennitario al praticante, escludendo comunque qualsiasi riferimento alla retribuzione , trattandosi di rapporto per nulla assimilabile allo schema del rapporto subordinato o parasubordinato detto compenso dovrà risultare parametrato alla quantità e qualità del lavoro svolto, pur sempre nell'ottica dell'apprendimento k. dovranno venire individuate precise modalità per caricare gli oneri economici della formazione del futuro avvocato, quale indispensabile soggetto della giurisdizione, sullo Stato o sulle Regioni, non soltanto per quanto attiene i finanziamenti alle scuole forensi, ma anche in relazione all'equo compenso di cui sopra, e ciò potrà avvenire - a titolo esemplificativo - mediante la previsione di forme di agevolazione fiscale va nondimeno garantita, pur in presenza dei finanziamenti pubblici suddetti, l'autonomia ed indipendenza della professione forense dalla ingerenza di ogni potere l. va limitata la validità temporale del certificato di compiuta pratica, ai fini dell'esame di abilitazione m. la disciplina dell'esame di stato deve garantire, per tutto il territorio nazionale, uniformi criteri di valutazione dei candidati e la verifica oggettiva del possesso delle conoscenze e dell'attitudine necessarie per lo svolgimento dell'attività professionale nella valutazione finale dell'esame di stato dovrà tenersi conto del voto di laurea, degli esiti della pratica forense e della frequenza di scuole e corsi di formazione, nonché di eventuali altri titoli, mediante il riconoscimento di crediti formativi n. l'esame di Stato per abilitazione all'esercizio della professione di avvocato dovrà essere finalizzato alla verifica delle effettive attitudini professionali degli aspiranti avvocati e dunque dovrà essere strutturato, sia per quanto attiene alla prova scritta che per quanto concerne quella orale, precipuamente sull'indagine sulla conoscenza degli istituti di diritto sostanziale civile, penale ed amministrativo e dei relativi strumenti processuali o. vanno introdotti limiti temporali sia per l'ammissione all'esame di Stato ad esempio non oltre due anni dal conseguimento del certificato di compiuta pratica sia per la successiva iscrizione all'albo degli avvocati ad esempio non oltre due anni dal conseguimento dell'abilitazione . 4. Specializzazioni - relativa pubblicità informativa la normativa professionale dovrà disciplinare le specializzazioni ed il loro conseguimento e mantenimento, pur nel contesto unitario della professione, senza istituzione di albi separati va evidenziato, in ogni caso, che il conseguimento di una o più specializzazioni non potrà attribuire riserva di attività nel settore, ma unicamente rappresentare in favore dell'utente idonea garanzia di maggiore preparazione tecnica specifica del professionista la disciplina delle specializzazioni andrà poi coordinata anche con quella della pubblicità informativa, onde offrire agli avvocati la possibilità di spendere, nell'informazione all'utenza, titoli certi e riconosciuti, ed a quest'ultima la possibilità di contare su specializzazioni affidabili e verificate nelle more dell'adozione della disciplina delle specializzazioni dovrà escludersi la possibilità, intempestivamente introdotta dall'articolo 2 del Dl 223/06, convertito, con modificazioni, dalla legge 248/06, di rendere oggetto della pubblicità informativa anche titoli e specializzazioni professionali infatti ciò, da un canto, rende possibili gravi abusi informativi in danno proprio di quei soggetti che la norma vorrebbe tutelare la grande maggioranza degli utenti, che non possiede strumenti per comprendere se titoli e specializzazioni vantate siano davvero sussistenti , con un risultato paradossalmente opposto a quello avuto in considerazione, dall'altro rende impossibile il controllo degli ordini, ai quali manca un parametro normativo o regolamentare al quale ancorare la valutazione 5. Formazione permanente è ineludibile la previsione di sistemi efficaci per la formazione permanente degli avvocati, anche in questo caso al fine di garantire la professionalità e la qualità della prestazione, che rappresentano obiettivi da perseguire con tenacia e convinzione, anche attraverso peculiari forme della sua certificazione si riscontra, infatti, la necessità di dare concreto contenuto all'obbligo deontologico della formazione permanente, sanzionando la sua omissione come grave violazione disciplinare. 6. Consulenza ed assistenza va affrontata e risolta positivamente la questione della disciplina normativa dell'attività professionale di consulenza ed assistenza ed a tale riguardo va riproposta con forza la richiesta di emanazione di una legge quadro che faccia suoi i contenuti della proposta di disegno di legge 1 che già il Congresso Nazionale Forense tenutosi a Palermo nell'ottobre del 2003 aveva approvato all'unanimità e che oggi deve essere riproposta all'attenzione delle forze politiche e sociali, ricercando le opportune sinergie con le rappresentanze istituzionali ed associative delle altre categorie professionali interessate. 7. Tariffe - pubblicità informativa circa le caratteristiche del servizio offerto, prezzi e costi a. va difeso il sistema delle tariffe, sia pure adeguandolo al nuovo assetto ordinamentale ed inoltre prevedendo migliore specificazione e semplificazione delle voci e degli importi, sì da consentire al cittadino utente una maggiore e più agevole comprensione, anche preventiva b. va mantenuto il sistema dell'obbligatorietà dei minimi tariffari fino alla definizione delle note vertenze pendenti dinanzi la Giustizia comunitaria, pur con la più ampia disponibilità ad una revisione del sistema in ottica di semplificazione, trasparenza e possibilità di ragionevole determinazione ex ante del compenso professionale, anche in relazione alla necessità di apprestare gli strumenti per un corretta informazione all'utenza c. a garanzia dell'indipendenza e della neutralità dell'avvocato rispetto alla lite va mantenuto il divieto del c.d. patto di quota lite, giacché la sua eliminazione appare foriera di svantaggi più che di benefici per l'utenza, aprendo la strada a possibili speculazioni proprio nei riguardi dei comuni cittadini, meno capaci di imporre le proprie ragioni in un rapporto che li vede quale parte debole, e altresì foriera di possibile contenzioso tra avvocato e cliente potrà semmai ipotizzarsi il superamento del divieto in alcune specifiche materie evitando settori sensibili quali, ad esempio, i diritti indisponibili, il diritto di famiglia ed in generale quelli con connotazioni pubblicistiche , ma con limiti precisi e severamente sanzionati, eventualmente sottoponendo l'accordo al nulla osta preventivo del consiglio dell'ordine d. circa la pubblicità informativa relativa sia alle caratteristiche del servizio offerto che a prezzi e costi delle prestazioni, di cui all'articolo 2 del Dl 223/06, convertito, con modificazioni, dalla legge 248/06, in assenza di esperienze sedimentate in tema di pubblicità informativa, appare quanto meno opportuno che, in particolare nella fase iniziale, vi sia un preventivo controllo degli ordini, i quali possano verificare veridicità e correttezza del messaggio un'incontrollata liberalizzazione, infatti, oltre a prestare il fianco ad abusi assai pregiudizievoli per gli utenti - la cui sanzione successiva interverrebbe a danno già verificato -, rischia di favorire inammissibilmente chi ha più mezzi in danno dei soggetti professionali più deboli e meno attrezzati non può infatti non considerarsi che fare pubblicità e farla in modo efficace costa, e non poco, e che una liberalizzazione non adeguatamente meditata rischia di risolversi, oltre che in un danno per gli utenti, come si è detto, in un grave pregiudizio per i giovani avvocati o quelli meno provveduti economicamente, che vedrebbero paradossalmente aumentare, anziché ridursi, le difficoltà di accesso al mercato 8. Struttura ed organizzazione dei consigli dell'ordine l'ordinamento dovrà ridisegnare la struttura e l'organizzazione dei Consigli dell'Ordine, contemplando l'aumento del numero dei consiglieri, sempre rapportato al numero degli iscritti, il già previsto allungamento della durata del mandato e limitazioni della rieleggibilità, il tutto anche alla luce delle nuove funzioni ed attribuzioni imposte ai consigli l'Ordine forense deve continuare ad esistere innanzi tutto a tutela dell'avvocato, e particolarmente a garanzia della sua autonomia ed indipendenza, che sono a loro volta a garanzia della libertà dei cittadini l'Avvocatura conferma la propria contrarietà circa la verticalizzazione del sistema e l'istituzione di un Consiglio Nazionale o Assemblea dei Presidenti degli Ordini, come adombrato in una delle più recenti proposte di fonte ministeriale, frutto di ingiustificabile oblio dei correnti modelli di rappresentanza forense, ed in particolare della previsione del Congresso Nazionale Forense quale Assemblea di tutta l'Avvocatura e quale espressione della generale volontà politica del ceto forense a. va, quindi, salvaguardata l'autonomia e l'indipendenza degli Ordini Circondariali, sia sotto il profilo del rigetto della prospettiva della creazione di un ordine unico nazionale, del quale siano articolazioni il Consiglio Nazionale e gli Ordini territoriali, in una strutturazione di tipo gerarchico e verticistico che, come detto, si respinge, sia sotto il profilo di indebite ingerenze ministeriali, che si risolvano nell'esercizio di discrezionalità amministrativa in materie riservate all'autonomia del sistema ordinistico, quali, in particolare, l'elaborazione del codice deontologico b. va assicurata la valorizzazione dell'attività dei consigli dell'ordine anche sotto l'aspetto dell'efficienza, prevedendo altresì norme che meglio consentano anche la disponibilità di adeguate risorse finanziarie c. in tale ottica è fondamentale garantire una presenza reticolare sul territorio da parte degli ordini, quale presidio per le esigenze del cittadino e collegamento con il sistema giudiziario d. occorre ripensare ai meccanismi elettorali del Consiglio Nazionale Forense e della Cassa di Previdenza, sia sotto il profilo di regole e modalità di esercizio dell'elettorato attivo, sia sotto il profilo dell'elettorato passivo, con l'obiettivo di garantire una migliore calibratura del rapporto elettivo tra l'Ordine distrettuale e gli Ordini del distretto, ed anche nella direzione di rivedere limiti alla eleggibilità, penalizzanti per le fasce più giovani dell'avvocatura i sistemi elettivi di tutti gli organismi dell'avvocatura dovranno quindi garantire la massima partecipazione degli aventi diritto al voto, la trasparenza delle operazioni elettorali, il rispetto dei principi della proporzionalità e di tutela delle minoranze, da attuarsi con l'apposizione di limiti alle preferenze esprimibili e. pertanto dovrà prevedersi che l'Ordine professionale operi attraverso i seguenti organismi di categoria a Consiglio dell'Ordine territoriale, con funzioni istituzionali, nell'ambito del territorio di pertinenza, previste dalla legge b Consiglio nazionale forense, con funzioni istituzionali e di giurisdizione disciplinate dalla legge c i sindacati e le associazioni costituiti nel rispetto delle norme del codice civile, con le funzioni di tutela e rappresentanza degli interessi anche economici dei professionisti che ad essi aderiscono d Congresso Nazionale Forense, assemblea generale dell'Avvocatura italiana, che rappresenta il momento di confluenza di tutte le sue componenti e, nel rispetto della loro autonomia, determina gli indirizzi generali dell'Avvocatura, formulando proposte sui temi della giustizia e della tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, nonché sulle questioni che riguardano la professione forense, ed elegge altresì l'organismo di rappresentanza politica dell'avvocatura e Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense f. potranno prevedersi forme di collaborazione e di coordinamento degli Ordini territoriali su base distrettuale o interdistrettuale o regionale o interregionale , nonché di partecipazione ad organismi e strutture internazionali, in particolare nell'ambito dell'Unione Europea g. dovrà prevedersi la salvaguardia della giurisdizione domestica in capo al CNF per la attività di avvocato, con esclusione di qualsiasi ricorso a giudizi di organi esterni all'avvocatura relativamente ai procedimenti disciplinari, pur nell'avvertita esigenza di valutare la creazione di organi distrettuali di esercizio della funzione disciplinare, sia nella prospettiva di alleviare i compiti di Consigli dell'Ordine circondariali, sia in quella di pervenire alla separazione tra organo inquirente ed organo giudicante il procedimento disciplinare dovrà quindi informarsi ai seguenti principi i contestazione degli addebiti ii diritto di difesa iii distinzione fra le funzioni istruttorie e giudicanti iv motivazione delle decisioni e pubblicità del provvedimento. 9. Necessità di evitare ogni confusione tra la professione di avvocato e l'attività d'impresa dovrà essere salvaguardata la necessità di evitare ogni confusione tra la professione di avvocato e l'attività d'impresa, in particolare disciplinando in modo adeguato l'esercizio della professione di avvocato in forma collettiva o associata, che garantisca una pluralità di modelli organizzativi, e contemplando anche strutture multidisciplinari con altri professionisti, per rispondere al meglio alle esigenze della clientela e del mercato dovrà comunque essere esclusa la partecipazione di soci di puro capitale, che mortifica il diritto del cittadino di poter contare su un difensore libero, autonomo, indipendente ed immune da potenziali conflitti di interesse 10. Rapporto di fiducia tra cliente e avvocato va riaffermata la necessità di tutelare il rapporto di fiducia tra cliente e avvocato anche di fronte a interventi legislativi invasivi, come le recenti leggi antiriciclaggio e sulla privacy, peraltro condivisibili nelle loro finalità generali di tutela del cittadino e del bene pubblico. Pertanto il Congresso afferma e fa propri gli enunciati principi, affinché vengano tradotti nell'imminente riforma delle professioni e in particolare nella riforma della professione forense e pertanto chiede a tutte le forze presenti in Parlamento di portare a compimento entro la fine del corrente anno l'iter legislativo della legge di riordino delle professioni, muovendo dall'esame combinato dei disegni di legge Mantini, Siliquini, Vietti e Taurini, fermi i principi sopra enunciati invita Governo e Parlamento a sospendere, nelle more dell'approvazione di tali riforme, a sospendere l'applicazione di quelle parti del decreto Bersani confliggenti con i citati principi e con i progetti organici di riforma all'esame del Parlamento chiede che si apra finalmente con il Governo quel tavolo di confronto che l'Avvocatura e le altre professioni hanno sempre ricercato e che finora questo Governo ha sempre negato dà mandato ai propri organi esecutivi di perseguire tali obiettivi con la massima fermezza, ricorrendo ad ogni forma di protesta che si ritenesse opportuna. 1 Proposta di legge per la disciplina dell'attività di consulenza ed assistenza legale Articolo 1- Oggetto e definizioni 1. La presente legge disciplina le attività di consulenza ed assistenza legale svolta in via professionale da professionisti iscritti nell'albo degli avvocati, dei notai e dei dottori commercialisti. 2. Ai fini della presente legge si intende a per prestazione professionale , la prestazione resa in qualunque forma da un professionista iscritto nell'albo degli avvocati o dei notai o dei dottori commercialisti in favore di un cliente b per consulenza legale la prestazione professionale avente ad oggetto l'informazione sul contenuto di norme giuridiche e/o sulla loro applicazione a specifica fattispecie astratta o concreta, resa anche in forma di parere, sia scritto che orale c per assistenza legale la consulenza legale svolta in funzione del compimento di uno o più atti specifici aventi rilevanza giuridica per l'ordinamento d per ordinamento di categoria , le disposizioni normative che regolano competenze, condizioni, modalità e compensi per l'esercizio della professione di avvocato, notaio e dottore commercialista Articolo 2 - Esercizio dell'attività di consulenza ed assistenza legale 1. L'esercizio dell'attività di consulenza ed assistenza legale svolta abitualmente, in via professionale e dietro corrispettivo è consentita esclusivamente agli iscritti all'albo degli avvocati, dei notai e dei dottori commercialisti ed è svolta nel rispetto di quanto espressamente previsto dagli ordinamenti di categoria. 2. Essa è altresì consentita da parte di professionisti diversi da quelli di cui al comma 1 del presente articolo in quanto strettamente funzionale allo svolgimento della loro attività professionale. 3. E' nulla ogni pattuizione avente ad oggetto il pagamento di corrispettivo, in qualunque forma, in favore di soggetti non iscritti all'albo degli avvocati, dei notai e dei dottori commercialisti quale compenso per attività di consulenza ed assistenza legale. 4. La legge determina le ipotesi in cui specifici atti aventi rilevanza giuridica per l'ordinamento sono considerati nulli o annullabili ove compiuti senza assistenza legale, disciplinando le modalità di accertamento e le relative procedure di attestazione. ?? ?? ?? ??

XXVIII Congresso nazionale forense Mozione presentata dall'Unione triveneta dei consigli dell'ordine degli avvocati Approvata a Roma il 23 settembre 2006 L'Unione Triveneta dei Consigli dell'Ordine degli Avvocati preso esame dei deliberati delle omologhe Unioni degli Ordini della Sicilia 11/09/2006 e degli Ordini della Lombardia 13/09/2006 , con cui sono stati richiamati principi fondamentali e condivisi in ordine all'ordinamento forense dei Principi fondamentali per la riforma dell'ordinamento Forense di cui al deliberato dell'assemblea dell'organismo unitario del 17 settembre 2006 e dei relativi lavori preparatori di cui alla conferenza di Napoli cui essa Unione Triveneta ho preso attiva parte dei punti enunciati nell'intervento di apertura del Presidente del Cnf del progetto di riforma dell'ordinamento forense elaborato dall'Oua e dal Cnf del progetto di riforma dell'ordinamento forense elaborato dal proprio iscritto avv. Dario Donella, progetto di cui segnala la condivisa individuazione della figura professionale dell'avvocato e la particolare attenzione al rapporto ed alle connessioni con gli aspetti previdenziali della professione punto anch'esso di fondamentale importanza I rileva a la sostanziale unitarietà nella valutazione dei principi fondamentali che devono reggere la professione, sottolineando, vista l'attualità dei tempi, l'imprescindibile importanza della indipendenza dell' avvocato e delle sue rappresentanze e l' inderogabile esigenza che l' esercizio della professione forense ed il relativo tirocinio cessino di costituire area di parcheggio per soggetti in attesa di occupazione o sottooccupati b la sostanziale possibilità di individuare soluzioni soddisfacenti e idonee, atte a risolvere i problemi delle strutture organizzative degli avvocati, ritenendo che la diversità di quelle proposte sia frutto e dimostrazione dell'impegno posto nell' affrontare problematiche complesse e nel valutare ogni aspetto positivo e negativo delle possibili scelte esemplare in tal senso essendo risultato il civile dibattito e l' impegno posto dagli intervenuti nella recentissima Conferenza di Venezia. II Ritenendo quindi a portata del Congresso l'individuazione di linee condivise sui principi fondamentali e di soluzioni concrete accettabili sugli aspetti organizzativi e strumentali e dichiarandosi pronta a partecipare lealmente e senza pregiudizi alle scelte necessarie esprime il proprio sostegno ai principi fondamentali quali espressi nel documento dell'Oua richiamato, segnalando, ad integrazione dei medesimi a la necessità dell'effettività dell'esercizio della professione quale requisito per il mantenimento della iscrizione all'albo richiamando l'attento esame di tale aspetto quale contenuto nell'elaborato dell'avv. Donella b la necessità di prevedere tra i principi stessi il massimo sostegno e la migliore valorizzazione dell'attività dei Consigli dell'Ordine, anche sotto profili di efficienza, nell'ambito dei compiti loro propri e quindi prevedendo norme che meglio consentano anche la disponibilità di adeguate risorse finanziarie c prevedere coerenti disposizioni per l'attività di tutti gli Avvocati nell'ambito dell'Unione Europea. III Inoltre, traendo, nell'ambito delle soluzioni rilevanti per il nuovo ordinamento forense, dalla peculiarità della propria esperienza fiducia negli enti locali del proprio territorio onde l'Unione Triveneta sollecita che sia consentita e prevista la partecipazione attiva delle Regioni sia alla gestione organizzativa della Giustizia nel territorio, sia l'intervento di sostegno alla professione forense con particolare riferimento alla formazione ed all'aggiornamento la necessità che dall'Ordinamento professionale siano espressamente consentite e previste forme di collaborazione e di coordinamento degli Ordini territoriali su base distrettuale o interdistrettuale o regionale e interregionale , nonché di partecipazione ad Organismi e strutture internazionali, in particolare nell'ambito dell'Unione Europea. Ciò premesso, intende tuttavia ribadire che il ruolo e il prestigio dei professionisti avvocati non può prescindere a dall'effettivo ruolo e prestigio della Giustizia Italiana, di cui gli avvocati italiani si sentono, come sono, una componente essenziale, onde appare impegno prioritario che la Giustizia sia effettivamente considerata come una funzione primaria, essenziale ed indelegabile dello Stato cui destinare le necessarie risorse e che si consideri l'innegabile crisi che la investe come problema centrale e prioritario da affrontare e risolvere b da una legislazione che, pur nella complessità necessariamente conseguente alla complessità dei rapporti della società moderna, pervenga a risultati almeno accettabili di chiarezza, coerenza e sistematicità e così anche consenta di pervenire ad una giurisprudenza con le stesse caratteristiche solo, infatti, affrontando e risolvendo i punti sopra menzionati gli avvocati italiani potranno svolgere effettivamente il loro ruolo di tutela dei diritti del cittadino, mentre suonano perfino irrisori gli inviti a competitività nella situazione attuale della Giustizia o a concorrenzialità nell' attuale situazione del numero degli iscritti e candidati all'iscrizione nell' Albo. IV Esprime pertanto al Parlamento, al Governo, all' opinione pubblica, il fermo invito a che vengano affrontati i problemi della Giustizia italiana la cui crisi irrisolta costituisce precisa responsabilità del mondo politico, dichiarandosi pronta a confronto costruttivo tanto quanto a proseguire in sede locale le fattive esperienze già avviate V Conferma la propria piena fiducia in un aperto confronto, senza pregiudiziali di facciata, che consenta di individuare una soluzione legislativa per le professioni, idonea a contemperare le esigenze dei professionisti e quelle dei cittadini e delle imprese, tanto quanto di individuare le soluzioni peculiari necessarie per la professione forense quali conseguenti alle funzioni ad essa affidate dalla Costituzione. VI Stigmatizza ogni volontà abdicativa del ruolo dello Stato nell'esercizio della funzione giudiziaria quale manifestata anche con la trascuratezza nell' affrontarne i problemi tanto quanto ogni, assurda, volontà punitiva nei confronti degli avvocati italiani quale espressione di norme inutilmente gravatorie di incombenti e carichi nei loro confronti o di svalutazione del loro titolo e ruolo, laddove l'apporto di conoscenza e di cultura proprie della professione forense costituiscono puntelli fondamentali della qualità della vita e della competitività e, quindi, sono idonee a tutelare quelle esigenze del mercato al punto massimo di compatibilità con le peculiarità della professione forense chiede che anche i punti sub II e III siano approvati dal Congresso e che di essi sia tenuto conto nella auspicata mozione di sintesi conclusiva che dovrà esprimere compiutamente i principi fondamentali chiede che i principi medesimi siano sottoposti con la massima evidenza, fermezza e urgenza alla classe politica e che ne sia resa nel contempo pienamente informata l'opinione pubblica, anche al fine di far conoscere le peculiarità e l'insostituibilità della funzione svolta dall'Avvocatura riaffermando la piena legittimità della protesta fin qui portata avanti dagli Avvocati in ogni sua manifestazione a fronte della lesione dei valori essenziali, anche costituzionalmente tutelati, della Giustizia e della professione e ponendo fin d'ora in evidenza un programma di nuove forme di protesta da attuare in ipotesi di mancato preventivo confronto. ?? ?? ?? ?? 1

XXVIII Congresso nazionale forense L'avvocato nella giurisdizione, oltre la giurisdizione Raccomandazione approvata a Roma il 23 settembre 2006 La protesta dell'Avvocatura avverso i recenti interventi legislativi trae il suo fondamento da una meditata analisi critica delle scelte legislative, accompagnata dalla volontà di riformare la professione forense nelle sue modalità di esercizio senza stravolgerne l'identità. Le iniziative di contrasto, che gli avvocati hanno svolto e stanno svolgendo contro la pretesa liberalizzazione introdotta con la legge 248/06, non sono reazione corporativa a tutela di pretese rendite di posizione, quanto l'assunzione di un ruolo politico che nasce dalla propria percezione che l'Avvocatura è un soggetto della giurisdizione, costituzionalmente previsto e garantito ex articolo 24. Denunciando l'opzione ideologica dell'ultimo intervento di riforma, di aggressione alla libertà della professione, quella forense in particolare, si smaschera la cifra di un provvedimento che ha l'evidente scopo liberticida di creare un bracciantato intellettuale privando gli avvocati della protezione del sistema ordinistico -la cui totale abolizione trasluce quale obiettivo finaleperché essi siano posti alla mercè del capitale anonimo e dei grandi committenti, non solo nazionali, del mercato dei servizi professionali verrà così meno ogni interesse alla garanzia della qualità delle prestazioni, sottoposte solo alla logica aziendalistica della riduzione di costi, come se la tutela dei diritti fosse riducibile ad un equazione algebrica di utile economico e non sia piuttosto propedeutica al perseguimento delle istanze di giustizia. Il perseguimento dell'obiettivo ideologico di una giustizia più effettiva è in palese contraddizione con la riduzione delle risorse destinate al comparto giustizia, drasticamente diminuite proprio dal decreto Bersani contro le sole dichiarate intenzioni di efficienza, dichiariamo la necessità del recupero del loro originario significato garanzia, come rispetto della difesa, prima ancora che diritto costituzionalmente garantito, quale precipitato processuale del rispetto della persona umana che ha diritto ad essere giudicata alla luce di tale sua superiore connotazione efficienza, quale assicurazione di saper dare una risposta tempestiva o comunque in tempi ragionevoli alla domanda di giustizia ed in conformità alla stessa. Da ciò proviene la denuncia della deriva tecnocratica soggiacente a tale progetto, per cui si devolve la funzione di amministrazione della giustizia a giurisdizioni inferiori, di tipo arbitrale o comunque meno attrezzate sul piano tecnico ovvero meno attente al profilo delle garanzie, nella logica non di una pluralità di giurisdizioni uniformate alla comune procedura, ma di più giustizie deboli, che non ricercano la verità del caso concreto ma provvedono alla luce di interessi contigenti. La messa in discussione dei modelli e dei criteri di giudizio, che eravamo abituati ad utilizzare per rapportarci alla realtà giudiziaria, deriva dal venir meno dei capisaldi dello Stato di diritto, anzi del mutamento del rapporto stesso fra Stato e diritto, con l'implosione del primo e la frantumazione dei suoi poteri non più accentrati nella sua forma di Stato-nazione a favore degli organismi sovranazionali, e lo sganciamento del diritto dalla pretesa di generalità ed universalità della norma, sia per relazione alla fonte relativismo assoluto che, in specie, ai destinatari ricorso alle giustizie private e formazione volontaristica e negoziale di corpi normativi elementari non ancora giuridicamente tipizzati . La giustizia ha vissuto in primo piano tale degrado dei profili istituzionali, conseguito alla fine dell'età del 'tutto è politica', con la attuale deriva di progressiva esternalizzazione della disputa al di fuori del processo tradizionale, prima con l'ampliarsi del ricorso alla giustizia arbitrale, poi con l'introduzione delle Authorities, da un lato, e con la prefigurazione delle ADR Alternative Despute Resolutions, dall'altro. Se la giurisdizione statuale può non essere l'unico ambito di composizione della lite, la disamina storica delle strutture politico-istituzionali dell'Italia come dell'Europa consente una possibile alternativa di diffusa soggettività politica che si possa manifestare anche nel pluralismo della titolarità e legittimazione all'amministrazione della giustizia. Se è allora inevitabile -perché già avvenutoil superamento dell'unicità della giurisdizione, nella chiave di recupero di una pluriforme soggettività politico-giuridica dei soggetti chiamati alla risoluzione delle controversie, si deve cogliere come l'unica modalità di preservare tale requisito, l'unicità appunto, va piuttosto perseguito nel mantenimento di un complesso di regole base, di disciplina minima del procedimento, capaci di omologare le necessariamente plurime, differenti e libere procedure, nel superiore interesse di garantire a tutti la parità di condizione nell'accesso e nello svolgimento della composizione della lite. In quest'ottica l'avvocatura, attraverso l'obbligatorietà della difesa tecnica, rivendica il rinnovato impegno e apporto all'attività di giurisdizione, impegno di accurata formazione professionale, di capacità di aggiornamento culturale, di recupero di una tenuta deontologica e morale degna delle sfide che ci attendono formazione di accesso, formazione permanente, correttezza comportamentale intesa come rispetto deontologico, cioè svolgimento della consecuzione essere - dover essere. È su queste ben più ampie basi che poggia il giudizio di contrarietà al metodo ed al merito della nuova normativa, non solo, quindi, per la parte che più direttamente riguarda la professione forense -per relazione all'abolizione dei divieti di pubblicità, del patto di quota lite e del sistema tariffario-, per la quale pure è legittimo, contro ogni falsa accusa di corporativismo, difendere i legittimi interessi ed i diritti degli avvocati e dei professionisti in generale che ne sono stati, per l'effetto, gravemente compromessi ma anche e soprattutto, per l'incidenza che la nuova legge ha, appunto, sulla giurisdizione e quindi sul concreto esercizio della domanda di giustizia da parte degli associati, che, secondo la previsione dell'articolo 24 della Costituzione, si declina a mezzo della difesa tecnica e perciò grazie agli avvocati. ?? ?? ?? ?? 2