Esclusiva Sky su Mondiali e Champions: diritti tv non così esclusivi, concorrenza intatta

Con comunicato stampa del 9 maggio 2013, l’Autorità Antitrust ha reso noto di aver escluso, con provvedimento del 23 aprile 2013, l’abuso di posizione dominante da parte di Sky nell’acquisizione in esclusiva dei diritti di trasmissione televisiva dei Mondiali di calcio 2010 e 2014 e delle tre edizioni della Champions League dal 2012 al 2015.

Nel maggio 2010 e nel gennaio 2011, RTI Mediaset ha segnalato all’Autorità Garante della concorrenza e del mercato un possibile abuso di posizione dominante da parte di Sky Italia. Il caso. Iniziato il procedimento, l’Antitrust ha voluto verificare se l’acquisizione in esclusiva da parte di Sky, per tutte le piattaforme, dei diritti trasmissivi in modalità a pagamento dei Mondiali di calcio 2010 e 2014 nonché della UEFA Champions League 2012-2015 costituisse una violazione dell’art. 102 TFUE, in quanto frutto di un’unica strategia complessiva di Sky, volta ad escludere i potenziali e attuali concorrenti attivi nell’offerta di servizi televisivi a pagamento . I diritti tv per i Mondiali. Con regolare procedura di assegnazione da parte della FIFA, Sky ha acquistato i diritti per la trasmissione in modalità pay su tutte le piattaforme, compreso il digitale terrestre, di tutti i 128 incontri delle due edizioni dei Mondiali di calcio 2010 e 2014, di cui 50 in simulcast con RAI e 78 in esclusiva. Dai dati di abbonamento rilevati durante il Mondiale 2010, già disputato, l’Autorità rileva che non c’è stato alcun significativo squilibrio. Evento attrattivo, ma limitato nel tempo nessun vantaggio di posizione. Infatti, pur essendo un contenuto particolarmente attrattivo, i Mondiali di calcio si svolgono in un breve arco temporale e con cadenza quadriennale. Inoltre, la visione in chiaro dei principali incontri di tale competizione è assicurata dagli obblighi di cui alla Direttiva comunitaria Televisione senza frontiere , la quale stabilisce le condizioni che consentono al pubblico di accedere liberamente alla trasmissione di eventi considerati di particolare rilevanza per la società quali i giochi olimpici, il campionato del mondo di calcio e il campionato europeo di calcio . I diritti tv per la Champions. A seguito di negoziazione con la UEFA, Sky ha acquistato i diritti esclusivi, da esercitare in modalità a pagamento, di tutti gli incontri della Champions League per le edizioni dal 2012 al 2015, con esclusione del miglior incontro del mercoledì, nonché la finale del torneo in simulcast con RTI e gli highlights . Tale tipo di contenuto ha grande rilevanza nel mercato dei diritti tv sportivi. Ma l’acquisizione di tali diritti è derivata da un confronto competitivo tra gli operatori televisivi interessati, nell’ambito di una procedura che prevedeva l’assegnazione secondo un approccio a piattaforma neutrale, ossia con pacchetti di diritti trasmissivi esercitabili su tutte le piattaforme televisive . Peraltro, in corso di procedimento Sky ha ceduto a RTI, principale competitor, il diritto a trasmettere, in modalità a pagamento, tutti gli incontri relativi al campionato UEFA Champions League. E’ vero che tale cessione si riferisce solo a due delle tre stagioni, ma non si può inferire un abuso di posizione dominante riferendosi all’esclusività dei diritti per la sola stagione 2014-2015, la cui futura cessione, peraltro, non può nemmeno essere esclusa. Escluso l’abuso di posizione dominante. Visti i dati acquisiti, l’Autorità Garante della concorrenza e del mercato non rileva alcun motivo di intervento nei confronti di Sky rispetto alla condotta contestata, ritenuta non più sussistente.

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